L’isola di frutta candita

Nell’aprile del 1975 Gianni Morandi pubblicò Il mondo di frutta candita, un disco composto da nove canzoni, interamente scritto da Ivano Fossati (testi) ed Oscar Prudente (musiche), con la sola eccezione del brano che da il titolo all’album, le cui parole portano la firma di Mogol.

Si tratta di un lavoro ben concepito e realizzato, unico nella sua discografia, che non fu accolto secondo quelle che erano le aspettative di autori e discografici. Il brano principale fu scelto come sigla della trasmissione RAI Alle nove della sera (in origine era intitolata Alle sette della sera, per via dell’orario in cui era trasmessa) e al suo interno furono presentati altri quattro pezzi (Sette di sera, La caccia al bisonte, Autostrade no e Due ore di polvere). Il singolo Il mondo di frutta candita partecipò, inoltre, al Festivalbar del 1975, classificandosi al sesto posto, dietro Drupi, Gloria Gaynor, I Beans, Demis Roussos e Barry White. Curiosamente questa sua partecipazione al Festivalbar del 1975, viene ignorata su Wikipedia. Per la cronaca il cantante bolognese ottenne un buon riscontro: 75,350 voti contro i 94.921 di Drupi, che si affermò con il brano intitolato Due.

Per quei tempi questo può considerarsi un risultato assolutamente positivo per Morandi, visto il calo di popolarità che lo stava coinvolgendo, tanto che quell’estate fece anche un tour in giro per l’Italia.

La caccia al bisonte fu la sigla dell’omonimo speciale televisivo, trasmesso da RAI 1, diretto da Ruggero Miti, che aveva come protagonisti il cantante e il giornalista Gianni Minà. Si trattava di un reportage/documentario girato negli U.S.A., che raccontava lo show business americano e le sue contraddizioni.

Resta indimenticabile l’incontro tra il Gianni nazionale e Muhammad Ali-Cassius Clay, che si misurarono la grandezza delle mani e quelle di Alì non erano le più grandi…

Nel 1971 il brano il mondo di frutta candita fu inciso dallo stesso Oscar Prudente, ma passò quasi del tutto inosservato, mentre nel 1976 l’intero LP, con il titolo di Y mi gente donde va, fu tradotto ed interpretato in spagnolo dal cantante italo-argentino Piero De Benedictis. La tonalità della voce di Piero si avvicina a quella di Prudente, ma l’arrangiamento dei brani fa riferimento alle versioni registrate da Morandi. Nel 1974 Oscar Prudente incise anche un secondo brano, presente nell’album Il mondo di frutta candita, si trattava di Io vado a sud, inserito nella track list di Infinite fortune.

Oscar Prudente e Ivano Fossati, entrambi genovesi, si incontrarono verso la fine degli anni ’60, subito dopo iniziò il loro sodalizio artistico, dal quale nacquero Jesahel (Sanremo 1972), uno dei maggiori successi dei Delirium e Haum! (Disco per l’estate 1972). Nel 1974 incisero insieme l’album Poco prima dell’aurora; nello stesso anno Prudente realizzò un altro disco (Infinite Fortune), di cui Fossati scrisse i testi.

Il disco di Morandi si pone storicamente un anno dopo la pubblicazione di Poco prima dell’aurora e nello stesso periodo di Goodbye Indiana di Ivano Fossati (il brano che da il titolo all’album è l’unico firmato a quattro mani dai due cantautori liguri). Da notare che dopo la realizzazione de Il mondo di frutta candita, Fossati firmò un contratto discografico con la RCA ed iniziò la collaborazione con Antonio Coggio (anche lui ligure). Nel 1978 i due autori scrissero Pensiero Stupendo, prodotto dallo stesso Coggio e portato al successo da Patty Pravo. Questa canzone nacque nel 1974 per mano di Oscar Prudente, che ne scrisse sia la musica che il testo, intitolandola Formule magiche. Il pezzo venne “provinato” da Morandi nel corso delle registrazioni de il mondo di frutta candita, ma non se ne fece nulla.

