Causaedeffetto



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Comunicazione



Questa non è una storia romanzata. E’ una testimonianza vera, autentica, e proprio per questo è dura, una feroce coltellata in pieno cuore. Anna e Davide sono due genitori per i quali la nascita di un figlio non coincide con un momento di gioia, bensì è l’inizio di un incubo, seguito da anni di abnegazione, rinunce e sacrifici, primo fra tutti l’abbandono del lavoro tanto amato da parte di Anna. La loro primogenita, Arianna, nasce prematura con un gravissimo handicap: è celebrolesa e dipende dai suoi genitori per ogni minima necessità quotidiana.

Se Arianna… Se Arianna potesse parlare, se Arianna potesse camminare, correre e saltare, se Arianna potesse mangiare e andare in bagno da sola. Invece non può fare nulla di tutto ciò. E’ partita molto svantaggiata nella sua corsa della vita e non potrà mai raggiungere un livello di emancipazione e indipendenza, seppur minimo. Le sue potenzialità rimangono inespresse e si trova imprigionata in un corpo incapace di interagire con il mondo e in un cervello che manca di sviluppo. Il filo di Arianna, in questo caso, non aiuta a trovare la via d’uscita per scappare dal labirinto, anzi, conduce a un mare di dolore e angoscia.

La vicenda è narrata da vari punti di vista, prospettive diverse che si alternano di capitolo in capitolo. Arianna ci viene descritta attraverso gli occhi della madre e del padre (entrambi medici), e dei fratelli Alice e Daniele, che nascono sani, “normali”. Quest’ultimo, ad esempio, sovente la associa a colei che si sbrodola mangiando e che sputacchia pezzetti di pappa maciullata mentre viene imboccata.

Nonostante le mille difficoltà, Arianna c’è, è viva, e cresce. Da neonata diventa una ragazza di quasi vent’anni. E con la crescita, risulta sempre più complicato e faticoso gestirla: sollevarla, contenere la sua energia, mantenerla seduta sulla sua inseparabile sedia a rotelle super accessoriata per garantirle una postura appropriata.

Una storia di immenso coraggio. La più grande prova d’amore. I veri eroi sono loro, Anna e Davide, che si caricano sulle spalle un fardello pesantissimo e lo portano pazientemente con sé giorno dopo giorno, stravolgendo la loro vita lavorativa e affettiva.

Una vicenda che non può lasciare indifferenti e che ci avvicina al mondo della disabilità, spesso troppo ignorato. Per prendere coscienza, per sensibilizzare all’accettazione della diversità. Arianna e tutti quelli nelle sue condizioni sono persone che, per quanto limitate nella loro dignità di essere umano, vanno accettate per quello che sono. Hanno diritto a essere amati e rispettati. Sempre.