Congo : il silenzio delle donne abusate dai soldati

Dal 1998 nella Repubblica Democratica del Congo si combatte una guerra senza fine che ha sino ad ora coinvolto ben una cifra superiore ai 4 milioni di vittime.Fantomatici soldati,che a detta loro lavorano al fine di riportare l’ordine alla Repubblica congolese,gironzolano in realtà armati di bende e fucili tra i villaggi a spaventare donne e bambini.Le donne dei villaggi e le loro piccole creature vengono sistematicamente picchiate e stuprate da questi individui: esse hanno dunque perso la loro identità,non sono più in grado di decidere per se stesse,sono proprietà di questi soldati.’Io comando e loro obbediscono’ rispondono queste bestie,come se avessero il diritto di decidere sulle vite altrui.Badate bene che nessun giornale e nessuna televisione ha mai affrontato l’argomento : le donne vittime di continui abusi da parte dei soldati scontano infatti il dolore in compagnia del silenzio.Come può la paura bendare gli occhi di tutti quelli che in realtà sanno ma non vogliono intervenire al riguardo?Eppure in rete vi sono diversi filmati e diversi siti in cui queste donne si confidano,parlano o semplicemente chiedono di essere aiutate.Parlo di madri di innocenti bambine che sono quotidianamente costrette a vedere la violenza che questi individui in divisa arrecano alle proprie figlie.Si tratta di minorenni,di bambine che nella maggior parte dei casi non hanno nemmeno raggiunto la maggiore età.E mentre le bambine subiscono la violenza dei soldati,i bambini vengono strappati via dalle loro madri e costretti ad indossare la divisa,costretti ad addestrarsi e combattere.Informatevi,documentatevi al riguardo poiché tutto ciò che é losco e che purtroppo macchia il nostro pianeta é sempre taciuto.Vi segnalo dunque un sito dove potrete saperne di più :  www.thegreatestsilence.org . The Greatest Silence é una sorta di aggregazione lanciata dalle donne in questione,aggregazione tramite cui si esprimono e rendono nota al mondo la loro condizione.Non è una storiella signori,é una squallida realtà.

L’ingannevole concetto di ‘Terzo Mondo’

Rifletto sempre su un paio di cose ed oggi ho deciso che voglio mettere per iscritto i miei pensieri.Io non sono nessuno,semplicemente faccio parte di questo mondo come ciascuno di voi.Credo e ne sono convinta che ogni creatura,compresa la specie umana,sia dotata in un certo senso di onnipotenza.Se é vero che da qualche parte esiste un Dio e/o un essere a noi ‘superiore’,credo che sarebbe il primo a farci notare che di menzogne ne dicono in tanti ma é pur vero che noi abbiamo un cuore ed un cervello in grado di lavorare duramente al fine di trovare la verità.Ecco io credo che la verità non sia univoca : ciascuno di noi é infatti destinato a ricercare quei valori che diverranno poi a noi indispensabili per sopravvivere su questo pianeta.La parola ‘sopravvivere’,par che sia quella maggiormente ricercata sui dizionari dei paesi poveri,quelli che hanno etichettato sotto l’espressione ‘Terzo Mondo’.Credo che sia sicuramente sbagliato definire con un’espressione tutto sommato ‘elegante’ la situazione misera a cui i paesi Europei e non,industrializzati ed occidentali,costringono addirittura una sottocategoria di mondo : i paesi inferiori.Ma quali sono questi ‘paesi inferiori’?E perché sono inferiori rispetto agli altri?Per prima cosa rivolgo la domanda ai religiosi,non ha forse il vostro Dio riservato loro ricchezze alcune?Non ha forse distribuito equamente le risorse indispensabili alla vita?Sicuramente si.Allora a questo punto bisogna chiedersi il motivo per il quale alcuni territori del pianeta siano completamente aridi e denudati dei propri tesori.Eppure i fiumi ed i mari che permettono le irrigazioni dei campi e giovano alla produzione del cibo sono ovunque.Cadendo via dal mondo delle fiabe e da quelle storielle quasi avventurose che raccontano ai vostri bambini nei libri di storia,vi dico di riflettere seriamente sul danno che i paesi occidentali hanno causato in quei territori per così dire ‘scordati da Dio’.Ai tempi delle colonie,tempi che tutt’ora sussistono,i colonizzatori muniti di elmetti e fucili hanno stuprato maledettamente quelle terre,portando via loro ogni bene,bene su cui poi miseramente hanno piantato le basi per la propria a’sopravvivenza’;hanno costretto le popolazioni alla miseria ed ora continuano a pagarne le conseguenze.E mentre il Papa ed i politici rimangono comodi sui divani con un panino,una lattina di coca cola ed il Grande Fratello alla televisione,in Zimbawe la disperazione obbliga ‘gli affamati’ a divorare un elefante,divorarlo in due ore.In più aggiungerei che a causa dell’eccessivo riscaldamento globale della temperatura,le risorse alimentari diverranno sempre più rare e da preservare,per cui il prezzo del cibo salirà alle stelle ed aumenterà sempre di più il divario tra coloro che fino alla fine potranno permettersi di spendere denaro per cibarsi e coloro i quali invece si arrenderanno,ancor prima di provarci.E’ un inganno,sempre lo stesso.Riflettiamo.