Nel 2008 Oscar Prudente ha portato in scena, per la regia di Tonino Conte, lo spettacolo teatrale Benvenuto fortunato, un percorso attraverso la canzone italiana, dagli anni sessanta ad oggi, riproponendo anche la sua versione de Il mondo di frutta candita. Nel 1985 Ivano Fossati scrisse per Morandi il brano Facile così, inserito nell’LP Uno su mille, che ne decretò il rilancio definitivo. Tre anni prima Prudente aveva composto L’aeroplano, presente nell’album intitolato semplicemente Gianni Morandi. Quest’ultimo brano era stato inciso dieci anni prima, con testo ed arrangiamenti diversi, dallo stesso cantautore genovese, con il titolo Oè-oà.


In fondo al mare… una perla

Abbiamo voluto dedicare un articolo a questo album, in quanto Il mondo di frutta candita rappresenta per Morandi l’evidente tentativo di uscire da quella che possiamo definire come una crisi di “mezza età artistica” e per fare questo si affidò a due talentuosi ed emergenti autori quali Prudente e Fossati, con il risultato di realizzare uno dei migliori dischi degli anni ’70. Al progetto contribuirono oltre allo stesso Prudente per gli arrangiamenti, anche Antonio Coggio (collaboratore e co-autore di Claudio Baglioni), Franco Migliacci (autore e produttore storico di Morandi) e Toto Torquati (direzione archi). Questo disco si pone come il prosieguo ideale dell‘esperienza di Jacopone, un musical portato in scena nel 1972 insieme a Paola Pitagora (183 repliche), con la regia di Ruggero Miti, incentrato sulla figura del beato Jacopone da Todi, visto in chiave moderna. Sia il tour teatrale che l’album non ottennero il successo sperato, ma il brano Vidi che un cavallo ottenne una buona accoglienza ed ebbe il merito di anticipare la sorprendente intensità interpretativa di Morandi, che avrebbe successivamente caratterizzato proprio l’album scritto per lui dalla “ditta” Prudente & Fossati. Vidi che un cavallo in seguito è stata riproposta in alcune delle sue compilation storiche (Flashback l’album di… del 1984), Gliannisettanta del 1998 e il recente Un’ora con del 2012).

Era la prima volta, a parte la parentesi di C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, in cui Morandi si confrontava con scelte, che possiamo definire “alternative”, ma che in realtà introducevano arrangiamenti, tematiche ed autori, che avrebbero caratterizzato la scena italiana per gli anni che seguirono. Il “ragazzo d’oro della canzone italiana” aveva trovato una perla nel mezzo della sua crisi artistica, ma in quel periodo non c’era nulla e nessuno, che avrebbero potuto farlo risalire più velocemente.

La track list

Questo album rappresenta per Morandi un lavoro autoriale di altissimo livello. Le canzoni sono eseguite spesso con una voce roca e quasi furiosa e in tutte si evidenzia un’immedesimazione difficilmente raggiunta in altre prove canore, come nel caso di Autostrade no, La caccia al bisonte e l’introspettiva Io domani me ne vado. Il testo di quest‘ultimo brano, davvero insolito nel contesto del repertorio di Morandi, descrive le angosce di chi sembra arrendersi ad un modo di vivere che non condivide, per poi superare il momento di disperazione: “io domani me ne vado per paura di morire, per paura di adattarmi alla verità, in un mondo che adora un’ immagine che in faccia gli scoppierà… io lotto fin da quando sono nato e so che può cambiare il mondo, io non me ne andrò.

Nei testi di Ivano Fossati, spesso si parla di temi riguardanti l’ambiente, l’integrazione di poveri ed emarginati (speranza e disperazione), il desiderio di libertà, la fratellanza e il viaggio, solitamente solitario (vedi Lindbergh). La sua poetica non ha nulla a che fare con i testi interpretati da Morandi sino ad allora. Questo progetto rappresenta un’isola, un lembo di terra solitario composto da canzoni solo in apparenza leggere, ma in realtà ricche della semplicità con cui si costruiscono opere importanti. Queste tematiche a volte si uniscono e generano avventura, speranza e desiderio, come per esempio in Favole di mare (inserita anche nella compilation del 1998 intitolata Gliannisettanta): “… ma quante navi e quante vele seguirò/per ogni favola di mare che non so/con quel poco che già so, prima di arrivare al Brasile mi perderò/però mi vedi non si presenta così/un uomo che intende finire i suoi giorni qui…”.

