Non è la fine del mondo di Alessia Gazzola a cura di Daniele Mosca

“Non è la fine del mondo” è un romanzo fresco, che gioca sull’idea, a volte mitizzata, del sogno e dell’ambizione. Alessia Gazzola crea così una protagonista sognatrice, ma allo stesso tempo disillusa, un personaggio figlio dei giorni nostri, in cui nulla sembra essere poi così scontato, tanto meno i sentimenti. Così, pagina dopo pagina, ci si innamora di Emma De Tennents e si vivono con lei i piccoli disastri o le grandi vittorie. Una trama semplice, ma costruita come un castello di carte, in cui ogni cosa è al posto giusto. Una storia che fa ancora sperare che un sogno possa sopravvivere nonostante le avversità. Una razionale filosofia di vita, dove nulla si crea e nulla si distrugge, ma resta semplicemente impressa sulla pelle e nel cuore.

“Non ditelo allo scrittore” di Alice Basso a cura di Daniele Mosca

“Non ditelo allo scrittore” è il terzo romanzo di Alice Basso. Lei è brava, lo abbiamo detto sin dal primo romanzo. E questa è una nuova avventura della protagonista Vani Sarca, che oltre a essere una bravissima ghostwriter, capace di leggere nella mente dei personaggi per cui scrive libri, collabora con la polizia. Questa volta si ritroverà coinvolta in un’indagine davvero molto pericolosa ed emergerà una sensazione che mai aveva provato prima, quanto possa essere difficile sapere che la persona amata possa fare un lavoro pericoloso. Già, perché il commissario Berganza e Vani si ritrovano molto vicini. Tuttavia il vero lavoro di Vani è scrivere libri per altri. E le viene affidata una missione: ritrovare un altro ghostwriter di un libro diventato famoso e che è ritornato in voga con la morte dell’autore. Vani dovrà collaborare con il presuntuoso ghostwriter e insegnargli l’arte di comunicare in pubblico, arte in cui lei sicuramente non eccelle. Proprio per questo il famigerato Enrico, nonché editore di Vani, gli affianca una persona per aiutarla in questo difficile compito. Peccato che il collaboratore in questione sia il suo ex-fidanzato, nonché autore di successo, nonché maestro nelle pubbliche relazioni: Riccardo. Il romanzo miscela ironia, sarcasmo, sentimenti, suspence, con un equilibrio degli ingredienti che Alice Basso gestisce con una consueta maestria, a volte puntando più sugli aspetti sentimentali della commedia e meno sull’indagine. D’altro canto questo capitolo nella sequenza narrativa della storia di Vani è un importante e segna una svolta che ogni lettore potrà apprezzare. Non direi altro, se non che attendo con impazienza il quarto romanzo della serie.

Rino Gaetano: un mito predestinato edito da Terre Sommerse

Rino Gaetano: un mito predestinato racconta molto di più di una biografia di un artista, ma di un vero e proprio mondo. Un panorama di artisti emergenti e che presto sarebbero diventate delle vere colonne della musica leggera italiana che girava attorno a un’etichetta: la it. Si susseguono aneddoti e curiosità su quella che è stata la faccia della it, ovvero Vincenzo Micocci. In questo libro a raccontare questa affascinante storia sono Stefano Micocci e Carlotta Ercolino che ripercorrono le tappe di una lunga avventura. Si narrano i primi incontri artistici con il giovane Venditti, Dalla, De Gregori. Pensieri, atmosfere e i sogni di portare in Italia un modo nuovo di fare musica, in un panorama musicale italiano ormai influenzato dalle atmosfere internazionali, che spaziavano in quel periodo in diverse direzioni che sarebbero diventati a breve il futuro della musica stessa. In questo clima di rinnovamento e sperimentazione compare un cantautore che sembra anomalo, ma che ben presto si dimostrerà un innovatore nato: Rino Gaetano. Si parla di questo artista quasi analizzandone l’immagine a partire dalla sua fine, dal tragico incidente. E come riavvolgendo il nastro, si crea il mito, sino alle sue origini. Un esperimento che sfrutta le metafore, le analogie, la creatività, per disegnare il profilo di un tempo e di un clima musicale, ma anche sociale e politico. Ci sono le testimonianze dei vari artisti, un incontro quasi mistico con un Fred Buscaglione, che può in questa dimensione confrontarsi con il Rino Gaetano che si è perso in una sera qualsiasi, dopo essersi trovato solo, all’improvviso. Le donne, le amicizie, i pensieri, il tutto raccontato con semplicità e senza mai perdere il filo conduttore che porta all’etichetta it. Come non descrivere le immagini, alcune inedite, che raccontano in un modo diretto il clima e i volti di persone che avrebbero cambiato la storia della musica. Questo libro è una testimonianza importante che riporta alla luce un insieme di informazioni, ma più che altro sensazioni, una storia che si sviluppa nel tempo e che rimane nel tempo. Che ferma gli istanti e racconta in metafore e aneddoti l’essenza della musica italiana e lo fa partendo da un mito: Rino Gaetano.

