Recensione romanzo “La Regina Scalza” di Ildefonso Falcones

La Regina Scalza di Falcones è un romanzo emozionante, carico di significati importanti e immagini che coinvolgono sin dalla prima pagina. I protagonisti raccontano l’orgoglio di un popolo, la forza di una cultura. La voglia del popolo gitano di vivere e di essere liberi E’ la storia della rivalità tra due famiglie, quella dei Vega e quella dei Gàrcia. Il “Galeote”Melchor è un personaggio irresistibile, forte, orgoglioso, che riesce a superare la sua scorza segnata dal remo della Galea. La pena scontata anni prima a causa di un Gàrcia. Ana è sua figlia, anche lei orgogliosa e forte. Un’altra importante protagonista è Milagros, figlia di Ana e Nipote del Galeote, che si innamora di Pedro, un Garzia. Un amore osteggiato dai suoi familiari e che la porterà ad affrontare il buio. Milagros stringe una forte amicizia con l’altra protagonista femminile: Caridad. Una donna nera che viene dichiarata libera dalla schiavitù a causa della morte del suo padrone. Portata via dall’Africa, privata dei suoi figli e costretta a lavorare nelle piantagioni di tabacco cubane, dove ha iniziato a cantare le sue disgrazie. Ed è proprio il canto che la avvicinerà al Galeote e a Milagros. Una donna che vivendo con i gitani ne impara i valori e che riesce a smettere di abbassare lo sguardo quando guarda un bianco, come facevano gli schiavi. Una donna che impara cos’è la libertà, sfidando gli eventi della vita. La regina Scalza è una storia che appassiona, commuove, fa riflettere. Ci si immedesima nei personaggi, si lotta e si soffre con loro. E’ un romanzo duro, ma che mette al centro di tutto la storia di un popolo, i loro amori, le loro vendette. Il loro spirito. E’ la storia di due donne diverse, unite dalla loro amicizia. E’ la storia di una rivalità tra due famiglie. E’ la storia della vita stessa, dalla morte, al suo riscatto. Un romanzo imperdibile.

Recensione album “Luna d’inverno” di Alessia D’Andrea

L’album “Luna d’inverno” è un luogo in cui malinconia e sogni diventano una cosa sola. E’ un disco che incanta, soffuso, intenso e a tratti orecchiabile. Una miscela che rende il disco gradevole e carico di immagini. Il primo brano “Luna d’inverno” è una ballata pop-rock che unisce eleganza, sofisticatezza a una dolce esecuzione del un pezzom a tratti sussurrato, ma forte nella sua essenza. “Non cambieremo” è una canzone con una buona melodia, suonato e cantato con aggressività e determinazione. “Il gatto che abbaia” unisce l’ottima vocalità al bel gioco di parole e rime che incantano. Una canzone che avvolge lentamente. “La musica non girà più” è un brano. Una ballata con sapore funk e ritmo che appassiona. Un ritornello che esplode in un sussurro accattivante. La musica al centro di tutto. “Blu occhi” è un pezzo pop-funk decisamente orecchiabile e radiofonico con un testo semplice e leggero. “Non portarmi via” è una ballata accesa dallo stile più tradizionale della musica leggera, sentimentale e intensa. Una richiesta di aiuto, un urlo nella notte. Un sogno che si accende, all’improvviso. Quando un ballo nasce. “Beyond the cloud” viaggia su un funk attraente, sensuale e potente. Ritmo che avvolge.“Alzami nell’aria” è una canzone leggera, incantevole. A un passo da un sogno, a un passo da un amore che appare distante. “Caccia alla volte è un brano diverso dagli altri. Un testo recitato, un tema sociale. Un brano tagliente, che coinvolge nel racconto duro e amaro. “Anime bruciate rappresenta uno struggente addio, quel vuoto incolmabile, che colma un’anima che si è persa. L’album di Alessia D’Andrea è appassionante, semplice ma ricco di punti interessanti, anche quando i testi appaiono più criptici, non smette di attrarre con eleganza e ottima musica. Da ascoltare.

