Tornano i #Lyr con un live e un nuovo singolo: #Consapevole

Tornano i Lyr con nuovi brani e una maturità che permette loro di mettere in scena uno spettacolo poetico e frizzante allo stesso tempo. Uno stile rinnovato e una nuova, appunto, consapevolezza di una nuova vita. Si chiama infatti “Consapevole” il nuovo singolo che racconta l’era di una nuova maturità, delle responsabilità che comporta ogni scelta. Raccontarsi non é mai facile e questo brano mette a nudo i pensieri dei componenti di questa band. Non mancano i brani più storici come “Dopo tre passi”, “A quest’ora della sera” e la magistrale “Ritratto”, tratti dall’album “Abracadabra”. Nota di colore e riflessione é quella regalata dal pezzo “Il fotografo di spose”. Completano lo spettacolo alcune cover importanti, come “Rimmel” e “Buonanotte fiorellino” del grande maestro Francesco De Gregori, brano proposti con una nuova luce e un ottimo arrangiamento. Chiudono la scaletta “TuTTa”, brano divertente e hot, e “Abc”. Un viaggio tra poesia e voglia di riscoprirsi, vivere e sognare. In una parola sola, i Lyr sono cresciuti. E con loro la loro musica.

Recensione live #MuovitiSvelto di Zibba e Almalibre @Hiroshima Torino

I live di Zibba e gli Almalibre non tradiscono mai e non lo fa in particolare il concerto “Muoviti Svelto”. Una scaletta molto attuale, che presenta i brani del nuovo album con arrangiamenti semplici ed essenziali che mettono in risalto l’espressività delle interpretazioni e le parole, poetiche come sempre. Zibba presenta il nuovo singolo “Vengo da te”, una ballata ricca di emozioni e immagini. Una bella canzone che non può non farsi ascoltare. Bella anche la reinterpratazione del successo sanremese “Senza di te” e del brano “Senza pensare all’estate”. Non mancano alcune canzoni più vecchie come “Margherita” e la sempre bellissima “Anche se oggi piove”. Molto intensa anche “La medicina e il dolore” suonata con il featuring di Patrick Benifei, la cui voce rimane impressa per bellezza e intensità. Un duetto che sicuramente colpisce. Un concerto che mette in risalto i brani poetici del nuovo album e presenta sicuramente suoni nuovi e un nuovo punto di vista cantautoriale, in cui le parole sono le regine incontrastate e le emozioni l’impero da difendere. Molto bello anche il brano “Ovunque”, intenso, che entra dentro senza far rumore. Il racconto di un viaggio, e della vita stessa che porta a doversi muovere, per cantare e raccontarsi. Lasciare qualcosa, da qualche parte. Lasciare un po’ di sé, ovunque. Una delle canzoni che più mi ha colpito e che in questo caso ha aperto il concerto è “Farsi male”, cantata con Nicolò Fabi nell’album, ma interpretata in solitaria nel live. Una canzone che ferisce per la spietatezza, e che allo stesso tempo cura. Cicatrizzare le emozioni e parlare a un cuore che non smettere di parlare. Brividi che evocano ricordi in “Che ore sono”, una canzone molto intima e sicuramente sentita in cui Zibba racconta le parole come fosse uno spettacolo che si alimenta delle emozioni del viaggio della musica. Come quando il sangue gira per le vene, per arrivare al cuore. Melodie che girano, come in riva al mare, versi che si incastrano nel verso migliore che si chiama poesia, e che chiama la poesia in “Le distanze”, “Santaclara”. E “Il giorno dei santi”. Un bel concerto, che racconta un bel disco. Muoviti Svelto.

Recensione album “La soluzione” di Matteo Greco

Prima di giungere a delle conclusioni, analizziamo l’album brano per brano. “Fulmine” è una canzone con un sound pop semplice e un ritornello elementare e orecchiabile.“Studente di periferia” racconta le speranze di un ragazzo che si aspetta qualcosa, anche in questo caso il ritornello è orecchiabile, la melodia semplice. “Mentre sogno” è un brano che ricorda un po’ un primo Jovanotti o un immaturo Nesli. Brano orecchiabile ma senza grosse pretese. “La soluzione” racconta l’ipocrisia della società, vorrebbe essere un brano sociale, ma appare un po’ banale in un contesto in cui non mancano i temi su cui riflettere. Si apprezza il moto reazionario, ma le canzoni sociali non si improvvisano.  In “La strada delle orfanelle” spicca la presenza della bravissima Silvia Mezzanotte. Tuttavia il brano sembra non partire mai. Manca la forza necessaria per affrontare un tema complesso e decisamente sofferto. “Sei proprio tu” è ballata che vuole ricordare un Vasco, ma con poca convinzione. Dal punto di vista locale ricorda più un Povia. In “un ricordo” c’è un malinconico intro di piano che poi esplode in un pop rock con venature malinconiche. “Marta spinge il carrello” è un brano che vuole essere divertente affrontando una storia di una vita semplice., finisce per raccontare una vita banale, quasi senza speranza. Il senso può anche andare bene, ma nel complesso il brano appare monotono e senza un vero obbiettivo. In “Le prove della vita” si sente la voglia di raccontare una sorta di rassegnazione.  Senza nulla togliere alla passione che l’autore sembra avere per Vasco, questo non può essere sufficiente per creare un pezzo intenso e sentito.  In “Che sei una stronza”  si raggiunte l’effetto di “Alzati la gonna” della Steve Roger Band. Molte critiche in questa recensione, è vero. La verità è che questo disco è acerbo. Dal punto di vista vocale si cerca di evocare le atmosfere “alla vasco” almeno nella sua versione primordiale, ma raggiungendo al massimo un pallido Nesli ( nella sua nuova versione). Pochi spunti interessanti, quasi nulla di originale. I ritornelli orecchiabili non trascinano canzoni che sembrano nate un po’ stanche e senza troppa convinzione. La rabbia, la determinazione, la voglia di reagire sono importanti e devono essere presenti in un disco che vuole suonare “di reazione”, il rischio è quello di sembrare una copia di una copia di un’altra copia di qualcosa che è stato comunque già fatto. Ci vuole un po’ di coraggio. Nonostante le critiche, la speranza è che l’autore non si abbatta e che si rimetta a scrivere con l’anima a nudo, senza paura di far male o di farsi male. Da rivedere.