​ANIME SCALZE  di  FABIO GEDA a cura di Anna Serra

Fabio Geda, scrittore torinese che riscuote molto successo soprattutto fra lettori adolescenti e giovani, torna a parlarci di una storia di ragazzi, con uno stile schietto, colloquiale. Un linguaggio fresco e giovanile, che esce dalla bocca di Ercole, protagonista e narratore, un quindicenne con cui la vita non è stata per niente tenera. Ha dovuto crescere in fretta e uscire dal mondo dei balocchi perché la sua famiglia è sgangherata e la sua esistenza appare “polverosa e irregolare”. Vive in un quartiere popolare di Torino e abita in un minuscolo appartamento dalle pareti cosparse di crepe, fessure da cui escono terribili mostri. Condivide la piccola casa con la sorella maggiore Asia e il padre. La madre se n’è andata da un giorno all’altro, lasciandoli soli e facendo perdere le sue tracce.  La sua realtà familiare è capovolta: i padri non fanno i padri e i figli non fanno i figli. I ruoli sono invertiti, con adulti irresponsabili e minori seri e maturi: Asia si occupa della casa e delle bollette da pagare, gli controlla i compiti e il diario, mentre il padre vive di espedienti, ha problemi con la giustizia, sparisce per giorni e spesso staziona al bar, esagerando con l’alcol. Eppure i due fratelli difendono a spada tratta il loro nucleo familiare, per quanto sregolato e scalcagnato, tenendo lontane le intrusioni degli assistenti sociali e della “gente di buon cuore” che viene vista come una minaccia, anziché una risorsa per essere aiutati.
Un giorno, per puro caso, Ercole si imbatte in Viola, una bellissima ragazza lentigginosa e dai capelli ramati, che vede a un chiosco di fiori attraverso il finestrino dell’autobus su cui sta viaggiando.  Se il colpo di fulmine esiste, questo è un esempio. Ercole si getta dal pullman e si avvicina al banco di fiori con una scusa. Gli opposti si attraggono: Viola è diametralmente diversa, appartiene a un universo parallelo, che Ercole può solo sognare. Ha una famiglia benestante, una casa grande e accogliente ai piedi della collina di Torino, due fratelli che studiano all’estero, frequenta un noto liceo classico nel centro città e fa canottaggio sul Po.

Ercole è un ragazzo particolare. Considerata la sua età, la sua caratteristica più strana è quella di non possedere un cellulare. Vallo a trovare un ragazzo dei giorni nostri che non ha uno smartphone né la connessione internet a casa, né il telefono fisso! Ercole è più unico che raro, ma questa sua privazione a cui si è abituato senza troppa difficoltà, ora diventa un problema: come fare per comunicare con Viola? Come mettersi d’accordo con lei per vedersi? Ercole ricorre ai vecchi sistemi di una volta, quando la tecnologia era pura fantascienza: va a prenderla a scuola, la aspetta davanti al liceo Gioberti. Un gesto che gli conferisce un’aura romantica. Di fatto è un ragazzo coraggioso, che non si vergogna della sua famiglia, che non nasconde agli occhi di Viola il suo tessuto familiare e sociale. Si mostra per quello che è, senza imbarazzo e senza maschere.

