Causaedeffetto



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Comunicazione



Recensioni letterarie

Il romanzo "Love Anthony" e' appassionante, intenso e carico di emozioni. I personaggi esplodono di una propria identità mettendo in mostra le fragilità, i desideri, i sogni, così da risultare affascinanti e soprattutto veri. Beth è una donna tradita, amareggiata, ma che non ha smesso di amare suo marito Jimmy. Beth cerca di ritrovarsi giorno dopo giorno e torna a scrivere dopo tanto tempo. Un libro il cui protagonista è un bambino autistico. Olivia e' una donna che ha perso qualcosa di importante, non solo se stessa. Non solo il suo dio. Ha perso la sua ragione di vita. Vive sola, tra le spiagge tempestose di Nantucket, persa nella sua solitudine, nella mancanza di Anthony e del suo ormai ex marito David. Love Anthony e' una viaggio che fa conoscere il piccolo Anthony, il suo mondo, attraverso gli occhi dei personaggi di questo romanzo. Un'atmosfera rarefatta, triste a volte, ma che riemerge nella forza dell'estate, come la rinascita della terra, della speranza. Di un'anima. Lisa Genova scrive una storia complessa e magica. Dura. Forte. Appassionata. Crea l'amore anche nel tradimento. Racconta cos'è l'autismo, come funziona. Sia dal punto di vista di chi ne è vittima, sia dei familiari che devono capire e convivere con questa realtà. Racconta del dramma dei genitori, della guerra con i loro sentimenti contrastanti. E di come l'amore sia l'unica strada. Che è l'unica cosa che non muore mai davvero. 

Grace - così l’hanno chiamata in ricordo della principessa Grace Kelly - è una bambina come tante, se non fosse che a soli sette anni sua madre, inconsapevolmente, la getta fra le braccia di un lupo travestito da agnellino. L’orco non ha un aspetto orribile, è un rassicurante insegnante di pianoforte che frequenta la casa di Grace ed è un amico di famiglia.


Presto la musica diventa infernale e gli insegnamenti si traducono in “giochi” che soltanto due adulti sono liberi di fare per amore o per diletto condiviso, ma che per nessuna ragione al mondo devono coinvolgere un bambino o comunque un minore. Giochi proibiti che lasciano “ i bruciori sul corpo, il sapore salato nella bocca e le mani stanche”. Dalla tastiera del pianoforte le lezioni si trasferiscono in un letto su cui è buttata una coperta troppo corta per coprire e che fa sentire alla piccola un freddo glaciale e ogni volta si concludono con un beffardo: “ Grazie, principessa Grace”.


“Se lo dici a qualcuno, tua mamma muore” sono le minacce del bastardo, che spingono Grace a restare in silenzio, a non vomitare il suo dolore e a tenersi tutto dentro per anni. I suoi genitori sono ciechi di fronte alla sua paura, ai suoi turbamenti, ai suoi continui malesseri fisici, troppo impegnati nella loro vita sociale per accorgersi della cancrena della porta accanto.


Dove può portare tutto questo? Allo sviluppo di una personalità sociopatica, secondo quanto le diagnostica lo strizzacervelli: Grace, ormai donna, è incapace di provare empatia e compassione per gli altri, non si fida del prossimo, finge, mente, ha tanti uomini ma di nessuno si innamora e non riesce a vivere la sua sessualità femminile. Eppure Grace sceglie una professione in cui è necessario avere pietà degli altri e sapersi mettere nei loro panni: l’infermiera geriatrica. Ma svolge il suo lavoro con distacco e freddezza. E’ un robot senza sentimenti.


E se a distanza di vent’anni incontrasse di nuovo l’orco, ormai vecchio, malato e inoffensivo? E’ possibile il perdono dopo tanta sofferenza? O la sete di vendetta sarebbe inarrestabile e incontrollabile?


Un libro dal contenuto forte, che esplora una mente perversa e deviata e le devastanti conseguenze a cui può condurre, una storia che si legge tutta d’un fiato, incrementando nel lettore il disprezzo e il disgusto verso un terribile abuso, fino a placarlo con un finale inaspettato.

