Sport e scuola protagonisti della quarta edizione del Premio Angelo Tramontano

premio tramontanoGiunge alla sua quarta edizione il Premio Angelo Tramontano, nato nel 2009 in memoria del fondatore dell’Istituto Paritario “Nobel” di Napoli e promosso dall’Associazione Regionale Culturale a lui intitolata con l’intento di valorizzare i giovani capaci di abbinare gli impegni sportivi a quelli scolastici, raggiungendo risultati di rilievo nell’attività sportiva.

Saranno dunque premiati gli allievi di scuole medie e superiori che, oltre ad aver chiuso lo scorso anno scolastico con una promozione, si sono distinti nelle competizioni, agonistiche e non, svoltesi presso strutture affiliate a Federazioni Sportive riconosciute dal Coni.
Come nelle edizioni precedenti, dunque, si pone l’attività ludica al centro delle attenzioni dell’iniziativa, quale mezzo indispensabile verso un giusto equilibrio tra scuola e sport, in un percorso idoneo alla formazione della personalità dello studente.

Appuntamento per il 2 ottobre, dalle ore 19.30, presso il Centro Ippico Montenuovo di Arco Felice (IV Traversa Licola Patria Montenuovo 9/a, Pozzuoli), già teatro, in passato, di numerosi eventi sportivi, culturali e ricreativi.
Per l’occasione è previsto anche il live del cantante Leo D’Angelo, testimonial dell’evento, in passato al fianco di grandi nomi del panorama musicale partenopeo e nazionale come Eduardo De Crescenzo e Roberto Murolo, nonché due mostre – la fotografica di Maria Grazia Piro e quella d’arte a cura di Alessandro Giamattei -, e un’appassionante esibizione di Horse Ball.

Intervista a “Micol Arianna Beltramini”, autrice del romanzo Vieniminelcuore

Abbiamo pubblicato pochi giorni fa la recensione del romanzo “Vieniminelcuore” dell’autrice Micol Arianna Beltramini, alla quale abbiamo posto alcune domande per la rubrica interchattazioni.

 

Nel tuo libro descrivi un microcosmo che ruota attorno ai Navigli, eppure le contaminazioni citate, sia musicali, sia culturali, sono internazionali e molto ricercate. Come ti poni realmente rispetto al mondo che ti circonda?

amo moltissimo la mia milano. e amo moltissimo il mondo che mi circonda. comunque la musica che ascolto e gli autori che leggo sono più stranieri, questo è vero.

Nel romanzo poni molta attenzione al rapporto tra protagonista e la bionda genitrice, credi che nella società moderna i giovani siano morbosamente legati alle famiglie? Credi sia così anche in altri luoghi del mondo?

più che essere morbosamente legati alle famiglie escono di casa molto tardi. la crisi è solo parzialmente responsabile del fenomeno, e sì, in italia è diffuso molto più che all’estero.

Nel romanzo parli delle tue esperienza amorose, dei tuoi sentimenti. In cosa ti senti più legata alla protagonista da questo punto di vista?

nel fatto di pensare che l’amore sia un’altra cosa. le relazioni ‘transitorie’ si prendono con divertimento e affetto, cercando di impararne il più possibile, ma non bisogna confondersi.

La “luce verde” è un’entità che nella vita tendiamo a ignorare lasciando che prevalga la razionalità?

la luce verde in realtà è una specie di coscienza, quindi è più razionale che istintiva..

Leggendoti mi è venuta in mente una domanda: le donne pensano davvero così tanto?

io sono tra quelle che pensano meno, figurati.

A quale tipo lettore consiglieresti “Vieniminelcuore”, e che tipo di pubblico ti piacerebbe conquistare con i tuoi prossimi lavori?

vieniminelcuore va bene per tutti, ma soprattutto per chi ha intorno ai trent’anni. uomini e donne, non fa differenza. per il futuro.. non ci voglio pensare. ho scritto sei libri in sei anni. mi va di riposare un po’.

