Recensione “Empatia” di Diacca

“Empatia” di Diacca è un album in stile hip-hop, con un ottimo sound, metrica curata e ben studiata. La tecnica di Diacca è intrigante e affascinante, lascia che la voce diventi tutt’uno con le basi. I testi non sono mai banali e le rime sembrano quasi un qualcosa in più. Le canzoni sono taglienti e lasciano tanto spazio ai problemi veri della vita, ai pensieri. Il mezzo per emergere è il sogno, ed è ciò che alla musica si richiede. Il pezzo “Corso di sopravvivenza” che apre il disco presenta un rap aggressivo e riflessivo, in cui spicca un’elevata attenzione per gli aspetti sociali. “Non ho tempo” racconta la voglia di riuscire nella vita, di uscire dai luoghi comuni e dalla quotidianità. “La fine del mondo” mette in scena ricordi e riflessioni che risuonano al ritmo intenso del rap più tagliente. “Chiuso in camera” è una canzone dura e racconta le difficoltà della vita, del lavoro che manca e affronta con determinazione le questioni sociali, pensieri amari che si rincorrono quando si è chiusi in camera a riflettere. La canzone “Vecchio istituto” rappresenta un’accusa forte e decisa al nostro paese, alla sua cultura decadente, analizza una crisi che si rispecchia negli occhi degli uomini, ed esplode nel suono di una musica che taglia il silenzio. “Dove 2 diventa 1” è un pezzo arricchito dal featuring di Tormento, per dar vita a una canzone che eleva il sentimento a livello superiore, con la sua intensità e fragilità. “Walden” è un grido, la ricerca di una fuga, un tentativo di creare una realtà diversa, nuova, parallela e lontana dall’inferno della routine. “Colpa dei sogni” colpisce per la tecnica pregevole e il sound potente, impattante, deciso e, come nelle altre canzoni, presenta un testo intenso. “Punti di vista” è un atto d’accusa verso l’ipocrisia della realtà, della gente che punta il dito e non capisce mai davvero cosa lo circonda, il tutto con un sound attraente. Il pezzo “Atlandide” ha un ritornello orecchiabile e una musicalità che trascina e si fa ascoltare. Leggermente differente dalle precedenti canzoni è “Il mare e l’orizzonte”, una bella canzone d’amore in perfetto stile hip-hop, toccante nella sua forza e nella sua intensità. Decisamente orecchiabile. “Esercito” è rap più duro, di denuncia. Che rompe gli schemi. Il testo di “Serendipità” è più leggero dei precedenti, ma a suo modo racconta un mondo di magia legata all’attrazione fisica, di pelle e sensazioni. In “Fantasmi ridono” l’hip-hop è musicale e profondo, con un’interpretazione curata. “C’era una volta” è una storia dura, difficile, amara. Il ritmo non consola il senso del testo, ma lo rende più tangibile, quasi palpabile. Un pezzo che meritava i primi posti nella track-list di questo album.

L’album “Empatia” è orecchiabile, ricco di bei testi e ottime interpretazioni, con featuring importanti. Duro e amaro. Il risultato è un ottimo lavoro, che si lascia ascoltare. Tante canzoni, forse una track-list più corta e con una maggior selezione dei pezzi renderebbe il disco più di impatto, ma questo non va ad alterare la qualità del disco, che è indubbiamente alta. Il rap di Diacca è duro, ma senza dissing, né fronzoli, ricco di contenuti. Le basi richiamano beat con un sapore più “antico”, almeno in alcuni dei pezzi. Quello che ho pensato ascoltando il disco è: come sarebbe questo disco se Diacca avesse utilizzato più rabbia e più veleno e basi più attuali? Forse raggiungerebbe livelli di qualità e impatto ancora superiori. Quel che è certo è che Diacca è un ottimo rapper, con una voce musicale, testi originali e duri. Restiamo in attesa dei prossimi lavori di questo artista decisamente promettente.

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