Il Tibet e la lotta per la libertà

Il 10 Marzo appena trascorso é stato il 51° anniversario della pacifica insurrezione del popolo tibetano nella città di Lasha,contro la repressione del regime comunista cinese.Pare inoltre che il governo cinese avesse pensato di ostacolare l’evento lanciando la cosiddetta campagna ‘Colpisci Duro’,consistente nel colpire a sangue qualunque tibetano fosse intento a ricordare l’anniversario ed al fine di riportare l’ordine sociale.Colgo l’occasione per scrivere qualcosa riguardo alla lotta senza armi che ogni singolo giorno combattono i tibetani affinché la loro regione possa liberarsi al controllo politico e socio-economico della Cina.Dal momento in cui pare che queste notizie non siano affrontate ne dai giornali ne dalle televisioni di tutto il mondo,riassumo brevemente la situazione devastante a cui questo popolo pacifico é sottoposto.Il Tibet é una regione dell’Asia centrale.Dopo secoli di autonomia la regione tibetana arrivò ad espandersi comprendendo parti della Cina.La Cina,che seguì il proprio corso sino a dichiararsi Repubblica popolare cinese,a tutt’oggi sottomette il Tibet poiché esteso in parte sui propri territori.I tibetani,da sempre autonomi, perdono così la loro indipendenza e attualmente lottano affinché la libertà sia loro concessa.Milioni e milioni di tibetani sono vittime dell’oppressione da parte dei cinesi,che sembrano infastiditi dal dialogo e preferiscono così passare direttamente alle armi.Vani sono i tentativi del Dalai Lama,che ogni giorno tramite reclami e parole di pace e solidarietà,lotta per il bene del proprio territorio.Si tratta di un popolo che scompare lentamente e non tutti lo sanno.Ma é possibile che nessuno faccia niente al riguardo?Tutto tace miseramente.E dunque se vogliamo iniziare a fare qualcosa vi segnalo un link direttamente dal blog di Beppe Grillo http://www2.beppegrillo.it/iniziative/free_tibet.php ,non costa nulla,un semplice click per farvi sentire.

Il bambino-esca dei soldati israeliani

Signori ci risiamo.Siamo nuovamente dinanzi ad un caso raccapricciante,di cui e cui vittima ancora una volta é la vita innocente di un bambino.Ci troviamo ad Israele : due soldati israeliani sono stati accusati di aver costretto un bambino di soli nove anni ad aprire delle pseudo-borse e/o pacchetti regalo esplosivi durante un’offensiva militare sulla Striscia di Gaza.Secondo i due soldati in questione all’interno di queste attrezzature vi erano ordigni esplosivi,ragion per cui a tal proposito avrebbero ingaggiato una creatura priva di colpe pur di accertarsene.Il fatto in questione sarebbe addirittura accaduto nel gennaio dell’anno appena trascorso e come sempre le notizie vengono fuori solo adesso.Sta di fatto che si tratta di un evento a dir poco abominevole.Chiediamocelo,chiediamoci il perché tutto questo non viene fermato e soprattutto perché vittime di stupidi e sanguinosi conflitti che non fanno altro che generare odio e violenza,debbano sempre essere ‘gli inferiori’.Quelli che la guerra non la vogliono,quelli che sono stufi di vedersi costretti a vivere senza un tetto,quelli che assistono alla morte dei propri piccoli a causa di inutili armi da fuoco.La pace é scomoda,la pace non va bene.Oggi la pensano quasi tutti così.L’unica ‘speranza’ adesso é che seriamente vengano presi provvedimenti a riguardo e soprattutto capiamo che questi individui in divisa non sono uomini,sono bestie.

