Concorso sociale di Salto ad ostacoli al Centro Ippico Montenuovo

salto ostacoliAl Centro Ippico Montenuovo di Arco Felice (IV Traversa Licola Patria Montenuovo 9/a, Pozzuoli) ancora un appuntamento dedicato al Salto ad ostacoli.
Sin dalle ore 9 di domenica 4 novembre 2012, per un nuovo Concorso Sociale, scenderanno in campo i  cavalieri e amazzoni appartenenti alle categorie dalla BP30 alla C130, nelle esibizioni di barrage e regolarità, passando per la combinata e le gare a tempo.
Contestualmente gli associati e amici nella Club House del Centro potranno godere della prima colazione e della ristorazione a buffet.

Ancora una volta, dunque, le porte del Centro Ippico Montenuovo si aprono ad un evento di prim’ordine, a poche settimane dal successo della quarta edizione del Premio Angelo Tramontano, svoltosi martedì 2 ottobre. Nel corso della kermesse, la location flegrea era stata teatro di esibizioni sportive e musicali e, soprattutto, di premiazioni di allievi di scuole medie e superiori che, oltre ad aver chiuso lo scorso anno scolastico con una promozione, si sono distinti nelle competizioni, agonistiche e non, tenutesi presso strutture affiliate a Federazioni Sportive riconosciute dal Coni.
Un modo per offrire dunque il giusto riconoscimento agli studenti meritevoli e l’occasione per sottolineare, ancora una volta, l’importanza dello sport nella formazione giovanile.

Per ulteriori informazioni è possibile fare riferimento ai numeri 081 8661320 / 081 8041163 o al sito web www.centroippicomontenuovo.com

Una Sicilia, in MoVimento

Che le danze abbiano inizio, e noi cominciamo a danzare.Chi scrive non é un reporter testimone degli ultimi eventi verificatisi in territorio siculo.Chi scrive é un cittadino siciliano,partecipe dell’uragano di novità che ultimamente inonda inesorabile la propria terra.Durante quest’ultimo periodo la Sicilia si é abbigliata di nuovi ed entusiasmanti colori.Un’ondata di acqua fresca si é abbattuta sulla nostra terra arida di sorrisi ed arida di speranza.In vista delle elezioni che si sono appena concluse,i volti dei siciliani hanno cominciato ad assumere nuove sembianze.Noi,alcuni giovani siciliani di questo ventunesimo secolo,siamo adesso pieni di auspicio e di speranza per ciò che verrà.Dipingere la politica,se così vogliamo denominarla,di volti giovani e nuovi ha aperto in noi la voglia di cambiare e di prendere in mano l’anima della nostra terra.Terra di poeti,terra di letterati e di cultura,la Sicilia riparte da zero con un nuovo capitolo che spazza via i vecchi volti del passato,accogliendone di nuovi.Se si pensa che fino a qualche anno fa il presidente della Regione Siciliana era Cuffaro,e adesso si guarda in faccia la realtà,ci si accorge che qualcosa certamente va a mutare.E questa meravigliosa ondata di aria fresca é stata ultimamente apportata in territorio siculo dal movimento siciliano più chiassoso e più demagogico che sia mai avvenuto nell’ultimo secolo,il nostro MoVimento,il MoVimento 5 Stelle.Non necessitante di radio e televisioni,il MoVimento parte dalla rete e arriva nelle piazze di tutte le città siciliane.Straordinaria l’intenzione di coinvolgere anche e soprattutto i paesi delle lande limitrofe della Sicilia,ove purtroppo gli eventi hanno fatto mutare il modo di pensare della gente.Gente che ha paura di esprimersi,gente che non si abitua al cambiamento.In Sicilia é il Boom del MoVimento 5 Stelle,i dati lo confermano come il primo partito più votato,se partito può chiamarsi.Da molti definito come l’anti-politica,il MoVimento non si esprime attraverso definizioni ma attraverso le parole di chi realmente lo rende vivo.I siciliani scendono in piazza,non con le armi,non con i forconi ma con i cuori ansiosi di buone nuove.Ci si é immersi nella bufera della Voce e del dialogo,i siciliani hanno ascoltato,hanno urlato ed hanno detto ‘basta’.Le piazze gremite di gente,moltiplicate come formiche,senza loghi né stemme,soltanto con la propria voce.La Sicilia,una terra che potrebbe vivere di sole,vento ed energia pulita,rasa al suolo da un governo sino ad oggi malsano,che alimenta l’oltre-mondo e abbandona il proprio alla miseria più grande.Sino a qualche tempo fa,nel periodo in cui vissi a Palermo,mi soffermavo ad osservare i volti dei siciliani.Gelidi,spenti e sofferenti provocavano in me un senso di profonda tristezza.Oggi posso dire che in alcuni luoghi della Sicilia,i volti sono nuovi e non temono più nulla.Non può affermarsi che sia stato Beppe Grillo a far popolare le piazze,bensì il MoVimento stesso,partorito dal mondo virtuale oggi temuto dalle stampe.Il MoVimento mette in auge i siciliani,li sprona ad occuparsi della propria Regione ed a proporre idee di cambiamento;tra essi la riduzione dei costi della politica,lo ‘sfruttamento’ di energie rinnovabili e soprattutto la valorizzazione delle piccole e medie imprese.Un MoVimento che da oggi in poi potrà rappresentare i siciliani e le esigenze che la stessa Sicilia richiede e che risponderà non alle lobbies ma soltanto a loro.Nasce qualcosa dal basso,come gli aranci e l’uva bianca dalla nostra terra meravigliosa.Verga ne discorreva qualche secolo fa,del male provocato dall’industria sulla piccola e media impresa;ricordiamo ad esempio il romanzo I Malavoglia,ove i personaggi,sussidiari del mondo della pesca subiscono il declassamento dapprima sociale e poi morale a causa della nascita dell’industria.Pirandello discorreva invece della crisi dell’identità,che determinava l’abbandono totale di un uomo incapace di darsi una forma,nel corso della vita.Con l’auspicio che noi siciliani cominceremo a prendere in mano il destino della Sicilia,vorrei concludere con una perla della poesia siciliana: Ogni uomo sta solo sul cuor della terra,trafitto da un raggio di sole ed é subito sera.Che non sia soltanto sera in Sicilia.Che da oggi in avanti continui a splendere il sole.