Quanto è importante lo studio per riuscire a realizzare un buon libro? C’è un romanzo che sogni di scrivere?

io non scrivo romanzi per lo più. il racconto è la mia forma principe. devo sforzarmi tanto per scrivere un romanzo, il tempo di progettazione si allunga in modo ridicolo. sogno una raccolta di racconti, un’altra. prima o poi la scriverò.

 

Ringrazio Micol per la disponibilità e gentilezza.

Recensione romanzo “Vieniminelcuore” di Micol Arianna Beltramini

Il romanzo “Vieniminelcuore” di Micol Arianna Beltramini è un flusso di pensieri, un racconto travolgente che ha inizio in un momento esatto, mentre la protagonista sta facendo sesso orale con il compagno del momento. Una voce, o per meglio dire una scritta, appare nella sua mente e da qual momento ha inizio un cambiamento interiore, una mutazione, che la porterà ad analizzare la sua vita da un punto di vista diverso. La protagonista racconta le sue peripezie amorose, i suoi pensieri più nascosti, rendendo il lettore partecipe della sua vita e del suo stravolgimento interiore. Si alternano momenti divertenti ad altri più profondi e intimi, come pennellate che pian piano creano un dipinto, che ritrae i lineamenti caratteriali della protagonista. Il romanzo di Micol Beltramini è tratto dal famoso blog omonimo, pubblicato inizialmente da Coniglio Editore e poi ripreso e riscritto per Mondadori. Parla di una donna moderna, che non ha paura di ammettere che le piace far sesso e ne spiega candidamente i motivi. Il risultato è piacevole e si snoda su percorsi tortuosi fino a giungere al finale che emoziona con semplicità e chiarezza. All’interno del libro ci sono numerose citazioni letterarie e musicali interessanti e soprattutto particolari, oltre a un originale “indice telematico”, il tutto va ad arricchire ancor più il contenuto del romanzo. Ci sono inoltre descrizioni minuziose di alcuni luoghi di Milano, come quello in cui si sviluppa buona parte della storia: i Navigli. C’è tutto un mondo che emerge dai personaggi, dai luoghi e persino dai locali, che sembra di toccare e vivere. Ci sono aneddoti che fanno riflettere più intensamente, altri che fanno sorridere. La protagonista è certamente un personaggio particolare, originale e con caratteristiche spesso contorte, ma che sono anche il suo bello. Non si riesce a non immaginarla seduta nel suo locale preferito a scrivere, guardando fuori dalla vetrina con occhioni sgranati. Ci si immedesima in questa protagonista e si vivono i suoi cambiamenti, i momenti riflessivi e quelli più rocamboleschi. Se ne esce vivi e con una consapevolezza in più e soprattutto con una domanda: ma pensano così tanto le donne? Il romanzo mette infatti in luce cosa c’è dietro la decisione di una donna, cosa la porta a cambiare idea, strada e convinzioni. E’ un ritratto surreale che mette nero su bianco una storia e un personaggio, che poi è Micol Arianna Beltramini. Una scrittrice talentuosa ben determinata a farsi conoscere e leggere con semplicità e fascino.

Recensione album “By the way you move” di Hiko Casio Junior

Il disco “By the way you move” di Hiko Casio junior propone suoni e atmosphere funk, RnB, Soul e regala pezzi orecchiabili e ricchi di ritmo e fascino. “Road gamblers” è una canzone che contiene venature accese di discomusic e funk, che richiamano le atmosfere anni ’70. “Not so bad” è invece una ballata ottimamente cantata da Micha Soul. Il sound è Rnb, passionale e morbido. Il risultato è suadente e sensuale. Accattivante.

“Fat line” possiede una spiccata musicalità discomusic, con suoni che ricordano il sound anni ’70, con contaminazioni e suoni anni ’80. Nel Brano “What if” spicca la voce di Layla Jallow, bella e profonda, che fa scorrere il sangue e ben si fonde con il ritmo della canzone.

