Causaedeffetto-Music-Chart.2012 – I risultati

Ecco i risultati del primo Causaedeffetto-Music-Chart.2012. Ringraziamo innanzitutto tutti gli artisti che hanno partecipato per il loro impegno e passione e a tutti i loro fans che li hanno supportati votandoli. La musica emergente è importante, è necessario farla ascoltare con tutti i mezzi a disposizione. Questo è il nostro lavoro e la nostra passione, per questo motivo speriamo che questa sia soltanto la prima di tante altre iniziative volte alla promozione della musica in tutto il suo splendore.

In blu abbiamo indicato i primi classificati:

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Best album
 
 

Asti Est – tratta dall’album”Come il suono dei passi sulla neve” di Zibba e gli Almalibre
“Luca Loizzi” di Luca Loizzi

Miglior cantautore
 

Chiara Ragnini
Zibba

Best Band
 

Lyr
 
 

Emblema

Best Song
“Gli scoiattoli del bosco” di Chiara Ragnini
“Asti Est” di Zibba e gli Almalibre

Rivelazione
 
(Jack)
Francesca Bartolesi
Best Hip Hop Album
 

“Benvenuti nel mio regno” di R.e.g.i.n.a.
 
 
“Empatia” di Diacca
 
 
“Chiamatemi Aiva” di Mc Ivanhoe

Best Video
“Gli scoiattoli del bosco” di Chiara Ragnini
“Asti Est” di Zibba e gli Almalibre
 
 
Premio della critica
 
 
“Wishes” di Francesca Bartolesi
 
 
 
 

Causaedeffetto-Books-Chart.2012 – I risultati

Ecco i risultati del primo Causaedeffetto-Books-Chart.2012! Ringraziamo tutti quelli che hanno votato e che hanno supportato questa iniziativa, e soprattutto gli autori che hanno partecipato.

Crediamo nell’arte, nella letteratura e nella cultura nella sua interezza, per questo è nata questa iniziativa che speriamo di riproporre anche il prossimo anno, con l’aiuto e il supporto di chi vorrà collaborare. Proprio questo fattore è importantissimo per il successo di questo progetto e in generale di realtà come Causaedeffetto, che hanno un senso e un significato quando si riesce a condividere cultura ed emozioni. Noi lavoriamo per questo.

Ringraziamo la vincitrice Barbara Baraldi, Rossella Rasulo, Micol Beltramini e Carlo A. Martigli. Questi autori hanno dimostrato valore, capacità e soprattutto ci hanno sempre dimostrato fiducia, per questo non possiamo che continuare a ringraziarli per quanto ogni giorno fanno per la cultura.

 

Best writer
Barbara Baraldi
 
Miglior scrittore di classici stranieri
Fedor Dostoevskij
 
Miglior libro tra i classici stranieri
“‘L’uomo che ride’’ di Victor Hugo
 
Miglior esempio di narrativa italiana del ‘900
‘‘Il treno ha fischiato’’ di Luigi Pirandello
 
Miglior citazione di Virginia Woolf da ‘Mrs Dalloway’
‘‘Rigido, lo scheletro delle abitudini tiene su da solo la struttura umana.’’
 
Miglior protagonista uomo
Gonzalo da ‘‘La cognizione del dolore’’ di Carlo Emilio Gadda
 
Miglior protagonista donna
Dea da ‘‘L’uomo che ride’’ di Victor Hugo

 

 

 

 

 

 

Causaedeffetto-Books-Chart.2012 – Nomination

 

 

 

 

 

 

 

 

Vota miglior scrittore di classici stranieri:

Fedor Dostoevskij
George Eliot
Victor Hugo
Thomas Hardy

Vota miglior libro tra i classici stranieri:

‘‘Delitto e Castigo’’ di Fedor Dostoevskij
‘‘Adam Bede’’ di George Eliot
‘‘L’uomo che ride’’ di Victor Hugo
‘‘Jude l’oscuro’’ di Thomas Hardy

Vota miglior esempio di narrativa italiana del ‘900:

‘‘T con zero’’ di Italo Calvino
‘‘ L’Adalgisa’’ di Carlo Emilio Gadda
‘‘Il gobbo’’ di Aldo Palazzeschi
‘‘Il treno ha fischiato’’ di Luigi Pirandello

Vota miglior citazione di Virginia Woolf da ‘Mrs Dalloway’:

‘‘Rigido, lo scheletro delle abitudini tiene su da solo la struttura umana.’’
‘‘Septimus aveva detto, ‘‘mi ucciderò’’ , una cosa tremenda da dire.’’
‘‘Che cosa conta il cervello a paragone del cuore?’’
‘‘Questa tarda età dell’esperienza del mondo aveva scavato in tutti loro, uomini e donne, un pozzo di lacrime. Dolore e lacrime; coraggio e resistenza; un contegno perfettamente eretto e stoico.’’

