Cortometraggio: Ammore di Paolo Sassanelli

Ammore di Paolo Sassanelli è liberamente ispirato al racconto Non commettere atti impuri di Andrej Longo, sceneggiato dallo stesso Sassanelli insieme a Chiara Balestrazzi. Il film è stato selezionato nella cinquina finale di opere candidate al premio David Donatello, nella categoria cortometraggi.

La storia si sviluppa nell’arco di un’unica giornata, vissuta da parte di una bambina di dodici anni, interpretata dalla brava Eleonora Costanzo, che cerca nella più assoluta segretezza di consumare in solitudine un dramma segreto e inconfessabile, per una bambina della sua età. Il tutto si svolge in un mondo dove gli adulti, rei di averle violato l’infanzia, vengono vissuti soltanto come voci e rumori, mai come volti, ad eccezione della “mammana” che le pratica l’aborto clandestino.

Rosy è poco più di una bambina, anche se quando esce si veste e si trucca come una donna adulta, per incontrare le sue amiche che si vestono e si atteggiano anch’esse da adulte. All’insaputa dell’amica del cuore, della madre e del padre si prepara ed esce quasi scappando di casa, si ferma in una chiesa per confessarsi e non riuscendovi, in quanto un ragazzo della sua età inopportunamente le fa osservazioni per il modo in cui è vestita, si reca presso la casa dove chiuderà i conti con la sua infanzia.

Quando tutto è finito ritornerà dai suoi genitori e chiusa nella sua stanza continuerà a subire le insistenze del padre, che le chiederà ancora una volta di entrare, approfittando del fatto che la madre è uscita.

Il film si conclude con questa scena, con un finale aperto per nulla risolutivo e con l’avanzare di un commento sonoro lento e per nulla rassicurante, realizzato da Luca Giacomelli.

Ammore è il secondo cortometraggio del noto attore pugliese Paolo Sassanelli, che in precedenza ha realizzato Uerra (2009), scritto insieme ad Antonella Gaeta, presentato a Venezia nel 2011 nella sezione “corti, cortissimi”, vincitore di numerosi premi a livello internazionale. Uerra è ambientato a Bari nel 1946, in una città che vuole uscire dall’incubo e dalle rovine della seconda guerra mondiale, raccontando l’amore tra un padre ed i suoi figli nel contesto di un’Italia povera e segnata. Una storia tra padri e figli diametralmente opposta a quella descritta nel suo film successivo.

Anche Ammore è stato interamente girato nel capoluogo pugliese, nei quartieri di San Paolo, Carrassi e Madonnella.

Una delle caratteristiche del regista è quella di dare grande spazio ad attori e maestranze della sua terra, per esempio con la fotografia del film affidata a Federico Annichiarico, le scenografie a Maria Cascella, l’aiuto regia a Mario Bucci e il suono a Valentino Gianni.

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