Viviamo in un momento

Viviamo in un momento storico difficile, un virus di odio si muove silenzioso dietro facce che sembrano assolutamente normali. Dove ricchi sbruffoni possono sentirsi legittimati a creare leggi a loro immagine e somiglianza e a fomentare una guerra che sembra sempre più infinita e insensata. Ci guardiamo intorno sperando che non tocchi a noi, ma stanno attaccando proprio noi, in quel momento. Seminando la paura, il dubbio. Il sospetto. É un momento storico in cui i dittatori sembrano portatori di libertà. Colore, religione e cultura tornano a essere discriminanti. Basta un petardo per evocare la paura, ma il terrore continua a scavare molto più a fondo. Ed è questo quello che mi fa più paura: l’odio che leggo nei confronti di un nemico immaginario, che viene scagliato su chi è diverso. Viviamo in un momento difficile, ma i libri di storia lo raccontano perfettamente.

Ice BucketChallenge

E’ il gioco virale dell’estate lanciato dall’Aisla per raccogliere fondi per la ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica. L’iniziativa per sensibilizzare alla donazione si chiama ICE BucketChallenge e consiste nel versarsi addosso un secchio di acqua gelata. In un vortice tra polemiche e donazioni l’iniziativa è riuscita a portare a galla la criticità in cui versa la ricerca e la constante necessità di denaro per battere quella che è una malattia degenerativa contro la quale è difficile compattere e non solo per via della cura, ma per ciò che le famiglie dei malati devono affrontare sia in termini di sofferenza e soprattutto per l’aspetto economico. L’Aisla si occupa oltre che della ricerca anche del supporto alle famiglie. L’importanza della ricerca è il tema principale di questa iniziativa e partiremo con il chiarire un concetto importante.

Cos’è la Sla?

Il termine “malattia dei motoneuroni” si riferisce ad un gruppo di malattie neurologiche che colpiscono le cellule delle corna anteriori del midollo (soprattutto del midollo cervicale) e del tronco encefalico (soprattutto del bulbo spinale) e, spesso, della corteccia motoria, da dove parte la via corticospinale. Se la malattia colpisce sia il primo che il secondo motoneurone si parla di sclerosi laterale amiotrofica (S.L.A.). Una variante della S.L.A., a prognosi più sfavorevole, è la paralisi bulbare progressiva, caratterizzata dalla paralisi rapidamente progressiva dei muscoli della mandibola, del faringe e della lingua con conseguente disfagia, disartria, disfonia e difficoltà della masticazione. Non esiste al momento attuale un trattamento specifico per la malattia dei motoneuroni ed i provvedimenti terapeutici devono essere prevalentemente rivolti al sostegno fisioterapico con tutte le manovre utili a consentire il mantenimento delle funzioni vitali.

Consci dell’importanza del tema trattato la redazione di Causaedeffetto partecipa all’iniziativa. E lo faremo come siamo abituati a fare. Informando, oltre a donare.

Il sito ufficiale di riferimento per le donazioni è questo: http://www.aisla.it

Matteo Renzi: nuovo segretario del Pd.

I giochi ormai sono fatti. Renzi conquista la guida del Pd. Pochi ancora i seggi da scrutinare. Già le prime considerazioni di Cuperlo e Civati lasciano presagire quello che sarà. Le correnti non moriranno. La preoccupazione inizia proprio in questo momento. Il socialismo auspicato da Renzi come potrà trovare un equilibrio con l’anima più sinistroide del Pd? Lo slogan cambia verso di Renzi è promettente, tuttavia in Italia siamo abituati alle promesse. E’ difficile capire cosa accadrà nei rapporti con il governo Letta. Ma quello che mi viene da pensare è: se non cambiasse proprio niente? Nei mesi scorsi abbiamo visto come le carte si fossero già mischiate, come molti Bersaniani del primo vento siano diventati ferventi appassionati della linea politica del sindaco di Firenze. Questo lascia presagire che potrebbe davvero non cambiare niente. Difficile pensare che questo governo possa cadere, se non per causa Berlusconiana. Quindi è prevedibile pensare a un futuro che non si discosterà troppo da quella degli ultimi mesi. La dichiarazione di guerra, seppur tra le righe, di Cuperlo fa pensare che ancora non è arrivata l’era di un Pd unito e coerente con una sola idea. Per il Pd democratico vuol dire non avere un’idea comune. Mi viene in mente un’altra idea, e se questa volta l’area cuperliana cercasse di creare un nuovo Pds? Proprio in questo momento Renzi sta parlando dalla sua conferenza stampa, molto americana, e sembra di sentire ancora una campagna elettorale. Ora però c’è da fare. Da domani capiremo se ci sarà davvero un cambiamento o se cambieranno solo le facce.

