Parliamo di primarie

La politica sembra essere tornata alla ribalta con una luce nuova e con personaggi che promettono di cambiare le cose. Parliamo ovviamente della sfida per le primarie del centro sinistra tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. Quest’ultimo è riuscito in un’impresa difficile, quella di portare l’attenzione sull’importanza della politica in Italia e soprattutto sulla voglia di ricominciare dopo tanti anni caratterizzati dall’apoteosi di una mentalità che mette un uomo solo al comando e che, tra l’altro, si occupa soltanto dei propri interessi. Il meccanismo che può riportare la politica a essere seguita da tutti è stato attivato, ma ora come non mai è necessario non bloccarlo, cadendo nella trappola dell’essere pronti a tutto per vincere. Mi riferisco alla pubblicità di Matteo Renzi sui giornali (vietato dal regolamento delle primarie) o alle lacrime di Bersani, che fanno tanto audience, ma che non piacciono quando si parla di cose serie. Non che la storia di Bersani non lo sia, ma in questo momento la gente vorrebbe ascoltare programmi e non vedere servizi che sottolineano le origini “comuniste” del segretario del Pd. Certo la strizzatina d’occhio di Bersani agli elettori di Vendola c’è, così come la dichiarazione di intenti di quest’ultimo di appoggiare, appunto Bersani, ma la sfida è ancora tutta la vedere. Si, perché Renzi ha l’appoggio di un elettorato trasversale, che coinvolge anche chi ha tendenze “centriste”, compresi ex-berlusconiani che vedono in questo giovane toscano la soluzione. Come tale è visto forse anche da Berlusconi stesso. Qui si apre la questione legate alle primarie di Centro Destra, è attesa infatti a giorni la decisione dell’ex Premier se tornare in campo, quindi annullando le primarie, o se dare spazio all’esercito di candidati, alcuni di essi preparati, come la Meloni o Alfano, ma forse senza la determinazione necessaria per far breccia sugli elettori di Centro Destra. Le primarie del Pdl potrebbero avere un significato importante se mettessero in “sfida” Berlusconi contro Alfano. Magari agli elettori piacerebbe poter scegliere il futuro del loro partito, e capire che destino deve avere il progetto di Centro Destra, soprattutto in questo caso in cui Berlusconi attende se candidarsi o meno a seconda del risultato delle primarie del Centro Sinistra. La domanda è: perché? E Perché Berlusconi vuole negare agli elettori di Centro Destra il diritto di votare tra lui e Alfano (e gli altri candidati). Forse perché in questo caso potrebbe perdere, non si troverebbe più nel suo terreno più comodo, ovvero il “supereroe” contro i comunisti.

Recensione 50 Sfumature di Grigio E.L.James

Ipnotico. Questo è il termine che mi viene spontaneo usare per definire questo libro.

Psicologico, di certo non ossessionante.

Un libro che prende, all’inizio in modo lento e quasi noioso, per poi rivelarsi, lentamente seducente e accattivante. Se il mondo aveva criticato duramente, il Codice Da Vinci, per le scottanti rivelazioni sulla Chiesa cattolica, questo, rischia di rivelarsi un caso in cui si esce dagli schemi dei benpensanti sulle attività sessuali.

Da qualcuno l’ho sentito definire un Harmony pornografico, da altri noioso e poco entusiasmante, il mio parere, è al contrario, ipnotico, non si può far a meno di volerlo continuare.

Una brava ragazza che si innamora di un contorto e bellissimo uomo, da un passato oscuro, tenebroso e spaventoso. Un uomo che gode nel recare dolore fisico, di sicuro gli psicologici, farebbero miliardi ad analizzare un personaggio così.

Ci si ritrova, alla fine, a chiedersi “ebbene, che succede dopo?” non tanto per il bisogno che la storia continui, ma per capire le varie sfumature di questo enigmatico e misterioso uomo.