Vota miglior protagonista uomo:

Raskolnikov da ‘‘Delitto e Castigo’’ di Dostoevskij
Gwynplaine da ‘‘L’uomo che ride’’ di Victor Hugo
Septimus da ‘‘Mrs Dalloway’’ di Virginia Woolf
Gonzalo da ‘‘La cognizione del dolore’’ di Carlo Emilio Gadda


Vota miglior protagonista donna:

Dinah Morris da ‘‘Adam Bede’’ di George Eliot
Dea da ‘‘L’uomo che ride’’ di Victor Hugo
Veronica da ‘‘Veronica decide di morire’’ di Paulo Coelho
Tess Durbeyfield da ‘‘Tess of the D’Ubervilles’’ di Thomas Hardy

 

Miglior artista emergente:

Rossella Rasulo
Micol Beltramini
Barbara Baraldi
Carlo A. Martigli

 

 

Causaedeffetto-Music-Chart.2012 – Nomination

Quest’anno per la prima volta pubblicheremo la classifica Causaedeffetto-Music-Chart.2012 e Causaedeffetto-Book-Chart.2012, per eleggere i migliori artisti emergenti del 2012. I vincitori avranno diritto alla pubblicazione di un video sulla prima pagina del portale e sulle pagine facebook e twitter per un’intera settimana.

Si può votare fino al 31 dicembre sulla pagina FaceBook di Causaedeffetto.

 

 

 

Nomination:

 

Vota Best album

“Luca Loizzi” di Luca Loizzi

“To the tremendous road” di Dola J. Chaplin

“Come il suono dei passi sulla neve” di Zibba e gli Almalibre

“Cu a capu vasciata” di Gianfranco De Franco”

 

Vota Miglior cantautore

Zibba e gli Almalibre

Chiara Ragnini

Luca Loizzi

Valentina Amandolese

 

Vota Miglior gruppo

Lyr

Emblema

Spasulati

VeiveCura

 

Vota Miglior singolo

“Asti Est” di Zibba e gli Almalibre

“Abracadabra” dei Lyr

“Gli scoiattoli del bosco” di Chiara Ragnini

“Yellow Rose” di Daniel Mendoza

 

 

Vota Rivelazione

(Jack)

Francesca Bartolesi

Davide Geddo

Riccardo D’Avino

 

Vota Miglior album hip hop – Artisti emergenti

“Boomerang” di Daniel Mendoza

“Benvenuti nel mio regno” di R.e.g.i.n.a.

“Chiamatemi Aiva” di Mc Ivanhoe

“Empatia” di Diacca

 

Vota Miglior Video

“Asti Est” di Zibba e gli Almalibre

“Non smetterai” dei Lyr

“Gli scoiattoli del bosco” di Chiara Ragnini

“Ape operaia” di R.e.g.i.n.a.

La tragedia delle farfalle parlanti

Ogni volta che una tragedia si conclude,solo applausi muti e tormenti nell’anima.Lo spettatore della tragedia é un tipo po’ inquieto ed al cuore avverte quasi sempre un tonfo di amara solitudine.Gli spalti sono occupati dalle emozioni tristi d’anima scossa.Si moltiplicano e riempiono i posti vuoti,della vita.Quando subentra la polvere nera della tragedia e con essa morte,passioni squarciate o sentimenti aridi,il mondo diviene la fotografia di un’impressione comune,la sopravvivenza.Quanto accaduto recentemente nel Connecticut riassume a pieno quell’amarezza.Oramai vano spiegare cosa sia accaduto,non é un evento,non é un fatto da raccontare,é un orrore che deve essere vissuto.L’ombra del male che sorprende lo spettatore di cui prima e lo riproduce nel buio alla velocità della luce.L’unica differenza però é che se l’ombra di un uomo si estende,l’anima di un bambino si allunga.Stormi di rondini al cioccolato,le streghe buone dei cieli,il profumo di caramelle all’arancia.Sono questi i sogni eterni di un’anima giovane,innocente e mai vorace,che se ne va.Con lei i giochi dei giorni vissuti,brevi ed intensi come la polpa di mele e la zolletta di zucchero.Le parole sono vane e non tacciono il vuoto e l’assenza.Uno sparo e muore ogni cosa,uno sparo e si chiude la cerniera della vita.Signor Presidente,voglia davvero inginocchiarsi alle mamme ed ai papà che oramai soli,non sanno più amare.Signor Presidente,non commemori i morti e gli ammalati ma restituisca la dignità a chi permette ad una pistola di strapparla via.Impossibile da contare,inutile calcolare il numero di chi é andato via per sempre.Non si tratta di dadi,non si tratta di gettoni.Erano farfalle parlanti,soltanto questo.Nati dai boccioli di seta ed ora reclusi nei sarcofagi dell’arcobaleno.Un applauso,un altro ancora.Muore,collassa.L’ultima ombra del sordo spettatore.

