Recensione dell’album “When she will come” dei Blue Cash

“When she will come” è un album che non potrà non piacere ai seguaci del rock puro. Un sound essenziale che non si discosta dalla tradizione di un genere che pur volendo cambiare, resta legato alle sonorità più passionali, dalle chitarre, a una batteria semplice e diretta e a una voce che vuole solo raccontare storie con la musica. Sembra semplice, ma non lo è affatto. I Blue Cash hanno esperienza musicale. E si sente. I brani variano dalla ballata rock come “King of nothing” a pezzi più dinamici e ritmati come “Message to a friends” e “The Gift” e When she will come”, mantenendo stile e sonorità essenziali e sempre equilibrate in funzione dell’obbiettivo rock dell’intero disco. “The End” sembra voler sfociare in un country miscelato a un rock indiavolato, il tutto con un ottimo risultato. “Do it for nothing” è una ballata intrigante e appassionata. Senza voler anticipare nulla è chiaro che questa band si ispiri alla musica di Johnny Cash, come si intuisce già dal nome del gruppo, ma la notizia è che questi ragazzi lo fanno in modo convincente, visto anche il mostro sacro con il quale vogliono misurarsi. Questo paragone, a mio avviso, è però limitativo, poiché questa band raccoglie influenze musicali molto più ampie e soprattutto più moderne, dando quindi nuova vita a uno stile senza volerlo sovvertire, ma semplicemente evidenziane l’assoluta contemporaneità. In un periodo musicale povero di veri stili innovativi questo disco rappresenta una lezione di musica e stile, che ci riporta alla musica vera.

Totani su Totem dei Blue Parrot Fishes a cura di Daniele Mosca

L’album “Totani su Totem” dei Blue Parrot Fishes parte con un intro originale e divertente. E sì, l’ho ascoltato fino alla fine. “Il sogno mio più bello” è un brano pop e contemporaneamente molto rock, contaminato da diverse venature. Con un testo sarcastico, ma con attinenti radici nella realtà. “Tra me e me” viaggia su un bel rock, armonioso e ben suonato. “Babylonelya” è una ballata intensa che sembra scritta da un cantastorie, uno stile attraente e che balla tra diverse sonorità a approcci musicali, tutti espressi in grande stile.”Dylanyopolih” è un brano anche in questo caso decisamente rock, miscelato con sonorità differenti, tutte amalgamate come ingredienti di un buon piatto. I testi sono storie particolari e originali, condite da metafore saporite. “Porcelli” è un pezzo dall’impatto importante, avvolgente dal punto di vista musicale. Miscela rock, soul, hip hop in un modo perfetto. Che dire, ottimo brano. “Chill out” è una bella ballata rock elegante e affascinante. “Assurdo” torna sui binari che contraddistinguono l’intero disco: un rock sarcastico e metaforico. “Camminatore dei cieli” continua con lo stile dell’intero album e disegna anche in questo caso traiettorie musicali avvolgenti e intensità di esecuzione di brani originali, anche da un punto di vista di testo e interpretazione in funzione della musicalità, che talvolta ricorda lo Ska moderno, miscelato a un rock con forti radici internazionali. “L’inno alla banana” scherma un testo ironico con uno scudo rock ben suonato e gradevole. “Lo straordinario Dugongo” è ancora sarcasmo e ironia mascherata per far passare messaggi molto più intensi di quello che possono sembrare a un primo ascolto. “Agrodolce” è la ballata che chiude l’album con una finta leggerezza, che cela un grande lavoro di scelta delle parole e delle atmosfere. Un racconto intenso. “Totani su Totem” è un album particolare, musicalmente eccelso, dissacrante, sarcastico e ricco di sfumature musicali e metafore. Un bel lavoro, sicuramente non consigliabile a tutti per la complessità dell’offerta, ma agli amanti della musica decisamente sì. E non è poco.