Daghe fogo: il film diretto da Luka Krizanac

Abbiamo incontrato Luka Krizanac “Luka Nreka”, regista del film Daghe fogo (dagli fuoco), un lungometraggio interamente girato e realizzato nella cittadina croata di Rovigno in Istria. Questa splendida cittadina si trova sulla costa occidentale dell’Istria ed è posta su di una penisola, che nel XVIII secolo è stata collegata artificialmente alla terraferma. Rovigno è circondata da isole, isolette e numerose baie, che, unite alla bellezza del suo centro storico, ne fanno un luogo di incomparabile bellezza.

Nella città il fermento artistico lo si vede in ogni sua parte, sia esso il centro Multimediale, oppure nelle iniziative della Comunità degli Italiani, il festival del cinema, la filodrammatica o i tanti atelier di pittori e scultori, posti ai margini dell’antica scalinata che porta alla chiesa di S. Eufemia (conosciuta anche come via degli artisti).

Daghe fogo ci offre uno spaccato dei giovani abitanti di questa città, consentendoci di conoscere una realtà e delle situazioni che a noi italiani possono sembrare lontane, ma che in effetti fanno parte della nostra storia. Il tutto illustrato con un suggestivo bianco e nero.

Vuoi parlarci del soggetto del film?

Il film tratta metaforicamente, in modo demenziale e tragicomico, i problemi che possono avere in comune gruppi di persone appartenenti a status sociali diversi. Racconta vicende reali esasperate al massimo, con lo scopo di farle sembrare irreali.

Daghe fogo è un lungometraggio interamente ambientato a Rovigno, è stato complicato realizzare un film a budget zero in questa splendida ma piccola città istriana?

Devo dire che è stato molto difficile. Specialmente per il fatto che essendo una città piccola, qualsiasi cosa ci serviva non la potevamo trovare a Rovigno. Da una vite M7 (misura non proprio standard) a vari elementi più specializzati per le riprese. Ricordo che tutto quello che ci è servito per girare il film lo abbiamo costruito in casa io e Fabio Damuggia (tranne la videocamera e l’adattatore per gli obiettivi). Fabio è riuscito perfino a trasformare un vecchio obiettivo in macro (ci è servito per alcune inquadrature).

Altro problema era il fatto di non poter girare nel periodo che va da Pasqua fino ad ottobre perché tutti quelli che collaboravano gratuitamente al progetto, dovevano lavorare. Questo perché Rovigno è una città turistica e in quel periodo tutti riescono ad “acchiappare” qualche lavoro. Devo però ammettere che alcune cose ci sono state agevolate, per esempio l’intervento dei vigili del fuoco di Rovigno in una delle scene finali (ci ha aiutato un po’ il fatto di aver fatto il militare nei pompieri), oppure il permesso di girare delle scene nell’ospedale Martin Horvat di Rovigno, per il quale è bastata una semplice richiesta.

Come è nato e si è sviluppato il progetto?

Il progetto nasce circa sei anni fa con una bozza di sceneggiatura. Poi iniziai a cercare i mezzi per realizzarlo, cosa non facile essendo a corto di fondi. Quando mi ero ormai rassegnato a non essere in grado di realizzare il tutto, durante il lavoro sulla scenografia per un film indipendente (che dovrebbe uscire a fine anno), ho incontrato il fotografo Fabio Damuggia, il quale accettò di aiutarmi nella realizzazione del film e senza il quale probabilmente il progetto non sarebbe mai stato portato a termine.

Il primo anno di lavoro è servito per organizzare le locazioni, le scenografie, i costumi, trovare e costruire a mano in officina tutti gli attrezzi necessari per girare il film; apparecchiature che altrimenti sarebbero costate decine di migliaia di Euro, cifre per noi impossibili. Tutto questo grazie, tra gli altri, allaiuto di Luca Majerić Tamburini e Martina Vupora i quali hanno partecipato anche come attori.

Le riprese sono durate per più di due anni per le mille difficoltà, che comporta il fare un film a budget zero. In quel periodo si è unito al nostro gruppo il film-maker tedesco Marko Sovulj, il quale insieme a Fabio e al sottoscritto, è stata una delle persone essenziali nella postproduzione del film, risultata con nostra sorpresa, la parte più complicata.

Gli attori del film si sono dimostrati spontanei e alcuni sono a loro volta artisti, ci vuoi parlare di loro dentro e fuori il set?

