“Quello che vuoi” è il nuovo singolo di Zibba

Ecco il nuovo singolo di Zibba: #Quellochevuoi

“Quello che vuoi” rappresenta l’inizio di un nuovo percorso per Zibba, anticipando la pubblicazione di “Le Cose”, ottavo album del cantautore.
Una canzone d’autore dai toni scuri, con un sound assolutamente black e un mantra da ripetere all’infinito.
“Questa canzone è quella che mi ha dato l’idea del disco. L’idea del suono che avrebbe dovuto avere. Racconta molte cose dietro poche semplici frasi. Racconta la malinconia e l’amore come se fossero la stessa cosa”. Zibba

Recensione dell’album “A un passo da qui” di Marco Rò

“A un passo da qui” di Marco Rò è un album decisamente melodioso, brani intensi, ben costruiti e con contenuti importanti. Ascoltandolo sembra di riascoltare il primo Luca Barbarossa e proprio di quest’ultimo questo autore sembra possederne le capacità cantautoriali. Lo si percepisce già dai primi brani “La lista” e “Immagini a righe”. “Tutto quello che non sai” è una ballata, un brano profondo e intimista, che suona decisamente molto bene.  “Ale” e “La scala mobile” sono due brani che racchiudono lo stile elegante di questo cantautore, molto orecchiabili e ben costruiti. “Dune” possiede una musicalità che si discosta leggermente dai brani precedenti, senza però allontanarsi dall’eleganza dell’intero album, un bell’amalgamarsi di voci che creano una bellissima atmosfera musicale, carica di immagini e sensazioni.  “A un passo da qui” è una ballata che si lascia ascoltare, parole taglienti, ricordi incalzanti e quel senso di amarezza che traspare attraverso le note e una voce che si racconta e che mostra un mondo parallelo. Venature Jazz nel brano “Sul paradosso” e una bella musicalità. “In blu”  è un brano intenso che sussurra una storia che emoziona. “Mosca mon amour” esprime un pop con contaminazioni internazionali. “C’era una volta” è pezzo che gioca sulle metafore e i paragoni per ricostruire la storia del nostro paese, con un filo di ironia, che poi è spietato realismo. “Step one” chiude l’album e lo fa con una ballata con stile internazionale, avvolgente e appassionata, come d’altro canto l’intero album. Un bel lavoro che si lascia gustare traccia dopo traccia e che svela il talento di un cantautore. Da ascoltare.

Recensione dell’album “Verso Alabama” di Giuseppe Calini

“Il rock degli anni 70” è un inno al rock’n roll e la musicalità del brano lo conferma. Il testo pure. “Take it easy” è un pezzo che è un’istantanea di una storia semplice, raccontata su una musicalità coinvolgente. “Mettimi di buon umore” è un brano rock melodico che si rifà a una tradizione cantautoriale che non può non evocare Vasco, Stadio e molti altri esponenti di questo tipo di  musica, alla quale siamo tutti molto legati. “Una lunga strada da casa” è una ballata intima e intensa, un brano sussurrato, come un viaggio da fare passo dopo passo. “Il sogno non c’è” esplode in una bella ritmica e suoni psichedelici e una storia nuova e antica. L’immagine, prima di tutto. “Tu sei qui” e “Verso Alabama” raccontano storie che creano i solchi di un vinile, che poi è la vita stessa. “Marco e Marina” parla d’amore. E di barriere da superare. L’età e l’amore, un dilemma che si ripete e si ripeterà ancora. L’amore e la gioventù, una guerra che non può che diventare sentimento e passione. “Ho finito le cartucce” è un gioco di metafore, in una storia sempre troppo attuale. “Io sarò con te” è una ballata che prosegue e  rispecchia lo stile dell’intero disco e lo fa con un sound leggero, coinvolgente e passionale. “Un altro giorno perfetto”  e “Sangue nervoso” viaggiano veloci sulle strade di un rock che a tratti sembra antico, ma che è la storia di un modo di vivere e suonare. “Quando gira male” racconta un momento no e lo fa con dolcezza e amarezza. “Io sono il tuo capitano”, “Peter Pan” mettono in scena un gioco di storie e metafore e di giochi di specchi, per ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Perché chi ama la musica non cresce, o forse non vuole mai farlo davvero. Nasce e vive di note e sfumature e storie. Come è giusto che sia. “Rock’n roll” riassume il senso e l’anima di questo disco, l’essenza del suono e delle parole, il graffio di cui di rock’n roll vuole viverci davvero. “Verso Alabama”  è un disco che si fa ascoltare piacevolmente. Una sola critica, strizza molto, forse a tratti troppo, l’occhio al Vasco di una volta. Un po’ di originalità in più magari darebbe vita a brani meno prevedibili.

Recensione dell’album “When she will come” dei Blue Cash

“When she will come” è un album che non potrà non piacere ai seguaci del rock puro. Un sound essenziale che non si discosta dalla tradizione di un genere che pur volendo cambiare, resta legato alle sonorità più passionali, dalle chitarre, a una batteria semplice e diretta e a una voce che vuole solo raccontare storie con la musica. Sembra semplice, ma non lo è affatto. I Blue Cash hanno esperienza musicale. E si sente. I brani variano dalla ballata rock come “King of nothing” a pezzi più dinamici e ritmati come “Message to a friends” e “The Gift” e When she will come”, mantenendo stile e sonorità essenziali e sempre equilibrate in funzione dell’obbiettivo rock dell’intero disco. “The End” sembra voler sfociare in un country miscelato a un rock indiavolato, il tutto con un ottimo risultato. “Do it for nothing” è una ballata intrigante e appassionata. Senza voler anticipare nulla è chiaro che questa band si ispiri alla musica di Johnny Cash, come si intuisce già dal nome del gruppo, ma la notizia è che questi ragazzi lo fanno in modo convincente, visto anche il mostro sacro con il quale vogliono misurarsi. Questo paragone, a mio avviso, è però limitativo, poiché questa band raccoglie influenze musicali molto più ampie e soprattutto più moderne, dando quindi nuova vita a uno stile senza volerlo sovvertire, ma semplicemente evidenziane l’assoluta contemporaneità. In un periodo musicale povero di veri stili innovativi questo disco rappresenta una lezione di musica e stile, che ci riporta alla musica vera.