Nel corso della vicenda inizierà a cercare sua madre, per ritrovarla. Per capire le ragioni dell’abbandono. Le madri contengono: sono l’argine che impedisce ai figli di straripare. Senza una madre, un figlio rischia appunto di rompere l’argine ed esondare.  Esili indizi fra le mani. Un pugno di cartoline, alcune spedite da una località che si chiama Erta, un posto che sulla cartina geografica non esiste, ma che l’autore immagina trovarsi tra le montagne piemontesi della Val Chisone. Ercole si mette in viaggio su una bicicletta sgangherata e le tasche vuote. Tra le cime dei monti troverà una persona molto speciale a cui si legherà moltissimo, da proteggere e difendere da adulti ancora una volta inaffidabili.

Ercole: un destino già scritto nel suo nome. Ercole è il famosissimo eroe della mitologia greca e romana, dio degli atleti, fortissimo protettore degli uomini minacciati da pericoli e mostri primordiali. E infatti il protagonista, nonostante la giovane età, è un eroe nella sua dura quotidianità. Un cucciolo di uomo che deve combattere contro genitori alla deriva, che hanno perso la bussola della loro vita e che quindi non possono essere buoni educatori e proporre modelli positivi. In fondo Ercole desidera una semplice cosa che gli spetta di diritto: una vita migliore e la possibilità di riscattarsi.

Il Morandazzo 2, il nuovo lavoro di Massimo Pica

Massimo Pica ci aveva già abituati a un sarcasmo colto e perspicace con “Il Morandazzo”, in cui descriveva i film con una battuta secca e dissacrante. Eccoci quindi al secondo volume che continua quest’opera comica, intelligente e che riesce a far venir voglia di andare a guardare i film citati. E non è poco. Una carrellata di freddure, secche, divertenti e soprattutto mai banali. Poche parole per evocare interi mondi cinematografici, un’analisi attenta alla base delle battute rende il tutto molto attuale e concreto. Massimo Pica è sicuramente un personaggio che sa farsi leggere e ascoltare e di cui sentiremo parlare ancora. Non mi stupirebbe se dopo le battute Pica proponesse un vero e proprio romanzo comico. Noi aspettiamo e nel frattempo consigliamo il primo e il secondo volume de “Il Morandazzo”. Cinema e risate, che volete di più? 

Sui Generis Editore.

LO SCONOSCIUTO di Elena Cerutti edito da GOLEM EDIZIONI a cura di Anna Serra

Giovanni e Stella. Una storia come tante, di due che si incontrano, si piacciono e si innamorano. Tuttavia la madre di Stella, a cui lei è fortemente legata, è molto perplessa: Giovanni non la convince per niente e mette in guardia la figlia, ma Stella non ascolta nessuno, solo le ragioni del suo cuore di donna innamorata, e va avanti caparbia per la propria strada, anche quando lui, con la stessa bocca la bacia dolcemente e la insulta aggredendo la sua autostima, e con le stesse mani l’accarezza come un premuroso amante e la riempie di botte.

Giovanni, l’uomo dalla doppia personalità, capace di parole appassionate e di gesti bestiali. Un amore ingannevole. Eppure Stella non è sprovveduta, ingenua, condizionabile e con scarsi mezzi culturali; stiamo parlando di una persona colta, di una promettente dottoressa in medicina impegnata nello studio e nel lavoro. Ciononostante si lascia invischiare in una relazione malata, che le crea dipendenza e isolamento. In poco tempo Stella si ritrova sola, si allontana dalla sua cerchia di amicizie e dai parenti più stretti, soggiogata da chi giura di amarla infinitamente e le promette ogni volta di cambiare, di non farlo più, implorando il perdono per le percosse e gli attacchi immotivati di gelosia.

Stella prova a lasciarlo, a dimenticarlo e a concedersi nuove storie, ma inspiegabilmente si ritrova sempre al punto di partenza, come se un filo invisibile e indistruttibile la tenesse legata a lui, nonostante la paura e le umiliazioni. E quando Giovanni si rifà vivo dopo un lungo silenzio, Stella ricade nella trappola e continua a fidarsi di lui, sola contro tutti, convinta di poterlo cambiare con la forza del suo amore. Una trappola che si chiama matrimonio e figli. Stella si sposa e darà alla luce due bambini, un maschietto e una femminuccia, in una apparente felicità familiare, che però è solo una bella facciata da mostrare agli altri. In realtà gli equilibri familiari si reggono su un filo molto sottile e debole: basta un niente per spezzare l’armonia. Giovanni è un abile manipolatore e sa come plasmare la mente dei suoi bambini, facendo sentire Stella una madre incapace e inaffidabile, minando la sua autostima ancora una volta.