Ne La caccia al bisonte, un padre parla al proprio figlio donandogli insegnamenti di vita “... poi la sera intorno al fuoco ancora insieme noi/e dalla collina che stia in guardia verso sud perché di la/potrebbe venire il fumo di città… io vedo nuova caccia, nuovi pascoli e guerre per la libertà/con me non finisce l’eternità…”.

In Sette di sera, il protagonista evade dalla routine della vita quotidiana: “sette di sera lavoro finito/viola tramonto giorno passato/grande canzone di confusione/metropolitana, centomila persone/tornare a casa, no… quasi mezzanotte e non mi va di tornare/donna non mi aspettare/non ti voglio vedere/per questa notte no…”

Autostrade no! è un brano di ispirazione ambientalista, un tema ancora di più attuale ai giorni nostri: “… sulla terra, nella carne mia/correranno autostrade/e il cemento di domani sarà/il mio raccolto in estate… passeranno su di me/su di me/sulle ansie mie/su di me, come dentro me/sulle nostre allegrie/su finte e vere malattie…”. Notevole, come già accennato, l’interpretazione di Morandi.

Due ore di polvere è una delle poche canzoni d’amore del disco, accompagnata da un arrangiamento stile West Coast: “… di nuovo fermi ad una stazione ed io/il profumo della costa sento ma giurerei/che intorno la terra non finisce mai/ultimi chilometri pensando se/è il desiderio di evasione che mi porta da te… e non sono più forte di ieri/non sapendo ancora bene perché/cerco te…”.

La mia gente, il tema del cambiamento è riproposto in questo brano struggente: “... chi non ha provato a far cambiare il vento/prima di cadere e non rialzarsi più/io lavoro ma sento che/porto tutti in me…

Io vado a sud, propone tematiche tipiche di Fossati riguardanti gli emarginati e il desiderio di libertà: “… nella notte le stazioni sono grandi più che mai/Il mio treno l’ho perduto già da un pezzo oramai/maledetto questo freddo a nord, non passa mai/ehi, tu dove vai?/forse in tasca ho qualche sigaretta, tu ne vuoi?/scusa sai, t’ho svegliato perché ho voglia di parlare se tu vuoi/strana gente noi, nella vita non è bene mettere radici mai…

Il mondo di frutta candita, si tratta senza dubbio del brano più conosciuto dell’intero album, inizia con due endecasillabi molto orecchiabili: “Quante fisarmoniche ho suonato io/sopra i marciapiedi di una strada…”, accompagnati da una base ritmica ed un inciso lungo e coinvolgente. In quegli anni era uso per Morandi aprire i suoi concerti con questa canzone, proprio come una sigla, successivamente è sempre stata inserita nelle sue compilation ufficiali (compreso Grazie a tutti del 2007). Con questo pezzo inizia la sua collaborazione artistica con Mogol, che qualche anno più tardi sarà l’artefice del suo rilancio con Canzoni stonate. Nello stesso anno Morandi e Mogol sono tra i fondatori della Nazionale italiana cantanti, nata per disputare incontri calcistici a scopo benefico.

Il mondo di frutta candita su Internet

Sono passati quasi 40 anni, ma al contrario di quanto accadde negli anni ’70 attorno a Il mondo di frutta candita si è creata una nicchia di appassionati, che possono facilmente acquistarlo su iTunes, Amazon, Ebay o in altri negozi on-line, sotto forma di formato digitale e/o CD. Una vera e propria rivincita sul tempo. Qualche brano di questo disco è disponibile, in formato video, anche su Youtube, dove non manca il filmato originale de La caccia al bisonte.

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