Parliamo del romanzo “Il Grisbì” di Giovanni Bertani

Il Grisbí é un romanzo particolare, un noir che evoca le atmosfere degli anni trenta. Inseguimenti, sparatorie, personaggi ambigui al punto da apparire surreali. Doppiogiochisti alla ricerca del malloppo, che poi nasconde la ricerca di qualcosa di diverso, di più importante, forse. La vera anima del malvivente, che sente nelle sue azioni la sua vera natura. Banditi che possono sembrare buoni da quanto vogliono apparire puri. Istinti primordiali che sfociano nel sesso, nell’anima ancestrale alla ricerca di se stessa, anche a costo di fronteggiare l’odore del sangue e della polvere da sparo. Scene di assalti e rincorse che si ripetono ossessivamente, forse a voler riflettere il senso di immobilità di una vita apparentemente frenetica e in cui il pericolo smette di essere una componente nuova per diventare onnipresente e, pertanto, noiosa. Nessuno dei protagonisti sembra avere davvero un vero scopo, la trama svela il profondo senso di solitudine e fragilità che ha bisogno di quel brivido per far sentire il peso della vita. La narrazione utilizza termini che richiamano i film polizieschi di una volta, “il ferro” appare una metafora fuori tempo, un mezzo per giustificare la vita stessa e il suo senso. Ruoli incompiuti, come proprio la vita sa essere. Personaggi consumati, “duri” con un’anima che sembra uno specchio appannato, protagonisti “sporchi”, perché nascondersi dietro una pistola è più facile. E, soprattutto, permette di sopravvivere.

TUTTO L’AMORE SMARRITO di Antonella Frontani a cura di Anna Serra

Adele ha un lavoro che la gratifica solo a metà: fa parte dello staff di una grande redazione, ma non le hanno mai affidato incarichi importanti. Il suo caporedattore è un uomo viscido, un “topo untuoso” senza ritegno. La protagonista sognava di diventare una giornalista e di scrivere il libro che custodisce nel cassetto della sua vita, ma di quei sogni non ricorda più nulla. Tutta la sua esistenza è dedicata alla figlia Amata, che ha cresciuto da sola. Amata non ha amici, all’infuori di Chopin, Mozart e Bach. La musica rappresenta la sua fuga dal mondo, il suo approdo sicuro, la possibilità di intraprendere infiniti viaggi interiori. Le note sono il mezzo per raggiungere luoghi lontani e magici, quei luoghi dove farebbe difficoltà ad arrivare, essendo inchiodata a una sedia a rotelle. Ma di fronte a un pianoforte i suoi limiti fisici svaniscono, la sua disabilità non esiste. Esiste solo il suo talento, la sua capacità di meravigliare il pubblico con esecuzioni impeccabili.

Un giorno, per puro caso, Adele entra nel mondo di Pietro. Una questione di lavoro. Le viene affidato un incarico, in sostituzione di una collega: in onore della giornata della memoria dovrà intervistare l’ottantacinquenne Pietro, reduce dai campi di concentramento. Adele viene accolta da un anziano burbero e fiero, scontroso e ruvido, che non ha ancora fatto pace con la vita, nonostante l’età avanzata. L’uomo si presenta al suo cospetto come un guerriero in piena azione, che non ha ancora intenzione di depositare le armi. E’ la durezza del lager ad averlo ridotto così. L’orrore sofferto nei campi di concentramento ha lasciato delle cicatrici mai richiuse. La lama seghettata dei ricordi continua a ferirlo. Memorie che come brace ardente non si sono mai assopite. Ricordi che sono come pesci che riemergono a galla e sguazzano sempre in acque torbide.

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Parliamo dell’album “Pindaricamente” di Andrea Lelli

Oggi parliamo del lavoro di un cantautore italiano: Andrea Lelli. L’album si chiama “Pindaricamente” e conquista sin dal primo ascolto grazie al connubio tra una buona musicalità e ai testi mai banali, con una chiave di lettura che necessità di un ascolto più accurato. Proprio per questo motivo, andiamo nel dettaglio. La prima canzone è quella che regala il titolo all’intero album”Pindaricamente”, un brano dinamico e ben costruito. Orecchiabile e decisamente gradevole. “Noi due” è una ballata intensa. Una storia sognante, di un uomo e una donna che si guardano dentro. Un sogno che si avvolge ai desideri, a due anime erranti, che si cercano. E che si ritrovano in luogo troppo lontano. Dove esiste ciò che vogliamo davvero. “Blu trasparente” è un brano con una buona musicalità, con un testo criptico. L’inganno della mente. Il gioco delle parole. Guardare oltre. E poi, lasciarsi andare. “L’Emozione” è una ballata che racconta le sensazioni, i brividi che cambiano le prospettive. Le sfumature dei giorni che passano. Le emozioni che ti cambiano che rimangono dentro, e diventano parte di noi.”Bel viso” sembra fare delle domande del tipo: cosa nasconde un volto? Dove si celano le sfumature del passato? L’anima che si è persa. Il ricordo di un amore, che poi è ben altro. “Martha” è un ballo che trascina via. Perdersi, nel suono che allontana dalla realtà. I movimenti, per dimenticare. La musica per andar via. Dalla mente. Dal cuore. “Frammenti” sembra una favola moderna, come piccole parti dei ricordi, lasciati al sole. E che restano nei meandri del tempo. Che ti raccontano. “Insieme a me” è una ballata che racconta un amore soffice, nuovo. Travolgente. “I sogni”. Inutile dire di cosa parli, ma lo fa un punto di vista differente. Ci racconta del luogo dove vivono i sogni. Di cosa fanno quando fuori da freddo. E dove vanno quando sembrano non esistere più. “Quelle come te” è u brano differente dagli altri, più ironico e dissacrante. Richiami alla musicalità elettronica e alle melodie anni ottanta ritornata prepotentemente in voga negli ultimi anni. L’album “pindaricamente” di Andrea Lelli è musicalmente variegato e comprende diverse sfumature musicali e di contenuti. Intenso e avvolgente in alcuni brani, più sbarazzino e leggero in altri, il tutto in un equilibrio ben studiato. Non è facile facile oggi creare un prodotto discografico di musica leggera che mantenga le radici del cantautorato italiano e le musicalità più attuali, ma Andrea Lelli riesce in questo intento. Un’ottima proposta.