Causaedeffetto



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Comunicazione



Anno 1994. Angelica e Tommaso. Due ventenni già profondamente segnati dalla vita, con un pesante fardello con cui convivere. Angelica era bellissima, aveva un volto da attrice, prima che sua madre, in un gesto di follia, la trascinasse giù da un cavalcavia coinvolgendola in un incidente gravissimo. Angelica è miracolosamente sopravvissuta a quella corsa suicida-omicida in auto, ma il prezzo che ha dovuto pagare è altissimo e brucia ogni giorno sulla pelle. E’ rimasta sfigurata, coperta da cicatrici, che lei fa di tutto per nascondere con abiti lunghi anche in piena estate e con un cappello a tesa larga ben calcato sulla testa. Vuole essere invisibile, vivere nell’ombra perché si vergogna del suo corpo, irrimediabilmente deturpato da quel tragico evento. Angelica crede di essere orribile ed esce di casa il meno possibile, per nascondersi agli sguardi della gente. Ma ci sono degli occhi speciali che la intercettano e la trovano stupenda: sono quelli di Tommaso che la apprezzano per quello che è, anche se si tratta di occhi difettosi, affetti da una forma rara e degenerativa di retinopatia, che sovente lo lascia con la vista offuscata o completamente al buio.
Il buio. Angelica ce l’ha dentro, da quella maledetta notte in cui sua madre decise di suicidarsi trascinando pure lei nel baratro. Da allora non è più la stessa. Non ha amici e pensa solo a studiare. Tutte le notti, alla stessa ora, il suo sonno si interrompe bruscamente per lasciare spazio al dolore lancinante delle cicatrici. Alle tre del mattino: l’ora dell’incidente.
Tommaso con il buio ci convive: ci sono giornate in cui i suoi occhi sono completamente annebbiati, eppure lui va in giro con il suo scassatissimo e rumorosissimo motorino, che risuona in tutta la valle di Borgo Gallico, un minuscolo puntino sulla cartina geografica dell’Italia, sperduto tra le arterie stradali che collegano il paese da nord a sud. Oltre al suo malconcio mezzo di trasporto, possiede un altro oggetto da cui non si separa mai: la sua Polaroid. Con questa macchina fotografica fissa le immagini che i suoi occhi malati non riescono a catturare, e naturalmente Angelica diventa uno dei suoi soggetti preferiti.
Solo grazie all’amore sincero e incondizionato di Tommaso, Angelica riesce a convincersi che non è “solo le sue cicatrici”, ma che oltre quel corpo ricucito come una bambola di pezza c’è una vita intensa ed emozionante che la aspetta. Il suo Tommaso è disposto a tutto, anche a fare a botte, pur di proteggerla e difenderla dalla cattiveria del mondo, da chi la guarda con disprezzo e malvagità.

D’un tratto, però, la magia si spezza: un malinteso, uno sciocco fraintendimento crea una voragine fra i due innamorati. Angelica si sente tradita e non perdona, lui lotta con tutto se stesso per riconquistarne la fiducia. Le loro strade si separano e quella che sceglie Angelica sembra assurda, irrazionale: un modo per punirsi, per farsi del male, per lesionarsi. E intanto il buio di Tommaso si fa sempre più intenso.
I due protagonisti ci appaiono teneri, a tratti buffi, e conquistano immediatamente la simpatia del lettore. Il personaggio di Angelica è il più complesso e nella seconda parte del romanzo si fa ancora più oscuro, compiendo scelte difficilmente condivisibili.
Una storia emozionante scritta con un linguaggio giovane, fresco, diretto. Una narrazione fluida, che sa essere ironica, romantica e drammatica al tempo stesso, in un sapiente dosaggio dei tre toni.