"Il Morandazzo" é un libro esilarante e lo é nella sua semplicità, acutezza e qualità dei contenuti. Brevi freddure che raccontano interi film in tre righe, con ironia, sarcasmo e un po' di cinismo. Il risultato é un libro che fa ridere, ma che allo stesso tempo evoca le trame di film più o meno conosciuti. Battute secche, dirette, che non si allontanano troppo da ciò che potrebbe essere una breve recensione. Idea brillante e dinamica, ideale per chi cerca una lettura leggera e spensierata, ma anche agli amanti del cinema che, per una volta, vogliono prendersi un po' gioco della loro passione. Si passa da “Rambo” a “Fight Club”, da “Il Sesto Senso” a “Eyes Wide Shut”, in un viaggio che sa di risate e buon umore e che vi lascerà la voglia di guardare tanti film.
 
La comicità dissacrante di Massimo Pica non potrà lasciarvi indifferenti.

“Bambino vede la gente morta
Lo dice a uno psicologo morto.
Così però non ne uscirà mai.”
Massimo Pica
da “Il Morandazzo”

 

Il romanzo "i custodi delle stelle" é scorrevole e possiede il giusto grado di ironia e mistero che rende la lettura decisamente gradevole. Si percepisce un grande lavoro di ricerca alla base delle creazione delle scene che riguardano la storia dell'ex manicomio di Collegno. Tra leggende e misteri l'autore Luigi Bonomi racconta la genesi del manicomio e delle storie che da sempre lo hanno accompagnato. Non mancano i riferimenti a cavalieri e reliquie, a perditempo e soprusi, il tutto in una chiave di lettura leggera solo all'apparenza. ma che lascia molti spunti di riflessione. Per esempio fa venire voglia di andare a scoprire i luoghi dell'ex manicomio, immaginare ciò che accade nel romanzo e non é cosa da poco. I personaggi sembrano strampalati eppure possiedono le caratteristiche di quelli che tanto tempo fa frequentavano quei luoghi. La ricostruzione storica anche da questo punto di vista é accurata e intensa. Don Luigi é un personaggio pungente e determinante, mentre il suo compare di sventura Balista riesce a essere esilarante e misterioso allo stesso tempo. A fare da cornice alla storia una serie di personaggi apparentemente minori ma che svolgono un ruolo fondamentale nell'architettura della storia. Nell'immagine di questa abbazia persa nella nebbia si puó sentire la presenza dei monaci certosini. Il brivido dei riti e delle ipocrisie di paese. Un viaggio nel passato che non lascia delusi. Una tecnica narrativa essenziale, priva di superflue descrizioni. Non mancano citazioni tratte dalla tradizione piemontese. I "custodi delle stelle" é un romanzo particolare, piacevole e interessante.

 

Ecco il video della presentazione del romanzo ‪#‎SospettiSulLago‬ di Anna Serra a Giaveno nella splendida location dell'associazione culturale "Il Piacere di Creare" di Giaveno.
Evento in collaborazione con il blog Il Blog Del Furore D'Aver Libri