Recensione del romanzo “Daddy Cool” di Filippo Losito

Il romanzo “Daddy Cool” di Filippo Losito è fresco e dinamico, nasconde tra le parole un intero mondo fatto di immagini, stereotipi e metafore della vita dei giorni nostri. I personaggi sono particolari e intensi. Il protagonista è Nicola, un aspirante comico, le cui pecuiliarità si svelano pagina dopo pagina. Le sue paure, i dubbi. E quella voglia di trovare se stesso. Un altro personaggio chiave è certamente quello di “Zio Ancelo”, è una “macchietta” che raccoglie i luoghi comuni dell’uomo del sud, unite alle caratteristiche che lo rendono “un mito” agli occhi di Nicola. Al contorno ci sono personaggi che raccontano le tante sfumature che caratterizzano le persone del sud, a volte amplificandole, così come nel caso di uno dei personaggi secondari come “Santino”. La trama del romanzo ruota attorno alla ricerca del padre di Nicola, che soffre di Alzheimer. Nicola e Zio Ancelo partono per la Costa Azzurra per ritrovarlo. La narrazione gioca sulla componente psicologica dei protagonisti e sulle loro paure, che vengono messe in luce grazie a un’ironia malinconica e alle battute esileranti e mai banali. Si percepisce cosa prova un uomo con forti radici del sud che cerca di ambientarsi in una Torino complicata, descrive il cambiamento di un uomo, che scopre se stesso attraverso le sue paure e la compresione dei suoi difetti. “Daddy Cool” è una storia che parla d’amore, da quello di un figlio verso il padre, a quello per una ragazza, Martina, che il protagonista desidera, ma che non capisce mai fino in fondo. E’ la storia di un sogno, quello di Nicola, che vuole diventare un comico, del rapporto della comicità con la vita reale, del timore di non far ridere il suo pubblico. Per chi desidera scoprire un’ironia particolare, a volte tormentata, che rende le battute amare, e che si nutrono del sarcasmo della vita stessa, questo romanzo è l’ideale. Un libro dinamico e una storia gradevole e avvolgente, che finisce con raccontare al lettore di se stesso.

Filippo Losito mette in scena una trama che pone in risalto le sue abilità di scrittore e comico, crea atmosfere e ambientazioni come fosse un film vero e proprio. Tecnica cinematografica, ironia, e sentimenti in un racconto che non può non essere vissuto fino all’ultima pagina. Da non perdere.

Eliòpolis – La città del sole – Franco Simone

Eliòpolis – La città del sole è l’album del 2001 realizzato da Franco Simone insieme al musicista greco Nikos Papakostas e alla sua Grande Orchestra Balcanica. Come sottolineato dal suo autore, La città del sole è soprattutto un luogo della mente, con tutte le belle sensazioni che il sole suggerisce. La distribuzione italiana fu affidata a “Segnali Caotici” di Beppe Carletti, leader storico dei Nomadi, che scrisse: Franco Simone è un grande artista, un professionista che non si è lasciato distrarre dalle “apparenze”, ma ha approfondito la sua musica aprendosi anche alla “musica del mondo”. In questo disco ha miscelato le sue melodie, il suo modo di cantare, con i sapori tradizionali del Mediterraneo, della Grecia e del Salento. L’idea di inserire questo album nelle produzioni di musica etnica è nata spontaneamente dopo l’incontro con l’uomo e con il suo lavoro. Da parte sua, Simone è particolarmente contento del fatto che la sua musica sia finita in “così buone mani”, come dice lui stesso, dal momento che per lui i Nomadi rappresentano un caso più unico che raro di musicisti il cui notevole impegno musicale è stato messo sempre al servizio delle cause più nobili.

L’album etnico di Simone, presenta molteplici motivi di interesse, tra l’altro prima di essere pubblicato in Italia venne distribuito in Grecia, per il semplice fatto che fu prodotto proprio in quel paese. Come era già successo tante volte in passato, anche in questo lavoro Simone riesce a stupire chi è abituato a “incasellare” gli artisti, passando con disinvoltura dalla musica pop a quella classica, come dimostrano i concerti di Missa Militum e Canto d’Amore. Grazie anche alla collaborazione col musicista greco Nikos Papakostas e alla sua straordinaria orchestra, Eliòpolis è un disco che non assomiglia a nulla di ciò che si è ascoltato in Italia. L’abituale passionalità interpretativa di Franco, viene qui sottolineata da ritmi che raccontano il fascino delle storie del Mediterraneo, con assoli di strumenti di cui abbiamo dimenticato le sonorità. Il risultato è un disco modernissimo, senza tempo e lontano dalle mode.