Recensione del romanzo “Ti voglio vivere” e intervista all’autrice Rossella Rasulo

Il romanzo “Ti voglio vivere” di Rossella Rasulo è fresco, frizzante e ricco di immagini che evocano ricordi. Una lettura perfetta per i più giovani  e per chi vuole concedersi una pausa tra sogni e pensieri. La trama è un vortice di emozioni e sensazioni che portano sino all’anima dei protagonisti. E’ la storia di Mel, Simona e Fabrizio, ragazzi semplici, come tanti, ma complessi allo stesso tempo. Amici e compagni di scuola, alle prese con le prime insidie della vita, le rivalità e le storie d’amore, quelle che non nascono e quelle che esplodono all’improvviso e che sanno far male. I primi tradimenti, sfumati nelle emozioni che quando si è così giovani sembrano più pure e intense, e forse lo sono davvero. La narrazione è fluida e coinvolgente. I personaggi sono accattivanti e affascinanti: Mel è fascinosa nella sua complessità, persino nei suoi difetti e nella sua identità che divide con il suo alter-ego: Queen Bee, la protagonista del suo blog. Simona è ammaliante, rivela un carattere forte e determinato, ma la sua anima è sognante e ingenua. Fabrizio è un personaggio in cui è facile immedesimarsi, il classico bravo ragazzo che si innamora di una donna e le regala la sua anima, senza essere ricambiato, almeno non come vorrebbe. Il suo esatto contrario è Max, l’uomo di cui Simona si innamora e che la metterà di fronte a sfumature della vita che lei ancora non conosce.

“Ti voglio vivere” è una bella storia, una bussola che indica la strada, una macchina del tempo in grado di far tornare ai giorni in cui la scuola occupava la vita, in cui ore di lezione erano spesso noiose e in cui i rapporti con i compagni di scuola erano talvolta difficili. E’ un viaggio che lascia un sapore amaro e dolce allo stesso tempo. Fa ripensare agli amori che nascono e muoiono in fretta, giusto il tempo di una rosa, a quando le amicizie sembravano poter essere eterne, indistruttibili. Questo romanzo riesce a far percepire al lettore il senso del tempo, di come si cambia e di quando siano stati importanti quei momenti, che allora sembravano insignificanti, noiosi. Inutili. Tutto ha un senso, e Rossella Rasulo lo racchiude tra le pagine del suo romanzo “Ti voglio vivere”.

