Desiderami, il nuovo romanzo di Argeta Brozi

Argeta Brozi torna a raccontare la storia di Ylenia dopo il successo del romanzo “Tentazioni”. Una trama ricca di colpi di scena e intrighi, di sentimento e passione, amicizia e tradimento. Tutti ingredienti che caratterizzano questo nuovo libro pubblicato da Butterfly Edizioni. Dal punto di vista narrativo si percepisce una svolta verso il romance erotico, seppur con sfumature leggere, mentre si sente meno l’atmosfera elegante e maliziosa di Tentazioni. D’altro canto la storia racconta un’età più matura della protagonista, diventata mamma e alle prese con i sensi di colpa causati dai suoi errori “di gioventù”. La scrittura è fresca e dinamica e mette in scena una trama in cui non mancano il pathos e l’ironia, caratteristiche dei personaggi già note a chi ha apprezzato il primo romanzo. Nel complesso si tratta di una buona lettura adatta a un pubblico giovane, ma anche aperto a chi cerca una storia appassionata con tinte più intriganti. Insomma, Argeta è una bravissima autrice e ricrea perfettamente le atmosfere del romanzo  Best-Seller Tentazioni, un romanzo che è stato talmente amato dai lettori dallo spingerli a chiedere a gran voce all’autrice di continuare a raccontare le avventure si Ylenia. E Argeta lo ha fatto nel migliore dei modi.

Recensione dell’opera narrativa e musicale “Il ferro e le muse” di Beny Conte

“Il ferro e le muse” è un lavoro musicale e letterario complesso, non è immediato nemmeno parlarne. Comprende, infatti, un libro e un disco. Iniziamo dal romanzo, si tratta di una storia di due personaggi: Libero e Zzu ‘Ntoniu. Quest’ultimo è un uomo anziano, che racconta al primo, un giovane studente universitario, la sua storia. Sarebbe riduttivo, perché in realtà Zzu ‘Ntoniu racconta la storia della mafia, la sua genesi e la sua trasformazione nel mostro violento che tutti conosciamo. Una storia a suo modo romantica, appassionata e, spesso, crudelmente vera. Dietro il ferro, quelle delle pistole, si nasconde l’anima. La musa di Beny Conte gli regala l’ispirazione per costruire un mondo che racconta il mondo. E nel romanticismo di una storia che nasce, una che muore, la storia d’amore tra Zzu ‘Ntoniu e la sua Sara, che è costretto ad abbandonare. C’è l’amarezza di una vita nelle parole di questo romanzo, c’è l’amarezza dell’Onorata Società, diventata, poi, Cosa Nostra. C’è un codice segreto, fatto di gesti e parole. Un sentimento, che tuttavia resiste nelle strade, tra i banchi del mercato, e che vuole diventare un insegnamento ai giovani di oggi. Ma alla storia fatta di parole, si unisce la musica. Un disco che racchiude le atmosfere del romanzo. “Quannu scinni ‘a notti” è un brano in cui il folk, in realtà è molto di più. È la vita che urla la sua voglia di rinascere, dalle ceneri di un amore, di una storia che crede in se stessa. In attesa che il vento racconti, la luna, insegni, e l’amore, torni. “Vitti ‘na crozza” è una ballata lenta e inesorabile, che si estende nei suoni di un paese, delle sue campane, della sua vita che scivola come un fiume impetuoso. “L’isola di buonagente” è la mappa di una cultura, bollente come lava, delle sfumature impresse nella scrittura della propria vita. È perdersi, tra i sentieri di un mondo, riflesso in un mare crudo. È terra. “Malìa” è un brano sofferto, introspettivo, ma anche aperto a un domani, a un amore che non vuole nascere. O che non riesce a morire. “La mafia e l’ parrini” è il racconto quasi teatrale di una storia, le cui radici vanno anche oltre la cultura di una terra, di un concetto, o della storia stessa. “Cantu di la vicarìa” sussurra la passione di una terra e dei suoi odori, in una musicalità che incanta e culla, lentamente, ma senza mai dimenticare le origini di questo amore. “’A liggi di lu ferru” è lo spietato ritratto di un mondo, delle sue regole, scritte o meno, ma che esistono e hanno cambiato la nostra storia. “Come un abbraccio” è il racconto di una partenza, di un viaggio verso una dimensione nuova, lontana dal male, da una terra che è anima e inferno. Ma che è parte, una parte importante di te. “Serenata della terra” continua il racconto dell’importanza di una terra come cultura di un luogo, di un pensiero, un concetto, una vita. “’U tempu di Cirasi” chiude questo viaggio con la melodia e la passione che contraddistingue l’intero disco e lo stile di quest’opera cantautoriale e narrativa. I brani del disco richiamano le atmosfere raccontate nel romanzo, mettendo in scena un’opera che assume i tratti teatrali di una tragedia, nel suo concetto più artistico. Più romantico e malinconico. “Il ferro e le le muse” getta una luce nuova su un tema controverso e sull’importanza delle radici e in questo c’è un grido, quell’urlo che pretende di riprendere il senso di una terra, appunto, della sua lingua, cultura e volontà di rinascere dopo anni e sangue. La sete di libertà riecheggia in ogni nota e parola di questa opera, raccontando tutto dall’inizio, facendo ordine, e guardando al futuro.

Recensione de “La corda del violino” di Michele Scaranello

Una storia toccante, narrata con grande efficacia espressiva. Parole mai scontate, scelte con cura. Davvero un bel racconto, che affronta un tema di grande attualità: la difficile integrazione dello straniero e lo scontro fra culture.
Kavin appartiene al popolo zingaro, su cui da sempre gravano pesanti pregiudizi. Viene costretto a elemosinare agli incroci e ai semafori, ma un giorno scopre il fascino della scuola e vuole abbandonare il degrado della strada a favore dell’apprendimento. Solo imparando a leggere e a scrivere potrà conoscere e capire il mondo.
Tuttavia il suo desiderio farà a pugni con la volontà ottusa e prepotente di un padre violento, che conosce soltanto il linguaggio delle percosse e delle bestemmie, accecato da un’ira furibonda e incontrollata.
Malgrado i divieti e le punizioni corporali del padre-bestia, Kavin si intrufola a scuola dove viene accolto dalla benevolenza di un maestro, l’unico a credere in lui e a fornirgli il materiale didattico per poter studiare.
Saranno tre gli angeli custodi che tenteranno, ciascuno con i mezzi a disposizione, di proteggerlo e riscattarlo dall’ignoranza e dalla delinquenza: il maestro della scuola primaria, per l’appunto, oltre che la madre e il violinista Marlon. Solo lottando insieme riusciranno a garantire a Kavin una vita migliore, ma il prezzo da pagare sarà altissimo. L’amore di una madre, l’istruzione, la musica: tre strumenti che salveranno il bambino da un destino già disegnato.