#immaginareilpresente: Elena Piastra, candidata al Consiglio Comunale di Settimo Torinese ci racconta il suo programma elettorale

Ormai manca poco al voto, abbiamo posto alcune domande al giovane assessore alla Cultura di Settimo Torinese, candidata al consiglio comunale tra le fila del Partito Democratico, per parlare un po’ di programmi.

In questi anni hai lavorato molto ai progetto culturali della Biblioteca Archimede, organizzando eventi dai contenuti più diversi. Quanto conta la cultura nella società di oggi, cosa si può ancora fare per migliorare?

In questi anni sono mancati soprattutto i fondi per riuscire ad investire al meglio. Biblioteca Archimede è stata una possibilità enorme per me e per la città, perchè è il luogo del gratuito, dei servizi più diversi per i cittadini di tutte le età. è lo spazio che più degli altri è dventato simbolo di un’intera città, città, Settimo, che nell’immaginario collettivo era la città della fabbrica, oggi è la città di Archimede. questo per dire che la cultura conta, come contano gli spazi che l’amministrazione decide di dedicare ad essa.

Cosa pensi dei meccanismi comunicativi come i social usati anche in questa campagna elettorale, aiutano davvero a capirsi o creano una strana forma di isolamento, soprattutto tra i più giovani?

Non so ancora dirti… credo che alla fine, almeno nel locale, gran parte delle persone vadano a votare chi conoscono, sebbene la rete per la prima volta può aver influenzato, almeno in parte il voto finale. staremo a vedere. in realtà mi sembra che la rete sia servita, almeno a Settimo, soprattutto come complemento alla campagna personale, fisica, per strada.

Grillo, Renzi, Berlusconi. Tre realtà diverse. Tre mondi diversi. Qual è il mondo in cui tu credi?

Posso consegnare in bianco qst domanda ? Scherzi a parte, Renzi è l’unica persona tra i tre al quale affiderei il governo del nostro Paese.

I politici più giovani oggi hanno una grande responsabilità. Quanto sono importanti per te le nuove generazioni?

Le nuove generazioni nascono in un ambiente in cui dire di fare politica è considerata una grave colpa. a loro va la responsabilità più grande: quella di interpretare una realtà mutata e destrutturare la gestione della cosa pubblica: non si tratta di cambiare verso, si tratta di adeguare un cambiato sistema di vita a una nuova gestione dei servizi, del sociale, della scuola, del lavoro. Se riusciranno ad essere capaci non solo garantiranno la ripresa culturale ed economica di un Paese, ma dimostreranno il ruolo della politica

Quanto lavoro c’è dietro un valido progetto politico e culturale?

Dipende dal tema. ci sono eventi che chiedono qualche giorno di lavoro. Ci sono temi che chiedono decine di incontri e mesi di lavoro. Tanto caffè e a volte un po’ di malox.

Raccontaci il tuo programma in tweet.

#immaginareilpresente forse, nel senso che occorre partire dai problemi reali e dalle possibilità che già ci sono e potenziarle, farle funzionare, “spremerle” per trovare tutto ciò che di buono possono dare, penso al lavoro fatto con Archimede, e a tutto quello che non ho avuto il tempo di fare. Spesso nato dall’immaginazione, dalla voglia di fare, dall’energia che le persone che amano il loro mestiere sanno dare.

Ringraziamo l’assessore Elena Piastra per la collaborazione.

Leave a Reply