“Funky alive” coinvolge grazie a un ritmo travolgente tra funk e disco. Da ballare e assaporare. “Properly” è un pezzo ricco di sensazioni e colori soul, che con la voce di Micha Soul fa esplodere passionalità e sensualità. “The one i want” ha sapore di vita, di corpi che si muovono trascinati dal ritmo, che ancheggiano nella penombra. In una parola: passione, che emerge grazie alle voci di Micha Soul che duetta con Layla Jallow creando una bella atmosfera musicale RnB.

“Classy” è diretta e orecchiabile. Si fa ascoltare per la melodia e i suoni raffinati, mentre “By the way you dance” colpisce per il featuring di Rmx che da vita a una canzone che ha il sapore della musica anni ’70. Sembra di rivedere i colori psichedelici e l’atmosfera del perfetto stile disco inferno.

“Honesty” è semplicemente Rnb. Linfa vitale, stile e classe contraddistinguono questo pezzo e in generale tutte le canzoni di questo album, che presenta molti pezzi ad alto contenuto potenzialmente radiofonico. Ci sono sensazioni che traspaiono dalle noti e dagli arrangiamenti, curati e non banali. C’è una componente anni ’70 che si rispecchia in ogni suono, e che si sviluppa grazie a contaminazioni internazioni contemporanee, fino a sfociare nel Soul, nel Funk. Black Music, insomma.

Basi curate e affascinanti, voci che colpiscono sin dal primo ascolto. E’ un ottimo  lavoro quello del produttore bolognese che crea e ridà nuova vita a una musicalità intramontabile.

Recensione album “Quando parlo urlo” dei Tindara

L’album “Quando parlo urlo” esprime un rock particolare e raffinato, testi originali e di  non  semplice interpretazione. “Come dici tu” è orecchiabile e con un testo criptico, ma che svela radici profonde. “Ho scelto il nero” racconta una scelta difficile, con la consapevolezza che questa rappresenta. “Sopra la delusione” è una ballata che si lascia ascoltare, soave e quasi mistica nel suo incedere. “Quando parlo urlo” è la canzone che da il titolo all’album, e suona come pensiero intimo e sofferto, arricchito da suoni melodiosi  che colpiscono già al primo ascolto per la semplicità e determinazione. “Stones” è un pezzo duro, con un ritmo vorticoso, mentre “Un minuto” è forse più calma, ma nasconde un senso di inquietudine e sofferenza. “Sogna che ti passa” è una ballata delicata che sembra una canzone d’amore, ma cela un tentativo del protagonista di crescere e en svela i retroscena. “Schiuma” racconta l’attesa, come ansia del momento giusto, su un tappeto di chitarre elettriche. “Vescica” è una canzone strana, con un testo criptico e un sound aggressivo. “Upupa” è una ballata strumentale, in cui il protagonista è il suono del pianoforte, che con decisione e incisività trascina e coinvolge. Il disco si conclude con “Consapevolezza”, un pezzo rock, aggressivo, che si fa ascoltare. “Troverò la giusta condizione” recita la canzone, e sembra un messaggio chiaro e definitivo. Questo gruppo tornerà a farsi sentire e ha le carte in regola per farlo. Tutte le canzoni sono ben suonate e lasciano un retrogusto rock, possiedono melodie affascinanti ed eleganti, senza tralasciare la durezza necessaria. I testi sono spesso di difficile interpretazione, soprattutto se si cerca di capirli in un secondo ascolto e in ogni caso sembrano progettati per amalgamarsi con i suoni e le atmosfere che questo gruppo crea. Il loro è uno stile forse non nuovo per il panorama rock italiano, ma che ne sviluppa le caratteristiche, con l’idea di creare una musica più innovativa e particolare, adatta a un momento storico e artistico che ha bisogno di emozioni sempre più accattivanti. La cripticità è una caratteristica che deriva da  una scelta certamente coraggiosa, ma andrebbe presa a piccole dosi, per non rischiare di non essere compresi in tutte le sfumature. Ascolteremo con piacere le evoluzioni dei Tindara.

