Intervista a Rossella Rasulo, autrice del romanzo “Mi piace vederti felice”

Rossella Rasulo, autrice del romanzo “Mi piace vederti felice”, edito da Mondadori, ci ha gentilmente concesso un’intervista, con la quale si racconta e ci parla del suo ultimo successo editoriale:

1. Cosa hai provato scrivendo questo libro?

Difficile raccontare tutte le emozioni che ho provato. Riassumendo potrei dire di essermi chiusa in una grande tristezza, specie nello scrivere le lettere della nonna di Aura. Ogni parola mi riportava al vissuto con i miei nonni che non ci sono più. Non è stato semplice. Ho pianto spesso.

2. Hai descritto i luoghi di “Mi piace vederti felice” con passione, intensità e trasporto. Sembra tu ne sia molto legata. E’ così?

 Non sento un legame profondo con l’isola d’Elba, lo ammetto. In generale difficilmente mi lego ai luoghi, anche se appartengono alla mia infanzia o alla mia adolescenza. Tengo a costruire legami con i ricordi, con le persone, con le esperienze. L’unica città che riesce in qualche modo a insinuarsi sotto la mia pelle è Roma. Ma credo che sia una questione di DNA.

3. L’amicizia è un tema fondamentale nel tuo romanzo, quanto sono stati importanti i tuoi amici per continuare a credere nei tuoi sogni e per realizzarti, come donna e come scrittrice?

Per me l’amicizia è una delle cose più importanti della vita. A volte la sento più concreta dell’amore. Non che io non creda nell’amore (progetto di invecchiare con mio marito), ma l’amicizia, una profonda amicizia, resta sempre nonostante gli imprevisti della vita. L’amore non sempre sopravvive con la stessa tenacia alle stesse sfide.
I miei amici sono la mia memoria e le mie colonne portanti.
Ma quello che provo per loro lo si intuisce dalle parole che ho lasciato nei ringraziamenti.

4. Possiedi un diario segreto in cui racconti ciò che non diresti mai a nessuno?

No. Il mio diario per molti anni è stato il mio blog, ma era tutto tranne che segreto. Per un periodo ho tenuto degli appunti in codice sulla mia agenda, ma non è durato molto.
Adoro l’analisi e credo che sviscerare quello che non diremmo a nessuno sia un modo per conoscersi meglio. Ma per quello non ho bisogno di un diario segreto. Mi basta una chiacchierata con mio marito o con la mia migliore amica.

5. “La vita senza te non è vita. E’ solo l’attesa di incontrarti ancora”, è una delle tante frasi che mi sono rimaste impresse. Nel libro racconti una grande passione e tanti amori, hai mai avuto paura, o anche solo un dubbio, che l’amore che descrivi sui tuoi testi non esista davvero?

Il fatto è che non è possibile definire l’amore. È un concetto che raggruppa in sé miliardi di sfaccettature, di sentimenti che si intrecciano, di paure, di aspettative, di progetti, di complicità.
Quell’amore esiste, sicuramente. L’ho visto, ma non l’ho vissuto. Fortunatamente non mi è capitato di perdere la persona che amo. E spero di non doverlo scoprire mai.

6. Che analogia c’è tra i tuoi scatti fotografici e le immagini che crei scrivendo?

Adoro la fotografia. Non sono brava e non mi ci sono mai messa d’impegno, ma fotografare lo sento affine allo scrivere.
Si lasciano da parte le parole e si affida a delle immagini il nostro racconto.
Non so se ci sia un’analogia tra il mio modo di scrivere e il mio modo di fotografare, ma so che entrambe le cose per me sono in piena evoluzione.

7. L’amore rende folli, almeno a volte è così. Dove posizioneresti il confine tra amore e follia?

Il confine tra amore e follia è spesso impercettibile. È per amore che si fanno le cose più sciocche. È sempre per amore che accantoniamo la logica e la razionalità.
Spesso ho pensato che una vita senza grandi emozioni fosse più semplice e più pratica da gestire. Ma come si fa a rinunciare a quella morsa che non ti permette di pensare ad altro?

8. Sei certamente un’importante esponente della “scrittura sul web”, come dimostrano i tuoi importanti blog del passato e la tua predilezione per i “social cosi”, come li chiami tu, tanti sono quelli che hanno la presunzione di definirsi “scrittori”, tu cosa pensi riguardo a questa tendenza? Chi è lo scrittore, e chi il blogger?

Il fatto è che anche io, con due romanzi editi da Mondadori e un lavoro che si basa esclusivamente sulle parole, faccio fatica a definirmi scrittrice.
Non basta un blog, nemmeno se si producono le venti righe più belle del creato, per definirsi scrittore. Ma è un fenomeno strano. Anche chi non scrive e si limita a leggere pensa sempre di poter fare meglio di te.
Ma tra un romanzo e un post c’è un oceano di tecnica, di studio e di dedizione in mezzo. Tutti tendono a scordare questa cosa.