Genesi di Eliòpolis

Franco e Nikos si sono conosciuti a Bruxelles nel giugno 2000. I due hanno fatto subito amicizia, il musicista greco gli ha fatto ascoltare alcune canzoni, Simone ha cantato qualcuna delle sue. Il desiderio di collaborare è nato subito. Nell’intervista rilasciata al quotidiano greco I Vradhinì (il corriere della notte), Franco descrive così la nascita della loro collaborazione: ascoltando una sua canzone, ho pensato “Potrei farci sopra un bel testo italiano” e, come leggendomi nel pensiero, Nikos mi ha detto “Perché non ci metti su un testo italiano?”. Dopo poche ore ci siamo esibiti in pubblico e, senza alcuna prova, Nikos ha cominciato a cantare in greco, io mi sono aggiunto cantando il testo italiano che avevo appena scritto. Era nata Rabbia da gitano. Il pubblico evidentemente gradì perché arrivarono a gran voce le richieste di un bis, che noi accordammo ben volentieri. La particolare sintonia che si era subito stabilita tra di noi ci mise in condizioni di lavorare insieme in una situazione ottimale. Scegliemmo delle canzoni su cui lavorare, alcune di Nikos, altre mie. Scelte quattro mie canzoni alle quali tenevo particolarmente (Respiro, Navigando, Paisaje e Notturno fiorentino), ero ansioso di sentirle rivestite dei generosi suoni mediterranei coi quali arricchisce i suoi arrangiamenti. Ritengo anche fondamentale la presenza di quelli che lui ha scelto come suoi musicisti di fiducia… tutti grandi maestri che suonano con grinta e professionalità! Quando poi sono passato a scrivere sette testi su altrettante musiche di Nikos, il lavoro è scivolato via con facilità estrema. Con la sua presenza, il suo entusiasmo, la sua voglia di esprimersi (degna di un diciottenne), Nikos mi ha stimolato nel migliore dei modi. Alla fine del tutto ci siamo resi conto di aver portato a termine in pochi mesi un lavoro che in altre condizioni avrebbe richiesto qualche anno.

Le canzoni

Apre l’album Rabbia da gitano, con un ritmo scandito dal suono del violino e dalle percussioni, per ricordarci che a qualsiasi età un uomo può mettere la propria vita in discussione, senza rimpiangere le occasioni perdute: “Percorrerò i sentieri del passato, non avrò lacrime per quello che ho perduto, nell’ombra silenziosa di una sera, da questa vita forse un fiore nascerà, nell’ombra silenziosa di una sera, la nostalgia più non mi apparterrà. Ehi vado via da una strada che non ho, ma non fermate la mia rabbia da gitano. Ehi con i sogni che ho raccolto e adesso ho, non ditemi di chiedere di meno…”.

Si cambia ritmo e lingua con Primero, in questo caso il testo scritto da Simone è in lingua spagnola: “Nuestra historia fue un romance no se puede imaginar tus salidas, tus llegadas no se pueden mas contar”.

In Eliòpolis sono riproposti alcuni classici del repertorio di Simone, “colorati” da virtuosismi e assoli di chitarra, bouzouki e tzoura, magistralmente suonati da Theodor Akopoulos. In alcune canzoni, tra cui Navigando, il delizioso violino di Nikolas Chatzopoulos si affianca alla voce dell’artista salentino, come se si trattasse di un duetto.

I giorni passano lenti ed uguali, strade affollate gli stessi segnali, acqua di fonte che sembri veleno io ti berrei…”. Questi sono i primi versi di Giorni, cantata insieme a Nàdia Caragiànni, struggente canzone dell’amore perduto, incalzante e nostalgica nel ritmo, accompagnata dal coro di voci e dal violino, questa volta triste, di Chatzopoulos. Giornale delle scienze evoca melodie new age, per esprimere una forte voglia di cambiamento. Notturno fiorentino è un altro evergreen di Simone, che ha dedicato alla città in cui vive: “E’ quasi notte è quasi l’ora e sull’Arno ricompaiono le luci, di quando Firenze sognava. E torno salvo dal mio naufragio, e continuo a cancellare con le dita Il mio passato più grigio…”. E’ un Franco Simone, che colpisce al cuore, lontano dai luoghi comuni e dagli stereotipi in cui spesso è stato frettolosamente relegato, in questo e in altri brani cattura l’attenzione di chi lo ascolta, ne nutre la fantasia e ne fa riemergere i ricordi. Ci si ritrova a camminare con lui lungo l’Arno, osservando le prime luci della sera e respirando il profumo della storia. Nell’album è inserito anche un duetto con Iva Zanicchi, intitolato Ti dovresti vedere dopo e il brano I tuoi pensieri il cui testo è più eloquente di ogni considerazione: “…lascia che stia vicino e te, se arriva la malinconia, voglio abbracciare i tuoi pensieri ad uno ad uno…”

Ancortu è una canzone il cui testo è volutamente scritto in dialetto salentino, per denunciare razzismo e decadenza etica, il brano è riproposto anche in versione remix, con ritmi incalzanti e coinvolgenti.

