Recensione album “Murales” di Sonia Mariotti

L’album “Murales” di Sonia Mariotti è delicato e dolce, composto da canzoni sono semplici e incantate. ”Solo la fine di noi” racconta di un triangolo di specchi, di pensieri e amori imperfetti. “Ballata d’amore” è una canzone semplice. Intensa e malinconica. In “Ogni volta” si sente il dolore, il farsi male, nei giorni a perdere. Nelle verità che si giocano a carte nella partita tra le sfumature della vita. “Murales” vola in un equilibrio labile, tra viaggi e ritorni. Le parole e gli sbagli. Le note leggere, la ricerca di un senso scritto sui muri silenziosi. “Giocami” è una ballata persa nei giochi di parole. Richiami ed echi lontani. Sentimenti e ostacoli. In “Regalami chi sei” si percepisce il corso delle cose, le reazioni intangibili. Memorie. Pensieri instabili. Racconti d’amori intensi pieni e solitari. “Vivo dentro” è la sequenza dei pensieri. Il sussulto in un giorno qualsiasi. Le parole a rincorrersi. “On the hill” è una ballata con un ritmo leggero e una melodia accattivante. “Liberami l’anima” è una poetica ballata d’amore, di paure di perdersi nei rimorsi e nei ricordi. Un disco che miscela semplicità con un linguaggio diretto e dolce.

“Baci alla Repubblica”: torna online il nuovo video di Inigo & Grigiolimpido

Dopo oltre 30 mila visualizzazioni e dopo una paradossale censura torna on line il nuovo video degli Inigo & Grigiolimpido regalandoci uno dei brani più significativi del loro ultimo disco

“Baci alla Repubblica” Official Video

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La boda (il matrimonio) – Marina Seresesky

La boda è il secondo cortometraggio di Marina Seresesky, che si caratterizza per la simpatia e la solidarietà dei suoi protagonisti, tutti intenti ad aiutare Mirta, una donna immigrata di origine cubana, che vive a Madrid, dove lavora come donna delle pulizie nelle case e negli uffici.

Mirta è convinta di stare vivendo uno dei giorni più felici della sua vita, infatti, alle sei del pomeriggio si sposerà sua figlia ed è disposta a tutto pur di non perdersi la cerimonia.

Quella che doveva essere una giornata di felicità sembra trasformarsi sempre di più in un incubo. Il suo datore di lavoro non le concede il permesso per assentarsi, nonostante fosse già d’accordo e la donna è quindi costretta a licenziarsi, pur sapendo di non avere più i mezzi di sostentamento e neppure i soldi per pagarsi il vestito da indossare al matrimonio.

Le verranno in aiuto le sue amiche, in quella che può considerarsi come una gara di solidarietà femminile. Il vestito di Chanel procuratole da Yolanda, che lavora come donna di servizio e l’acconciatura gratuita da parte della parrucchiera, rappresentano il punto focale del film, che ci mostra una parte della Spagna di oggi, in cui la gente in difficoltà e senza protezione sociale, a causa della crisi economica, se la cava anche grazie all’aiuto degli amici. Il finale ricorda un po’ i film di Almodóvar, con un sapore decisamente agrodolce e ironico. La cerimonia alla quale Mirta tiene tanto e per la quale tutte le sue amiche si sono impegnate a farla partecipare in realtà consiste in una telefonata alla figlia, che vive a Cuba. La telefonata sarà effettuata con lo stesso entusiasmo della partecipazione alla festa e in questo Mirta sarà anche esigente e pretenderà di farla nella cabina n. 4, quella con l’acustica migliore. Le amiche fotograferanno il momento, proprio come se si trovassero nel bel mezzo della cerimonia nuziale.

La boda è dedicato a tutte le donne che sono madri a distanza, compresa quella della regista del film.

Marina Seresesky, di nazionalità argentina, è attrice e regista cinematografica e teatrale. Il suo cortometraggio El Cortejo (2010), è stato selezionato in oltre duecento festival e ha ottenuto più di cinquanta premi.

Attualmente, oltre alle performance al Teatro Meridional e al Teatro National Español di Madrid, sta scrivendo la sceneggiatura del suo primo lungometraggio.

Questo film ha avuto numerosi premi e riconoscimenti, tra i tanti segnaliamo quello ottenuto all’11 edizione del Salento Finibus Terrae (migliore film Reelove), Premio del pubblico al Festival del Cinema di Formentera 2013 e Premio come migliore attrice al Festival di Alicante 2013.

