Recensione dell’album “Super” dei Gto

“I Re della Riviera” racconta il mondo della riviera, il mondo, la gente, le sensazioni della notte che è sempre un nuovo giorno. “1970 Hostel” è un brano che è poi un racconto che ci porta oltreoceano, un rock con sapori internazionali, ma anche nostrani. “La Rambla” è anche in questo caso un rock con sfumature folk, una ballata popolare che mostra personaggi di tutti i giorni, uno scenario carico di vita, quello dello rappresenta contraddizioni e diversità, ma allo stesso tempo l’uguaglianza che è un valore fondamentale, soprattutto al giorno d’oggi. “L’amore è una scelta” è una ballata leggiadra che fa guardare dentro, anche oltre l’amore, il peso di una promessa, l’importanza della vita. E poi una scelta, quella di amare. “Di notte Sanato alle 3” è un pezzo che sembra un’istantanea della notte, fatta di vita e di incontri, di amori fugaci, di scontri, ma anche del senso più profonda di ciò che si è davvero, quando l’indomani ci sentirà comunque diversi dal giorno prima. “La strada è liberazione” racconta la metafora perfetta della vita, il viaggio, la strada, i luoghi, i sapori, i paesaggi. Viaggiare è vivere e cambiare, scoprire sempre qualcosa che è fuori, ma che dentro. In “Destination Anywhere” si viaggia e si raccontano personaggi che sembrano arrivare da un altro tempo. Un passaggio e poi un nuovo viaggio per scoprirsi davvero. “Dove ho sbagliato” è una ballata con il sapore che ricorda il country, ma con venature folk, un suono che di racconti di vita. Aneddoti di un passato in bianco e nero, colorato di risentimenti e pensieri. La domanda che rimane in sospeso è sempre la solita: ma dove ho sbagliato? E la solita risposta che vale spesso per tutti: non lo so. “Johnny’s Back Summer’s Back” è un rock’n roll nostrano, costruito con i ricordi e le sensazioni di una vita, nel bene, nel male. “Passione” ha un sound particolare, miscela di diverse anime musicali, un testo che richiama istantanee di vita, un punto di vista privilegiato sul mondo e su stessi. “Francis” continua lo stile dell’album con una storia nella storia, con emozioni a un passo da noi, eppure così lontane. Quello che resta dei ricordi, raccontati con semplicità. “Ma Maladie” è un rock particolare con un testo altrettanto strano, con diverse lingue e un solo concetto: il mondo, le sue sfumature. “Mi parlerai di te” chiude l’album con una ballata semplice e introspettiva, guardarsi dentro e scoprirsi. Parlarsi, svelarsi. Spogliarsi dagli errori. Un album per chi ama il folk e il rock, che vuole una musica viva e saporita. Una musicalità che affonda le sue radici nell’essenza stessa della musica.

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