Luca Madonia – La monotonia dei giorni

Seguiamo Luca Madonia sin dai tempi dei Denovo, quando con il loro rock catanese percorrevano in lungo e in largo le strette vie della musica italiana degli anni ottanta, proponendo un sound originale e talentuoso.

Abbiamo rivisto Luca nel 2011, protagonista a Sanremo con Franco Battiato, dove interpretò la raffinata “L’alieno”, front-song dell’omonimo album figlio di tanti lavori precedenti realizzati per sé e per altri interpreti (Finardi, Morandi, Patty Pravo, Mirò).

Lungo le strade del mondo, camminerò, dentro i sentieri del tempo, mi perderò, per cercare, capire, che senso ha, ogni istante del giorno che se ne va…”. Questa è la prima strofa del brano “La paura del buio” che chiude “La monotonia dei giorni”, il nuovo album di Madonia. La raffinata e delicata melodia di questa splendida e suggestiva canzone rappresenta l’atmosfera che accompagna l’intero lavoro, basato sulla forza dell’ispirazione e la poesia delle parole; una musica dolcissima da ascoltare e riascoltare.

In questa vita” è stato il primo pezzo a essere scritto, motivo per cui apre la tracklist del disco. A ritmo di bossa nova inizia l’indagine sui sentimenti, un’introspezione intima sulla vita e sull’amore che si muove in territori dove non si tocca e non si può volare.

La monotonia dei giorni fuga ogni speranza, ma una nuova convinzione può cambiare molte cose che ogni giorno sopportiamo, basta solo non fermarsi in corsa”, si apre così il brano che dà il titolo all’album, un ritratto apparentemente vuoto, riempito dalla passione e dalla cadenza della chitarra, quasi a esorcizzare i tempi della quotidianità e a sfuggirne la noia.

I 10 brani del CD sono stati realizzati con la collaborazione di Carmen Consoli e Toni Carbone (ex-Denovo), registrati a Punta Lazzo, nello studio di Carmen. Un lavoro che profuma di amici, casa, arrangiamenti originali e suoni emessi da strumenti reali.

Madonia e Consoli eseguono insieme “La mia condizione”, un duetto accompagnato da una base ritmica e una chitarra rock. L’attrice Donatella Finocchiaro è invece la voce femminile di “Mi solleverai”, pezzo delicato ed elegante, dove il ritmo è reso nostalgico da un ricorrente giro di basso.

Luca Madonia compie un’analisi degli aspetti quotidiani della vita, indagando sui sentimenti umani e, citando Giorgio Gaber, analizzandone “i piccoli spostamenti del cuore”. La presenza di una personalità artistica come quella di Carmen Consoli ha contribuito alla buona riuscita del lavoro.