Recensione “Blank Times” di Fausto Rossi

Lo stile espresso da Fausto Rossi  è raffinato e intimo. Canzoni particolari, come la ballata dal sapore rock e malinconico “Tu non lo sai” raccontano la storia di questo autore. Melodia avvolgente e voce coinvolgente in “Stars”. “Sogni” ipnotizza con chitarre distorte e parole criptiche mentre un sound particolare, moderno e innovativo esplode in “The Hill” e quasi nella quasi sperimentale in “I write aloud”, un pezzo che appare forte e tormentato. “Names” e “Can’t explain” sono ottime ballate, orecchiabili e intense. “Il vostro mondo” si aggrappa a uno stile classico e innovativo allo stesso tempo, che sperimenta emozioni e le racconta. Parole come suoni distorti e graffianti, temi ricercati. “Non ho creduto mai” racchiude una grinta e una passione per la musica e per la vita che non si può ignorare, una guerra che le note placano, una notte che la musica riaccende, un’anima che grida il suo nome, che ulula a una luna distratta. “Down down down” culla, con una musicalità che entra sottopelle, lenta e inesorabile, forte e profonda, come onde che scavano in fondo all’anima. Struggente e passionale. Parole immerse nel calore di un momento. I pezzi di Fausto Rossi racchiudono tante emozioni, suoni vellutati e talvolta devastanti, brividi che si rincorrono. Echi di suoni lontani, espressi da chi conosce la musica. E si sente. Una miscela che raccoglie sonorità di un rock più classico e le fa sposare con sonorità al limite dello sperimentale. Un’anima dannata forse, quella di Fausto Rossi, ma che sa quel che fa e dove vuole arrivare. Una storia che parte da lontano e un presente che si fa sentire, chiaro e forte come un ruggito di un leone che ha ancora tanto da dire. Musica ottima e di qualità, senza ombra di dubbio. Un ottimo artista che propone un ottimo album, “Blank Times”.

Recensione “Chiamatemi Aiva” di Mc Ivanhoe

Mc Ivanhoe, per gli amici Aiva, presenta il suo disco “Chiamatemi Aiva” in una doppia veste, street album e Studio version. Li differenziano la tipologia delle basi, più americane nel primo e più classiche nel secondo, ma i risultato è in entrambi i casi è una musicalità curata, un sound attraente e ottimamente costruito. Alcuni pezzi sono particolarmente commerciali, mentre altri ricalcano stili più cari all’hip hop da strada. I temi affrontati sono tanti, da quello della morte come nell’intensa “Esiste un posto”, a quelli più frivoli come in “Vip”. Ci sono anche canzoni in cui i protagonisti sono i sentimenti, ne sono un esempio “Principe de mio Barrio” e “Il nostro libro”, orecchiabili e incisive, anche grazie al ritornello cantato dalla voce femminile. “Ancora una volta” è un pezzo amaro, sofferto, e che si lascia ascoltare. Retrogusto difficile da capire, ma che fa riflettere. “Aiva” ricorda l’hip hop riportato in auge da Fibra, ricca di riferimenti ai rappresentanti hip hip più famosi.

“Hopeless” racconta speranze, amarezze, e la voglia di raggiungere i sogni, le proprie speranze. Flusso di pensieri difficili e voglia di reagire. Sogni. “Quando sto sul beat” è un pezzo che trascina, ballabile, anche grazie dalla base dance. Inizia con una citazione di una famosa canzone di Fabri Fibra “Un’altra strada” e come in quella canzone anche qui si racconta la difficoltà di trovare una via d’uscita con la musica, con la propria passione. “L’ultimo angelo” è un pezzo amaro, con una melodia soffice e dura allo stesso tempo. La vita è difficile, e questo traspira dai versi scritti da questo artista. Odio, strade abbandonate, poche chance da giocarsi, “Un salto nel vuoto” è questo, un affronto alla vita e alle sue difficoltà. Una guerra a suon di note. La chiave di questo album è nella canzone “Questa musica”, ed difficile da accettare. L’hip hop commerciale che si sente in radio ci ha ormai abituati a qualcosa di diverso, e spesso ci cado anche io nel pensare a quello come al rap. Ma la verità è che l’hip hop è la musica che nasce dalla vita di tutti i giorni, dalla voglia di affrontare i giorni tutti uguali, di combattere la rabbia che ci imprigiona. La musica deve essere questo, ed è ciò che Aiva racconta. Sound curato, basi a tratti commerciali, ma che arrivano dritte all’obbiettivo. Comunicare. C’è voglia di arrivare e lo si sente chiaro in “Io non ho” (presente solo nella versione street). Tra i rapper emergenti Aiva ha le carte in regola per arrivare, è orecchiabile e musicalmente capace, sa certamente raccontare la vita. Se fosse un cantautore non avrei difficoltà a definire le sue canzoni complete, ma Aiva è un rapper, e da lui ci si aspetta, oltre alle storie, anche quella dose di “cattiveria”, quella buona ovviamente, quell’essere politicamente scorretto che tanto attira in questo genere musicale e che potrebbe conquistare ancora più pubblico. Detto questo, l’album è bello e si fa ascoltare. La speranza è quella di risentire Aiva sugli stessi palchi di Emis Killa, Ensi. Aiva è decisamente più bravo di Fabri Fibra, quindi le citazioni non sono affatto necessarie. Aiva può trovare una sua identità e differenziarsi da tutti gli altri rapper della scena, deve solo tentare di “osare” un po’ di più e il gioco sarà fatto. Questo artista è umile e bravo. Lo vogliamo il migliore, quindi come tutti i migliori, solo un po’ più dannato.