9. Tornando a “Mi piace vederti felice”, cosa c’è di te in Aura? Esiste una “tua” Paola?

Aura di me non ha niente se non qualche riflessione su quello che osserva intorno a sé. Questa volta, al contrario di quello che ho fatto con “Ti voglio vivere”, il mio primo romanzo, non ho saccheggiato le personalità dei miei amici.
La mia migliore amica non si sentirà derubata nel leggere di Paola. Almeno spero.

10. C’è qualcosa che secondo te accomuna Lorenzo e Daniele, due personaggi chiave del tuo romanzo?

A parte l’età direi niente. Sono due opposti.
Daniele rappresenta l’amore che si logora e che si trasforma in un’ossessione malata, mentre Lorenzo rappresenta in qualche modo la parte sana dell’amore, quella che tutti vorremmo sperimentare.
Li ho creati in questo modo proprio per cercare di riflettere sulle tante sfumature dell’amore.

Ringrazio Rossella per la sua gentilezza e disponibilità e per averci regalato questa istantanea su di lei e sul suo nuovo romanzo “Mi piace vederti felice”.

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Recensione romanzo “Mi piace vederti felice” di Rossella Rasulo

Il romanzo “Mi piace vederti felice” è intenso, profondo e allo stesso tempo semplice e scorrevole. Permette al lettore non solo di immedesimarsi nella protagonista Aura, ma di vivere con lei il rapporto con i suoi tre compagni di viaggio e amici: Paola, Alessio e Lorenzo. Anche il lettore inizia pian piano a far parte del gruppo e vive in prima persona le scoperte della protagonista, di cui si innamora presto.

“Mi piace vederti felice” è un libro che riesce a far compagnia, come fosse un essere umano,  un amico e questo è possibile grazie all’abilità nella scrittura e alla tecnica dell’autrice Rossella Rasulo, che crea personaggi semplici e magistrali allo stesso tempo. La storia riesce a scavare nell’anima del lettore, mettendo in luce i suoi lati oscuri. Riesce a riportare a galla sentimenti che sembrano dimenticati sul fondo di un mare, che poi è la vita di tutti i giorni. E’ un viaggio, una vacanza, ma principalmente la scoperta di una nuova Aura, che, suo malgrado, rinasce, svelando a poco a poco una verità che la cambierà per sempre.  Il ritmo della narrazione è veloce, dinamico, ricco di sfumature che rendono il romanzo attraente. Il linguaggio dei personaggi è diretto, a tal punto da riuscire a materializzarli nella propria immaginazione, fino ad avere l’impressione di poter parlare con loro.

Non è mai facile descrivere i pensieri dei ragazzi, le loro complessità e le contraddizioni, ma Rossella Rasulo ci riesce e colpisce nel segno.

Aura accompagna il lettore nella sua trasformazione e a tratti sembra lo osservi per chiedergli consigli. Lo rende partecipe di un profondo stravolgimento della sua realtà e dei pensieri. Come ogni storia d’amore coinvolge e trascina via come un fiume in piena, ma “Mi piace vederti felice” non è solo una storia d’amore: è molto di più. Ci sono sentimenti forti, intrecci, a volte paura, una miscela di ingredienti che rendono questo romanzo bello e dinamico. Ed emoziona, e lo fa in modo violento, come se quei sentimenti e quei pensieri esplodessero in un solo istante. Rossella crea un temporale con lampi, tuoni e  pioggia come lacrime, o lacrime come pioggia, e con la stessa mano dipinge un arcobaleno. Una bella storia, un bel libro. Una bravissima autrice.

Recensione “Benvenuti nel mio regno” di R.e.g.i.n.a.

L’hip Hop al femminile è una missione difficile. R.e.g.i.n.a. propone una musicalità interessante e canzoni costruite per regalare contenuti. C’è infatti in molte canzoni uno scopo sociale e di denuncia, ma senza rabbia eccessiva. Lo si sente già dal primo pezzo “Ape operaia” che ha un testo amaro, che mette in risalto la desolazione di una società moderna, a volte allo sbando. “Tu di me non sai” è un pezzo orecchiabile che racconta la vita e la musica dell’autrice, mentre in “E’ guerra” si può guardare un’istantanea che mostra una gioventù persa, una musica che racconta un mondo sconosciuto, politica messa in piazza nei suoi luoghi e lati oscuri spiattellati senza timore. ”Vaticano Spa” è una canzone denuncia che viaggia su una bella base. Soldi e religione, un intrigo raccontato con parole crude. “Regina” parla di una femminilità messa al servizio della musica, in particolare dell’hip hop. Tra parole forti e volontà di riuscire, R.e.g.i.n.a. racconta la sua realtà. “E’ tutto passato” è un pezzo le cui parole raccontano di una vita tra studio e musica alla ricerca di un’identità. E dopo tanti pezzi tutto sommato duri, ecco una canzone d’amore: “Un giorno che nasce”. “Una vita di club e feste” è un ritratto psichedelico, un viaggio nell’ipocrisia del momento. ”Il Mondo ragiona con Caxxo” è invece un grido di indignazione per una  laurea che non serve e un sedere che porta più risultati nella società moderna. “La mosca” parla di un viaggio tra Martini e rapporti sociali disordinati, persi nella musica ad alto volume. L’idea di base dell’album è buona, bisogna ancora lavorare sulla musicalità, per diversificare di più i pezzi. Le basi sono costruite bene, quindi migliorando i ritornelli sarebbe già possibile fare un ulteriore passo in avanti. I contenuti ci sono e la voglia di andare avanti pure. Restiamo quindi in attesa dei prossimi lavori di questa rapper al femminile.

