#Parliamodi Giro di Vita, il romanzo di Alessio Rega

“Girodivita” di Alessio Rega è un romanzo che racconta la storia di un ragazzo, l’evoluzione dei suoi sentimenti, l’arte di crescere. Il protagonista si chiama Gabriele, un ragazzo che appare superficiale, ma che altro non è se non lo specchio di ognuno di noi, preda del proprio egoismo e della voglia di raggiungere tutto e subito. Il lato oscuro di Gabriele emerge sin dai primi capitoli, quando l’autore ci racconta del suo rapporto del protagonista con l’amico Giulio. Gabriele gli concede il suo tempo solo perchè non ha di meglio da fare e sembra vederlo come troppo diverso, quasi un essere “inferiore”. Allo stesso tempo sembra invidiarne la superficialità. Uno dei temi più importanti di questo romanzo è l’amore. C’è una figura chiave infatti che per Gabriele è importante e si chiama Chiara. Un’amica, all’apparenza, ma che per lui diventa molto di più. Il rapporto però non decolla, lei è distante da ciò che lui vorrebbe. Già, ma cos’è che lui vorrebbe davvero? La storia racconta di un Gabriele insoddisfatto, anche dei rapporti con i suoi genitori, separati, distanti, anche quando troppo presenti nella sua vita. Gabriele conosce in biblioteca una donna, Beatriz, che sembra perfetta, il rapporto tra i due sembra idilliaco, ma a un certo punto lei svanisce e in lui qualcosa si spegne. Gabriele decide di lasciare la sua città natale, Bari e di trasferirsi per un periodo a Milano da suo padre. In quel periodo conosce molte donne, ma i suoi rapporti sono superficiali, ininfluenti. Distanti. La distanza sembra essere il punto cardine di questo rapporto, la solitudine anche quando non si è soli, il sentirsi sfortunati quando si è fortunati e viceversa. Gabriele riesce a emergere nel lavoro e il ritorno a Bari nasconderà un’insidia e la necessità di fare una scelta importante e decisiva. La necessità di smettere di essere distante da se stesso e crescere. “Giro di vita” è un romanzo che cela il suo significato sotto la superficie di un anti-protagonista, o meglio di un protagonista più della vita altrui che della propria, ed è proprio in questa anti-tesi che si instaurano i rapporti del protagonista, rapporti spesso incompleti. Il senso sembra essere proprio questo, siamo incompleti, anche quando pensiamo di esserlo. Noi, protagonisti costretti a perderci in impervi labirinti, a girare attorno agli altri e a noi per ritrovarci, per realizzare, appunto, un giro di vita.

 

#Parliamodi “Isolde non c’è più”, il nuovo romanzo di Bianca Rita Cataldi

Il romanzo “Isolde non c’è più” racconta la storia di un ragazzo, Golvan, e dei suoi pensieri più segreti. I sentimenti che si trasformano e che diventano da semplici a complessi. Golvan è innamorato di Gwenn, una ragazza irraggiungibile, perennemente innamorata di qualcun altro. Golvan vive delle sue amicizie che tali non sono davvero, per cercare di trovare se stesso attraverso un equilibrio che non c’è. Nella vita di questo giovane ragazzo c’è però una donna, un’amica fidata. Importante. Lei è più grande e, spesso, più matura, Isolde, appunto. Il rapporto che nasce tra Isolde e Golvan e intenso e completo. Si conoscono l’un l’altro come nessun altro. Sono complici, confidenti. Loro due sono dei veri amici. Ma qualcosa con il trascorrere del tempo cambia. Qualcosa dentro Golvan, cambia. Così la storia prende una strada inaspettata. Tutto si complica. Il mistero di un sentimento strano, che lega due mondi apparentemente lontani. E Isolde, all’improvviso, scompare. Per Golvan si apre la sfida più difficile della vita. Ritrovare quella donna per trovare se stesso. “Isolde non c’è più” è un viaggio nella mente di un ragazzo che sta diventando uomo e di una donna che sa di essere tale. E’ la storia degli addii e degli amori che non nascono, ma che si trasformano. E’ un intrecciarsi di emozioni e ricordi, di storie. Bianca Cataldi riesce anche questa volta a dare luce al mistero più profondo del rapporto tra le persone, a intrigare con una storia dalle radici semplici. La narrazione è fuida, veloce e mai banale. Una storia che è poi quella di tutti noi. Racconta le debolezze e le paure e allo stesso tempo anche la voglia di ricominciare, e di cominciare. L’amore. Perché è di questo che stiamo parlando. I sogni, il vortice e l’ossessione di cercarsi negli occhi di qualcun altro. Svelare la trama che si nasconde nei pensieri più astratti. E l’incanto delle parole che raccontano la storia di un protagonista, di quel ragazzo che si affaccia alla vita e alle sue contraddizioni, alle aspettative tradite. Quei sentimenti che però non muoiono, ma si alimentano e si mostrano come fumo che continua a uscire dalla cenere. Tutte le sensazioni di una vita, che Bianca narra con la consueta e ormai affermata maestria.

