Presentazione del libro “Grido di rivolta”

Nella Libreria Alimentare e Casa Editrice Hogwords di Via Bandello 2/B a Pinerolo, Venerdì 9 Luglio alle ore 21,15 presentazione della prima edizione del libro “Grido di rivolta”, di Postremo Vate (Fabrizio Legger), edito da Edizioni Hogwords, racconti di guerra e poesie sui conflitti del Sud del mondo e le lotte antimperialiste, i disastri del capitalismo e la mercificazione delle risorse planetarie. Una panoramica in versi e in prosa sulle odierne guerre africane, mediorientali, asiatiche. Per informazioni telefonare al 3383229758, collegarsi al sito www.hogwords.it, inviare una mail a hogwords@virgilio.it.

BavagLio,Libertà.

Tegole
Fan da soli
Il chiarore
Tegole
Ruvido
Camminarsi
Di quel filo
Ch’in si fa
D’un prisma
E vedersi
A come avessimo
In al volto
Un sipario
E di questo
Come specchio
In volersi
A noi trasmetter
Che de il filo
A cui prima
Noi chiamiamo
LIBERTA’
Così in triste
Così di essa
In catene
E dobbiamo
A lei lottare
Per poi viverla.

Inarrestabile

Era innarrestabile
il flusso del sangue
l’apatia del vento
Ingannava le attese
l’assenza del colore
tra stelle stese in cielo
Era infallibile
il supergo riverbero
di scuse senz’ombra
il sapore dell’estate
prendeva forma
lentamente sfumava
il tiepido incanto
della nuda impronta
di un passato che fugge
tra le platee deserte
di un concerto ormai finito
senza fischi ne applausi

Un’artista di talento: Elisa Capitanio

Causaedeffetto.it presenta un’artista di talento: Elisa Capitanio

Rgb

Una breve presentazione di Elisa Capitanio:

Bergamasca, classe 1984, frequento con (scarso) successo il liceo classico per
poi approdare nel mondo del design al Politecnico di Milano. Dove ora sono in
attesa di laurea.
Dipingo da sempre. Prima con rabbia, poi con passione. Autodidatta, mescolo
olio, tempere e acrilici, per dare tridimensionalità al colore. Perchè mi piace
sentirlo vivere.
E ho deciso che da grande voglio fare l’artista…

Arte: http://elisacapitanioart.splinder.com/
Sito web: http://www.elisacapitanio.com/
Contatti: a_like@libero.it

Nei prossimi giorni pubblicheremo altre opere della talentuosa Elisa Capitanio.

Le mosche divorano il mondo.

Pezzi di vetro,schizzi di sangue.Cantava qualcuno.I rigetti su ciò che nuoce.La noia e arrendersi dal cerchio di questa vita,che si taglia in due come una mela.Ed il lato più bello di una mela cade sui campi di grano irti ai mattini estivi.Ed il lato più brutto di una mela casca sul mondo,che di contro lo inghiotte come una voragine.Lo stomaco del mondo si apre in due e i denti aguzzi tagliano la gola sofferente.Cola come acido e logorante fastidio di un pianeta cieco.Carico di fantasie.Condottieri felici che trainano una scure d’oro.Il palato amaro e dolce.Un morso schifosamente marcio alla mela di cui prima.Mela maledetta.Sofferenza che alimenta le menti umane.Un clone che si spappola sull’asfalto.Rivoluzione di quelle vene arrossate.Circolano al rovescio.Bendate.Amare fantasticherie proibite.Ed il mondo che non guardiamo marcisce come pesca che cade sul terreno e divorata dalle mosche.

Il cane

C’era un cane, abbaiava contro le fredde ringhiere del balcone, d’autunno.
Continuava con insistenza, voleva scendere, voleva correre. Era troppo piccolo lo spazio in cui passava i suoi giorni.
Non gli bastavano le passeggiate che saltuariamente gli venivano concesse dal padrone, nel campo di sotto, dove incontrava altri cani che subivano il suo stesso destino.
E ogni torno tornava a sbraitare, facendosi sentire dagli altri cani sui balconi vicini. Ma erano tanto distanti, non potevano capirsi chiaramente. Solo durante le rare passaggiate, capitava loro di incrociare i tristi sguardi e capire di essere condannati allo stesso triste destino. In quei pochi attimi, tornavano a brillare i loro occhi, prima che il rispettivo padrone strattonasse il collare per la fretta di tornare alla vita di tutti i giorni.
Venne la primavera, il cane morì, non aveva più fame, non voleva continuare a vivere.
Quel cane è la nostra curiosità, la nostra indole, il nostro io.
E’ continuamente ucciso dalla quotidianetà, dalla ripetizione, dagli impegni.

Devi lottare per i tuoi ideali,sempre.

Poiché quando al sognarsi.Siamo d’esser folle menti.Oscuranti scarabocchi.Derivanti alla deriva.Come quasi che sembriamo.Delle stelle di mar mossi.Quel che spesso quelle onde.Han lasciato come niente.Sulla sabbia.Abbandonati.E intrecciarsi come fulmini.Di che fulmini.E l’elettrico.Poi lasciarci di assonnati.E siam noi e siamo assonnati.Mai a perder di giammai.Gli ideali.Come sogni.

Censura : una storia iraniana difficile

‘CENSURA’ é il titolo di un libro che ho avuto il piacere di acquistare qualche giorno fa.E’ un libro triste,per vari motivi.La sua copertina si dipinge di uno scuro color porpora.Su di essa si staglia una mano che par ti chieda di fermarti ad acquistarlo.Scrivo di un libro difficile,un libro infelice non per la storia che racconta ma per la storia che in realtà lo avvolge.L’autore di questo libro é uno scrittore iraniano contemporaneo di nome Shahriar Mandanipour.Il libro é stato attualmente pubblicato in America poiché scrivere in Iran a tutt’oggi é come andare al patibolo.La storia che l’autore narra é una storia d’amore da un lato felice e da un lato soffocata.Si tratta della storia d’amore di Sara e Dara,due pseudonimi che l’autore ha volutamente inventato.In Iran innamorarsi é un peccato mortale,un’offesa grandissima che gli uomini fanno a Dio.Il che é sicuramente un paradosso,poiché Dio é in se l’idea dell’amore,nient’altro.Ancora adesso in territorio iraniano le donne e gli uomini non possono trascorrere da soli un pomeriggio insieme se non con la presenza di parenti.I marciapiedi sono assegnati alternativamente ai due sessi,così durante il mattino agli uomini é consentito passeggiare sul lato destro della strada,mentre alle donne é concesso farlo sul lato sinistro e viceversa nel pomeriggio perché uomini e donne non si sfiorino nemmeno con un dito.Agli innamorati ‘disertori’ é proibito lanciarsi dolci sguardi d’amore.Gli scrittori non hanno alcuna libertà : tutte le loro opere infatti sono costantemente revisionate,corrette e talvolta anche riscritte qualora si ritenessero offensive e allusive o si pensasse di pubblicarle.In un paese in cui la parola ‘seni’ offenderebbe la morale islamica,Shahriar Mandanipour si ribella e con tono ironico sfida i suoi censori nonostante conservi nel cuore il rammarico di non poter pubblicare la sua opera nel proprio paese di origine.’Gli scrittori non devono esistere.La scrittura é l’arte più immorale che possa esistere al mondo’- dicono in Iran.Ancora una volta vi chiedo,dov’é in tutto questo la libertà?Ha sapore di niente,non esiste,é insipida.