Al Centro Ippico Montenuovo presentazione di “Incontri notevoli di un libraio militante”

incontriMercoledì 12 dicembre alle ore 19.00 presso la Club House del Centro Ippico Montenuovo di Arco Felice (IV Traversa Licola Patria Montenuovo 9/a, Pozzuoli) si terrà la presentazione di “Incontri notevoli di un libraio militante“, volume scritto da Davide D’Urso e pubblicato nel 2012 da Valtrend Editore (http://www.valtrend.it).

Si tratta di un’antologia che raccoglie testi di vari autori, tra cui Sara Bilotti, Ciro Biondi, Carmine Borrino, Massimo D’Antonio, Antonio Russo De Vivo, Francesco Escalona, Alessandro Toppi, Gianluca Vitiello e Rosario Zanni.
Sullo sfondo un mondo, quello dei libri, delle librerie e dell’editoria in generale il cui fascino, malgrado tutto, rimane immutato, nonostante il business vi sia addentrato, com’era prevedibile, per dettare le sue regole fatte di numeri e profitto.
In un momento storico in cui i libri entrano ed escono dalla libreria ad una velocità tale da non dare tempo al titolo di affermarsi e in cui la novità del mese, se non incontra subito il gusto del pubblico, diventa vecchia il mese successivo e viene resa, solo il libraio “militante”, colui che svolge questa professione per passione e per amore della cultura (e dei lettori), può diventare anche un punto di riferimento per la vita sociale della comunità.
Ed è esattamente ciò che emerge nei racconti: l’aspetto umano di un mestiere che fa del rapporto con la gente il suo punto di forza.  Insieme ai libri, naturalmente.

Ilva: Soluzione a metà o sviluppo sostenibile?

E’ arrivato il cosiddetto “Decreto Salva Ilva” è fa sollevare un coro di proteste e polemiche. C’è chi grida allo scandalo perché in questo modo l’ambiente continuerebbe a essere danneggiato. La verità però è un’altra. La situazione di criticità nasce dal non rispetto di normative che già esistono, e che obbligano gli enti preposti a vigilare sul rispetto delle stesse. Questo, evidentemente, non è accaduto. Le responsabilità sono su più livelli, così come le indagini dimostrano. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Uno stabilimento è di fatto è una bomba ambientale, e soprattutto è un rischio enorme e continuo per chi dentro ci lavora. Ma a protestare sono anche i lavoratori, perché la chiusura istantanea dello stabilimento li condanna alla disoccupazione. Cosa fare? Fare in modo di iniziare le tanto sospirate bonifiche, applicare le regole che già ci sono (legge 152 del 2006) e nel frattempo non fermare la produzione. Ciò che questo decreto di pone è di portare l’Ilva a migliorarsi gradualmente. E’ un principio forse poco caro agli ambientalisti, ma che salva centinaia di posti di lavoro. Ma l’obbiettivo, per questo e per i prossimi governi, deve essere quello di far diventare l’Ilva un fiore all’occhiello dell’industria italiana, sicura, efficiente, senza ledere né i diritti dei lavoratori, né gli investimenti fatti. Sviluppo sostenibile, questa era ed è l’idea principale per permettere all’ambiente di coesistere con lo sviluppo delle attività produttive. Ed è ciò che ci si aspetta venga applicata, da ora in poi. Forse vuol dire stendere un velo pietoso sul passato, e in parte forse è così. Ci sono stati tanti errori, ma è arrivato il momento di ricominciare. L’italia può ripartire proprio dal caso Ilva.