Il cellulare sensibile : regresso o progresso?

Mi é capitato recentemente di riflettere sull’idea che da molti anni a questa parte ha l’uomo moderno del progresso.Dopo la corsa disperata lungo i corridoi dei centri commerciali,scatenata dal super tecnologico Hi Phone touch screen e non,arriva per la gioia di alcuni e per fortuna per la non gioia di tanti altri,una nuovissima scoperta proveniente dall’America.Ma no,non mi riferisco né a Cristoforo Colombo,tantomeno alla sua quasi ‘fantasiosa’scoperta dell’America.Quel che propone il mercato americano é un modello rarissimo di telefonino quasi parlante. In realtà é stato progettato proprio come un un essere umano,ha la stessa sensibilità : infatti é perfettamente in grado di captare il vostro labiale,il che causerà l’attivazione di un processo interno al marchingegno che sarà finalmente in grado di riconoscere e leggere il movimento delle vostre labbra.Contenti?Apriamo gli occhi,non si tratta di progresso.Mi sono sempre chiesta il valore semantico di questa parola.Il progresso?Ma cos’é il progresso in realtà?Oggi pare che significhi creare nuovi strumenti inutili in grado,a detta loro,di stimolare la vita di ognuno di noi;significa disboscare ettari di foreste e costruirci sopra un centro commerciale nuovo di zecca;significa clonare gli esseri umani;significa  creare macchine sempre più ‘avanzate’;significa fare la guerra e significa provare i cosmetici prima sugli animali nei laboratori.Attenzione,non confondete il progresso con il regresso.Il regresso é quando per voi scelgono quello che in realtà non serve,non serve a salvaguardarvi,anzi vi allontana dalla vostra missione : cercare la libertà ed essere felici in questo mondo,ne avete il diritto.

Sciopero

Oggi sono previsti disagi, tanti disagi. Si, perché si fermano : bus, tram, metropolitane, piloti, assistenti di volo, personali di terra di aeroporti e compagnie aeree, ferrovieri, navi, traghetti, camion, lavoratori di porti ed autostrade, autonoleggi, soccorsi stradali, autoscuole, trasporti funebri, impianti a fune, servizi sanitari, ospedali, scuole, caserme, farmacie e banche. Nonché si asterranno dal lavoro i lavoratori dell’agroindustria, quelli delle assicurazioni, artigiani, educatori, insegnanti, personale scolastico in generale, dipendenti delle telecomunicazioni (comprese poste e telecom) quelli del commercio e quelli delle industrie, impiegati, operai metallurgici e lavoratori dei settori chimica e tessili.

Non basta??

Speriamo che questo abbia la dovuta attenzione da parte dei media nazionali, sperando che se ne possa tornare a parlare nei talk show al più presto!

