#GreenItalia: Angelo Bonelli, segretario dei Verdi Europei, ci racconta il suo programma elettorale

La campagna elettorale dei Verdi Europei è stata importante su tutti i media, abbiamo posto alcune domande al segretario dei Verdi Europei in Italia, Angelo Bonelli. Ecco l’intervista.

I Verdi Europei propongono un modello di crescita sostenibile, secondo il vostro punto di vista, come giudicate il quadro normativo ambientale in Italia?

Il problema dell’Italia è il rispetto delle leggi, l’assenza di controlli e la legalizzazione delle illegalità che hanno devastato il territorio (penso al condono edilizio). L’Italia ha il record in Europa di procedure d’infrazione per la violazione delle direttive europee e leggi in materia ambientale. Quello di cui l’Italia avrebbe bisogno sarebbe l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale. Purtroppo due mesi fa la Camera dei Deputati con il voto favorevole anche del M5S ha approvato una pessima legge che rischia di far saltare molti processi ambientali tra cui quello dell’Ilva di Taranto. E’ stato introdotto il reato di disastro ambientale che può essere applicato solo se il danno ambientale è irreversibile. L’irreversibilità del danno è impossibile da dimostrare e quindi il reato non si può applicare. Non è un caso che questa legge sia stata approvata all’unanimità.

Tema idrogeologico. Ritenete opportuno allargare dal punto di vista normativo l’utilizzo del principio di “invarianza idraulica” (ovvero creare vasche di laminazione laddove si realizzano nuovi insediamenti, così come richiesto in diversi strumenti urbanistici vigenti?

Non si deve costruire nelle aree a rischio idrogeologico e di esondazione, che sono le naturali aree di contenimento delle acque dei fiumi, torrenti. Un piano urbanistico è obbligato a considerare questi aspetti. Purtroppo molti comuni autorizzano edificazioni in luoghi a rischio e i disastri raccontati dalla cronaca di questi ultimi anni lo dimostrano.

Qual è l’attuale situazione rispetto all’uso e al consumo di suolo? E come intendereste muoversi, sia in Italia che in Europa?

L’Italia ha bisogno di una legge che dica stop al consumo del suolo, tuteli le aree agricole e punti all’utilizzo del patrimonio edificato abbandonato o da riqualificare. In Europa bisogna lavorare a una specifica direttiva che vada in questa direzione che dovrà essere recepita dagli stati membri.

Caso Ilva. Cosa ne pensate? Come creare un sistema produttivo lontano dalle logiche di reciproco controllo che poi non controlla i controllori? Serve maggior etica o una regolamentazione più ferrea?

L’Ilva è l’esempio dell’ipocrisia di una certa sinistra che al governo della regione Puglia ha ingannato i cittadini dicendo che avrebbe contrastato l’inquinamento da diossina, invece concordava le leggi, come dice la procura di Taranto, con la dirigenza Riva e la famiglia RIva. Taranto è l’esempio anche di un sistema corruttivo e concussivo che riducendo i controlli non ha esitato a vendere la salute dei tarantini. Sono stato candidato sindaco a Taranto e oggi sono consigliere comunale, in questa città c’è un’emergenza sanitaria non affrontata come dovrebbe. C’è un’emergenza occupazionale che ha portato oltre 1.000 tra agricoltori e mitilicoltori a perdere il posto di lavoro senza che un sindacato li difendesse. Il futuro di Taranto è senza Ilva e si costruisce attraverso la conversione industriale come accaduto a Bilbao, istituendo un’area no tax per realizzare centri produttivi ad alto contenuto tecnologico, per la produzione, per l’innovazione e realizzando le bonifiche applicando il principio “chi inquina paga”. Questo nostro progetto porterebbe 30.000 nuovi posti di lavoro. Il 19 giugno prossimo ci sarà l’udienza preliminare per il processo Ilva dove il giudice deciderà sul rinvio a giudizio per concussione aggravata per il presidente della regione Puglia e leader di SEL Nichi Vendola, per il sindaco di Taranto e per l’ex presidente della Provincia di Taranto.

In tema ecologico Grillo ha sempre parlato molto, auto ecologiche, energie rinnovabili. Quanto è realmente fattibile e quanto soprattutto possibile e in grado di soddisfare le richieste energetiche?

Noi Verdi da sempre parliamo di auto ecologiche, di energie rinnovabili. La sfida che abbiamo di fronte è tra chi guarda al passato e chi al futuro. Il futuro dell’Italia deve e può essere rinnovabile. La Germania si è posta come obiettivo nel 2050 di produrre da rinnovabile l’80% dell’energia. L’Italia può fare lo stesso e di più. Dobbiamo liberarci dalla dipendenza dal petrolio che provoca guerre, conflitti e danni alla salute (pensiamo allo smog) o le centrali a carbone.

Tema Tav. In linea di principio, sul tratto di tunnel in previsione tra Piemonte e Francia non siete d’accordo. Così almeno pare dalle varie interviste ascoltate fino a ora. Secondo il vostro punto di vista è possibile realizzare il passaggio utilizzando le infrastrutture già presenti sul territorio e sistemate negli anni scorsi?

La tav in val di Susa è una vergogna perchè danneggia l’ambiente, spreca denaro pubblico ed è un’opera doppione. Esiste infatti una linea ferroviaria esistente su cui son stati già fatti consistenti investimenti ed è sotto utilizzata. Bisogna utilizzare le ferrovie già esistenti e potenziate e utilizzare i soldi della Tav per finanziare il trasporto pubblico locale per i pendolari (la vera grande infrastruttura necessaria per l’Italia)

Ci raccontereste il vostro programma in un tweet?

Pensare al futuro dei bimbi che nasceranno domani, costruendo un’economia ecologista #iovotogreen.

Ringraziamo Angelo Bonelli per la gentile collaborazione.

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