Gli attori sono un discorso un po’ a parte. La storia in se stessa riporta caratteristiche di gente vicina a me e agli attori. Numerose situazioni, che si trovano nel film, pur sembrando assurde sono capitate veramente (le abbiamo soltanto esagerate un po’), quindi gli attori si sono trovati nella situazione di interpretare caratterialmente se stessi.

Il problema vero e proprio è sorto nel momento in cui dovevano memorizzare il copione. In quella situazione smettevano di essere se stessi, in quanto non erano attori professionisti e questa era la loro prima esperienza cinematografica. La soluzione è stata quella di dire a tutti: “ok, avete imparato la storia, ok adesso buttiamo via il copione e parlate di quello che parla il film, ma a modo e con parole vostre”. Dopo qualche giorno tutti erano molto più rilassati, come se vivessero situazioni quotidiane e non ci fosse nessuna videocamera a riprenderli. Tra gli attori ci sono soltanto due persone che hanno avuto qualche esperienza precedente, si tratta di Teodor Tiani, il quale è un attore teatrale e di Fabio Danuggia, che ha vissuto qualche esperienza nelle recite teatrali amatoriali della Comunità degli italiani di Rovigno.

Gli attori sono in parole povere amici, molto contenti ed entusiasti di aiutarci. Qui possiamo trovare molti colleghi artisti tra cui: Il pittore Davor Rapaić, l’artista concettuale Goran Petercol (uno dei piu grandi artisti croati attualmente in circolazione), il poeta Alessandro Salvi (che fa da narratore spiegando le varie parti del film in modo metaforico attraverso le sue poesie), i fratelli musicisti Marko e Dino Kalčić (uno membro del gruppo “Svadbas” l’altro dei “Gustafi” non che promotori di moltissimi progetti musicali), il gruppo East Rodeo che ci ha concesso la loro musica (musicisti di rock psichedelico, nonché grandissimi artisti di performance, appena tornati da un tour in Giappone), il gruppo punk Titos bojs (che partecipano al film e che ci hanno dato le loro canzoni). In questi giorni esce il nuovo single, che come video promozionale avrà alcune scene del film. Tra i collaboratori cito anche il gruppo TheLink20 (che hanno partecipato al film e ci hanno concesso le loro canzoni, inoltre, alcuni di loro ci hanno dato una mano anche nelle riprese). Altri artisti sono il gruppo Obican Svijet (che partecipano al film e che ci hanno concesso le loro canzoni ), lo scultore Andrija Milovan che ci ha messo a disposizione il suo atelier, come location per girare le scene della festa, inoltre, ha fatto anche da comparsa in alcune scene.

Tra gli altri attori troviamo persone di tutti i generi, tra cui il giornalista della Voce del popolo Sandro Petruz, Denis Hrelja (ingegnere dell’università di Padova), il professore Zoran Bjelopetrović e cosi via.

Nel film alcuni attori si esprimono nella lingua di origine italiana (molto simile al nostro dialetto veneto) altri in croato, Il linguaggio utilizzato rispecchia l’attuale situazione etnica della città e della stessa Istria?

Il modo di parlare di Rovigno e dell’Istria è una mescolanza di tutto. Infatti, come detto prima, il modo di parlare utilizzato nel film deriva direttamente dal modo naturale di parlare degli attori. Se prendiamo per esempio parte della frase: “…gavemo ditto che anche noi studiemo, cusi che fa pasati…”, vediamo che in una frase in dialetto viene introdotta una parola croata, cosa molto comune nel modo di parlare attuale in Istria. Il dialetto parlato è l’istroveneto molto simile al veneziano, forse di più a quello cesotto. Oggi giorno si parla in questo modo, anche se il vero dialetto di Rovigno è quello rovignese, molto diverso con molte similitudini con il catalano. Peccato che si stia perdendo perché è sempre meno in uso tra i giovani.

Come convivono i giovani delle diverse etnie a Rovigno? Qual è la lingua che li accomuna?

Rovigno come tutta l’Istria è multiculturale e la lingua parlata… sono tutte. Infatti in un gruppo di persone è usuale parlare in lingue diverse. Per esempio se uno chiede una cosa in dialetto istroveneto è normale che capiti che qualcuno risponda in croato, ed un terzo ribatta in dialetto istriano. Tutti parlano nel modo in cui gli viene spontaneo, perché comunque lo capiscono tutti. In pratica e un frullato di culture linguistiche.

Il linguaggio utilizzato dagli attori nel film è spesso molto grezzo, al limite del volgare, rappresenta il modo di esprimersi dei giovani rovignesi e per quali ragioni storiche?