A seguire una breve intervista all’autrice:

Mel è affascinante e intensa, un po’ persa nel suo mondo, mentre Simona è più realista e precisa. Come sono nati questi personaggi?


Mel e Simona sono il risultato della mia personalità e di quella della mia migliore amica quando avevamo la loro età. Ma non sono me e lei. Ho preso alcuni lati dei nostri caratteri e li ho ridistruibuiti sulle due protagoniste creando una miscela particolare. 
Mi sono molto divertita nel mescolarci in questo modo. 
E si è divertita anche la mia migliore amica quando ha letto il libro.

Nella tua vita di scrittrice e blogger di successo hai mai avuto una Queen Bee?


No, ho sempre scritto tutto col mio nome. Non ho mai creato un personaggio. All’inizio usavo un nick, come facevano tutti, ma non per nascondere la mia vera identità. Era solo il modo più comune di gestire un blog. 

Max e Fabrizio, due facce di una medaglia, due personalità molto diverse. È un’antitesi voluta?


Non è un antitesi studiata a tavolino. Credo che ogni ragazza e ogni donna incontri nella sua vita entrambe le tipologie di amori e di amicizie. Trovo che siano tutt’e due importanti per crescere, per capire cosa cerchiamo per noi stessi.

Perdoneresti dopo un tradimento?


Dipende. 
Non esiste una risposta universale a una domanda del genere. Per alcuni è sì, per altri è un no categorico.
Nella stessa vita si può accettare un tradimento e condannarne un altro. 
Credo sia solo una questione di buon senso più che di luoghi comuni.

C’è un’anima comune tra “Ti voglio vivere” e “Mi piace vederti felice?”


Un’anima vera e propria non direi, sono profondamente diversi, anche se entrambi affrontano il delicato equilibrio delle grandi amicizie.

Nel tuo romanzo l’amicizia è un valore importante, che forse vince sui sentimenti e sul sesso. Nella realtà è davvero così?


Continuo a credere che niente sia più potente e imperturbabile nella vita come un’amicizia profonda, perché un vero amico resta a prescindere da quel che succede, mentre un amore, a volte, non sopravvive ai cambiamenti e al tempo.

Qual è la tua posizione nei confronti delle droghe leggere?


Non amo gli stati d’alterazione, tantomeno le dipendenze. Anche solo l’idea di dipendere fisicamente e psicologicamente da una sostanza mi infastidisce. 
Ma è un mio personale modo di vivere.

Uno scrittore serio e preparato deve lavorare molto per farsi conoscere e farsi leggere, così come fai tu, cosa pensi dell’editoria low-cost, che spesso sacrifica qualità a favore della pubblicità?


Ne penso male. Che altro potrei pensare? 
Non mi piace questo lento e progressivo sistema che sta abbassando la qualità di qualsiasi cosa (nell’editoria, nei programmi televisivi, nel giornalismo). 
Non credo che sia compito esclusivo della narrativa quello di educare, ma arrivare addirittura a diseducare mi pare eccessivo. È un vero peccato.

Intervista alla scrittrice Barbara Baraldi

Barbara Baraldi è una scrittrice di successo, autrice di numerosi romanzi di successo come Scarlett e “La bambola dagli occhi di cristallo”, esponente di primo piano del thriller gotico italiano, poliedrica e fantasiosa. Le abbiamo posto alcune domande ed ecco l’intervista che gentilmente ci ha concesso:

Nel romanzo descrivi una Bologna quasi lugubre, ma tra le righe traspare un sentimento intenso. Che rapporto hai con questa città?

Amo Bologna e ho cercato di svelarne i lati oscuri e le contraddizioni fino a renderla quasi uno dei personaggi del romanzo, una dark lady dalle mille sfaccettature.



I personaggi principali di questo romanzo sembrano combattere prima di tutto con se stessi, un conflitto difficile e profondo. Cosa c’è di te nei tuoi personaggi?

In realtà pochissimo. Mi sforzo di seguire la voce dei personaggi, di lasciarli sbagliare e di illuminarne forze e debolezze per renderli vivi, capaci di respirare.