Per buona parte del libro mi è venuto istintivo gridare: “Scappa Stella! Prendi i tuoi bambini e allontanati da lui! Non permettere che ti maltratti e ti sottragga denaro. Denuncialo e fatti aiutare da chi ti vuole bene sul serio”. E a un certo punto il mio grido è stato accolto dalla protagonista, che finalmente dopo anni di cecità apre gli occhi destandosi dall’incantesimo e capisce davvero chi sia suo marito. Ma la via verso la liberazione e il riscatto per una vita diversa è insidiosa e contorta: Stella deve fare i conti con leggi, istituzioni e forze dell’ordine che non la tutelano abbastanza. E soprattutto deve affrontare il diabolico piano vendicativo dell’ex marito. E’ l’inizio di un nuovo calvario, fatto di minacce, messaggi deliranti, email per screditarla agli occhi della gente e manipolazione delle giovani menti dei loro figli. Una lotta psicologica senza esclusione di colpi. Pagina dopo pagina la rabbia del lettore ribolle e finisce con l’esplodere contro Giovanni, che suscita ribrezzo e indignazione. Lo si vorrebbe annientare. La stessa Stella, in alcuni impeti di collera, si lascia sedurre dalla prospettiva di ucciderlo, ma in questo modo passerebbe dalla parte del torto e comunque non ne sarebbe capace. Stella non è un’aguzzina. E’ una vittima che lotta per difendere la sua integrità di donna, di madre e di lavoratrice onesta e devota.

Un romanzo basato su una storia vera, che parla a tutto il mondo femminile, soprattutto a quelle donne che subiscono in silenzio la prepotenza e la gelosia incontrollata di uomini molto vicini a loro, che finiscono per diventare dei pericolosi sconosciuti. Ma parla anche al mondo maschile, insegnando il rispetto verso la famiglia e il vero senso dell’amore, che mai deve fare rima con terrore.

Parliamo di Borgo Propizio, il romanzo di Loredana Limone

Borgo Propizio è un romanzo delicato, narrato in modo particolare, in bilico tra ironia e realtà. Un non luogo popolato dalle isterie della nostra società, che si incastrano e si incagliano di fronte a quello che tutti cercano: l’amore. Punti di vista diversi e sogni, come quello di Belinda di aprire una latteria cool. Mariolina, Marietta e Ruggero sono solo alcuni dei personaggi che si alternano su quello che sembra un palcoscenico di un teatro di periferia, dove proprio lo spirito della periferia diventa il vero protagonista, così come lo sono le voci che condizionano la storia di ognuno dei personaggi. Loredana Limone costruisce un mondo alternativo, come un’altra dimensione dove i sentimenti di attorcigliano e si mischiano alle speranze e alle frustrazioni. Emozioni comuni, in una storia affascinante, con la decisa speranza di raccontare, in fondo, la vita di tutti noi, ma in una chiave nuova. Uno stile costruito più come una fiaba che come un vero e proprio romanzo, una tecnica di narrazione semplice e diretta, una trama che non si prende sul serio e racconta di cose importanti, senza nemmeno rendersene conto.

 

Parliamo del romanzo “L’amore addosso” di Sara Rattaro

Nel romanzo L’amore addosso Sara Rattaro affronta un tema difficile, attuale, decisamente controverso e lo fa costruendo un gioco di specchi con i sensi di colpa. Personaggi che si rincorrono, pur continuando a scappare da se stessi. Parole amare, parole dolci, parole che tagliano a metà sentimenti, per costruirne altri, o, talvolta, per distruggerli senza la minima pietà. Ogni cosa si trasforma, dicono. Ma qualcosa sembra perdersi definitivamente e per sempre, lasciando un alone, forse un’ombra, di incompiuta. Sara utilizza uno stile diverso da quello conosciuto nei precedenti romanzi, più scarno e più intenso. Rende le frasi più dirette, con una tattica spietata mette in scena una storia difficile da raccontare, in cui si alternano ambientazioni e avvenimenti, sensazioni e colpi di scena. Una narrazione che diventa più serrata, per poi fermarsi e far riflettere con le parole, ma più che mai proprio con le immagini. L’amore viene ridotto in polvere, per diventare materiale per costruire qualcosa di diverso, forse un senso di quello che è veramente ciò che proviamo per noi stessi. Il tradimento diventa un mezzo per viaggiare attraverso le paure, i controsensi, le intese disattese, fino ad affrontare temi cari alla psicologia, come il rapporto genitore figlio, con tutte le aspettative mancate che spesso ne derivano. Sara Rattaro scava a fondo, come è solita fare, nell’animo umano, andando a cercarne il lato oscuro, per poi illuminarlo a giorno. L’amore addosso sembra raccontare qualcosa di segreto, nascosto, proibito, scabroso, ma, invece, racconta qualcosa di molto, molto, più perverso. La verità, il pensiero più vero, l’animo umano, in poche parole, chi siamo davvero.