Si può dire anche senza “limite”, che è volgare! Cosi si parla nel mondo dei giovani d’oggi, la volgarità è diventata quotidianità. Perché? Non lo so, però è cosi, ma non solo in Istria. Io vivo a Venezia e devo dire che i veneziani non sono a meno quanto a bestemmie ed altro. Anche nei film americani si usa molto prendere il linguaggio di strada che è volgare. Noi abbiamo voluto un vero e proprio “Cinéma vérité” sia con le riprese che con la cultura underground, quella di cui non si esaltano troppo i pregi. Questa e una visione reale della vita privata della gente (che poi nelle loro situazioni professionali si sanno comportare in modo adeguato). Personalmente reputo che l’importante in un gruppo di persone, non sia il linguaggio usato, quanto il fatto di non offendere nessuno. Per quanto riguarda le ragioni storiche della regione cito una cosa che mi diceva mia nonna: “a ma, sono nata austriaca, mi sono sposata italiana, sono andata in pensione come jugoslava, e morirò croata…” e parliamo solo del ventesimo secolo.

Senza dubbio il circuito principale di distribuzione sarà quello dei festival indipendenti, ma ritieni che vi possa essere attenzione da parte di televisioni locali o nazionali croate? Oppure slovene come per esempio TV Koper?

Onestamente non so se le televisioni croate potrebbero essere interessate al nostro film, primo perché è in dialetto, secondo perché è un po’ “crudo”, anche se a noi farebbe piacere l’opportunità di far vedere il nostro film.

Un po’ perché tratta di problematiche sociali, che da noi esistono, ma che sono considerate un tabù. Inoltre, avremo l’occasione di dimostrare che anche senza soldi si può realizzare un progetto abbastanza serio e stimolare quelli che hanno buone idee, senza che le tengano chiuse in “prigione”, aspettando che qualcuno paghi il riscatto.

Per quanto riguarda TV Koper, forse potrebbe essere interessante il fatto che in un modo inusuale ed anche un po trash, raccontiamo una subcultura istriana che esiste e che (vedendo anche chi a aderito al progetto ) è molto importante per la regione. Da quello che abbiamo visto negli anni la TV di Capodistria ha sempre “documentato” gli eventi che dimostrano l’esistenza della cultura nella minoranza italiana in Istria.

Come hanno reagito gli abitanti di Rovigno durante le riprese del film? Vi hanno incoraggiato?

Gli abitanti di Rovigno non si sono accorti troppo di quello che stavamo facendo essendo il film girato un po’ in stile “guerriglia”. Quelli che sapevano cosa stavamo facendo ci hanno incoraggiato ed aiutato. Come per esempio il pescatore ed eccellente cuoco Luciano Ugrin, che ci ha dato una mano nelle riprese iniziali del film, facendoci partecipare ad uscite di pesca mattutine anche a scapito del suo lavoro, o Mirko Juricic che ci ha dato la possibilità di utilizzare il “Buzz bar”, anche in situazioni dove intralciavamo il suo lavoro.

Per quale motivo è stato scelto il Buzz Cafe’ Bar e cosa rappresenta per Rovigno questo locale?

Il Buzz è un posto ormai cult a Rovigno. Un posto dove si ascolta del buon rock, dove si incontrano tantissime persone, siano essi giovani, vecchi, ricchi, poveri, artisti, operai, di tutto di più… e la cosa interessante che tutti comunicano senza nessun tipo di barriere intellettuali. Un posto dove si organizzano piccoli concerti, eventi culturali ed altro. Basta andarci sin dal mattino e si può già parlare di tutto fino a notte fonda, raccontando idee ed ascoltando quelle degli altri. Un ambiente ideale per raccontare una delle vicende del nostro film.

La scheda del film:

Attori principali: Davor Rapaić, Fabio Damuggia, Teodor Tiani, Goran Petercol, Silvio Budicin, Denis Hrelja, Martina Vupora, Sandro Petruz, Luca Majerić Tamburini, Zvan Ugrin, Alessandro Salvi nel ruolo di se stesso e molti altri.

Parte tecnica: Luka Krizanac “Luka Nreka” (regia, sceneggiatura, montaggio, postproduzione e scenografia), Fabio Damuggia (sceneggiatura, riprese, scenografia, postproduzione), Marko Sovulj (riprese, postproduzione ed effetti speciali), Luca Majerić Tamburini (attore, scenografia, luci), Marco e Dino Calčić(suono e postproduzione suono), Martina Vupora (attrice,trucco, costumi), Josip Bilanđžić (riprese), Nenad Bravar (riprese).

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