Un caso speciale per la ghostwriter, il romanzo di Alice Basso

“Un caso speciale per la ghostwriter” di Alice Basso è l’ultimo capitolo della saga che ha come protagonista Vani Sarca, la ghostwriter delle Edizioni L’Erica. La storia inizia proprio con un allontanamento volontario di Enrico, il capo delle Edizioni L’Erica, licenziato dalla casa editrice per aver rinunciato a un sicuro successo internazionale. Enrico è un personaggio dispotico e problematico che da tempo tratta male tutti, Vani compresa. Ma la stranezza é che l’uomo ha rinunciato a quell’affare per fare un favore proprio a Vani. E nessuno dei due è pronto ad accettarlo. Enrico, però, non si trova. Parte così una vera e propria caccia al tesoro alla ricerca dell’editore. Un viaggio nell’espiazione del senso di colpa, nel passato di Enrico, ma anche in quello della protagonista. La storia riguarda soprattutto l’intreccio del futuro dei personaggi che hanno animato le vicende che giravano attorno a Vani, quindi di Morgana, Lara, il suo ex fidanzato, nonché scrittore di successo Riccardo Randi, e ovviamente del Commissario Berganza, il suo compagno. Il cerchio si chiude e come ci si attende da un finale i nodi verranno al pettine e non mancheranno momenti emozionanti e di sana commozione. Nel complesso il romanzo è più cupo dei precedenti, forse complice l’imminente fine della storia. Alice Basso scrive divinamente, questo è un dato di fatto. Anche in questo romanzo Alice rende omaggio a Torino, alle sue atmosfere e particolarità. Con un po’ di malinconia salutiamo Vani Sarca e attendiamo i prossimi progetti dell’autrice che tanto abbiamo apprezzato con questa serie.

Le Coincidenze, l’album di Sarah a cura di Daniele Mosca

Il Jazz è una cosa seria. E un bell’attacco in un pezzo determina lo spirito con cui ascoltarlo. “Le Coincidenze” inizia proprio con un bell’attacco. Il brano è semplice e melodioso, un sound che racchiude elementi classici non solo del jazz, ma anche del pop. “Il mio viaggio” è una ballata introspettiva, affascinante ed elegante. “Le parlo di te” è un pezzo che inizia con un suono soave di un pianoforte, per poi sciogliersi in una delicata canzone, con parole quasi sussurrate. “Senza alibi” prosegue il viaggio nelle sonorità che riportano la mente ad atmosfere sospese. “Negli occhi dell’Aquila” racconta un attimo della storia italiana, un attimo amaro, da raccontare con la soffice complicità della musica. “Resisti” è un’altra ballata da ritmo più insistente. In “Sophia’s Mambo” si percepisce già dal titolo quale sia il ritmo del brano, il testo cita capolavori della cinematografia mondiale, in un parallelismo con la realtà. Tra che quello che si vorrebbe e quello che si può fare. E ballare è sempre una scelta valida per abbandonarsi alla fantasia, ai pensieri, ai desideri. “L’esigenza” chiude l’album con una dolce ballata, leggera e incantevole. Che dire, il disco è bello, i brani sono molto classici, non consigliati per chi ama la musica e le musicalità più moderne e radiofoniche, ma a chi ama la musica nella sua essenza e soprattutto per chi sa apprezzare la musica che non ha tempo. Un’unica considerazione che non è una critica, ma un consiglio per far apprezzare al meglio il disco. Si tratta del mixaggio, i suoni talvolta si percepiscono poco e una miglior resa contribuirebbe sicuramente a far arrivare l’impatto dei suoni dei vari strumenti in modo più deciso. Probabilmente è una scelta musicale dell’arrangiatore, quindi la mia è da leggersi soltanto come un punto di vista strettamente soggettivo. Nel complesso il disco è un ottimo prodotto, belle parole, bella voce, ben suonato.

A cura di Daniele Mosca per Causaedeffetto