Il romanzo di Matilda è intenso, accurato nelle sue ricostruzioni storiche ed emozionante.Un personaggio storico come quello molto discusso di Matilda di Canossa diventa grazie alla narrazione di Elisa Guidelli una protagonista di una storia avvincente che potrebbe sembrare frutto di fantasia se non si trattasse di una storia vera. Elisa romanza la storia di Matilda ricostruendola fase dopo fase con attente ricerche storiche. Quella di Matilda é una storia controversa che vede al centro della scena lo scontro tra papato e impero, la guerra tra due personaggi carismatici: Papa Gregorio VII ed Enrico IV. Sicuramente molto noto è l'episodio dell'umiliazione dell'imperatore Enrico a Canossa di fronte a Papa Gregorio, ma il romanzo offre la possibilità di andare ben oltre e di capire la genesi di questa lunga battaglia. Elisa svela pagina dopo pagina la vita di Matilda, i suoi amori, le vicende politiche che la spingono a difendere i possedimenti della sua famiglia e la Chiesa di Roma. Matilde é una donna forte, una donna di fede, che mette la difesa della cristianità al centro della sua vita. La difesa della chiesa di Roma diventa una missione. Strano è il rapporto che nasce tra Matilde e Ildebrando di Soana e ancor più strano diventa quando quest'ultimo diventa Gregorio VII, uno dei papi più noti per essere stato uno dei più grandi riformatori della chiesa. Tra loro c'è una forte amicizia che ben presto svela qualcos'altro. Il romanzo di Matilde é avvincente e decisamente coinvolgente, una narrazione serrata e intensa, che scava nell'animo dei personaggi scena dopo scena. Un po' come ne "i Pilastri della Terra" o "La cattedrale del mare", in questo romanzo si sente la forza della storia che è essa stessa protagonista e che rende giustizia a una figura storica discussa. Matilda è stata molto per il papato e molto per l'Italia, la sua visione politica ha gettato le basi per le fasi storiche successive e per l'Italia di oggi. Un personaggio a cui andrebbe riconosciuto molto di più di quello che le é stato riconosciuto nei libri di storia. Elisa le rende sicuramente onore, consapevole che alcuni aspetti di questa storia possano urtare alcuni palati fini della storia matildica. Tanti sono infatti gli studiosi e gli storici che si sono cimentati nel raccontare le gesta di questa donna, a partire da Donizone, il monaco amanuense che ha raccontato la storia della Grancontessa che é arrivata fino a noi. Tante sono le storie e che spesso e volentieri si sono concentrate sugli aspetti privati e sentimentali di questa guerriera dal cuore nobile. Matilde per esigenze politiche sposa un uomo che non ama, Goffredo il Gobbo. Quest'ultimo muore in circostanze tragiche, ma già da questo episodio ne consegue una rivisitazione particolare raccontata in di questo romanzo. La storia di Matilda è una storia che fa riflettere e con la regia di Elisa Guidelli raggiunge livelli epici di narrazione, frutto di una raffinata elaborazione delle informazioni storiche, un'opera che consiglio di leggere. Non si può non amare questo romanzo, così come non si può non amare Matilda. Un romanzo avvolgente, passionale e carico di sfumature. Un viaggio nel passato e uno a sguardo nel presente. Una penna raffinata e coinvolgente. Una storia da leggere.

Ho posto alcune domande a Elisa, ecco cosa ha risposto.

Matilda è un personaggio discusso e non poteva non essere così anche per il tuo romanzo. La mia prima domanda è: quanto lavoro ci è voluto per creare questa storia?

La ricerca è durata una decina di anni, la stesura del romanzo un anno e mezzo. Sono arrivata alla scrittura con le idee abbastanza chiare, ho creato uno schema che mi aiutasse a non perdermi tra date, personaggi e intreccio e ho concentrato la narrazione in un unico blocco perché evitare che risultasse frammentaria, discontinua o confusa.

Analisi storica, elaborazione e fantasia. In che percentuali?

L’analisi storica costituisce la base, e tutto lo scheletro del romanzo è costituito da date verificate e fatti reali. Gli intrecci tra i personaggi, i rapporti tra di loro sono alle volte suggeriti dalle esigenze di narrazione e dalla mia anima di romanziera, ma rimangono comunque plausibili: la bellezza dei romanzi storici sta nell’andare a cercare dove l’autore ha “barato” lasciandosi trasportare dall’immaginazione.

Uno dei punti più complessi del tuo romanzo è sicuramente il rapporto tra Matilda e Gregorio VII, la tua versione si discosta molto da quella delle altre biografie pubblicate. Ci racconti la genesi di questa scelta?

Il rapporto tra Matilde e Gregorio è sempre stato motivo di contrasto. Chi vi vede una coppia sacra, chi due amici intimi che condividono grandi ideali, chi una figlia orfana alla ricerca di una figura paterna che la proteggesse, chi due amanti, o ancora chi un’aspirante monaca plagiata da un papa senza scrupoli. Ho resettato tutto e cercato di dare una mia personale chiave di lettura, secondo la mia sensibilità e quello che mi hanno suggerito le letture su questi due grandi personaggi, che hanno vissuto e affrontato insieme un periodo così travagliato come l’XI secolo.