Metallo sul viso – Caro Vendola

Caro Vendola, ricordo che avevo poco più dieci anni quando, affacciato dal finestrino del vagone di un treno, ho visto lo stabilimento dell’Ilva di Taranto. Ricordo ancora il mio volto sporco di frammenti di metallo. Ora di anni ne ho molti di più e tu sei stato per dieci anni presidente della Regione Puglia e dell’Ilva è venuta a galla la verità. I controlli fatti dall’Arpa (ente sotto controllo della Regione) non hanno mai avuto valore. Mentre le normative in tema ambientale cambiavano, a Taranto tutto rimaneva fermo, con lo stesso meccanismo raccontato per Piombino dalla scrittrice Silvia Avallone nel romanzo “Acciaio”, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ora, caro Vendola, sei un parlamentare, a capo di un partito che si chiama “Sinistra, Ecologia e Libertà”, sei indagato e ti difendi arrampicandoti sui vetri con le mani insaponate. La verità nasconde la raffica di ideali ipocriti che hai raccontato in giro per prendere un po’ di voti. Credo che se la legge fosse davvero uguale per tutti, dovresti dimetterti quantomeno dalla carica di segretario di quel partito, se non da quella di parlamentare. Il problema non è la telefonata che avresti fatto per fermare l’Arpa per impedire il blocco delle lavorazioni durante l’ultimo caso di cronaca, ma quello che non hai fatto negli ultimi dieci anni. La produzione di acciaio è stata certamente una locomotiva per l’Italia, con esportazioni in tutto il mondo, ma come è stato fatto per gli stabilimenti del nord che si sono dovuti uniformare a quanto richiesto dalle nuove leggi, anche l’Ilva di Taranto doveva adeguarsi. Mentre alla famiglia Riva  è stato concesso di andare in deroga, con la scusa di dover garantire il lavoro agli operai. Un ricatto, insomma. E tu, questo. Lo sai. Il compito della politica, per essere credibile, è gestire la cosa pubblica. Tu questo, non hai saputo farlo. Ti sei reso complice di un meccanismo corrotto. Hai contribuito a inquinare un territorio splendido. Hai rovinato la vita di tanti operai. Delle parole che il tuo partito ha preso come nome, ce ne sono almeno tre che non funzionano. Sinistra. Ecologia. Libertà.

Foto articolo: Vincenzo Morabito

Il flop del Movimento 5 Stelle.

Al termine di questa tornata di elezioni amministrative si fa un bilancio, i vincitori, i perdenti, i pareggi.

Si denota che in quasi tutti i comuni la vittoria è stata del PD, mentre la sconfitta che fa più rumore è quella del Movimento di Grillo.

Leggendo i vari quotidiani, sono arrivata a delle conclusioni, a cui credo siano arrivati anche altri cittadini.

Il Movimento è una scatola vuota, l’unica voce che la riempie è quella di Grillo, che da un passato di comico mercenario, si è ritrovato ad essere al centro politico di questo Paese.

Cosa non ha funzionato? A mio parere ciò che non funziona in questo movimento è proprio Grillo, il suo fare autarchico, da leader indiscusso e antidemocratico, o si è con lui o non si capisce niente, ma non si degna nemmeno di capire dove sono gli errori, al contrario, la sua assurda pantomima non gli permette di vedere oltre il suo naso, o i suoi capelli.

Il Movimento 5 stelle ha perso le elezioni, aggiudicandosi ben pochi seggi, il motivo? Il motivo è venuto alla luce a poco a poco in questi giorni, dalle elezioni politiche di febbraio, dove tutti ci aspettavamo una svolta, ci si è trovati ad affrontare la scarsa conoscenza storico – politica, la poca lungimiranza, ma solo il continuo NO, urlato ai suoi adepti, per non cedere a compromessi.

Signor Grillo la politica è compromesso, un compromesso fatto per il bene del popolo, invece con il suo essere contrario ha portato allo stop di una nazione per due mesi, questi sono atti che si pagano.

Inoltre lei continua a sputare sentenze, a giudicare, ingiuriare e criticare, offendendo le scelte degli Italiani, che hanno sentito di votare ancora per i politici storici, lei non ha dimostrato una nuova via, ma solo una via che gli italiani hanno già conosciuto.