Internet mon amour

Eliòpolis – La città del sole è stato distribuito in Italia e in Grecia nel 2001, da allora non è stato più ristampato. Lo si può trovare su ebay, inoltre qualche canzone è stata postata su YouTube. Nel sito ufficiale di Franco (www.francosimone.it), all’interno della pagina dedicata a questo album, sono presenti i demo di ogni brano, della durata di un minuto ciascuno, la particolarità consiste nel fatto che sono stati editati personalmente da Franco.

 

Eliòpolis – La città del sole – Franco Simone

 

 

Eliòpolis – La città del sole è l’album del 2001 realizzato da Franco Simone insieme al musicista greco Nikos Papakostas e alla sua Grande Orchestra Balcanica. Come sottolineato dal suo autore, La città del sole è soprattutto un luogo della mente, con tutte le belle sensazioni che il sole suggerisce. La distribuzione italiana fu affidata a “Segnali Caotici” di Beppe Carletti, leader storico dei Nomadi, che scrisse: Franco Simone è un grande artista, un professionista che non si è lasciato distrarre dalle “apparenze”, ma ha approfondito la sua musica aprendosi anche alla “musica del mondo”. In questo disco ha miscelato le sue melodie, il suo modo di cantare, con i sapori tradizionali del Mediterraneo, della Grecia e del Salento. L’idea di inserire questo album nelle produzioni di musica etnica è nata spontaneamente dopo l’incontro con l’uomo e con il suo lavoro. Da parte sua, Simone è particolarmente contento del fatto che la sua musica sia finita in “così buone mani”, come dice lui stesso, dal momento che per lui i Nomadi rappresentano un caso più unico che raro di musicisti il cui notevole impegno musicale è stato messo sempre al servizio delle cause più nobili.

L’album etnico di Simone, presenta molteplici motivi di interesse, tra l’altro prima di essere pubblicato in Italia venne distribuito in Grecia, per il semplice fatto che fu prodotto proprio in quel paese. Come era già successo tante volte in passato, anche in questo lavoro Simone riesce a stupire chi è abituato a “incasellare” gli artisti, passando con disinvoltura dalla musica pop a quella classica, come dimostrano i concerti di Missa Militum e Canto d’Amore. Grazie anche alla collaborazione col musicista greco Nikos Papakostas e alla sua straordinaria orchestra, Eliòpolis è un disco che non assomiglia a nulla di ciò che si è ascoltato in Italia. L’abituale passionalità interpretativa di Franco, viene qui sottolineata da ritmi che raccontano il fascino delle storie del Mediterraneo, con assoli di strumenti di cui abbiamo dimenticato le sonorità. Il risultato è un disco modernissimo, senza tempo e lontano dalle mode.

 

Genesi di Eliòpolis

 

Franco e Nikos si sono conosciuti a Bruxelles nel giugno 2000. I due hanno fatto subito amicizia, il musicista greco gli ha fatto ascoltare alcune canzoni, Simone ha cantato qualcuna delle sue. Il desiderio di collaborare è nato subito. Nell’intervista rilasciata al quotidiano greco I Vradhinì (il corriere della notte), Franco descrive così la nascita della loro collaborazione: ascoltando una sua canzone, ho pensato “Potrei farci sopra un bel testo italiano” e, come leggendomi nel pensiero, Nikos mi ha detto “Perché non ci metti su un testo italiano?”. Dopo poche ore ci siamo esibiti in pubblico e, senza alcuna prova, Nikos ha cominciato a cantare in greco, io mi sono aggiunto cantando il testo italiano che avevo appena scritto. Era nata Rabbia da gitano. Il pubblico evidentemente gradì perché arrivarono a gran voce le richieste di un bis, che noi accordammo ben volentieri. La particolare sintonia che si era subito stabilita tra di noi ci mise in condizioni di lavorare insieme in una situazione ottimale. Scegliemmo delle canzoni su cui lavorare, alcune di Nikos, altre mie. Scelte quattro mie canzoni alle quali tenevo particolarmente (Respiro, Navigando, Paisaje e Notturno fiorentino), ero ansioso di sentirle rivestite dei generosi suoni mediterranei coi quali arricchisce i suoi arrangiamenti. Ritengo anche fondamentale la presenza di quelli che lui ha scelto come suoi musicisti di fiducia… tutti grandi maestri che suonano con grinta e professionalità! Quando poi sono passato a scrivere sette testi su altrettante musiche di Nikos, il lavoro è scivolato via con facilità estrema. Con la sua presenza, il suo entusiasmo, la sua voglia di esprimersi (degna di un diciottenne), Nikos mi ha stimolato nel migliore dei modi. Alla fine del tutto ci siamo resi conto di aver portato a termine in pochi mesi un lavoro che in altre condizioni avrebbe richiesto qualche anno.

