Recensione dell’album “Di che cosa hai paura?” di Comelinchiostro

“Chissà” è un brano intenso e graffiante. Una musicalità attraente e ben costruita e studiata. Un contesto sociale e poesia sono le caratteristiche del brano. “Facile” prosegue la poesia di questo disco, con un sound che miscela tradizione e musicalità moderna. “Disegnerà” è un brano che parte sussurrando parole coinvolgenti e sentite, un racconto che sa di vita, di futuro e inchiostro per costruire e, appunto, disegnare un mondo nuovo, o forse una parte importante di noi. “China come l’inchiostro” è una ballata elegante e curata in ogni suo dettaglio, da quello musicale a quello delle parole. “La tempesta” prosegue il viaggio nella poesie e in un alto livello di qualità cantautoriale, che richiamano a opere e artisti che hanno scritto la storia della musica. “La zattera della medusa” ha un ritmo più sostenuto rispetto ai brani precedenti e racconta una storia importante e carica di riflessioni da fare. Traccia una rotta, oltre i silenzi e la paura, oltre il mare. Verso la vita. “Tempo e virtù” è una poesia, un gioco di parole e di storie costruite per sognare e vivere. “Zenzero e noci” chiude il disco con una sensibilità, la stessa che contraddistingue ogni traccia. Un bel disco, “come quelli di una volta”, mi verrebbe da dire. Ma si sa, io sono un romantico e amo la musica che fa venire i brividi. E questo disco fa proprio questo effetto a quelli come me. E non è poco.