Causaedeffetto



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Comunicazione



In una realtà come Torino, teatro della disputa con Milano per l'organizzazione del prossimo Salone Internazionale del Libro e in cui è in corso una grande trasformazione del tessuto urbanistico e commerciale della città, l'apertura di una libreria rappresenta una grande e importante notizia, soprattutto se specializzata. Parliamo dei "Vecchi e Nuovi Mondi", una nuova realtà che tratta fantascienza, fantasy e horror. Per conoscere questa libreria ho posto alcune domande a Marco che questo progetto lo ha fatto diventare realtà.

La realtà torinese sta subendo un grande cambiamento, anche grazie (o a causa) della trasformazione (o perdita) del Salone del Libro. In questo contesto una nuova libreria tematica che ruolo può assumere?

Ritengo che già di per sé una libreria dedicata a un genere specifico sia una novità non da poco a Torino, città viva e vitale da questo punto di vista e piena di appassionati di lungo corso. Ho notato poi con grande piacere che anche molti giovani sentivano la mancanza di una libreria specializzata, in quanto le grandi catene spesso riducono all'osso l'offerta di letture di questo tipo.
Inoltre, il mio sogno è quello di rendere la libreria qualcosa di più di un semplice negozio dove poter acquistare i libri, ma un piccolo punto di ritrovo dove potersi scambiare opinioni e consigli e penso che, stante il successo dei primi eventi organizzati, come sogno non sia così irraggiungibile, anzi.
Se la scelta delle grandi case editrici di puntare su Milano sia stata una scelta azzeccata io non posso dirlo. Sicuramente farà bene al portafoglio di alcuni; è poi innegabile che Torino abbia perso un appuntamento di grandissimo rilievo, ma la cosa mi preoccupa relativamente: se, come dicono, l'idea sarà quella di puntare su realtà minori ma non per questo di qualità inferiore, allora credo che le possibilità di proporre titoli più particolari e meno sdoganati di altri possano solamente aumentare.

 

 

I temi trattati dalla tua libreria sono fantasy, fumetti, horror, ma soprattutto fantascienza. Quanto è importante la qualità e magari la possibilità di trovare titoli difficilmente reperibili nella grande distribuzione?

In più di un'occasione, nonostante la libreria sia di recentissima apertura, mi sono stati rivolti complimenti per la varietà e la ricercatezza dei volumi che ospito ed espongo.
Si passa dalla saggistica alla narrativa, dalle graphic novels alle riviste specializzate.
I quantitativi, specialmente ora che sono all'inizio, non sono enormi, ma posso dire con una punta di orgoglio di non aver chiesto l'aiuto di nessuno nella preparazione dell'allestimento: ho agito come avrebbe fatto un appassionato che stava preparando il "menu" per altri appassionati e, a quanto pare, l'idea è piaciuta.
Ovviamente, con tale modus operandi, non potrò mai avere un catalogo fisso e prestabilito: preferisco seguire quelle che sono le nuove pubblicazioni delle case editrici che tratto ed informarmi il più possibile prima di proporre qualcosa ai lettori.

La distribuzione. Tema sicuramente scottante e decisamente correlato con quanto detto prima. In cosa possiamo distinguere la tua proposta editoriale?

I miei canali sono essenzialmente divisibili in due grandi categorie: mi affido a un grossista per quelli che sono gli ordini urgenti o le specifiche richieste dei clienti, ma prediligo di gran lunga il rapporto diretto con le singole case editrici.
Si tratta di realtà più o meno grandi, più o meno conosciute, alcune hanno fatto la storia della fantascienza in Italia, altre si propongono, con coraggio, di mantenere viva l'attenzione su questi generi letterari e a loro va tutta la mia stima. Ci sono tanti autori che meritano maggiore attenzione. Se è vero che anche la fantascienza è cambiata negli anni, se è vero che sono in molti a preferire il cosiddetto "usato sicuro" e quindi a essere poco inclini a nuove letture, è anche vero che sono molte le pubblicazioni di qualità recenti ed è proprio questa la scommessa che vorrei vincere: far capire ai lettori che questo genere letterario non è morto con la scomparsa dei "mostri sacri", ma solamente in continua evoluzione.

Come definiresti il primo periodo di apertura della libreria?

Non diciamolo troppo ad alta voce, ma sono soddisfatto.
In principio era un'idea, poi l'idea ha preso forma e si è fatta realtà concreta. Il fatto che in molti siano stati contenti della novità mi ha fatto pensare che forse come idea non era poi così balzana e vedere passare in libreria più volte le stesse persone insieme ai loro amici e conoscenti mi porta a credere di aver fatto la scelta giusta.
Ci sarà tanto lavoro da fare sicuramente, ma la strada da percorrere è quella che ho davanti.

Stai iniziando a organizzare delle presentazioni di libri. Esiste già un calendario? Come sarà organizzata la “programmazione”?

Con ottobre sono iniziati i primi piccoli eventi organizzati in libreria e devo dire che, dopo le preoccupazioni iniziali, l'ansia "da prestazione" ha lasciato spazio al piacere di trascorrere dei bei momenti in compagnia degli autori e dei lettori, complice anche l'atmosfera familiare che si respira quando ci si trova insieme ad altre persone che condividono le tue passioni.
Sarà la novità di una libreria di questo tipo, ma sono state molte e diverse le proposte di eventi, incontri o collaborazioni ricevute. Dal canto mio, ho sempre offerto la massima disponibilità, ma ora mi rendo conto di dover programmare tutto per bene al fine di evitare brutte sorprese.
Per il momento, i piani si spingono fino a novembre incluso, da lì in poi...beh, preparerò nuovi piani.

Qual è il ruolo del libraio nell'ambito di un contesto veloce e in continuo cambiamento come quello odierno?
Come collocarlo rispetto al mondo dei social?

Quella del libraio è sempre stata una figura molto particolare: si informa, consiglia, sceglie accuratamente cosa proporre e cosa esporre sugli scaffali. Prima di essere un libraio però io sono un appassionato e come tale ho gusti e preferenze ben precise.
Non mi piace l'idea del libraio-venditore, che deve per forza vendere un libro, anche se non crede che sia il libro più adatto al lettore che ha di fronte. Preferisco consigliare e, se proprio nessuno dei volumi disponibili può soddisfare i bisogni di un determinato cliente, sono disponibile ad ordinare i volumi richiesti. Con un buon consiglio si guadagna un cliente felice, mentre con una cattiva vendita se ne possono perdere molti.
C'è da dire che i nuovi mezzi di comunicazione (i social network in primis) facilitano non di poco il lavoro di selezione dei testi, la scoperta di nuove realtà editoriali e, cosa non da poco, la pubblicizzazione della stessa libreria e degli eventi che organizza.

Che futuro immagini per le librerie di genere?

Radioso! E non scherzo più di tanto.
Resto dell'idea che chi ama davvero leggere difficilmente possa rinunciare al fascino della scoperta che si prova aggirandosi tra gli scaffali di una libreria, specialmente se dedicata ad uno o due generi particolari che troppo spesso vengono lasciati in disparte dalle grandi catene.
Qualità e cura nella selezione dei volumi sono sicuramente due armi vincenti che le grandi librerie non sempre sono state in grado di valorizzare.
Per questo ci siamo noi.

Ringraziamo la libreria "Vecchi e Nuovi mondi" per la gentile collaborazione e il coraggio di puntare sul libro in una realtà e in un contesto così difficile.