Hai scritto diversi romanzi, cosa rappresenta per te "il romanzo di Matilda"?

Un punto e a capo. È stato un lavoro con cui ho misurato tutto quello che avevo letto, studiato, imparato, e con cui ho messo a frutto la scrittura e gli errori e il lavoro di dieci anni di pubblicazioni molto diverse tra loro. Ho sempre desiderato scrivere questo romanzo, l’avevo in testa dal 1999, riuscire a portare a termine il progetto è stato il coronamento di un sogno.

Nel raccontare la storia di Matilde descrivi le caratteristiche del territorio in cui la protagonista ha vissuto, un'Emilia Romagna diversa da quella di oggi. È stato importante vivere in quei luoghi per comprendere l'importanza di Matilda?

Molto importante, perché viaggiando attraverso le sue terre e i suoi castelli hai comunque la dimensione della grandezza di Matilde e vivi l’emozione di ripercorrere i suoi passi. Credo che sia fondamentale per capire un personaggio, anche se molto lontano dal tuo tempo, avere la possibilità di calarsi totalmente nel suo vissuto anche attraverso i luoghi che l’hanno vista transitare o accolta per lunghi periodi: era una viaggiatrice, non si fermava mai, ma aveva dei castelli a cui era legata e tornava sempre con affetto.

Credi che questo personaggio sia sufficientemente conosciuto e studiato in Italia a livello storico?

In Italia è conosciuto dagli “addetti ai lavori” e da chi si occupa di storia e arte e di recupero del patrimonio (turistico e non) del territorio, ma in genere non molto (o quasi nulla) dalle persone che non fanno parte di questi canali. Come potrebbero? Gli stessi libri di storia liquidano Matilde con un trafiletto. Per questo a mio avviso un romanzo può aiutare ad avvicinarsi al personaggio e poi, da lì, passare ai saggi per approfondirlo.

La tua penna ha reso ancora più epica la storia di Matilda, si sente che ami il personaggio di cui hai scritto: qual é stato il momento in cui ti sei detta "voglio raccontare la sua storia"?

Ero bambina, il mio amore per lei nasce quando ero molto piccola e per la prima volta vidi Canossa. Era un tarlo che avevo da trent’anni.

Molti momenti storici noti, altri meno noti, tanti altri appena accennati, altri ancora sconosciuti. Può aver influito il punto di vista del Vaticano? Si può parlare di censura in molti testi editi che parlano di Matilda?

Matilde di Canossa è un’idea, un’icona. Ha mille volti e mille specchi, a seconda di come è stata utilizzata e strumentalizzata da tanti per far passare un modello, un progetto, una causa. Purtroppo le fonti sono scarse, e comunque sono tutte filtrate: da lei, che teneva a far passare una certa immagine di se stessa, dagli avversari, che la demolivano, dai sostenitori, che la glorificavano. Sono comunque tutte lenti falsate, e per me è stato difficile cercare la donna sotto gli strati dei numerosi ruoli che la storia non solo sua contemporanea le ha cucito addosso.

Lo scontro tra impero e papato è uno dei temi fondamentali della storia di Matilda, poco si sa dell'importanza che ha avuto nella nascita dell'Italia per come la conosciamo oggi. È un concetto corretto?

La lotta delle investiture è un momento drammatico e cruciale che precede il momento storico in cui nascono i comuni e di fatto, l’Italia per come la conosciamo ora. Penso che abbia ragione Cantarella quando parla di “lungo Medioevo” in cui siamo immersi ancora oggi. Siamo ancora impregnati di alcune ideologie che nascono proprio nell’Alto Medioevo o, ancora, alla fine del mondo antico. È che ci sentiamo troppo originali (o studiamo troppo poco la Storia) per accorgercene.