Oggi attacca i giornali, che sono partitici, poi attacca i giornalisti che vengono a porle e a porre domande ai suoi, lei Sig. Grillo, non sta aiutando questo paese, ma lo sta gettando nello scompiglio. Uno scompiglio che non ha capo e non ha coda, non ha conoscenza ma solo ignoranza.

Non si dice agli elettori che non l’hanno votata che non capiscono nulla, io per prima mi rifiuto di farmi dare dell’idiota da lei. Visto che per anni quello è stato il suo ruolo davanti ad un pubblico.

Vorrei ricordare, che Grillo è per anni stato un comico che ha lavorato anche al Drive In storico programma di cabaret su Italia 1, emittente televisiva di Mediaset, di cui la proprietà è ben nota a tutti. Per anni è stato un comico, per me di bassa lega, nei programmi RAI. Insomma, questo comico, ha pensato bene, che visto che nessuno più lo assoldava in televisione era necessario urlare nelle piazze. Ma il punto è che se un tempo faceva sorridere, oggi fa solo arrabbiare.

Sono italiana, fiera di essere in quegli idioti che non l’hanno eletta, perché il mio Paese è già abbastanza rovinato, il mio voto alla totale distruzione, per vedere nascere un nuovo Mussolini o un nuovo Hitler, non glie lo do.

Condoglianze Onorevole Andreotti

La morte di Andreotti, per quanto uomo criticato, lascia un vuoto in Italia e in Politica, legato da sempre alla Democrazia Cristiana, è uno dei padri fondatori della nostra Repubblica. La sua carriera politica è lunga quanto la nascita di questa Repubblica, a cui contribuì scrivendo parti della costituzione.

Non ho mai apertamente amato Andreotti, neanche odiato, ma vedendo la classe politica attuale, posso solo rimpiangere la sua grande capacità diplomatica.

Per anni è stato l’uomo ombra dietro altri politici, Craxi, Cossiga, Spadolini, anche in prima linea è stato un uomo di grande etica personale, in prima linea soprattutto durante gli anni di piombo e la guerra fredda.

Non ha mai attaccato un oppositore politico sul piano personale, mai un’ingiuria, lo colpiva con le sole armi della politica.

Tra i mille segreti, fatti e misfatti, sicuramente un uomo che ci ha insegnato molto.

Assolto da tutte le accuse, ora gli spetta il giudizio di Dio, a noi resta il vuoto di 60 anni di politica, di guerre sfiorate, di servizi segreti deviati. Non avremo risposte, o forse, verranno fuori i suoi memoriali, dove forse vedremo la rivoluzione.

Ad ogni buon conto, grazie On. Andreotti. La politica italiana ha perso un grande Maestro.

“Il potere logora….chi non ce l’ha”

NO Muos

Anticamente, circa cinquecento anni fa e poco più, si credeva che le stelle dell’universo fossero circondate da sfere così compatte tra loro da dare forma ad una gigantesca matriosca immersa nell’oblìo della galassia. Di galassia non se ne ravvedeva, ma già anticamente ed in modo oltremodo poetico si credeva fermamente nell’idea che tutte le stelle fossero circondate da scudi protettivi e luminosi. Proteggere le stelle doveva essere un bene, proteggerle dal male forse o semplicemente dalla solitudine. Pensare che i pianeti fossero recisi da elmetti di luce mi fa pensare ad una guerra, una guerra tra i pari e non particolarmente violenta. In quegli anni chiaramente non poteva immaginarsi la presenza di estranei, al di fuori da quelle stelle. Probabili nemici nello specifico o presenze aliene dall’aldilà. Tutto era estraneo in fin dei conti e si disconosceva quello che, a quanto pare, ai giorni nostri si vuol conoscere a tutti i costi. Avere una conoscenza ampia, si può. Avere una conoscenza totale, neanche nei cartoni animati. Molte cose infatti dovrebbero essere lasciate al mistero, giacché pensandoci la vita stessa é un mistero. Basti pensare a come fa un essere umano, un doppio, a crescere nel grembo di una donna.O si tratta di alchimia, o si tratta semplicemente del gioco dell’esistenza. Dal momento in cui l’esserci qui, nel mondo e adesso, é un mistero epocale, perché tentare di aprire parentesi chilometriche su domande inutili e poco efficienti sul perché nella vita potrebbe esistere qualcosa d’altro di quello che conosciamo già. Questa breve introduzione nasce per manifestare il disappunto di una siciliana verso una ridicola iniziativa che é stata presa da una delle città siciliane, di nome Niscemi. Niscemi, o meglio, chi per lei e per i suoi abitanti, ha dato il SI per l’installazione di un sistema di comunicazioni satellitari, chiamato MUOS, ad altissima frequenza per monitorare e/o integrare navi, aerei e mezzi strani provenienti dall’aldilà. Senza contare che le onde nocive, emesse da questo sistema, andranno pesantemente a danneggiare la salute dell’uomo e dell’ambiente. Proprio stamane guardavo un video in cui si mostrava l’effetto delle armi nucleari in molti paesi del mondo: malformazioni, ustioni, ferite catalizzanti e tanto altro. Perché dunque, continuare a distruggere il mistero della vita e della creazione. Perché, essere ostinati a perpetuare la solitudine del mondo. Come se, in realtà, non fossimo già abbastanza soli. Così, NO MUOS. Non più libertà negate, non più scelte democraticamente egoistiche. Noi esistiamo, e vogliamo esistere liberi.