Nella tua carriera di scrittrice riesci a spaziare tra thriller, romanzi per i ragazzi e fumetti, qual è il tuo genere preferito, quello in cui riesci a trovare maggiormente la tua vera anima?

Scrivo quello che mi piacerebbe leggere, senza pensare al genere. In effetti, molti adulti leggono i miei romanzi definiti “per ragazzi” e a volte le storie più cupe sono diventate le preferite dei giovanissimi. Cerco di raccontare una storia e di farlo al meglio.

Quanto è importante lo studio per riuscire a diventare un bravo scrittore?

In realtà penso che la cosa più importante per diventare un bravo scrittore sia leggere. Tanto, e senza escludere nessun genere.

 

 

Nel noir l’omicidio è un fattore molto importante. Secondo te perché questo argomento è così attraente per i lettori? Cosa pensi del fenomeno televisivo della spettacolarizzazione degli omicidi reali?

Si tratta forse di quello che Stephen King definisce “allenarsi alla paura”. Leggere di omicidi e orrore quotidiano aiuta a scacciare l’ansia nella vita reale.
Per sfuggire alla spettacolarizzazione degli omicidi reali ho smesso addirittura di guardare il telegiornale. Seguo l’informazione in rete, dove si danno notizie senza banchettare sui dolori della gente.


Nel tuo romanzo si nota una grande attenzione per l’esaltazione della femminilità, quanto ti appartiene questo aspetto?

La femminilità per me non sta nell’abbigliamento sensuale ma piuttosto in uno sguardo, nella consapevolezza della propria forza femminea, nell’esaltazione della propria essenza. Ogni donna è bella, in quanto unica.

 

Ringraziamo Barbara Baraldi per la gentilissima collaborazione.

Recensione “Empatia” di Diacca

“Empatia” di Diacca è un album in stile hip-hop, con un ottimo sound, metrica curata e ben studiata. La tecnica di Diacca è intrigante e affascinante, lascia che la voce diventi tutt’uno con le basi. I testi non sono mai banali e le rime sembrano quasi un qualcosa in più. Le canzoni sono taglienti e lasciano tanto spazio ai problemi veri della vita, ai pensieri. Il mezzo per emergere è il sogno, ed è ciò che alla musica si richiede. Il pezzo “Corso di sopravvivenza” che apre il disco presenta un rap aggressivo e riflessivo, in cui spicca un’elevata attenzione per gli aspetti sociali. “Non ho tempo” racconta la voglia di riuscire nella vita, di uscire dai luoghi comuni e dalla quotidianità. “La fine del mondo” mette in scena ricordi e riflessioni che risuonano al ritmo intenso del rap più tagliente. “Chiuso in camera” è una canzone dura e racconta le difficoltà della vita, del lavoro che manca e affronta con determinazione le questioni sociali, pensieri amari che si rincorrono quando si è chiusi in camera a riflettere. La canzone “Vecchio istituto” rappresenta un’accusa forte e decisa al nostro paese, alla sua cultura decadente, analizza una crisi che si rispecchia negli occhi degli uomini, ed esplode nel suono di una musica che taglia il silenzio. “Dove 2 diventa 1” è un pezzo arricchito dal featuring di Tormento, per dar vita a una canzone che eleva il sentimento a livello superiore, con la sua intensità e fragilità. “Walden” è un grido, la ricerca di una fuga, un tentativo di creare una realtà diversa, nuova, parallela e lontana dall’inferno della routine. “Colpa dei sogni” colpisce per la tecnica pregevole e il sound potente, impattante, deciso e, come nelle altre canzoni, presenta un testo intenso. “Punti di vista” è un atto d’accusa verso l’ipocrisia della realtà, della gente che punta il dito e non capisce mai davvero cosa lo circonda, il tutto con un sound attraente. Il pezzo “Atlandide” ha un ritornello orecchiabile e una musicalità che trascina e si fa ascoltare. Leggermente differente dalle precedenti canzoni è “Il mare e l’orizzonte”, una bella canzone d’amore in perfetto stile hip-hop, toccante nella sua forza e nella sua intensità. Decisamente orecchiabile. “Esercito” è rap più duro, di denuncia. Che rompe gli schemi. Il testo di “Serendipità” è più leggero dei precedenti, ma a suo modo racconta un mondo di magia legata all’attrazione fisica, di pelle e sensazioni. In “Fantasmi ridono” l’hip-hop è musicale e profondo, con un’interpretazione curata. “C’era una volta” è una storia dura, difficile, amara. Il ritmo non consola il senso del testo, ma lo rende più tangibile, quasi palpabile. Un pezzo che meritava i primi posti nella track-list di questo album.

