I Custodi e la Pergamena del Potere, il romanzo di Federica Loreti

I Custodi e la Pergamena del Potere è un romanzo affascinante, in equilibrio tra storia e suspense. Il protagonista Gabin Wagner si fa spedire dall’America un documento acquistato all’asta da suo padre e per conquistare gli ambienti colti e raffinati di una fumosa Londra del milleottocento decide di organizzare un evento in cui intrattenere gli influenti ospiti, attirati dalla mostra di questo importante oggetto. Il documento in questione è una delle poche copie della Magna Charta, pilastro fondamentalmente ancora oggi della monarchia britannica. Peccato che uno dei presenti, lo storico Alf Husser, si rabbui alla vista del prezioso oggetto. Lo storico spiegherà in un secondo momento a Gabin il motivo delle sue perplessità, ovvero che secondo lui quel documento, seppur presentando le firme di Federico II di Svevia e Giovanni Senza Terra come l’originale, non sarebbe affatto la Magna Charta, ma un documento molto più misterioso. Il testo è rappresentato da una serie di versi. Entrambi partono per una vera e propria caccia al tesoro per scoprire il segreto che nasconde, giungono in Spagna per poi raggiungere Roma, dove scoprono la Pergamena del Potere che li condurrà in quella che era stata la famosa Alessandria d’Egitto. Ma in questo viaggio non saranno soli. A seguirli, nell’ombra, sarà Helena, una bella donna, avvolta nel mistero e nel desiderio di vendetta. Il romanzo della giovane autrice Federica Loreti ci accompagna in un viaggio che nasconde segreti, sentimenti e tradimenti, in un vortice di eventi che porterà il lettore a scoprire un mondo nuovo e sconosciuto. Tra scrittori come Virginia Wolf e Arthur Conan Doyle e personaggi misteriosi come Astur e Astafel, Federica crea un mondo affascinate e pericoloso. Siete pronti a scoprirlo?

“Da bomb”, l’album dei The high jackers

L’album “Da Bomb” dei The High Jackers è musicalmente affascinante, musicalità che viaggiano dal country, al rock, dal soul al blues. Lo si intuisce sin dal primo brano “Burgers and beers”, proseguendo con “If i don’t have you” con uno stile travolgente e ottimamente costruito, sia da un punto di vista di arrangiamento che di sonorità. Ogni brano sembra avere un suo mondo di riferimento, pur mantenendo una linea guida stilistica uniforme, così come si percepisce in “Going Crazy”, brano avvolgente e intenso. “Sunshine” è un brano che riporta la mente a un soul moderno e accattivante, che richiama le radici di questo genere musicale. “Everybody’s burning” cambia ritmo, ma mantiene lo stile che si avvicina molto al soul blues, sembra di sentire l’odore di fumo e il sapore di rum in locale dalle luci soffuse. “Stunned and dizzy” richiama le atmosfere più tendenti al rock. “Hush now” è un bel lento, una ballata dal sapore antico, ma che incanta per bellezza e raffinatezza. In “Live it” e “My new paradise” si raccoglie le eredità di un rock che parte ben prima degli anni settanta, mantenendo quelle sonorità e ritmi. “The wrong side of the street” è una ballata intensa con richiami alla storia della musica, che si apre a una musicalità oggettivamente bella e potente. “You make me mad” continua il viaggio che questo disco regala tra le atmosfere che gli amanti della musica non possono non apprezzare, in questo brano in particolar modo di entra in un mondo che si avvicina all’r’nb americano più puro, senza dimenticare le influenze più antiche che caratterizzano l’intero album. “This il the sound” chiude il disco mettendo in evidenza sonorità e atmosfere che fanno fare un salto sino agli settanta, con arrangiamenti moderni e ben studiati. Un ottimo vino invecchiato, sapore intenso, gusto impeccabile, sembra un disco proveniente da un negozio di dischi americano degli anni settanta, ma è suonato da musicisti italiani. E questo è il valore aggiunto. Un bel disco. Ottime sonorità. Adattissimo e consigliatissimo agli amanti della musica a trecentosessanta gradi. Bravi.

