Recensione album “Il ritorno dell’indiano” dei Del Sangre

L’album “Il ritorno dell’indiano” dei Del Sangre é ricco di sapori musicali, anima rock e contenuti sociali importanti. Entriamo nel vivo del disco. “L’indiano” è una ballata rock, intensa e con un sapore di sabbia e rimorsi. “Alza le mani” racconta il senso del reagire, dell’essere se stessi. L’essenza del vivere. “Successe domani” è un rock sporco di contaminazioni popolari con uno swing accattivante. “Gaetano Bresci” è un brano dal profondo senso sociale. L’anima che si perde, l’anima che cerca se stessa. Lasciarsi alle spalle ogni cosa. Forse anche se stessi. Il sapore di una storia amara, fatta di ribellione. Di ricerca della libertà. “Fuori dal ghetto” é un rock rabbioso, che racconta il ghetto, ovvero la metafora della realtà moderna. “Una chitarra per la rivoluzione” racconta un passato fatto di sogni e ideali e un presente di disillusione. Un suono amaro. “Sacra corona unita” è un brano intenso e carico di immagini, di senso, e di sangue. Un rock, amaro. “Scarpe strette” parla di scelte, dell’incedere di ognuna di esse. Raccogliere i momenti e farne un dipinto, la vita. Le sue sfumature. “Argo secondari” é un brano veloce costruito con le istantanee di personaggi che hanno fatto la storia delle nostre stesse idee. Un incastro perfetto di nomi, luoghi e avvenimenti. “Gli occhi di Geronimo” è il processo a un condannato, dalla vita, dagli eventi. Una storia quanto mai attuale. Una realtà dura da affrontare. Un racconto amaro. “Sebastiano” storia di un picchetto, dove la difesa del lavoro diventa un motivo per essere condannati per terrorismo. L’album dei Del Sangre conquista per la ricchezza di immagini e di argomenti, oltre che per una musicalità che raccoglie la storia della musica è la fa sua. Costruisce incastri musicali e di parole e lascia qualcosa in ogni brano. Un album completo.

Leave a Reply