Matilda. Una donna e i suoi amori, i suoi sacrifici per un bene superiore, secondo te sono concetti ancora attuali?

Attualissimi. È ancora difficile per una donna, oggi, dopo mille anni, conciliare carriera e vita privata. Spesso si è costrette ancora a rinunciare all’una per avere l’altra, e comunque senza risultati certi e sempre passando sotto il giudizio implacabile della società, proprio perché donne. Potrei direi, sull’onda della risposta alla domande precedente, che per certi versi non mi pare sia cambiato tantissimo dal Medioevo ad oggi.

Se non ci fosse stato Ildebrando, Matilda avrebbe difeso così tanto la Chiesa di Roma?

Questa è un’ottima domanda, la storia “fatta con i se” è un gioco che mi ha sempre affascinato. Credo, per la mia sensibilità, che no, Matilda senza Ildebrando non si sarebbe spinta così oltre. E comunque, allo stesso modo, credo che Ildebrando senza Matilda non avrebbe mai potuto fare quello che ha fatto. Sono due anime affini e ambiziose che si sono trovate per portare avanti un progetto, e così hanno fatto finché è stato loro concesso il tempo per sostenersi a vicenda.

Nel tuo romanzo affronti il tema del rapporto uomo-donna in modo raffinato e spesso evidenzi il ruolo che alla donna era stato assegnato. Come sarebbe cambiata la storia se ci fossero state più donne come Matilda al potere?

Sarebbe cambiata in meglio, per le donne di oggi. Che forse farebbero meno fatica. Una donna deve mostrare e dimostrare di essere capace il doppio per ottenere la metà dei riconoscimenti rispetto a un uomo, è un dato di fatto, lo si vede in ogni ambiente e in ogni categoria lavorativa. Mi auguro che qualcosa, in futuro, possa cambiare in meglio, ma è la mentalità a essere ancora ferma, l’evoluzione è molto lenta quando si tratta di questo argomento.

Stai lavorando a un nuovo libro? Scriverai ancora romanzi storici?

Ho iniziato le ricerche per un nuovo storico, ma sono ancora agli inizi: le fasi di lettura, ricerca bibliografica, scoperta e riscoperta sono quelle in cui mi diverto di più. Dopo arrivano le fatiche, ma ci penserò quando mi sentirò pronta per cominciare a scrivere. Nel frattempo me la godo.

Ringrazio Elisa per la gentile collaborazione.

 

"Girodivita” di Alessio Rega è un romanzo che racconta la storia di un ragazzo, l'evoluzione dei suoi sentimenti, l'arte di crescere. Il protagonista si chiama Gabriele, un ragazzo che appare superficiale, ma che altro non è se non lo specchio di ognuno di noi, preda del proprio egoismo e della voglia di raggiungere tutto e subito. Il lato oscuro di Gabriele emerge sin dai primi capitoli, quando l'autore ci racconta del suo rapporto del protagonista con l'amico Giulio. Gabriele gli concede il suo tempo solo perchè non ha di meglio da fare e sembra vederlo come troppo diverso, quasi un essere “inferiore”. Allo stesso tempo sembra invidiarne la superficialità. Uno dei temi più importanti di questo romanzo è l'amore. C'è una figura chiave infatti che per Gabriele è importante e si chiama Chiara. Un'amica, all'apparenza, ma che per lui diventa molto di più. Il rapporto però non decolla, lei è distante da ciò che lui vorrebbe. Già, ma cos'è che lui vorrebbe davvero? La storia racconta di un Gabriele insoddisfatto, anche dei rapporti con i suoi genitori, separati, distanti, anche quando troppo presenti nella sua vita. Gabriele conosce in biblioteca una donna, Beatriz, che sembra perfetta, il rapporto tra i due sembra idilliaco, ma a un certo punto lei svanisce e in lui qualcosa si spegne. Gabriele decide di lasciare la sua città natale, Bari e di trasferirsi per un periodo a Milano da suo padre. In quel periodo conosce molte donne, ma i suoi rapporti sono superficiali, ininfluenti. Distanti. La distanza sembra essere il punto cardine di questo rapporto, la solitudine anche quando non si è soli, il sentirsi sfortunati quando si è fortunati e viceversa. Gabriele riesce a emergere nel lavoro e il ritorno a Bari nasconderà un'insidia e la necessità di fare una scelta importante e decisiva. La necessità di smettere di essere distante da se stesso e crescere. “Giro di vita” è un romanzo che cela il suo significato sotto la superficie di un anti-protagonista, o meglio di un protagonista più della vita altrui che della propria, ed è proprio in questa anti-tesi che si instaurano i rapporti del protagonista, rapporti spesso incompleti. Il senso sembra essere proprio questo, siamo incompleti, anche quando pensiamo di esserlo. Noi, protagonisti costretti a perderci in impervi labirinti, a girare attorno agli altri e a noi per ritrovarci, per realizzare, appunto, un giro di vita.