“Grazie Vasco”, l’album dei Kom

Questo album è un inno alla musica di Vasco. Chi come me ha vissuto e vive con le canzoni del cantautore emiliano come colonna sonora possono capire il senso di questo tributo. I brani di questo disco richiamano le sonorità delle canzoni e lo stile del Blasco, sono orecchiabili e ben suonati. Dal brano “Il tuo profumo nell’aria” a “Mentre dormi” si percepisce il clima che Vasco riesce a mettere nella sua musica. Così accade in “Scateniamoci”. Apprezzo che nonostante si tratti di canzoni tributo non si percepisca la volontà di copiare l’originale, ma di darne una interpretazione personale. “Sto pensando che” sembra quasi discostarsi dallo stile di Vasco, ma chi conosce l’intera discografia riesce a trovare le tracce che riportano a quella musicalità e atmosfere. “Festa” continua il viaggio che riporta man mano verso l’anima dei musicisti che suonano in questo album. Il disco si conclude con la cover della famosissima “Vivere una favola” in una chiave e arrangiamento assolutamente convincenti. Personalmente non amo molto le cover band, ma in questo caso apprezzo la voglia di metterci del proprio nonostante la volontà di interpretare un mondo e una strada già percorsa da un mito della musica italiana. Sarei curiosi di ascoltare qualcosa di originale suonata da questo gruppo che si discosti dalla produzione legata alle cover e in generale all’area Vasco. Nel complesso il disco è gradevole e si lascia ascoltare piacevolmente.

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare, il romanzo di Salvatore Basile

“La leggenda del ragazzo che credeva nel mare” è un romanzo che appassiona e che si fa leggere piacevolmente. Il protagonista è Marco, un ragazzo che è stato abbandonato dai genitori e che scopre, complice un sentimento verso una bella nuotatrice, la passione per i tuffi. Inizia a sperimentare di nascosto quest’arte e scopre di essere decisamente portato. A pensarlo è proprio Virginia, la nuotatrice. Un giorno lei lo invita a una gita al mare con i suoi amici. Marco per fare colpo su Virginia e per gelosia nei confronti del compagno della ragazza, deciderà di tuffarsi da una altissima scogliera facendosi male e perdendo l’uso delle gambe e del braccio sinistro. In soccorso arriverà Lara, una brava e paziente fisioterapista, che durante le cure noterà una voglia a forma di stella sulla spalla di Marco, che scateneranno in lei un vortice di ricordi e sensi di colpa. Perché lei ha già conosciuto Marco. Un romanzo che attrae, che, pur proponendo una storia non del tutto originale, riesce a emozionare. Salvatore Basile mostra anche in questo caso, dopo il successo del precedente romanzo “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” la sua abilità narrativa.

Andiamo a vedere il giorno, il nuovo romanzo di Sara Rattaro

Ho iniziato a leggere Sara Rattaro con il romanzo “Non volare via”, “Andiamo a vedere il giorno” racconta la storia degli stessi protagonisti a distanza di qualche anno. Alice è crescita, il suo matrimonio è in crisi. Decide di fuggire a Parigi, ma viene raggiunta in aeroporto da sua madre, Sandra. Decidono così di proseguire il viaggio insieme, riscoprendo i rispettivi lati oscuri, celati in un passato che risveglia ancora amarezze. Una storia che non può coinvolgere Alberto, padre di Alice, marito di Sandra. Non può mancare perché sullo sfondo di questo viaggio c’è una donna che lui ha amato moltissimo, Camilla. “Andiamo a vedere il giorno” è un romanzo in cui si intrecciano più che personaggi, vite, sentimenti. Racconta come un tradimento possa in qualche modo nascondere un amore che non riesce più a ritrovare se stesso. Un sogno naufragato, o semplicemente il tempo e le esperienze che ci cambiano. Lo stile inconfondibile di Sara Rattaro ci prende per mano e ci svela una storia strana, imprevedibile, per certi versi. Perché la scelta della destinazione delle due protagoniste appare inattesa, quasi inspiegabile. Così come spesso lo è l’animo umano. Questa è tra l’altro una delle prerogative delle storie di Sara Rattaro, ovvero quella di scavare più che nei sentimenti, nei difetti, nelle incomprensioni, nella anomalie dei suoi protagonisti. Il romanzo emoziona e lascia uno strano velo di commozione, sia per dove il viaggio conduce, sia per il senso della storia che diventa lampante, feroce, nella sua semplicità. Una famiglia che si riscopre tale, proprio quando tutto sembra fragile e potersi frantumare da un momento all’altro. L’amore, talvolta, è così.