 

Recensione dell’album “LA mia FAVOLA + bella” di Nudi

L’album “LA mia FAVOLA + bella” è dinamico e musicalmente ben costruito. Gli spunti musicali sono moltepici, ora entriamo nel dettaglio. “Frequenza di 1 stella” è un brano pop che miscela diversi generi, dal pop al ritmo reagge, al folk. Un pezzo dinamico e decisamente musicale, un testo che contiene leggerezza e intensità nella comunicazione, gradevole all’ascolto. “La mia favola più bella” ricorda le canzoni di una volta, con un sound jazz-funk e un testo cantautorale interessante. Come un racconto narrato da un cantastorie, questa canzone si lascia ascoltare. “Miraggio di te” è una ballata con un intro rock melodico affascinante e un incedere intenso e con suoni che avvolgono. Un testo ben costruito, salti di tono e una bella storia da ascoltare. “La storia di un precario impertinente” è una canzone che già dal titolo lascia trasparire le sue intenzioni. Un racconto in cui l’uomo è il protagonista, in un viaggio che racconta le difficoltà della vita. Un tema attuale che diventa un testo che non è assolutamente banale. Un bel brano. “Musica dentro” è una ballata con una bella melodia, semplice e accattivante. Una canzone che svela un’anima sensibile e raffinata. “Se fossi Dio” è un brano pop rock con diverse venature di altri generi. Il risultato è un pezzo che miscela ironia, sarcasmo con temi profondi. “Così” è una ballata con un rock melodico e un testo amaro e intenso. “La ninna nanna dell’uomo nero” racconta una favola dura e profonda che si fonde con un ritmo travolgente. Aspetti sociali e ritmo sono la ricetta di un brano particolare con radici antiche. “Tu6me” è una ballata leggiadra, un suono che è melodia. Un brano in cui le parole sono la struttura principe per una canzone ben costruita. Una melodia e un testo che si rifà alla tradizione della musica italiana. “Cercami in un 1 sogno” è un viaggio che circonda sensazioni e immagini. Parole sussurrate in una storia che lascia sognare. Ed è l’inizio di una storia. L’album è raffinato, musicalmente intrigante. Assolutamente consigliato.

 

Recensione album “Casablanca”

L’album dei Casablanca raccoglie sonorità che hanno radici in diversi stili musicali, ma che si sposano bene con un pop rock completo. Entriamo nel merito di questo disco è parliamo di canzoni. “Gelido” è un brano aggressivo. Pop rock avvolgente e carico di sonorità, il testo è criptico e affascinante. L’inferno in una nuova veste. Attraente. “Cielo” è un pezzo in cui il rock è protagonista. Una melodia semplice e accattivante. “La percezione” è una canzone che scivola in un’atmosfera ovattata, un finale, un addio. Un sogno che resta ad aspettare. E’ una riflessione. Intensa e con un bel sound. “Non lo volevo” è un brano duro, un testo che racconta il lato oscuro dell’uomo. “Cinque cose” è una ballata introspettiva che racconta il rapporto con se stessi e con il sentimento. Un rock melodico ben strutturato, intenso e piacevole. “Radio sputa” racconta l’ipocrisia dei media, sull’informazione e sulla vanità che si presta al gioco delle parti. “Scusa” racconta la semantica di un addio, il dolore composte di note e di lacrime mai versate. “Non so mai dirti che” è una ballata intensa con un suono che avvolge e che fa pensare a momenti difficili, accompagna chi ascolta il brano in un percorso interiore. Una bella canzone. “Ghiaccio” è un brano particolare, criptico e duro allo stesso tempo. Un viaggio nella mente e oltre la mente. La fiducia come una doppia lama. “Legami” gli occhi è una ballata con un rock lieve e tagliente, un’atmosfera quasi mistica. Una voce che si insinua tra le note. I Casablanca propongono una musicalità semplice e carica di atmosfere intense. Un disco da scontare e che presenta anche diversi spunti criptici che si prestano a un’attenta riflessione.