L’album “Empatia” è orecchiabile, ricco di bei testi e ottime interpretazioni, con featuring importanti. Duro e amaro. Il risultato è un ottimo lavoro, che si lascia ascoltare. Tante canzoni, forse una track-list più corta e con una maggior selezione dei pezzi renderebbe il disco più di impatto, ma questo non va ad alterare la qualità del disco, che è indubbiamente alta. Il rap di Diacca è duro, ma senza dissing, né fronzoli, ricco di contenuti. Le basi richiamano beat con un sapore più “antico”, almeno in alcuni dei pezzi. Quello che ho pensato ascoltando il disco è: come sarebbe questo disco se Diacca avesse utilizzato più rabbia e più veleno e basi più attuali? Forse raggiungerebbe livelli di qualità e impatto ancora superiori. Quel che è certo è che Diacca è un ottimo rapper, con una voce musicale, testi originali e duri. Restiamo in attesa dei prossimi lavori di questo artista decisamente promettente.

Recensione romanzo “La bambola dagli occhi di cristallo” di Barbara Baraldi

Il romanzo “La bambola dagli occhi di cristallo” di Barbara Baraldi è veloce, attraente e con un grande impatto psicologico. Gli ingredienti sono ottimi e la fiction è ricca di colpi di scena.

I personaggi creati dall’autrice sono affascinanti e incuriosiscono sia per il carattere ben delineato, che per le loro particolarità. Tra i personaggi spicca Eva, ammaliante e profondamente fascinosa, così come lo è, a suo modo, l’inconsapevole medium Viola. Samantha è una creatura della notte, dolce e inquietante allo stesso tempo, una pedina importante nello scacchiere della trama che aiuta l’ispettore Marconi a indagare su una serie di feroci omicidi di uomini. Gli indizi sono pochi e misteriosi, ma con una particolarità: accanto alle vittime ci sono impronte di tacchi a spillo. Un thriller gotico ad alta qualità, con capitoli brevi e intensi, che mantengono viva l’attenzione e la voglia di scoprire il finale. La trama è come una morsa che tiene il lettore col fiato sospeso fino all’avvincente finale.

In un vortice di ricerche e colpi di scena “La bambola dagli occhi di cristallo” si rivela pagina dopo pagina sempre più coinvolgente.

L’ambientazione è curata, molto dettagliata e permette al lettore di immaginare una Bologna misteriosa e inquietante, i suoi locali, fino a poter sentirne i sapori e gli odori.

Il romanzo di Barbara Baraldi racchiude i principi fondamentali del thriller, una formula vincente che ci regala un’ottima storia e una trama da non perdere.

EUGENIO FINARDI in JAZZ feat. RAFFAELE CASARANO & LOCOMOTIVE QUINTET LIVE @ BLUE NOTE MILANO venerdì 12 e sabato 13 ottobre 2012, Milano, Blue Note

EUGENIO FINARDI in JAZZ
feat. RAFFAELE CASARANO & LOCOMOTIVE QUINTET

LIVE @ BLUE NOTE MILANO

venerdì 12 e sabato 13 ottobre 2012, Milano, Blue Note

via P. Borsieri 37,  inizio ore 21.00

Il jazz, ed in particolare quello elettrico e sincopato degli anni ’70, fa spesso capolino nella musica del cantautore italoamericano, che ha collaborato negli anni con nomi prestigiosi come Patrizio FariselliGianni CosciaAres Tavolazzi, Gianluigi TrovesiStefano Cerri. Ma questa con il quintetto di Raffaele Casarano è la prima volta che Eugenio accetta di rielaborare il proprio repertorio in chiave prettamente jazz. I suoi brani più conosciuti si sviluppano così in inaspettate soluzioni timbriche ed armoniche, impreziosite dalle improvvisazioni di Raffaele Casarano, Mirko