“Il giorno che diventammo umani” di Paolo Zardi

Una mitragliata di racconti dal cinismo amaro, che scavano nell’anima mettendo al centro del palco tutti quei pensieri che per tanti motivi non si esprimono. Paolo Zardi invece lo fa. E in modo intenso e profondo. Pillole di sentimenti controversi, fendenti che arrivano dritti sulla propria sensibilità, spesso manipolata dagli aspetti sociali e dal politicamente corretto. Ma in queste storie emerge una verità. Sommersa, ma che é pur sempre una verità. Bella scrittura. Ottima tecnica. Storie raffinate e coinvolgenti. Uno scrittore com e S maiuscola.

#PaoloZardi
#ilgiornochediventammoumani

È uscito “Il frammento”, primo romanzo di Marco Marzocca

È uscito in tutte le librerie e negli store online Il Frammento, il primo romanzo di Marco Marzocca pubblicato daHistorica Edizioni.

L’autore, noto al grande pubblico per i numerosi ruoli televisivi e teatrali, specialmente comici, si accosta alla letteratura con un’opera che penetra il quotidiano attraverso il mondo interiore dei personaggi, dipinti quali flusso in continua evoluzione di emozioni, materia liquida.
È proprio attraverso il filtro delle emozioni che possiamo,come i protagonisti di questo romanzo, riconoscerci diversi e ritrovare quell’autenticità che troppo spesso viene sacrificata per lasciar spazio al narcisismo, all’apparenza, a un’ostentata sicurezza.
La scoperta di un’appartenenza remota e rimossa, di aver vissuto nella menzogna e nella finzione, potrà dunque scaturire solo da una crisi, dal sapersi mettere in discussione e dalla ricerca di se stessi.
Quella di Matteo è una storia comune, colta con lo sguardo sincero e incantato di chi la realtà vuole viverla oltre che descriverla, così come le vite dei personaggi che gli ruotano intorno sono calate nell’attualità, disegnate con un tratto leggero, che permette al lettore di immedesimarsi in un mondo che gli appartiene per definizione.

Sinossi:
Matteo è un uomo di successo, affascinante e sicuro di sé. Lavora come interprete presso la FAO e possiede uno spiccato talento nell’arte della seduzione. Ma alla ossessiva cura del proprio aspetto corrisponde una profonda disaffezione per affetti e sentimenti, nei confronti dei quali è solito esibire un’ostentata noncuranza. La sua vita trascorre libera, tra incontri travolgenti e sensazioni forti, finché i reconditi recessi della sua mente iniziano a rivelargli squarci di un oscuro passato. Confuso e stordito dal suo malessere interiore, intraprende un viaggio alla ricerca di se stesso, in cui esperienze estreme e ricordi sfocati danno il via alla ricomposizione del mosaico di una vita dimenticata.

Note sull’autore:
Marco Marzocca è un attore e comico italiano noto al grande pubblico per i diversi ruoli televisivi e cinematografici ricoperti in oltre vent’anni di carriera. Tra i tanti si ricordano: Un fantastico via vai di Leonardo Pieraccioni, Un boss in salotto di Luca Miniero, La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati, Distretto di Polizia, Una pallottola nel cuore, la partecipazione a Zelig.
Di rilievo anche la collaborazione teatrale e cinematografica con Corrado Guzzanti che lo ha visto recitare in: millenovecentonovantadieci nel 1996-97, …la seconda che hai detto nel 1997-98, Recital nel 2009 e Fascisti su Marte nel 2007.
Recentemente è stato ospite fisso all’interno del programma Cavalli di Battaglia di Gigi Proietti, andato in onda su Rai1.