Recensione romanzo “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini

“Fai bei sogni” è un romanzo intenso, a tratti duro, che arriva fino in fondo all’anima del lettore. E’ la storia di un bambino che lotta con i suoi ricordi, che cerca la verità, quella più cruda, quella che è difficile da accettare. Ci riesce quando diventa uomo, o prova a diventarlo, superando i complessi e le paure, le ferite, i vuoti che la scomparsa della mamma ha generato in lui.

Questo romanzo scava a fondo nelle paure ancestrali dell’uomo, rovista tra i pensieri più oscuri. Racconta l’abbandono e l’accettazione del dramma sotto una luce diversa, lascia che il lettore si riscopra nel protagonista e con lui viva la rinascita. L’amore è una cosa difficile, sia esso quello di una donna o di un genitore, e Gramellini lo sa.

Scruta con occhio attento le sfumature e le dipinge con le sue stesse sofferenze. Si riescono a percepire come le note di una musica struggente, che si trasforma, che diventa viva. Che annega nelle paure e si riprende col chiarore dell’alba. “Fai bei sogni” è una storia, vera, sentita. Profonda. Leggerla è come salire su un treno e scoprire dove ti porterà.

E’ un viaggio nell’ignoto. Un viaggio dentro se stessi, dentro le nostre solitudini, le nostre incertezze e, perché no, nelle nostre gioie e nei nostri sogni più nascosti.

Un libro da leggere.

La vita di una donna è una storia di tanti sentimenti

L’articolo ivi esposto esprime un sincero cordoglio,per tutte le donne che attraverso la vicenda di Michela,dimostrano di essere ancora vittime di una società di uomini falliti e di ipocriti maschilisti.Risale a qualche giorno fa,l’episodio drammatico in cui Michela é stata portata via dalla vita alle fiamme della morte.Virginia Woolf scriveva che nella morte c’é un abbraccio e sicuramente quello di Michela é più grande di chi le ha tolto la vita.Quando Michela esala il suo ultimo respiro,ha soli 22 anni.La sua drammatica permanenza nella penisola italiana,si consumava nella costrizione all’infamia più umiliante che potrebbe toccare ad una donna,la prostituzione.Michela,proveniente dalla Romania,era costretta alla vendita del proprio corpo.Costretta da chi crede di avere il potere tra le mani e non nel cuore,uccisa,derisa,stuprata,picchiata a sangue e data alle fiamme da due uomini per le vie di Roma,lasciando acceso un grosso falò di solitudine,di orrore e di sofferenza.Ardere nella vita,chi riesce a creare la vita stessa,che triste destino.Etichettata come prostituta,privata di essere definita Donna dai giornali.Le testate giornalistiche parlano di una Prostituta messa al rogo nella capitale,perché?Privata del suo stesso nome,Michela muore anche adesso.Che vergogna é un Paese che ha corrotto la stampa ed i giornali.Ove sta la libertà.Ove sta la dignità di una donna.

Presentazione romanzo “Biribisso” di Tiziana Scarzella

E’ uscito il romanzo “Biribisso” di Tiziana Scarzella.


“In un’atmosfera di suspense si svolge il confronto tra un gruppo di coraggiosi giovani e delle misteriose presenze oscure. Tra mirabolanti esseri, estemporanee scalate e musei dal fascino inquietante si gioca una sfida con il destino: un biribisso savoiardo con improvvisi colpi di scena, dove la puntata più alta non è la vincita alla lotteria, come nell’antico gioco, ma la sopravvivenza e dove Torino è descritta come uno scenario immaginifico dalle quinte color rosso magenta: il colore del sangue…”

 


Edito da Albatros, è in vendita su Deastore.