Signorile, Marcello Nisi, Marco Bardoscia e Alessandro Monteduro, talenti emergenti del jazz italiano dal sicuro avvenire.
Incontratisi nell’estate 2012 per una splendida serata al Locomotive Jazz Festival in Salento, in soli due giorni di prove sono riusciti a trovare un affiatamento sorprendente, che ha permesso di sviluppare vere e proprie rielaborazioni dei brani di Finardi e di confrontarsi con standard come “Fever”, “Summertime” e “Speak Low” sviluppando un concerto completo, vario e intrigante. “Più mi avventuro per nuove strade, più mi viene la voglia di esplorare” rivela Finardi. ”A volte mi sento come uno scalatore che cerca sempre nuove sfide, il jazz era l’ultima vetta importante che mi mancava, forse la più impegnativa!”.

Autoimmolarsi dalla vita

Pare così che togliersi la vita sia divenuto l’unica plausibile firma al dolore e all’esasperazione.E’ il gesto goliardico dell’ultima dimensione dell’esistenza.E’ immolarsi contro un sentimento di angoscia.E’ immolarsi contro un sentimento di protesta. Farsi inchiodare dalla vita, decidere l’attimo della morte, prevenire la morte come a volerla anticipare in una sorta di gioco vizioso.Qualche giorno fa apprendo la notizia del gesto suicida di una persona che conosco appena. La sua morte improvvisa ha lasciato in me una fitta gelida,come fosse la lama di un coltello in grado di arrestare tutti i miei sentimenti,senza dover comandare il mio corpo. Questo insano gesto,a lungo discusso da poeti ed intellettuali,rimane tutt’oggi come un ombra a cui pare che sia vietata la luce. A lungo visto dalla Chiesa come un’azione che confuta il male e bandisce il bene,ancora oggi il morire volontariamente pare contenga in sé la volontà di dimostrarsi come un gesto di estremo eroismo,piuttosto che come promotore del male.Questo articolo nasce per ricordare tutti coloro che in ogni parte del mondo compiono l’insano gesto di togliersi la vita per dimostrare qualcosa di più grande e di più demoniaco che poco aveva a che fare con l’armonia della propria anima.Si ricordino tutti gli italiani che negli ultimi tempi hanno approdato alle fauci della morte a causa della perdita del lavoro.Si ricordino gli stranieri che vivono in Italia,arsi dal fuoco di sé stessi poiché ritenuti sporchi evasori fiscali.Si ricordino i suicidi di protesta,poiché privati della libertà a cui hanno pienamente diritto nei luoghi gelidi di guerra e d’oppressione.Ed è questo il caso del giovane tibetano Sangay Gyatso,che qualche giorno fa si è autoimmolato contro il totalitarismo esercitato dalla Cina sul Tibet.Il giovane pare si sia dato fuoco dinanzi al monastero di Dokar, nella provincia cinese del Gansu,a popolazione tibetana.Sangay Gyatso aveva soltanto 27 anni ed il suo gesto estremo avrà probabilmente restituito a lui la libertà che nei suoi sogni tingeva grande il suo Paese.L’immolazione di Sangay dimostra purtroppo come l’atto suicida non sia estraneo ai giovani,elemento che riporta alla memoria personaggi come Jacopo Ortis ed il giovane Werther,banditi dalla vita prima che da se stessi.Si consta inoltre che la sua fosse la seconda auto immolazione avvenuta in Tibet soltanto nel corrente mese : sembra infatti che sia stato preceduto dallo scrittore tibetano Gudrup,anch’egli datosi fuoco il 5 Ottobre in territorio tibetano.Perché dunque interrompere il percorso esistenziale.Quali mai saranno,se esisteranno,i limiti del cuore umano.Perché l’uomo viene libero al mondo e perché mai la libertà prima o poi incontrerà la prigionia.Quesiti irrisolti,incarnati dalla morte che più della vita inonda le lande del mondo.

A Lucca letteratura e medicina con Rosalba Panzieri

A Lucca letteratura e medicina con Rosalba Panzieri

La scrittrice Rosalba Panzieri e il cardiochirurgo Professor Vincenzo Loiaconi in una performance teatrale per raccontare il rivoluzionario progetto “letteratura e teatro in corsia”.