Di certo un fascino degno del vampiro Edward Cullen, ma di certo non la sua genuina e onestà sensibilità. Non c’è amore in questo libro, se non quello del personaggio femminile, non c’è corrispondenza. Da una parte una ragazza, ingenua, pura, fresca e reale, come ce ne sono tante, dall’altra un uomo incapace dei più grandi sentimenti romantici, cosa li unisce? L’attrazione erotica? Il voler rivalutare il sesso non come atto di accoppiamento atto a procreare, ma come dare e ricevere piacere, perché no, anche attraverso il dolore.

A questo punto si scoprono pratiche che si sospetta esistano, ma che non attraggono le menti standardizzate e lobotomizzate, pratiche che in alcuni suscitano persino ribrezzo. Appena accennate in Undici Minuti da Coehlo, descritte in modo abbastanza preciso e dettagliate dall’autrice.

Fa così paura provare dolore? E’ così normale chiudere gli occhi, additare e giudicare chi pratica sesso estremo, sadomaso e bondage? Si nella mente benpensante di chi non si è spinto oltre, questo sconvolge, capovolge i reali valori. Ma da secoli, almeno dal medioevo vengono messe in atto queste pratiche, d’altro canto perché sconvolgersi, per secoli la donna è stata sottomessa all’uomo, dove è la novità?

Se si legge il Levitico, si riscontra che queste pratiche sono caldamente consigliate per domare una donna ribelle, per cui cosa sconvolge? Forse il fatto di non credere che tali pratiche siano accettate dalle accese femministe, stupirebbe sapere che molte statistiche danno come l’uomo il grande sottomesso e la donna, nella maggior parte dei casi, la grande dominatrice.

Non c’è da urlare al peccato, c’è da scendere negli abissi del proprio ego e lasciarsi andare, in fin dei conti, l’autrice descrive le sensazioni  con immagini reali e ad alta definizione, quasi si fosse presenti in quelle stanze.

Non è un libro da leggere se si è bigotti o chiusi in un piccolo mondo antico, non è un libro adatto a chi non vuole sondare i recessi della propria mente, non è un libro che si possa leggere se si è fragili. Bisogna essere forti, disillusi e disincantati, aperti a questo mondo che corre a velocità elevate e che non ammette ignoranza, nemmeno sul sesso.

Elettrifichi il mio cuore, nuovo lavoro discografico di Army

armyElettrifichi il mio cuore è il titolo del nuovo disco di inediti di Army, nome d’arte di Armando Fusco: si tratta di un EP autoprodotto, disponibile dal 20 novembre, contenente sei brani scritti dallo stesso cantante e da Dagon Lorai, il quale firma anche le musiche di quattro pezzi. Nel disco compare come arrangiatore anche Francesco Aiello, musicista e tecnico del suono di comprovata esperienza, del cui lavoro Army si è avvalso per dare un’impronta rock alla sua nuova produzione: il suo “tocco” è presente nei brani “Quaderni bianchi” e “Luce sia”.

Il titolo del disco vuol sottolineare la necessità di dare finalmente energia e luce alla propria vita raccontata nelle canzoni, mostrando quindi un passo in avanti rispetto al lavoro precedente “I gusti grigi della solitudine”, dai toni abbastanza scuri. Uno sguardo però rivolto non solo alla propria interiorità ma anche a ciò che accade intorno: temi portanti sono l’amore, le abitudini della società odierna e la fede, raccontati con una certa enfasi e con un utilizzo della voce a tratti più cantautorale.
Elettrifichi il mio cuore è un disco essenzialmente pop, con richiami elettronici ma meno dark rispetto al passato. Un desiderio quindi di misurarsi con nuovi stili che richiamano la musica leggera (e d’autore) e la new wave italiana, con cui Army è cresciuto.

Recentemente il video di “E vedo fiori”, scritto e diretto da Dagon Lorai  e con la partecipazione di Alessia De Capua, è stato selezionato dal “Mei Scouting Video”, la sezione del sito web del Meeting degli Indipendenti che mette in vetrina i videoclip più interessanti del panorama musicale italiano.