Recensione – Effetto Notte “Inferno Opera in Musica” a Rivoli

Il concerto degli Effetto Notte si svolge in una cornice molto lontana da quella dei pub. Il teatro Borgonuovo di Rivoli, infatti, offre uno scenario che ben si sposa con il progetto di questo gruppo piemontese: L’inferno Opera in musica. Dopo quattro anni il lavoro è stato presentato nella sua completezza. L’inizio dello show è forte e accattivante, grazie alla scenografia dalla quale emerge una candela nel buio. Suoni sinistri e angoscianti annunciano i primi versi, che l’attore Filippo Losito recita con professionalità e determinazione: “Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura..”. Così il viaggio nell’inferno di Dante ha inizio. Il primo pezzo che la band esegue è “La selva oscura”, seguita da “Il portale”. Fanno quindi mostra di sé le voci di Fabrizio Tonus, che interpreta Dante, e Ilaria Barison, perfetta per il ruolo di Beatrice. Ottima l’interpretazione canora di Andrea Pioli che riesce a dare a Virgilio nuova vita. Il ritmo sale quando “Caronte” trascina il pubblico in un vortice di sensazioni ed emozioni. Uno dei momenti più toccanti è rappresentato da “Paolo e Francesca”, in cui la passione sfida l’inferno. L’anima rock, dalla quale quest’opera ha avuto origine, riemerge in “La città di Dite”, con irruenza e volontà di stupire. Lo spettacolo entra sempre più nel vivo con pezzi orecchiabili e che rendono le parole del poeta fiorentino vicine e fruibili. E’ il momento di entrare nel girone de “I Violenti”, per poi narrare le gesta di “Ulisse”. Poi diventa protagonista la chitarra classica di Andrea Pioli, con la narrazione di Filippo Losito: è un momento da brividi. Chiude il concerto “Lucifero”, ultimo pezzo in ordine di composizione. In un intrecciarsi di voci, suoni, si conclude con “..e uscimmo a riveder le stelle”, lasciando un velo di commozione per i presenti. Le immagini che scorrono dietro i musicisti e i giochi di luce, rendono le atmosfere ancor più dense di pathos. La furia delle parole narrate, la potente voce di Ilaria Barison, nonchè la passionalità che i musicisti, Federico Silva, Giorgio Josh Angotti, mettono in scena, rende l’inferno avvolgente e intrigante. Le due anime del gruppo, Fabrizio Tonus e Mattia Bozzola, hanno così creato qualcosa di nuovo, in cui la poesia e la musica si fondono e si completano con ottimi risultati. Un sold out che rende l’idea della genuinità di questo successo.

Abbiamo posto alcune domande al leader del gruppo Fabrizio Tonus:

 

Pensate che l’opera possa avere un’ulteriore trasformazione, dopo l’evoluzione da opera rock in acustica?

Penso che per l’Inferno Opera in Musica sarebbe bello riuscire a trovare sempre forme nuove e variegate di espressione. Le strade da percorrere sono molte, dalla musica corale e orchestrale fino alla danza. Credo che qualche cosa potrebbe accadere in un prossimo futuro.

Ora che “Inferno Opera in musica” è completa, quali sono i vostri futuri progetti?

Innanzitutto suonarla live e farla conoscere al maggior numero di persone, migliorandola e magari cercando anche una produzione che ci consentirebbe di esprimerci al meglio.
Nel frattempo la scrittura di testi e musiche nuove non si ferma mai o quasi.

 

Come vi vedete a distanza di quattro anni dall’inizio di questo progetto?

Ci vediamo più maturi musicalmente e come gruppo, con l’orgoglio di essere riusciti a portare a termine un progetto così particolare e ambizioso e la consapevolezza che la musica resterà sempre una parte importantissima della nostra vita.

Foto Articolo: Simona Vacchieri

 

Alcune foto scattate da Nicoletta Alotto

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Nicoletta Alotto

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Nicoletta Alotto

Phishing, 17 arresti tra Italia e Romania

La polizia ha arrestato 17 persone tra l’Italia e la Romania con l’accusa di aver organizzato una truffa telematica su una serie di conto correnti, il cosiddetto “phishing”. L’operazione, condotta dalla Polizia postale di Perugia, ha portato all’arresto di 17 persone (3 italiani, 4 egiziani e 10 rumeni) mentre altre 47 sono indagate. Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all’intrusione informatica, truffa, falsificazione di documenti, furto e detenzione abusiva di codici di accesso riservati. Il metodo del “phishing” consiste nell’invio di numerose mail indirizzate ai titolari di conti postali o bancari con le quali, tramite la comunicazione di problemi sul conto, oppure di bonus o premi maturati, vengono richiesti i codici di accesso riservati; nel momento in cui l’ignara vittima, seguendo il link mandatogli, inserisce i codici di accesso si ritrova con il conto prosciugato, poiché la liquidità viene trasferita su altri conti aperti ad hoc dai truffatori. Ricordatevi sempre che le banche o la posta non richiedono mai nessun codice tramite internet …… e poi, se proprio vorrebbero darvi un bonus o un premio vi chiamano a casa …. State tranquilli.

