Recensione dell’album “A un passo da qui” di Marco Rò

“A un passo da qui” di Marco Rò è un album decisamente melodioso, brani intensi, ben costruiti e con contenuti importanti. Ascoltandolo sembra di riascoltare il primo Luca Barbarossa e proprio di quest’ultimo questo autore sembra possederne le capacità cantautoriali. Lo si percepisce già dai primi brani “La lista” e “Immagini a righe”. “Tutto quello che non sai” è una ballata, un brano profondo e intimista, che suona decisamente molto bene.  “Ale” e “La scala mobile” sono due brani che racchiudono lo stile elegante di questo cantautore, molto orecchiabili e ben costruiti. “Dune” possiede una musicalità che si discosta leggermente dai brani precedenti, senza però allontanarsi dall’eleganza dell’intero album, un bell’amalgamarsi di voci che creano una bellissima atmosfera musicale, carica di immagini e sensazioni.  “A un passo da qui” è una ballata che si lascia ascoltare, parole taglienti, ricordi incalzanti e quel senso di amarezza che traspare attraverso le note e una voce che si racconta e che mostra un mondo parallelo. Venature Jazz nel brano “Sul paradosso” e una bella musicalità. “In blu”  è un brano intenso che sussurra una storia che emoziona. “Mosca mon amour” esprime un pop con contaminazioni internazionali. “C’era una volta” è pezzo che gioca sulle metafore e i paragoni per ricostruire la storia del nostro paese, con un filo di ironia, che poi è spietato realismo. “Step one” chiude l’album e lo fa con una ballata con stile internazionale, avvolgente e appassionata, come d’altro canto l’intero album. Un bel lavoro che si lascia gustare traccia dopo traccia e che svela il talento di un cantautore. Da ascoltare.