Causaedeffetto



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Comunicazione



Entriamo nel mondo dei Nadiè e in particolare dell’album “Acqua Alta a Venezia”, dove rock, melodia e attualità si fondono per regalare emozioni e sensazioni intense. Si inizia con “Conigli”,  un brano criptico che riesce a far vedere con chiarezza un’immagine struggente e irriverente del mondo e di noi stessi. Un senso malinconico di precarietà emotiva, qualcosa di profondo che rimane in bilico, annientato dal silenzio. “In discoteca” svela quello che le luci psichedeliche nascondono, le ombre dietro i divanetti e le anime perse in una nebbia, in cui la speranza sembra perdersi. “Solo in Italia si applaude ai funerali” mostra il lato oscuro di un paese controverso, in cui la giustizia troppo spesso è la grande assente, seguita dalla speranza di ritrovarla intatta. E soprattutto ancora viva. “La bionda degli Abba” è un ritratto intenso e carico di amarezza, ricordi e sensazioni sparse per terra. “Breve esistenza di un metallaro” è una storia che parte dal dietro le quinte di vite rimaste ai margini di se stesse. Mentre si cerca qualcosa, si scopre di aver perso, forse tutto. “Dio è chitarrista” è un brano in cui il rock trasuda da ogni nota, senza togliere spazio ai testi anche in questo caso profondi e ricchi di metafore di vita, con metafore che giocano sul ruolo della religione e le sue contraddizioni. “Acqua Alta a Venezia” è uno spaccato di una società, raccontata con giri di parole, metafore, ma senza allontanarsi dalla cruda realtà, che emerge prepotentemente. “Gli Sposi” è un quadro amaro, i risvolti di un amore che si tramuta in indifferenza, reso simile a un nuovo regalo, pronto a invecchiare e a essere dimenticato. “Fuochi” è un brano che segue le caratteristiche rock dell’intero album, analizzando la società e i suoi compromessi, per arrivare a quel che resta. E a un futuro che profuma di incertezza. “Bandiere a mezz'asta” è un brano che affronta la società e le sue contrapposizioni culturali e un po’ come in tutto l’album emerge l’amaro di una storia che si trascina spesso senza scontrarsi con la realtà, i problemi e le speranze che sembrano rarafatte. L’album “Acqua Alta a Venezia” è bello, per intensità, qualità musicale, profondità dei temi trattati, costruzione dei brani e interpretazione. Uno stile cantautorale non proprio originale, ma che coglie appieno le radici della musicalità italiana e internazionale, per dare luogo a sonorità moderne e testi decisamente attuali. Un disco sicuramente molto consigliato.