Credits:

Elettrifichi il mio cuore – EP 2012

Produzione artistica: Army e Dagon Lorai, tranne Quaderni bianchi e Luce sia (produzione artistica di Army e Francesco Aiello)

Registrato tra Febbraio e Settembre 2012

Progetto grafico di Dagon Lorai

Foto di Vince Liazza

 

Track List:

Quaderni bianchi (Army – Francesco Aiello)

E vedo fiori (Dagon Lorai)

E ti desideravo (Dagon Lorai)

L’amore non cerca me (Army – Dagon Lorai)

La musica non finirà (Army – Dagon Lorai)

Luce sia (Army – Francesco Aiello)

Aforismi e pensieri

The growing pain of passion. Letteralmente La crescente pena della passione. Questo piccolo appunto di giornata nasce mosso da una continua forza immaginativa, che ottempra il mondo e chi vi anela. In questa grande, immensa ellisse dell’esistente si consumano le vite dei grandi e dei miserabili. Un ossimoro crudele, è ben chiaro, che ha un forte impatto sugli spettatori degli ausiliari dell’ultimo respiro. Complicato si, ma assolutamente seducente. Sebbene non si voglia discernere il buono dal cattivo e viceversa, queste parole che si susseguiranno a breve potranno forse rendere uniforme ciò che fondamentalmente è informe. Esistono tanti tipi di arti come tanti tipi di braccia, eccezion fatta per l’amore e questo è quanto dire. La poetica degli ausiliari dell’ultimo respiro non appartiene a tutti né a nessuno. Chi respira, chi sospira, chi inspira e magari espira. Chi ha la miseria nel cuore e non nel taschino della giacca. Il ritornello si ripete. Voci di violoncelli da sacre forme umane che si aggrappano al giglio della vita. Tra i prati dell’universo e sui becchi dei pennuti. I nidi semplici e preziosamente adorabili. L’assaggio del pane casereccio ed un buon libro davanti al camino. Continua a girare e gira ancora, la sfera dei nostri cuori rossi e pieni di gioia. In questo canto di melodie, da un lato il folle e dall’altro il modesto. Da un canto il ricco e da un altro canto il povero. Uno schema indegno che affonda gli uomini ad emerite inutili categorie. Quel che nasce dalla vita è vita. Una gravida madre che tesse sul davanzale ed una puledra che scalcia contro il recinto indesiderato. Quanta libertà. Quanto amore circonciso. Verrebbe da erigersi uno slogan, ma una giusta stanza di rime probabilmente incrociate ne renderebbe molto meglio l’idea. Qui ed altrove, ovunque e per sempre, prendiamo in mano le redini dell’anima, a noi privata e con noi sepolta. Risaniamo le stringhe delle stelle covate nelle penne della nostra bontà, e facciamo degli altri un fiume di esistenza lungo ed instancabile. Per vivere e non sopravvivere. Il solo, l’unico al mondo.

Recensione dell’album “Luca Loizzi”