“Mi disarmi”, l’esordio col botto dei The Fabbrica 2.0

E’ ufficialmente online da venerdì 14 febbraio “Mi disarmi”, il primo video dei The Fabbrica 2.0, vincitori della prima edizione del Contest Musicale “Campania Sonic Lab”, organizzato e diretto dal Centro Commerciale Campania di Marcianise, in provincia di Caserta.

“Mi disarmi” (il cui video, prodotto da Ritmo Cabrio Connection per Campania Sonic Lab, e diretto da Alfredo Buonanno) è la prima traccia estratta da “Come vento in faccia” (Octopus records) disco interamente prodotto da Campania Sonic Lab per il Centro Commerciale Campania, con la produzione artistica di Mauro Mattei, registrato presso “La Casetta Studio” di Torre Del Greco (NA) e distribuito da Audioglobe e Believe Digital.

 

Partorire il disco è un sogno che i The Fabbrica 2.0 hanno potuto vedere esaudito grazie all’impegno costante e meticoloso profuso dal Centro Commerciale Campania che, con il contest prima e con il Lab vero e proprio poi, ha reso possibile una kermesse dall’indiscusso valore artistico ed umano, concretizzatasi in una serie di live di band emergenti inaugurati dal Management del Dolore Post Operatorio e conclusi – in bellezza – dai Linea 77.

 

Si tratta però – allo stesso tempo – anche di un premio che i tre casertani hanno saputo guadagnarsi a colpi di adrenalina, sfoggiando sia sul palco che in studio una tecnica ed una metrica invidiabile. “Come vento in faccia” sarà presentato sabato 1 marzo alle ore 21.30 presso il Centro Commerciale Campania, per un live show ad ingresso gratuito.
I primi 100 spettatori, inoltre, saranno omaggiati con una copia gratuita del disco. E durante la serata sarà allestita l’area XPRESS YOUR SELFIE! Area shooting in cui ognuno potrà essere protagonista di un set fotografico tematizzato The Fabbrica 2.0!

Guarda il video al link http://www.youtube.com/watch?v=aovhGnzhbpo

Recensione “I segreti dell’intelligenza corporea” di Marco Pacori

“I segreti dell’intelligenza corporea” è un libro particolare, che svela un mondo nascosto, ma che con maggiore attenzione è possibile scoprire. Il corpo parla con un suo linguaggio, a volte criptico, a volte più esplicito, ma che svela la sua identità. I rapporti tra le persone sono regolati da questi comportamenti, i quali, in qualche modo, possono essere modificati per ottenere dei risultati. Il libro racconta i risultati di una serie di esperimenti volti a evidenziare come i comportamenti possano essere modificati mettendo i soggetti a contatto con determinati fattori. Esperimenti basati sulla correlazione tra odore sgradevole, materiali ruvidi, e le reazioni inconsapevoli dei soggetti coinvolti. I capitoli presenti nel libro raccontano l’esperimento, il risultato e i consigli su come usare queste reazioni in vari contesti, come per esempio durante  un colloquio di lavoro. Marco Pacori svela come parlare di “sensazioni di stomaco” non sia scorretto, ma che anzi lo stomaco sia una parte importante del sistema nervoso legata al cervello. Racconta come utilizzare le tecniche collegate all’intelligenza corporea per migliorare determinazione e sicurezza in se stessi o per migliorare creatività e apprendimento. Un metodo che spinge ad allenare questa forma di intelligenza e renderla in qualche modo “disponibile” e utilizzabile. “I segreti del’intelligenza corporea” è un viaggio nel corpo umano, nelle sue contraddizioni e nei suoi meccanismi importanti quanto impercettibili e nelle sue sfumature. Un altro lavoro che Pacori crea per raccontare quello che non sappiamo o che abbiamo sempre sottovalutato, come mettere al servizio il nostro stesso istinto. Semplicemente ascoltando e ascoltandoci.

“El amor imperfecto”: L’autrice Sara Rattaro ci racconta la nuova esperienza sul mercato spagnolo dopo il successo in Italia di “Non volare via”

Esce oggi sul mercato spagnolo “El amor imperfecto”, della bravissima Sara Rattaro, che è stata già nostra ospite per presentarci i suoi romanzi “Non volare via”, da cui è tratta la versione spagnola, e “Un uso qualunque di te”, due grandi successi che continuano ad attrarre nuovi lettori. Un fenomeno che sembra non volersi arrestare, ma che varca i confini. Sara ci racconta di questa nuova avventure e ci regala alcune succosissime anticipazioni. Ecco l’intervista:

 

Cosa si prova nel vedere il proprio libro pubblicato in una lingua diversa dall’italiano, in questo caso in spagnolo?