Recensione album “BODP” dei Doppia Personalità

L’album “B.O.D.P.” dei Doppia Personalità è interessante, molto radicato alla cultura rock melodica italiana, senza tralasciare contaminazioni internazionali. Entriamo nel merito delle canzoni.  “Mrs Byron” è un brano che possiede un sound in bilico tra un pop rock melodico e una musica popolare. Il risultato è orecchiabile, ma appare in alcuni passaggi poco moderno. E non che questo debba necessariamente essere considerato un elemento negativo. “Vittima di lei” è un brano dinamico e orecchiabile che avvolge con un sound pop rock. Il testo è accattivante e con il giusto grado di sarcasmo parlando di un amore strano e carico di dipendenze, tema quanto mai attuale. “Maschere” è una ballata ipnotica, che incanta con passaggi intriganti della chitarra elettrica. Melodia che esprime le emozioni raccontate nel testo intenso e introspettivo. “Why” è un pezzo elegante, a due voci che si incastrano, l’una in italiano e l’altra in inglese. Un uomo e una donna. Parole che si rincorrono su un ritmo rock melodico. Un ritornello interessante. “Cupido” è una bella ballata che mette al centro sentimenti e pensieri. “Sensibile” è un brano in bilico tra un pop e un rock con radici nella musicalità leggera italiana. Nel “Triangolo delle Bermuda” vive un gioco di metafore e di realtà. Bell’imprinting rock in “Regni nel bluff”. Racconto della finzione e dell’ipocrisia. “Hoplezz” è un brano rock movimentato con un cambio di ritmo a evidenziare le atmosfere di un brano evocativo.“Amor felino” è un brano aggressivo che tende alle sonorità di tipologia Muse. “Chiedo Scusa” è una ballata interessante, con immagini particolari. “Ogni brivido di te” è una ballata melodica, con un testo introspettivo e pensieri in bella vista. L’album “B.O.D.P.” contiene diversi spunti interessanti, spesso molto radicati nella dimensione classica di un rock di un tempo, che se da una parte risulta molto orecchiabile a di facile ascolto, dall’altra apporta poche novità. In alcuni casi si sente un’impronta più moderna, anche se ricalca fin troppo sonorità divenute ormai molto comuni. Ottime interpretazioni vocali ed esecuzioni musicali, con un po’ di coraggio si possono costruire pezzi importanti e innovativi. Da riascoltare.

Recensione romanzo “Sospetti sul lago” di Anna Serra

Il romanzo “Sospetti sul lago” di Anna Serra è intenso, scorrevole e ricco di momenti evocativi. La protagonista è una psicologa, Rossella. La sua è una storia apparentemente non appassionante, a tratti noiosa, eppure racconta la vita di una donna nella sua interezza, nelle passioni perse, nei desideri di trasgredire a un sogno che non c’è più. Parla di un amore lontano, anche quando è vicino. Un dolore muto, che diventa quotidianità. Logorio di parole che non vanno da nessuna parte. Il vortice della solitudine che spinge a guardarsi dentro, forse cercando altrove. Rossella è una donna che con il suo lavoro aiuta gli altri, ma che si ritrova a doversi rialzare da un evento che cambierà la sua vita. Il sospetto travestito da paura. La paura celata negli occhi. “Sospetti sul lago” è una storia-non storia. E’ il racconto della vita stessa e della sua contraddizione. E’ l’amore-non amore. Il quadro che nasconde il contenuto alla sua stessa cornice. L’ambientazione è quella dei laghi di Avigliana, un luogo che porta con sé il mistero e la bellezza, la poesia e il silenzio. L’esordio nel panorama letterario di Anna Serra è senza dubbio positivo. Un romanzo che racconta l’ombra del sospetto, il sapore di un amore dalle due facce e l’incedere del cambiamento. Occhi che si coprono e si scoprono, capaci di tutto. Anche di tradirsi.

Recensione album “Come sabbia” di Mista B & Gionathan

L’album “Come sabbia” di Mista B & Gionathan è decisamente orecchiabile e racchiude principi base del funk, hip hop e diverse contaminazioni che sfociano nel Soul. E lo si capisce sin dal brano che apre il disco e gli regala il nome. “Come sabbia” è un brano avvolgente e si lascia ascoltare con piacevole trasporto. “Qualcosa cambierà” è una canzone che esprime un viaggio pop soul con un ritornello intenso e coinvolgente. Una scelta, un cambiamento. L’anima di un amore e della musica stessa. “Un altro viaggio” è un brano che colpisce per la determinata voglia di piacere, costruito per suonare bene, sia in termini di beat che di interpretazione vocale. Il testo è di reazione, che ben si sposa con la vocazione di una canzone “d’attacco”. “Mai” è un pezzo duro, che contiene l’idea del sogno e l’idea della reazione alle difficoltà. “Nel vortice” è un brano affascinante, un viaggio nella genesi che porta a voler vivere della musica che esce dall’anima. E’ la storia di una scelta di vita. “L’unico” è una ballata soul pop che incanta, avvinghiata alla passione per una musica moderna ma che mantiene radici profonde nella musica internazionale. In “Questa notte è per noi” si percepiscono venature di una musica dinamica e con un tono più leggero. Tra passione e attimi che vogliono fermarsi per un attimo e farsi gustare. “1in2” soul pop che viaggia su un beat interessante, semplice, ma che colpisce. Un brano elegante e ben cantato. “Flava” è l’apoteosi dell’ipocrisia raccontata da una musica elegante e un testo amaro e allo stesso coinvolgente. Racconta una verità dura, ma quanto mai attuale. Un castello di carte che può crollare da un momento all’altro. E svelare la verità. “2cinque1” è un mistico abbandono in una storia che non può nascere. Che non vuole nascere. L’abbandono in una notte che non tornerà. “Il mio angelo” è un brano che parla di sentimenti, puri, profondi. Una struttura avvolgente e che rende il brano intrigante. L’album “Come sabbia” è interessante, bello da ascoltare, contiene temi importanti, affrontati senza appesantire eccessivamente la struttura delle canzoni. Un sound che a tratti evoca diverse ere musicali dei primi e ultimi Sottotono o del nuovo Tormento. Radici quindi ben piantate in un soul che si lascia ascoltare e che non tradisce. Un bel disco.