La rinuncia di un uomo, Benedetto XVI

La decisione di abdicare di Benedetto XVI è sicuramente controcorrente. Lo è in parte per la storia, certamente per l’attualità. Ieri è stato l’ultimo giorno di Joseph Ratzinger alla guida della Chiesa di Roma. Ieri alle ore 8.00 Papa Benedetto XVI ha spesso di essere tale. Questa frase non è del tutto vera, poiché continuerà a essere Papa Benedetto XVI, seppur ritirato in preghiera. Una scelta strana la sua, che dichiara essere stata fatta per stanchezza di fronte a un ruolo così complesso, ma che viene a seguito di scandali importanti e rischi di fughe di notizie e altrettanti insabbiamenti. La storia del Vaticano nei secoli è sempre stata poco conosciuta, poiché il sistema è sempre stato difeso dai suoi meccanismi millenari. Eppure qualcosa sembra essersi logorato, e la decisione del Papa uscente sembra confermare questa tesi. Di sicuro nulla è cambiato per i fedeli, che si sono radunati in San Pietro a migliaia per ringraziare Benedetto XVI, ma forse è cambiato per la storia. Sono passati solo pochi mesi dall’esordio dell’account twitter del Papa, per tenersi al passo con i tempi. Ma la verità è che ogni cosa oggi si muove troppo velocemente, a volte più della fede, che ha bisogno forse di messaggi più forti, continui e forse proprio in questo il Papa non si è sentito più in forze. Resta un nodo importante, ovvero che i fedeli hanno bisogno di vedere nella figura del Papa, analogie con la figura di Gesù narrata nei vangeli, così come ha fatto il suo predecessore Papa Giovanni Paolo II, che ha continuato la sua lotta per la fede e contro la sua malattia. Fino alla fine. Questa è infatti una delle accuse mosse ai danni di Benedetto XVI, ma comprensibili alla luce di quanto detto fino a ora. L’immagine agli occhi del mondo è però difficile da capire, soprattutto perché cambia a seconda dell’interlocutore. La figura dell’ultimo Papa sembra avere avuto le sembianze di un papato transitorio sin dagli esordi, anche per la scelta di Papa non “giovane”. Questa scelta era proprio stata fatta per dare una sorta di continuità con l’opera certamente storica e importante di Papa Giovanni Paolo II, soprattutto da punto di vista politico e di comunicazione con le altre religioni e con la politica internazionale. La cosa auspicabile è che questa opera continui anche con il prossimo Papa, che avrà un ruolo fondamentale per gli equilibri del mondo intero e in uno dei momenti più difficili. Un ringraziamento a Papa Benedetto XVI e un in bocca al lupo a chi erediterà questo onere e questo onore.

