Recensione del romanzo “1982 – Viaggio nel tempo” di Luisella Ceretta

Chi non ha mai desiderato, almeno una volta nella vita, di tornare indietro per esplorare il proprio passato e interferire in esso, per modificare il corso degli eventi? Oppure di balzare nel futuro per aggiudicarsi anticipazioni, anteprime esclusive di quello che sarà? Osservare da vicino quello che siamo stati e quello che saremo?

Luisella Ceretta, nuova autrice della Spunto Edizioni, esordisce con un breve romanzo in cui ci regala questa opportunità: viaggiare a ritroso di vent’anni. Con una scrittura fresca, ironica e giovanile, ci racconta la simpatica e surreale avventura di Giulia nel giorno del suo ventesimo compleanno. Il tunnel di un autolavaggio si trasforma in una macchina del tempo che catapulta lei, sua zia Gina e le amiche della zia in una calda domenica del 12 luglio del 1982, quando l’Italia intera era incollata ai televisori per la finale dei mondiali di calcio contro la Germania.

Ognuna delle protagoniste, con età diverse, rivede se stessa: da chi è appena nata in un reparto d’ospedale come Giulia, a chi deve sostenere l’esame orale di Maturità rischiando di scivolare su una domanda di geografia astronomica. Non solo. E’ un’occasione per curiosare nelle case dove abitavamo e nelle scuole dove abbiamo studiato, per incontrare persone che non fanno più parte della nostra vita o per vedere i nostri genitori giovani, al momento della nostra nascita. Se da un lato può sembrare un gioco divertente e emozionante, dall’altro può essere pericoloso perché la tentazione di interferire con gli eventi è fortissima, irresistibile: c’è chi desidera vendicarsi di torti subiti, o di scongiurare incidenti, o di migliorare i propri risultati. Tutti vorremmo ridisegnare il nostro vissuto, riscriverlo inserendo modifiche, evitandoci dolori, perdite affettive, frustrazioni. Ma non si può. Ritornare indietro con il senno del poi, già conoscendo gli sviluppi futuri, rischia, a lungo andare, di trasformarsi in un’esperienza inquietante. Le protagoniste si sentono disorientate e sfasate in una Torino che faticano a riconoscere, con le lire al posto degli euro, i cellulari che non funzionano e la sensazione di essere tagliate fuori dal mondo, come aliene sbarcate sul pianeta Terra.

Dopo ore intense trascorse a viaggiare nel passato, occorre ingegnarsi per ritornare al presente della narrazione. Riusciranno le ragazze a planare nella loro epoca ovvero nell’anno 2002 quando la storia muove i suoi primi passi?