 

#CausaedeffettoBooksChart 2015

Categoria: Autore dell'anno

Sara Rattaro 

Categoria: Best Seller

"Tentazioni" di Argeta Brozi
Edizioni Newton

Categoria: Romanzi d'autore

"Capo Scirocco" di Emanuela Ersilia Abbadessa
Edizioni Rizzoli

Categoria: Emergenti

"Isolde non c'è più" di Bianca Cataldi
Edizioni Les Flaneurs

Categoria: Case editrici emergenti

Spunto Edizioni

Categoria: narrativa ragazzi

"Il Notaio - Playing Game" di Adolfo Conrado

Categoria: poesia

"Loro non mi vedono" di Cristina Mosca

Categoria: romanzi storici

"Il romanzo di Matilda" di Elisa Guidelli

 

 

Il romanzo “Isolde non c’è più” racconta la storia di un ragazzo, Golvan, e dei suoi pensieri più segreti. I sentimenti che si trasformano e che diventano da semplici a complessi. Golvan è innamorato di Gwenn, una ragazza irraggiungibile, perennemente innamorata di qualcun altro. Golvan vive delle sue amicizie che tali non sono davvero, per cercare di trovare se stesso attraverso un equilibrio che non c’è. Nella vita di questo giovane ragazzo c’è però una donna, un'amica fidata. Importante. Lei è più grande e, spesso, più matura, Isolde, appunto. Il rapporto che nasce tra Isolde e Golvan e intenso e completo. Si conoscono l’un l’altro come nessun altro. Sono complici, confidenti. Loro due sono dei veri amici. Ma qualcosa con il trascorrere del tempo cambia. Qualcosa dentro Golvan, cambia. Così la storia prende una strada inaspettata. Tutto si complica. Il mistero di un sentimento strano, che lega due mondi apparentemente lontani. E Isolde, all'improvviso, scompare. Per Golvan si apre la sfida più difficile della vita. Ritrovare quella donna per trovare se stesso. “Isolde non c’è più” è un viaggio nella mente di un ragazzo che sta diventando uomo e di una donna che sa di essere tale. E’ la storia degli addii e degli amori che non nascono, ma che si trasformano. E’ un intrecciarsi di emozioni e ricordi, di storie. Bianca Cataldi riesce anche questa volta a dare luce al mistero più profondo del rapporto tra le persone, a intrigare con una storia dalle radici semplici. La narrazione è fuida, veloce e mai banale. Una storia che è poi quella di tutti noi. Racconta le debolezze e le paure e allo stesso tempo anche la voglia di ricominciare, e di cominciare. L’amore. Perché è di questo che stiamo parlando. I sogni, il vortice e l’ossessione di cercarsi negli occhi di qualcun altro. Svelare la trama che si nasconde nei pensieri più astratti. E l’incanto delle parole che raccontano la storia di un protagonista, di quel ragazzo che si affaccia alla vita e alle sue contraddizioni, alle aspettative tradite. Quei sentimenti che però non muoiono, ma si alimentano e si mostrano come fumo che continua a uscire dalla cenere. Tutte le sensazioni di una vita, che Bianca narra con la consueta e ormai affermata maestria.