Recensione del romanzo “Torino Obiettivo Finale” di Rocco Ballacchino

“Torino Obiettivo Finale” di Rocco Ballacchino è un bel noir, equilibrato e ben scritto. Ben delineati i protagonisti principali, come il Commissario Crema, ma da non sottovalutare i personaggi secondari, che arricchiscono il romanzo con umanità e, talvolta, leggerezza. Decisamente intrigante il triangolo amoroso tra Crema, sua moglie e la dottoressa Bonamico, vero e proprio sogno erotico del commissario. La storia si svolge in una Torino che risente degli effetti degli attentati terroristici in Francia e riguarda l’omicidio di una donna, che sembra collegarsi al cantiere di un avveniristico grattacielo. Un’indagine che toccherà diverse zone della capitale sabauda, fino ad arrivare al Forte di Fenestrelle. Cosa si nasconde dietro questo omicidio? A raccontarcelo è Rocco Ballacchino, un autore che dimostra di avere talento e conoscenza del noir, ma senza mai prendersi troppo sul serio. Il risultato è un romanzo affascinante, attuale, veloce, che non dimentica gli aspetti familiari e sentimentali dei protagonisti. Sì, perché il burbero regista Bernardini ha un problema, che rivelerà una parte sconosciuta di lui. Insomma, un gran bel romanzo per gli appassionati di noir e dei bei romanzi, in generale.

Recensione Ep “Movimenti e piani” di Rames

Sin dall’intro si intravede un occhio critico ai temi sociali. “Domani” è un brano diretto,in perfetto stile hip hop classico, con un ritornello orecchiabile e metriche feroci. “Io” è un bel pezzo dallo stile hip hop classico, con un bel ritmo e un testo ben costruito. “Movimenti e piani” racconta un aspetto sociale che ci riguarda direttamente e lo fa da punto di vista assolutamente moderno. L’Ep è gradevole, con uno stile hip hop classico, senza particolari innovazioni, ma per molti questo è l’hip hop vero. Quindi va bene. E piace.

“L’amore di un papà”, il bestseller creato da Amelia Tipaldi e Raffaella Avitabile

“L’amore di un papà” è una storia semplice, delicata e forte allo stesso tempo. Le illustrazioni di Raffaella Avitabile e le parole di Amelia Tipaldi si fondono per costruire un mondo fatto di sentimenti ed emozioni, dove i protagonisti indiscussi sono i bambini, fulcro e centro della vita dei loro genitori. In particolare il rapporto esclusivo tra un bambino e il suo papà, un viaggio nei gesti e nei momenti, nella complicità di uno sguardo. Nella forma più segreta di un regalo. Nelle sfumature fatte di parole che nascono e di un amore che cresce, giorno dopo giorno. Una storia che ha i colori ora accessi, ora più tenui, di ogni giorno. Una dimensione narrativa che unisce il racconto dell’importanza del rapporto bimbo genitore e allo stesso tempo una forma di intrattenimento per i bambini, che imparano un mondo nuovo. Quello dell’amore del loro papà. Un successo che continua a mettere in luce un libro che unisce e racconta i principi fondamentali del sentimento più puro. Un regalo sicuramente consigliato per la festa del papà.

Recensione dell’album “Di che cosa hai paura?” di Comelinchiostro

“Chissà” è un brano intenso e graffiante. Una musicalità attraente e ben costruita e studiata. Un contesto sociale e poesia sono le caratteristiche del brano. “Facile” prosegue la poesia di questo disco, con un sound che miscela tradizione e musicalità moderna. “Disegnerà” è un brano che parte sussurrando parole coinvolgenti e sentite, un racconto che sa di vita, di futuro e inchiostro per costruire e, appunto, disegnare un mondo nuovo, o forse una parte importante di noi. “China come l’inchiostro” è una ballata elegante e curata in ogni suo dettaglio, da quello musicale a quello delle parole. “La tempesta” prosegue il viaggio nella poesie e in un alto livello di qualità cantautoriale, che richiamano a opere e artisti che hanno scritto la storia della musica. “La zattera della medusa” ha un ritmo più sostenuto rispetto ai brani precedenti e racconta una storia importante e carica di riflessioni da fare. Traccia una rotta, oltre i silenzi e la paura, oltre il mare. Verso la vita. “Tempo e virtù” è una poesia, un gioco di parole e di storie costruite per sognare e vivere. “Zenzero e noci” chiude il disco con una sensibilità, la stessa che contraddistingue ogni traccia. Un bel disco, “come quelli di una volta”, mi verrebbe da dire. Ma si sa, io sono un romantico e amo la musica che fa venire i brividi. E questo disco fa proprio questo effetto a quelli come me. E non è poco.