Elezioni 2013 – Analisi del voto

L’analisi del voto di queste elezioni 2013 è difficile e complicata, ma partirei dai primordi. Dopo la seconda mondiale un gruppo di persone che avevano subito il regime fascista e la guerra, ha permesso di dare vita a un referendum per spazzare via dalla storia la monarchia, complice del regime. Ha visto la luce la nostra Costituzione. Dopo quella la spinta, che alcuni definiscono “comunista”, ha portato a tutta una serie di miglioramenti del popolo e dei lavoratori, che hanno iniziato a potersi permettere automobili e vacanze. Il tempo cambiava, così come cambiava lo scenario internazionale, dalla guerra fredda tra Urss e Usa si è passati dal crollo del Muro di Berlino e alla nascita del capitalismo, che sembrava potesse migliorare ancora di più il benessere dei lavoratori, che nel frattempo, grazie ai sindacati, riuscivano a ottenere migliori condizioni di lavoro e salari. Poi l’Urss è crollata, o meglio si è lasciata trascinare dall’ondata del cosiddetto capitalismo, fino ad arrivare ai giorni nostri. Scenario sbrigativo questo, certo. Ma sufficiente per capire a cosa si aggrappano i partiti come Pd e Pdl, uno scenario antico. Così pare. Ma la verità è che il confronto tra due sistemi diversi, quello americano e quello russo ha dato luogo al sistema italiano, che consentiva competitività e condizioni positive per i lavoratori. Quando la politica ha permesso di dare più spazio a imprenditori diversi da Giovanni Agnelli, a manager senza scrupoli, tutto è cambiato. I diritti acquisiti sono stati lentamente smantellati, così come la speranza. Sono subentrati manager senz’anima, pronti a sacrificare tutto per il bene del bilancio delle aziende. I lavoratori, un tempo uniti, sono stati frammentati e disuniti, obbligati a votare per referendum che imponevano strategie deleterie per i lavoratori. Per tutti i lavoratori. La politica del Pd, del Pdl e dopo del governo Monti ha aiutato questo processo. Fenomeni come quello di Renzi hanno reso ancora più pericoloso l’emergere di teorie a favore di una maggiore flessibilità. La rottamazione non era solo quella dei politici, ma delle ideologie, dei diritti, che sono stati definiti in alcuni casi anche privilegi. Man mano la crisi ha completato l’opera, riducendo al minimo i consumi, facendo perdere la speranza a tutte le categorie, imprenditori compresi. Così “il popolo” ha iniziato a dover rinunciare all’automobile, alle vacanze, e poi ai diritti, il tutto per garantirsi un lavoro, spesso per pochi soldi. I giovani, spesso laureati, costretti a lavorare senza professionalità e soldi, i più anziani costretti a rincorrere una pensione che non arriva mai. Da qui nasce l’insoddisfazione. La paura per il futuro. La rassegnazione. E in televisione i soliti volti hanno giurato sulla ripresa, proposto soluzioni, già sperimentate e sconfitte. Evasori che vogliono condonare l’evasione. Corrotti che vogliono depenalizzare la corruzione. Ipocriti sotto diverse bandiere. C’era voglia di serietà, per una volta. Ma la rabbia ha dato vita, e non da oggi, a un movimento che ha distrutto ogni cosa, con l’idea di ricostruirla. Parlo del Movimento 5 Stelle. Con le coalizioni di centro-destra e centro-sinistra di fatto a un pareggio e con poche idee nuove, quali sono le prospettive? E soprattutto, chi ha votato m5s è consapevole che rimuovere i sindacati equivale a rimuovere la storia, le istituzioni che nonni e genitori hanno conquistato? Gli italiani, che siano elettori di destra, sinistra, renziani, o grillini, sono consapevoli che questo rinnovamento potrebbe portare a una distruzione di buona parte della Costituzione?

Elezioni 2013 – La notte delle sorprese e delle incompiute.

Il risultato elettorale coglie tutti di sorpresa, o almeno in parte. Il Movimento 5 Stelle conquista il 25% dei voti alla camera e quasi il 24% al Senato, ma il dato che forse meno si attendeva è il crollo della coalizione di centro-sinistra, che partiva in vantaggio. Vince per pochi voti alla camera e al senato, ma in quest’ultimo caso la vittoria in quanto a numero di seggi passa al Pdl, grazie alla cosidetta legge Porcellum, che è condizionata dalla vittoria nelle regioni chiave come Lombardia e Veneto, in cui la coalizione di centro-destra ottiene un buon risultato. A parte i commenti a una situazione ancora da capire, resta il timore per ciò che accadrà da domani. Berlusconi, felice per la rimonta, già parla di patto. Anche Bersani, Monti e Vendola sembrano pronti a fare accordi, Grillo permettendo. La sensazione è strana, tra amarezza e consapevolezza di un qualcosa che in fondo sembrava atteso da molti. Resta il timore per un’altra legislatura precaria, in balia di politici del buon tempo. Resta la certezza di una legge inadeguata e del tutto incapace di dare una maggioranza stabile. Resta la sconfitta di Casini, Fini e Ingroia, che forse credevano in un risultato diverso. Una certezza è che gli italiani avevano bisogno di una novità. Hanno trovato l’incognita Grillo, ancora da sperimentare in Parlamento. Ma le altre non sono novità, ma storie già viste troppe volte. Resta una crisi della sinistra e una dipendenza della destra da Silvio Berlusconi, in un gioco politico che sembra una perenne istantanea. La governabilità è in bilico e non resta che sperare che la ventata di novità data dal Movimento 5 Stelle si dimostri un modo nuovo di fare politica, poichè questa è la vera sorpresa di queste elezioni.