Causaedeffetto



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Comunicazione



La ragazza silenziosa ha un nome. Si chiama Giulia ed è timida, introversa. Bellissima. Un amore adolescenziale che il protagonista e narratore, Manuel, incontra tra i corridoi della scuola superiore. Un amore perfetto perché incompiuto, mai avuto. Non ha conosciuto la sua pelle, le sue labbra, bensì la sua assenza. Una storia piena di attese, di discorsi muti, di saluti non verbali fatti solo con uno sguardo. Milioni di frasi che i due desidererebbero scambiarsi, ma che di fatto non si dicono mai. Parole sospese, mai pronunciate colme di “vorrei”. Poi la distanza: ognuno va per la propria strada senza mai essersi incontrati sul serio.

A distanza di anni la ragazza silenziosa si trasforma in misteriosa e scomparsa. Di lei non resta che una borsa con gli effetti personali abbandonata in un bosco nella zona di Reggio Emilia. Manuel, grazie al fiuto del suo cane Grido, si imbatte nella sua borsa per pura casualità, durante una passeggiata. E così che Giulia rientra nella sua vita, senza esserne mai uscita veramente. Diventa la sua ossessione, il suo pensiero quotidiano, come già accadeva da studenti. Vuole ritrovarla, capire che cosa le è successo, dove sia sparita, se qualcuno le ha fatto del male.

La sua Giulia diventa oggetto di indagine da parte della polizia che inizia a investigare e Manuel è ovviamente coinvolto in prima persona nelle ricerche. Anzi, è proprio lui a fare passi da gigante nell’indagine, come guidato dallo spirito di Giulia che gli suggerisce dove sia la verità. Seguendo l’istinto e delle deboli tracce, scopre il responsabile dell’inquietante sparizione e riesce a salvare la vita di un’altra donna, Nicole, la bella barista del Kiss Café dal sorriso luminosissimo.

Una narrazione che sovente si fa poesia, basata più su sensazioni e impressioni, che sulle azioni, sugli accadimenti. Uno stile particolare e suggestivo, quello di Luigi Mancini, che ci regala una bella metafora sull’amore, la vita e la morte.