 

Le canzoni

 

Apre l’album Rabbia da gitano, con un ritmo scandito dal suono del violino e dalle percussioni, per ricordarci che a qualsiasi età un uomo può mettere la propria vita in discussione, senza rimpiangere le occasioni perdute: “Percorrerò i sentieri del passato, non avrò lacrime per quello che ho perduto, nell’ombra silenziosa di una sera, da questa vita forse un fiore nascerà, nell’ombra silenziosa di una sera, la nostalgia più non mi apparterrà. Ehi vado via da una strada che non ho, ma non fermate la mia rabbia da gitano. Ehi con i sogni che ho raccolto e adesso ho, non ditemi di chiedere di meno…”.

Si cambia ritmo e lingua con Primero, in questo caso il testo scritto da Simone è in lingua spagnola: “Nuestra historia fue un romance no se puede imaginar tus salidas, tus llegadas no se pueden mas contar”.

In Eliòpolis sono riproposti alcuni classici del repertorio di Simone, “colorati” da virtuosismi e assoli di chitarra, bouzouki e tzoura, magistralmente suonati da Theodor Akopoulos. In alcune canzoni, tra cui Navigando, il delizioso violino di Nikolas Chatzopoulos si affianca alla voce dell’artista salentino, come se si trattasse di un duetto.

I giorni passano lenti ed uguali, strade affollate gli stessi segnali, acqua di fonte che sembri veleno io ti berrei…”. Questi sono i primi versi di Giorni, cantata insieme a Nàdia Caragiànni, struggente canzone dell’amore perduto, incalzante e nostalgica nel ritmo, accompagnata dal coro di voci e dal violino, questa volta triste, di Chatzopoulos. Giornale delle scienze evoca melodie new age, per esprimere una forte voglia di cambiamento. Notturno fiorentino è un altro evergreen di Simone, che ha dedicato alla città in cui vive: “E’ quasi notte è quasi l’ora e sull’Arno ricompaiono le luci, di quando Firenze sognava. E torno salvo dal mio naufragio, e continuo a cancellare con le dita Il mio passato più grigio…”. E’ un Franco Simone, che colpisce al cuore, lontano dai luoghi comuni e dagli stereotipi in cui spesso è stato frettolosamente relegato, in questo e in altri brani cattura l’attenzione di chi lo ascolta, ne nutre la fantasia e ne fa riemergere i ricordi. Ci si ritrova a camminare con lui lungo l’Arno, osservando le prime luci della sera e respirando il profumo della storia. Nell’album è inserito anche un duetto con Iva Zanicchi, intitolato Ti dovresti vedere dopo e il brano I tuoi pensieri il cui testo è più eloquente di ogni considerazione: “…lascia che stia vicino e te, se arriva la malinconia, voglio abbracciare i tuoi pensieri ad uno ad uno…”

Ancortu è una canzone il cui testo è volutamente scritto in dialetto salentino, per denunciare razzismo e decadenza etica, il brano è riproposto anche in versione remix, con ritmi incalzanti e coinvolgenti.

 

Internet mon amour

 

Eliòpolis – La città del sole è stato distribuito in Italia e in Grecia nel 2001, da allora non è stato più ristampato. Lo si può trovare su ebay, inoltre qualche canzone è stata postata su YouTube. Nel sito ufficiale di Franco (www.francosimone.it), all’interno della pagina dedicata a questo album, sono presenti i demo di ogni brano, della durata di un minuto ciascuno, la particolarità consiste nel fatto che sono stati editati personalmente da Franco.