Strage di elefanti in Kenya : firmate per fermare questi gesti inauditi

News to the whole worLd! Vi chiederete il perché abbia deciso di far esordire questo articolo con un incipit all’inglese. Ebbene si,l’ho fatto perché penso che,dato che a volte l’italiano non é chiaro,dal momento in cui quando vi si presenta davanti e a caratteri cubitali un APPELLO che chiede un semplice click ed il vostro aiuto,voi passate avanti,magari in inglese lo capite.Eh si penserete,l’inglese é una lingua internazionale e la conoscono tutti.Quello che vi chiedo di fare in questo momento é di sposare la causa che troverete cliccando qui a lato http://www.avaaz.org/en/no_more_bloody_ivory/?fbgru_descrpt .Si tratta dell’ennesima campagna lanciata dall’associazione Avaaz : l’associazione incita tutti noi infatti a schierarci contro la sanguinosa strage a cui sono costretti oggi oltre un milione di elefanti in Kenya,bestie rare che vanno incontro alla oramai sicura estinsione a causa dell’uomo.Gli umani,i bipedi,quelli che sanno parlare,si sono sempre indirizzati all’odio e al puro egoismo.Gli animali non sono e non devono essere cavie da laboratori dell’uomo e l’uomo non può permettersi di distruggere le vite di altri esseri viventi,poiché non esiste al mondo creatura più stupida di quella che si crede superiore ad un altro essere al suo pari.Firmate,adesso.

Recensione – La sindrome “L’arena del peccato”

Il sound e l’impatto musicale non manca a questo gruppo. Le canzoni proposte sono orecchiabili e gradevoli. “Risvegliami” è una bella ballata, che si rifà alla tradizione rock italiana: molto intensa. “Indietro no” è ritmata e ben suonata, in alcuni tratti gridata. Ancora un’altra ballata con “La vita senza di me”, introspettiva e ricca di spunti decisamente importanti. Piacevole l’esplosione nel finale. Il senso molto profondo dei testi ben si sposa con questo rock melodico e trascinante. Voglia di fuggire e impeto in “Portami via”, come in un folle rincorrersi di pensieri. Quando ci si riprende la propria vita, nella consapevolezza di un attimo quasi solenne. Quando si esce dal buio alla ricerca di una luce nuova: tutto questo è ciò che “La mia terra” descrive. Lo sguardo che inevitabilmente corre verso un futuro nuovo è “Il giorno in più”, mentre la canzone che regala il nome all’intero album, “L’arena del peccato”, è una dolce presa di posizione, quasi un punto della situazione.”Vertigini” è una ricerca di coscienza, spesso persa e trasparente. Una ricerca di se stessi in più tracce: un modo per ritrovare un equilibrio. Proprio in quest’ultimo pezzo compare il termine che da il nome della band “La sindrome” e racchiude il motivo che traina l’intero lavoro musicale. Tante belle ballate rock, che richiamano antichi ricordi in stile “litfiba”, per aprirsi alle contaminazioni anglosassoni, e che non trascura la storia del rock. Quello che si denota è che molte di queste canzoni sono nate in lingua inglese. In alcuni casi la rivisitazione dei testi pare ancora un po’ da equilibrare. Il risultato, ad oggi, è convincente e deciso, anche se migliorabile. La determinazione non manca ai “La sindrome”, la musicalità e la melodia nemmeno. Da riascoltare certamente.

Tracklist:

  1. Risvegliami
  2. Indietro no
  3. La mia vita senza me
  4. Portami via
  5. La mia terra
  6. Il giorno in più
  7. L’arena del peccato
  8. Escape
  9. Vertigini
  10. Save (Il mio viaggio senza meta)