Il Cigno Nero, il nuovo romanzo di Francesca Forlenza

Il “Cigno Nero” di Francesca Forlenza è un romanzo che getta le basi narrative per quello che è il romanzo “Il Leone del Saraha”, di cui ho avuto già modo di parlare. In teoria parliamo di romanzo erotico, in pratica è molto di più. Si tratta di una bella storia, costruita bene, con personaggi molto ben delineati e con una sicuramente forte componente erotica, ma anche emotiva e sentimentale. La costruzione della storia svela l’attenzione per la trama, per la sue costruzione in funzione degli eventi futuri e lo sviluppo dei personaggi. Francesca Forlenza per quanto mi riguarda è stata una bella scoperta narrativa, il suo modo di scrivere non è mai banale e rende giustizia a un genere tante volte relegato a storielle da spiaggia. In questo romanzo c’è passione, sentimento e soprattutto conflitto, quello tra personaggi, tra punti di vista culturali diversi. I protagonisti sono Samin e Borna, due persone diverse, legate l’una all’altro da un forte sentimento. Samin però  vive in un mondo in cui una ragazza giovane e vergine può essere venduta a un luogo di perdizione, in cui per il piacere di alcuni può essere sacrificata la vita stessa di quella ragazza. Samin è costretta a entrare in un inferno che sembra senza uscita, un inferno che la cambierà. La sua speranza di salvezza e redenzione è legata proprio a Borna, la cui guerra è appena iniziata. Il Consiglio è di leggere questa storia prima del capitolo successivo “Il Leone del Saraha”, dove ritroveremo entrambi e nel bel mezzo del conflitto con un altro personaggio che in questo romanzo compare: Asad. Che dire, consiglio vivamente la lettura dei romanzi di Francesca anche a chi generalmente non è amante di questo genere, ma ci tengo a dire che questo romanzo lo considererei di genere, bensì un ottimo romanzo,a prescindere dalla sua collocazione di una categoria. Il che non è poco.

Ho posto alcune domande a Francesca, ecco cosa ci ha risposto.

Borna e Asad sono due personaggi complessi, spinti da

 diversi sentimenti, tra le quali la passione e l’ambizione. Come li hai creati?

Mi piace porre in contrapposizione i caratteri, le situazioni, le vicende, i sentimenti, quindi è stato inevitabile creare personaggi simili/agli antipodi. Ho forgiato i loro caratteri usando sentimenti poco cordiali, primitivi, a volte eccessivi come l’ambizione, la vendetta, la passione/lussuria, in questo modo le loro azioni/reazioni durante la narrazione generano una sorta di effetto a catena.

Samin è dolce, innamorata, ma si ritrova improvvisamente catapultata in un mondo di perversione e, diciamolo, violenza. Qual é il limite tra sadismo e crudeltà? E soprattutto, possiamo definirne un connotato storico?

Il confine tra sadismo e crudeltà è labile. Asad è sadico, però non è crudele perché è un uomo con ideali, precetti e sentimenti positivi/negativi. Il Compagno vestito di rosso è sadico con cadenze crudeli perché rappresenta il lato oscuro, il polo b. Gli uomini e le donne del Focolare del piacere sono “sadici crudeli” perché la loro umanità è latente, quasi nulla. Credo che il confine tra sadismo e crudeltà risieda proprio in questo: umanità.

Il romanzo erotico viene spesso relegato a prodotto in qualche modo di subordine rispetto alla narrativa più classica, alcuni romanzi, aimè, non tradiscono questa aspettativa, ma i tuoi due romanzi sono qualcosa di decisamente completo e fruibile anche da chi non è amante del genere. Cosa pensi di questi, se vogliamo, pregiudizi?

Sì, possiamo definirli pregiudizi. Come mi comporto quando mi relaziono con persone con simili pregiudizi? Li ignoro. Puoi discorrere con un giudizio negativo o un parere dato dal gusto, però non è possibile creare uno scambio di opinioni o un dibattito se dall’altro lato vi è una chiusura. Mi spiace molto. Ogni opera può emozionare, insegnare e far riflettere.

Il Cigno Nero è un prequel, introduce a una realtà culturale complessa, quella araba, e alle contrapposizioni con il pensiero occidentale. Una miscela esplosiva, che svela quanto ci possa essere di passionale dietro a ciò che non si conosce. Specie se riguarda qualcosa che si annida dentro di noi. É un aspetto che ti affascina quando scrivi un romanzo?

Sì, mi affascina. Come ho detto, quando scrivo, tendo a porre in contrapposizione tutto. A partire dalle diverse realtà culturali, fino al bene fraterno/vendetta.

Samin ed Elizabeth, due protagoniste, due mondi. Cosa le lega indissolubile, a parte l’amore?