 

 

 


Recensione del romanzo “Il silenzio dell’onda” di Gianrico Carofiglio

Il romanzo “Il silenzio dell’onda” di Gianrico Carofiglio è intenso, profondo, scava nell’anima del protagonista, Roberto Marias, ex agente segreto in crisi di identità, che incontra un’ex attrice, Emma, anche lei in cura dal suo stesso psichiatra. Si riscoprono insieme, ritrovano la strada persa. Roberto vive dentro si sé una guerra, il rapporto con suo padre, con il suo lavoro e con se stesso. Emma è inquieta e affascinante. Vive il dolore di aver rivelato la verità al marito, che poi è morto in un incidente. Le sue inquietudini si riflettono sul figlio, che vive a metà tra il racconto dei suoi sogni e la realtà di un sentimento verso una ragazza, che a sua volta è tormentata dalla violenza di una realtà spietata. Lo stile dell’autore è magistrale, diretto, semplice e coinvolgente. Accompagna il lettore nei pensieri più intimi dei personaggi, fino a scrutarlo dentro, così come lo psichiatra fa con Roberto. Ci sono tante storie in questo romanzo, tante realtà che si miscelano e si incanalano in una sola, che è forte, decisa. Che commuove. Spesso in un libro si cercano storie di avventura, tensione e passione. Spesso si cerca soltanto se stessi. E in questo libro magicamente si riescono a trovare entrambe le cose, legate con il giusto equilibrio, raccontate con semplicità e armonia. Ci si affeziona presto a questi personaggi, ed è poi difficile abbandonarli. Forse perché questi personaggi sono fragili come noi, hanno paura come noi. Sono alla ricerca di se stessi. Semplicemente vivono e cercano di superare i dolori e i drammi della vita. Il tema più importante di questo romanzo è certamente il rapporto tra genitore e figlio, un rapporto complesso, ricco di sfumature. Tra le pagine de “Il silenzio dell’onda” viene quasi “analizzato”, sviscerato nelle sue componenti, fino a renderlo tristemente affascinante. In una Roma che è sempre uno scenario perfetto per ogni tipo di storia, Carofiglio ha trovato il miglior completamento possibile per questo libro, che si divora in poco tempo e di cui poi si sente la mancanza, una volta terminato. “Il silenzio dell’onda” è un libro molto bello, raffinato ed elegante, ma, cosa ben più importante, che possiede un’anima e crea un contatto quasi mistico con il lettore. Assolutamente da leggere.

Recensione romanzo “Acciaio” di Silvia Avallone

Il romanzo “Acciaio” di Silvia Avallone trasporta il lettore in un mondo che sembra lontano, quasi irraggiungibile. Pagina dopo pagina l’autrice svela una realtà che fa parte della vita di tutti noi, che regna incontrastata nelle fragilità che nascondiamo. La storia è ambientata tra i casermoni di via Stalingrado, a Piombino, e racconta la vita di due ragazze, Anna e Francesca, che stanno diventando donne e che scoprono i sentimenti, a modo loro. La realtà è dura e spietata, e le protagoniste devono lottare per vivere, e spesso l’unico orizzonte in cui possono sperare è una festa di paese. Scoprono di avere un corpo, e che con quello possono essere vincenti. Forti. L’amicizia tra le due ragazze è forte, invincibile. Ma pian piano il loro rapporto si logora, consumato dalle difficoltà di vivere tra quelle vie senza speranze, con persone con certezze limitate alla vita che gira intorno al lavoro alla Lucchini. Alla fabbrica di acciaio. Anna e Francesca scoprono l’amore, il sesso, anche questo a modo loro. L’amore le separa, le rende sconosciute. Tra le pagine di “Acciaio” ci sono squarci di vita, tra sangue e poesia, tra monotonia e voglia di uscire dal fango delle consuetudini. “Acciaio” è un romanzo amaro, forte, a tratti devastante. Emoziona, commuove e contemporaneamente fa rabbia. Riesce  a portare a galla le inquietudini che tutti noi abbiamo, le paure, e le speranze. I sogni. E’ un libro da leggere tutto d’un fiato, un vortice osceno e crudo. Drammatico e sentimentale. Forte. Un bel libro, una storia che colpisce al cuore, che annienta l’anima e la sputa con il suo bagaglio di insicurezze dentro le quali specchiarsi. Un’ottima lettura.