Le regole del tè e dell’amore di Roberta Marasco a cura di Anna Serra

Ogni essenza di ha il suo carattere, come le persone. Ci sono tè dolci, decisi, raffinati, morbidi, delicati. Lo sa bene Elisa, che in mezzo a questa bevanda ci è cresciuta fin dalla più tenera età. Da piccola, in un’occasione, si preparò persino il tè da sola, anche se l’operazione le costò un’ustione. E’ sua madre ad averle insegnato tutti i segreti e le proprietà delle varie infusioni, e ad aver conservato gelosamente le sue tazze e le sue teiere, come gioielli di inestimabile valore.  Una madre che lei ha sempre considerato severa, intransigente, triste e stanca, ma che forse, in un’altra vita, è stata piena di entusiasmo contagioso.

Un giorno Elisa, sorseggiando il tè in compagnia delle amiche in un rituale che ripete con regolarità, trova una scatoletta nera contenente un tè invecchiato. Una bevanda segreta, proibita, che sua madre non faceva mia provare a nessuno. Un solo indizio sulla confezione. Una etichetta scritta a mano. Un nome: Roccamori. Elisa, dopo una ricerca in rete, scopre che si tratta di un piccolo borgo umbro, un tempo definito come uno dei più romantici d’Italia, ma che oggi ha un aspetto mesto e solitario.  Il richiamo è forte e la protagonista si mette in viaggio, destinazione Roccamori, dove alloggerà nella Locanda degli amori perduti.

Ed è proprio a questo punto che l’intreccio, dopo un inizio un po’ lento, che tuttavia è indispensabile per introdurre i personaggi e la storia con balzi fra passato e presente, spicca il volo e si fa sempre più intrigante e coinvolgente, fino al suo epilogo, ricco di colpi di scena. Elisa approda nell’antico borgo, un pugno di case e viuzze in cui non c’è copertura per i cellulari. Al principio si sente tagliata fuori dal mondo, privata dei messaggi e delle chiamate con le amiche, ma in poche ore scopre angoli nascosti di indiscutibile bellezza e incanto. In particolare si addentra in un giardino popolato di splendide camelie, la pianta del tè, e si imbatte in una specie gialla rarissima, la stessa che puntualmente tutti gli anni riceve nel mese di marzo da un mittente sconosciuto per il compleanno della madre defunta. Non può trattarsi di una semplice coincidenza, così Elisa vuole andare a fondo della faccenda e inizia una specie di indagine che la porterà, passo dopo passo, a far luce sul passato di sua madre. Entrando in confidenza con gli abitanti del paese, cerca di ricostruire i tasselli di un vissuto che ignora completamente e farà delle scoperte sconcertanti, che stravolgeranno le sue radici e metteranno in discussione le sue certezze. Ma forse solo in questo modo potrà concedersi il diritto, tutto meritato, di essere felice e di non avere paura di fronte all’amore. Elisa, infatti, ha un disperato bisogno di scrollarsi di dosso la convinzione di essere il pezzetto sbagliato del puzzle, quello che non riesce a incastrarsi con nessun altro. Ad aiutarla a far pace con se stessa e ad accettare le sue imperfezioni arriverà inaspettatamente una persona speciale, che spesso lei ha scioccamente respinto, ma che forse stavolta non terrà più a distanza di sicurezza. La via indicata dal tè è sempre quella giusta.

Roberta Marasco ci accompagna con grazia alla scoperta di questo magico borgo e dosando sentimenti, un pizzico di mistero e una presentazione delle proprietà di vari tipi di tè, costruisce una storia intensa, fatta di sapori, aromi, emozioni, viaggi interiori, recupero di memorie familiari, paesaggi suggestivi, affascinanti leggende.