 

Emozione e soddisfazione. Sono felice ma in modo molto costruttivo. Il lavoro è stato tanto e intenso e finalmente viene ripagato non solo con il successo di Non volare via in Italia ma con una promettente edizione in Spagna. Non potrei chiedere di più, faticare per la cosa in cui si crede non ha prezzo. È un grande privilegio.

Cosa ti aspetti da questa nuova avventura spagnola?

 

Di crescere come scrittrice e come donna. Potermi confrontare con un nuovo pubblico e nuovi lettori ma anche con tradizioni e abitudini da cui poter trarre nuove idee ed esperienze mi galvanizza. Spero di poter vivere la Spagna con una promozione attiva.

Hai tanti fans che ti seguono e non solo perché sei una brava scrittrice, ma perché in qualche modo si sentono parte della tua avventura. Quanto ti rende orgogliosa questa simbiosi tra te e i tuoi lettori?

Moltissimo perchè credo che, se c’è stata una cosa in cui sono stata brava è stata proprio questa, coinvolgere i miei lettori e far capire loro quanto siano importanti per me.

Immagini il tuo libro tradotto in inglese e che sbarca anche sul mercato americano e nord europeo? Ci stai pensando?

‘Un uso qualunque di te” è stato tradotto in nove lingue e spero che “Non volare via” segua le sue orme. Certo il mercato anglosassone è in assoluto il più difficile e arrivarci sarebbe un traguardo impagabile.

Stai lavorando a un nuovo libro? Quando potremo leggere un nuovo romanzo?

Certamente! A fine estate lo troverete in libreria. Ora sono coinvolta nella fase di revisione. Sarà una storia forte di quelle che spero facciano discutere.

Still Alice di Lisa Genova, sta per diventare un film. Immagini “Non volare via” sul grande schermo?

Adoro Lisa Genova e non vedo l’ora di vederlo. Sarebbe una cosa bellissima alla quale però stiamo lavorando. Un uso qualunque è già diventato una sceneggiatura e chissà che presto non mi regali altre gioie.

Ringraziamo la sempre gentilissima Sara per la collaborazione.

 

Il passo della lumaca, regia di Daniele Suraci

Il passo della lumaca di Daniele Suraci, si apre con una serie di sguardi e di gesti ripresi in primo piano, con ottimi tagli di regia e movimenti di macchina. Si tratta degli sguardi e del sorriso di un bambino, che accompagna la mamma a fare acquisti e, per nulla interessato agli interessi della madre, trova il modo di giocare con una lumaca, che lentamente scivola sulla vetrina di un negozio. Oltre a questi due elementi, accompagnati da una costruzione musicale al servizio delle immagini, in simbiosi con le azioni del piccolo protagonista, appare il volto di una bambina, che abita di fronte al negozio in cui si svolge l’azione. La bimba ha uno sguardo triste e il ragazzino fa in modo di strapparle un sorriso, giocando con dei cappelli e altri oggetti, prelevati e indossati da un negozio, che li espone in strada.

La parte iniziale del film è ricca di spunti e attese, quasi come si svolgesse in un momento di sospensione, rispetto allo svolgersi degli avvenimenti. Non ci sono parole, ma soltanto gesti, sguardi, rumori, risate e le azioni dei due piccoli protagonisti. Questo momento “sospeso” svanisce con lo svanire dei giochi del bambino, che torna a casa con la sua mamma. Il finale non ha la stessa intensità della prima parte del film e forse i dialoghi finali disturbano l’atmosfera che si era creata sino a quel punto, anche se risultano necessari in quanto sarà la madre della bambina a continuare il gioco, parlando con lei. Questa, avendo assistito a tutta la scena descriverà le azioni che aveva fatto il bambino, suscitando finalmente i sorrisi della figlia. Si tratta di una buona prova di regia da parte di Suraci, pur avendo avuto a che fare con un soggetto di una certa complessità, in quanto basato esclusivamente sui movimenti, gli sguardi e gli umori di due bambini.

Ottima la colonna sonora realizzata da Giordano Corapi, musicista romano di grande talento, autore delle musiche degli spettacoli di Gabriele Lavia (tra cui Macbeth, Danza di morte e Il malato immaginario) e di quelle di numerosi cortometraggi tra cui Sulla strada di casa, Marta con la A e La piccola illusione, diretti da Emiliano Carapi, Tana libero tutti di Vito Palmieri (tra i tanti premi ottenuti per la colonna sonora, citiamo quello assegnato dal Genova Film Festival 2007) e La bas di Guido Lombardi.