Fare i cantautori esige capacità e conoscenza del mezzo espressivo, oltre a una buona dose di volontà di osare. Queste caratteristiche sembrano non mancare a Loizzi, che regala un album ricco di spunti interessanti. Lo si capisce già dal primo pezzo “Quando meno te lo aspetti”, graffiante, aggressiva e attuale, e in “Tutti quelli”, in cui Loizzi presenta un quadro quasi agghiacciante di una società spesso ipocrita, che vende sogni già infranti e costruisce la propria immagine a tavolino. Giochi di parole e atmosfere che somigliano più a uno sfogo in musica contro un sistema che brucia le speranze in “Che fastidio”. Cinismo che si scaglia contro la morale cattolica e in generale contro l’ipocrisia. Nell’album ci sono anche momenti più introspettivi, ed è il caso del pezzo “Via Ripamonti” in cui le divagazioni sulla vita e sul senso delle cose diventano una ballata con ritmo e trasporto. In “Taglio la corda” Loizzi racconta un’Italia senza dignità e nome, da cui scappare. Ancora momenti in cui l’amore diventa canzone. “Pillole” è una valzer struggente, che racconta di una donna che è andata via. C’è la speranza di ricominciare con i resti di ricordi di un amore che non vuole morire, un amore per una donna che non si riesce a odiare. “Di notte” è una ballata che ricorda quelle di Vecchioni. Anche “Il pazzo” ricorda la musica d’altri tempi, un po’ Gaber, con parole attuali. Atmosfera soffusa in “Milano”, sfumature di una città che si sveglia e che torna viversi, con le sue idolatrie e i suoi sogni. Un album pieno di ironia, sarcasmo. Polemico e intrigante, che mette al centro il pensiero, le parole e le idee. Ed è un’ottima cosa. L’album omonimo “Luca Loizzi” è da ascoltare più volte, soprattutto per capirne bene i contenuti. La musicalità ha origini nel jazz, folk e tante altre contaminazioni che portano uno stile cantautorale di tutto di rispetto. Ci sono tante contaminazioni, ed è giusto così, ma ora ci aspettiamo un salto per raggiungere un grado di unicità e che permetta all’autore di prendere una posizione stilistica certa e determinata, staccandosi così da quella che è l’impronta dei cantautori italiani storici. Non è facile, ma Luca Loizzi ha tutte le carte in regola per diventare unico nel suo genere.

A new message to you Rudy, il primo clip del nuovo album degli RFC in uscita per gennaio 2013

rfc rudyMartedì 20 novembre, verrà presentato il nuovo video degli RFC, band annoverata tra le pietre miliari della scena ska-core nazionale, dal titolo “A new message to you Rudy”. Un succulento antipasto prima dell’uscita dell’album prevista per il 14 gennaio, intitolato “Ritieniti fortemente coinvolto” (Sintesi3000/La Canzonetta). Il video nasce da un’idea di Alfredo Buonanno (Triade Factory) e dal frontman della band Maurizio Affuso (cantante e chitarrista degli RFC, nonché organizzatore dell’ormai storico Caserta Rock Fest). Tra le comparse, si segnala la presenza di Agostino Santoro (Avion Travel/Mediterranea).
Il clip sarà visibile, dal 20 novembre, a questo indirizzo: www.youtube.com/rfctv

L’idea è quella di rappresentare il nuovo ‘essere’ degli RFC”, spiega Affuso, “una rinascita dopo due anni di stop, una trasformazione che passa attraverso la gente comune, i nostri ideali, le nostre passioni. Un fondo bianco, neutro… che profuma di nuovo e di pulito. E poi un rosso predominante, un cromatismo che penso possa rappresentare al meglio questo nuovo lavoro targato RFC”. Un album che verrà presentato giovedì 17 gennaio al Black Cat di Caserta, assieme a tanti ospiti che hanno partecipato a questo e a i precedenti lavori della band casertana.

 

RFC è un acronimo che sta per “Ritieniti Fortemente Coinvolto”, e rappresenta anche la linea di fondo, il fil-rouge che collega tutte le produzioni della band. Assieme al già citato Maurizio Affuso (chitarra e voce), la band prende vita anche grazie a Antonio “Bimbogigi” al basso, Enrico alla tromba, Domenico al sax e Antonio “Bicciariello” alla batteria. Sui palchi sin dal 2002, gli RFC hanno all’attivo numerose produzioni: da “Punkers” e “Tarantella Ska-Core”, fino a “Ne voglio ancora” del 2009, passando per “Ama e difendi” del 2006. Tanti sono gli artisti di rilievo che hanno incrociato le loro strade (tra palchi e studio di registrazione) con il quintetto casertano: dai Linea77 ai Subsonica, dai NOFX ai Madcaddies, fino a Giuliano Palma ed i suoi Blue Beaters.