La loro dignità di donna e i loro sogni. Sono donne forti. Donne che combattono per l’amore, per ciò in cui credono e per i loro sogni. Nel seguito troveremo una Samin più matura, più forte, più consapevole. Sorvolo la condizione di Elisabeth. Il Leone del Sahara Libro Primo termina con il suo rapimento per mano di Borna e Samin, per tanto preferisco non esporre nessun particolare. Posso dire che ci saranno delle svolte inaspettate.

Domanda di rito: a cosa stai lavorando? Uscirà un terzo capitolo?

Sì, uscirà il terzo capitolo. Attualmente sto scrivendo due opere. Diverse ma legate. Se dovessi attribuirne un genere… beh non saprei. Forse un po’ dark, un po’ erotico, un po’ fantasy a tratti crime.

Ringrazio Francesca per la fiducia e la collaborazione! Alla prossima!

Recensione del romanzo “Il Leone del Sahara” di Francesca Forlenza

Il “Leone del Sahara” è un romanzo che riesce a miscelare erotismo, passione, azione e sentimento, in una storia avvincente. I personaggi sono stati costruiti con attenzione, mostrando intensità e fascino. I due personaggi principali sono Elizabeth e Asad. Lei è un’agente sotto copertura, lui un Sultano di un Emirato. Due figure che rimangono intrecciate in una ragnatela di legami: sentimento, lavoro, passione, erotismo, sesso, oltre che da una misteriosa missione. Elizabeth deve, infatti, difendere Assad, a sua insaputa. A peggiorare la situazione, la differenza di cultura e i due mondi così diversi che li separano. Ma è proprio su questo frangente che il romanzo apre una luce nuova sulla possibilità rompere le barriere culturali, grazie al legame che sembra unire indissolubilmente i due protagonisti. Nonostante i diversi punti di vista, la relazione tra i due fonde sesso e perversione, in un filo invisibile che non vuole spezzarsi. Francesca Forlenza costruisce una trama che riesce a raccontare il tema della dominazione senza clichè e soprattutto senza essere mai scontata. Le ambientazioni da favola e le atmosfere cariche di adrenalina ed erotismo creano un mondo parallelo, accanto al quale scorre la suspance. Una miscela esplosiva che rende questo romanzo davvero molto interessante e che mostra il talento dell’autrice. Sarebbe riduttivo definire “Il leone del Saraha” con un solo genere. C’è molto di erotico, sentimentale, ma anche di azione e mistero, in questo racconto. Ma per entrare meglio nel mondo di Francesca Forlenza, ho voluto porle alcune domande. Ecco una piccola intervista.

Il tuo è un romanzo particolare, erotico, romance, azione. Come è nata l’idea di costruire un romanzo come “Il leone del Sahara”?

Prima della trama, dell’idea, è nato Asad. Ho immaginato quest’uomo superbo, cinico, spocchioso, maledettamente affascinante, intelligente e sadico. Per quanto riguarda le caratteristiche estetiche ho seguito i miei desideri. La dinamicità della storia è stata inevitabile. Accanto a un uomo “particolare”, bisognava accostare una donna forte, e due caratteri forti inevitabilmente si scontrano, devono scontrarsi verbalmente e fisicamente. Le faide familiari e politiche sono nate in seguito. Non mi piacciono le storie statiche, preferisco l’avventura.

L’idea della donna, della sua sessualità e della sua libertà, in una società difficile come quella mediorientale, esiste, secondo te, un futuro di maggior apertura mentale sotto questo punto di vista, anche in questa parte di mondo?

Lo spero.

Il sesso, l’amore prima di tutto, sembra essere più forte anche della sete di vendetta, quanto c’è di romanzato e quanto di vero in questa idea? L’amore prima di tutto?

Sì. L’amore è alla base della narrazione. Credo che l’amore possa superare barriere ideologiche, torti subiti o inferti, diversità caratteriali, precetti arcaici. etc Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) non c’è nulla di romanzato in questa idea.
Come hai costruito i tuoi personaggi, da quali basi dei partita?

Dalla fantasia. Ho giocato con la mia fantasia.

Cosa consiglieresti a un giovane scrittore che si affaccia per la prima volta sul mondo dell’editoria?

Il mio consiglio? Scrivere seguendo le sensazioni, le emozioni di pancia. Le critiche? Le critiche sono presenti in qualsiasi ambito della vita. Bisogna imparare dalle critiche costruttive e ignorare quelle dettate da sentimenti poco “cavallereschi”.

Chi è Francesca Forlenza?

Una ragazza semplice. Una sognatrice. Una solitaria con un carattere spigoloso.

Ringrazio Francesca per la gentile collaborazione.