 

 

La scrittrice Rosalba Panzieri presenterà insieme al Professor Vincenzo Loiaconi, cardiochirurgo Direttore dell’ U.O.S. Dipartimentale “chirurgia delle aritmie”, il rivoluzionario progetto che fa incontrare letteratura, teatro e medicina nelle corsie degli ospedali, venerdì 12 Ottobre alle 17,00 presso la Sala Mario Tobino del Palazzo Ducale.

Rosalba Panzieri, pluripremiata scrittrice ed attrice è in tour nei maggiori ospedali e teatri d’Italia con un progetto che riporta la letteratura alla sua funzione primigenia di radar dello stato e dei bisogni della società, rispondendo all’esigenza crescente di una medicina più umana. “Il disegno sul cuore” è il progetto di cui è autrice ed interprete, nato da una lunga ricerca sul vissuto di medici e pazienti condotta in diversi ospedali, attraverso il quale la scrittura e la drammaturgia entrano nelle corsie per svelare le dinamiche umane che sottendono il rapporto curante-curato e concepire la malattia come opportunità nuova di incontro con sé stessi e con l’altro. Un progetto che rivoluziona l’approccio medico paziente, nuovo ed inedito nel panorama sanitario italiano, perché per la prima volta letteratura e teatro si incontrano nelle corsie degli ospedali.

Il lavoro dell’autrice, che ha riscosso un consenso nazionale attraverso riconoscimenti e adesioni di alcuni tra i più noti cardiologi e cardiochirurghi nazionali ed internazionali, ricevendo il patrocinio del Co.Na. Cuore, è stato presentato ufficialmente in Campidoglio nel 2011.

In seno a questo progetto è nato “letteratura e teatro in corsia” il primo laboratorio di ricerca stabile in Italia per umanizzare le terapie attraverso l’arte, ideato dalla scrittrice e realizzato in collaborazione con il Prof. Vincenzo Loiaconi e con il Professor Massimo Santini, Presidente della Società Mondiale di Aritmologia, che ha sede presso l’Ospedale S.Filippo Neri di Roma. Le finalità del laboratorio sono quelle di riportare ad una centralità l’individuo nella sua unicità di essere umano prima ancora che di paziente, al contempo le indagini effettuate in corsia attraverso gli strumenti della scrittura stanno portando ad una revisione della letteratura medica a partire dal punto di vista del malato.

L’autrice ci condurrà in scoperta della sua ricerca umana e artistica attraverso “Tango Sola” (Arpanet Edizioni), un viaggio dentro la malattia della solitudine, per arrivare a l’unica guarigione possibile: un nuovo dialogo tra medico e paziente. Il connubio tra letteratura e scienza, i duplici vocabolari che caratterizzano il dialogo curante-curato, il loro possibile incontro attraverso una nuova narrativa saranno discussi insieme all’autrice e al Professor Loiaconi, in un dibattito aperto al pubblico, dopo una loro esibizione di teatro reading sul valore della malattia.

Venerdì 12 ottobre riapre la stagione dei concerti al Santo Graal

S’inaugura venerdì 12 ottobre al Santo Graal di Trani, Vico Santa Maria 4, la nuova stagione della musica dal vivo dell’Irish Pub tranese.

A dare il LA alla stagione dei concerti ci saranno i “Retromarce”, che non sono una cover band ma un tributo al Renzo Arbore che ha fatto sognare e divertire gli italiani nella Tv degli anni 80.

 Da “Ma la Notte” a “Il Materasso”, da “Cacao Meravigliao” a “Si la Vita è Tutto un Quiz”, lo spettacolo ripercorre i momenti musicali che hanno fatto la storia della televisione italiana di quegli anni: Non solo con la musica quindi, ma uno spettacolo vero e proprio che ha la musica come comune denominatore…

 

SPOT VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=hbgTc3QpfFE

Retromarce sono:

Michele Sgaramella – voce (Micheil Sgaramell)

Marco “penti” Porcelli – chitarra e coro (Marc Porsell)

Nicola Riccardo Liso – basso e coro (le Càtumierè)

Natale Capurso – batteria (Nòel Càpursò)

http://www.youtube.com/retromarce

http://www.flickr.com/retromarce

http://www.facebook.com/retromarce.indietrotutta

http://www.facebook.com/pages/Retromarce/162288937239774