 

 

“A New Message To You Rudy”

Regia & Fotografia: Alfredo Buonanno (TRIADE FACTORY)

Motion Graphic: Mauro Nacca

Location: Villaggio Creativo (www.villaggiocreativo.com)

Coreografia: Daniela Porciello, Doriana Merola, Anna Franchini, Annalisa Monfreda, Barbara Mormone

Il Video è stato ideato da Alfredo Buonanno e Maurizio Affuso

Produzione: La Canzonetta / Sintesi 3000

L’arte della diffamazione

L’informazione locale può e deve avere un ruolo importante, soprattutto sociale, ma spesso si macchia di coinvolgimenti provocatori che sfuggono a uno dei principi più importanti dell’informazione: dire la verità, fino a sfociare in una vera e propria “macchina del fango”. Pochi giorni fa sul giornale locale “La nuova periferia” di Settimo Torinese abbiamo letto alcune dichiarazioni che ci hanno fatto pensare, in particolare questa: Ma la Piastra come gestisce la sala Levi? La concede gratuitamente ad un privato: «regalo» da 500 euro con i conti in rosso di Archimede. Qualche mese fa abbiamo intervistato l’assessore all’innovazione e alla biblioteca Elena Piastra, che ci ha illustrato le sue attività, nonché quelle della Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, (di cui la sala Levi fa parte. Ndr). Ci ha in tale occasione dichiarato che la sala in questione viene concessa a uso gratuito per scopi culturali, ovvero per la presentazione di libri e siti di web. La presentazione in questione riguardava, appunto, il sito web di informazione locale “Il bombarolo”. Il tema ci è caro in quanto rappresentiamo una realtà di informazione web, e abbiamo avuto l’onore di avere come ospite proprio Elena Piastra nella nostra rubrica “Interchattazioni”, che ci ha dimostrato serietà e professionalità, soprattutto passione per tutto ciò che concerne la cultura e la sua diffusione. Per quanto riguarda invece chi spara sentenze, consigliamo una migliore e più accurata informazione.

Sociale di salto ad ostacoli al Centro Ippico Montenuovo

salto ostacoli cimAl Centro Ippico Montenuovo di Arco Felice (IV Traversa Licola Patria Montenuovo 9/a, Pozzuoli) ancora un appuntamento dedicato al Salto ad ostacoli.
Sin dalle ore 9 di domenica 18 novembre 2012, per un nuovo Concorso Sociale, scenderanno in campo cavalieri e amazzoni appartenenti alle categorie dalla BP30 alla C130, nelle esibizioni di barrage e regolarità, passando per la combinata e le gare a tempo.
Contestualmente gli associati e amici nella Club House del Centro potranno godere della prima colazione e della ristorazione a buffet.

Ancora una volta, dunque, le porte del Centro Ippico Montenuovo si aprono ad un evento di prim’ordine, a poche settimane dal successo della quarta edizione del Premio Angelo Tramontano, svoltosi martedì 2 ottobre. Nel corso della kermesse, la location flegrea era stata teatro di esibizioni sportive e musicali e, soprattutto, di premiazioni di allievi di scuole medie e superiori che, oltre ad aver chiuso lo scorso anno scolastico con una promozione, si sono distinti nelle competizioni, agonistiche e non, tenutesi presso strutture affiliate a Federazioni Sportive riconosciute dal Coni.
Un modo per offrire dunque il giusto riconoscimento agli studenti meritevoli e l’occasione per sottolineare, ancora una volta, l’importanza dello sport nella formazione giovanile.

Per ulteriori informazioni è possibile fare riferimento ai numeri 081 8661320 / 081 8041163 o al sito web www.centroippicomontenuovo.com

Recensione spettacolo “Inferno Opera in Musica” degli Effetto Notte @Pinerolo

Tornano in scena gli Effetto Notte con il loro spettacolo “Inferno Opera in Musica”. Un viaggio tra le cantiche dantesche, musicate e rese ancor più impetuose da arrangiamenti curati ed eleganti. La voce narrante è l’attore Filippo Losito, artista poliedrico e talentuoso, che recita e conduce gli spettatori attraverso i gironi infernali. Lo show inizia con il pezzo intitolato “ Selva Oscura”, cantata da Fabrizio Tonus ed Elisa Paoletti con intensità e trasporto e prosegue con “Il Portale”. Soave e toccante. Il testo di “Caronte” è aggressivo e il nuovo arrangiamento ne rende ancor più spiccato l’aspetto rock, che evoca le fiamme dell’inferno. Belli e intensi gli assoli che regala il chitarrista Giorgio Josh Angotti con il suo tocco magistrale. Uno dei momenti più toccanti è “Paolo e Francesca”, grazie anche all’interpretazione dolce, raffinata ed emozionante di Elisa Paoletti e all’assolo del bassista e del chitarrista Andrea Pioli. Il viaggio continua nella “Città di Dite”, evoluzioni musicali eccellenti e versi recitati compongono atmosfere infernali e allo stesso tempo passionali. Vortici di poesia e musica. “I Violenti” è un pezzo in cui rock e poesia diventano una sola cosa, e sembra di guardare i dannati scontare le loro pene. Sentirne le grida disperate. Un altro pezzo che toglie il fiato è il “Conte Ugolino”, in cui i versi recitati da Losito, si uniscono alla chitarra classica suonata da Pioli. Un connubio eccellente. Il finale dello spettacolo è travolgente. “Ulisse” è un pezzo che mette in risalto le caratteristiche di tutti i membri del gruppo, il ritmo dettato dal batterista Federico Silva, dai chitarristi Pioli, Angotti e Mattia Bozzola e delle voci di Tonus, Paoletti e Losito. L’incedere  dei suoni esplode in “Lucifero”, l’ultimo atto di uno show completo e ricco di spunti storici, poetici e musicali. “Inferno Opera in Musica” è un progetto adatto a tutti i tipi di pubblico e che si sposa bene con l’utilizzo per scopi didattici. Vivamente consigliato per spiegare ai ragazzi delle scuole l’importanza dell’Opera di Dante, della poesie e della letteratura in genere. Uno spettacolo nato da un’idea di Fabrizio Tonus e Mattia Bozzola, e che ora è una realtà di qualità, in cui cultura e intrattenimento diventano una cosa sola, uno spettacolo bello e affascinante.

Recensione del film “Venuto al Mondo”

“Venuto al mondo” è un film forte, duro, intenso. Emozionante. Ci si trova immersi nelle atmosfere cupe di una Sarajevo colpita dalla guerra, in cui i suoi abitanti assistono quasi increduli a ciò che sta accadendo, eppure lottano per la loro libertà con l’arte, con la poesia. Ed è poetico, a suo modo, anche ciò che accade alla protagonista, l’affascinante Gemma, interpretata da Penelope Cruz. C’è tutta la “perfezione” del dolore in lei, l’amore per il marito, interpretato da Emile Hirsch (Into the Wind), la voglia di regalargli un bambino, e non poterlo fare. Ottimi anche gli altri personaggi come il poeta maledetto Gojko e la ragazza con i capelli rossi, irriverente, demone e angelo, bella con gli occhi di ghiaccio, Aska e di Pietro.

E’ una guerra in una guerra questa storia, che scava nell’anima, nell’inferno personale dei protagonisti.

Anche le atmosfere sono bellissime, le luci, la fotografia, il montaggio delle scene e la colonna sonora. Tutto sembra costruito ad arte per far rendere al meglio la storia scritta da Margaret Mazzantini.

Regia impeccabile di Sergio Castellitto, che interpreta anche un ruolo molto importante, sia per il film, che per la storia in sé. Un senso traspira da ogni scena, il senso ultimo dell’amore, quello che resta. E che sa far bene e male allo stesso tempo.  La contrapposizione tra amore e guerra, tra bene e male, e quest’ultimo che, inspiegabilmente, diventa bene.