Recensione romanzo “Promettimi che sarai libero” di Jorge Molist

Il romanzo di Jorge Molist racconta la storia John Serra. Il protagonista è appena un ragazzino quando una galea di corsari approda sulla spiaggia del piccolo villaggio di pescatori in cui vive con i suoi genitori e i suoi fratelli. In quell’agguato John perde la sua famiglia, il suo amato padre Ramon, mentre la madre Eulalia e la sorella Maria vengono rapite dai “mori”. John e il fratello più piccolo Gabriel riescono a salvarsi, ma sono costretti a trasferirsi in una Barcellona del quattrocento, ormai in decadenza. Grazie al mercante  Bartomeu Sastre vengono accolti nel convento di San’Anna. Il protagonista ha promesso al padre di essere libero, e trova nei libri la sua passione. Poi incontra Anna e se ne innamora perdutamente. Lotterà per la libertà e l’amore in una dura battaglia con se stesso e la sua voglia di vendetta. Lo stile dell’autore è coinvolgente e molto veloce. La storia è ricca di personaggi interessanti, molto curata anche dal punto di vista storico. Un romanzo che scorre via veloce e che si inerpica con colpi di scena improvvisi e personaggi a volte troppo “provvidenziali”, fino a giungere a un finale che certamente coglie di sorpresa e che fa riflettere. Il viaggio di un eroe, certo, ma che dà l’impressione di rimanere alla fine in bilico. Questo non va assolutamente a ledere la bontà dello scritto e la potenza del romanzo che mantiene in tutto il suo svolgimento una suspance degna di un thriller. Sentiremo ancora parlare di questo autore in futuro, che in Spagna ha già venduto molte copie, di questo romanzo e dei precedenti.

A volte ritornano

A volte ritornano. E a volte sarebbe meglio non ritornassero. Silvio Berlusconi ha annunciato il suo “ritorno in campo”, sostenuto, dice lui, dagli industriali. Forse ritiene che i suoi elettori abbiano la memoria corta quando omette che la stessa Confindustria aveva smesso da tempo di appoggiarlo, a causa delle scelte politica discutibili e che non hanno mai favorito davvero l’attività imprenditoriale. Forse non ricorda che l’Europa ha smesso da tempo di appoggiare la sua attività politica, le bravate, le bugie raccontate come solo uno studente che non ha studiato può fare con il professore che lo vuole interrogare. E’ vero, non dovrebbe esistere alcun rapporto di sudditanza dell’Italia nei confronti della Germania, ma nemmeno un atteggiamento pressappochista, che nasconde l’immondizia sotto i tappeti. E’ ancora, e quando mai come adesso, necessaria la serietà. Contestabile o meno l’attività dell’attuale governo è servita per aumentare il peso politico dell’Italia in Europa, e certamente la crisi non è ancora alle spalle. Non può servire, ma può invece risultare dannosissimo, annunciare tagli delle tasse quando obbiettivamente è impossibile farne. Sarebbe invece auspicabile intervenire nella gestione delle entrate, applicando reali tagli alla spesa pubblica senza eliminare o peggiorare i servizi, già spesso carenti. Le frottole raccontate negli anni hanno portato gli italiani allo sconforto, alla paura del domani, alla fine delle speranze di un futuro migliore. Non è solo colpa di Berlusconi, ma a lui va la colpa di averla illusa e non glielo si può perdonare. Ormai conosciamo la sua politica e conosciamo il suo modo di vivere poco rassicurante e, soprattutto, il suo egoismo e l’attenzione maniacale per i propri interessi. Ed è il momento di smetterla, o, perlomeno, di non ricominciare. L’idea di Berlusconi di inserire il presidenzialismo è chiaramente solo una manovra per estromettere parlamentari con idee diversa dalle sue da ogni tipo di decisione, che, nella sua fantasia, spetterebbe solo a lui. Questa non è l’idea di democrazia che gli italiani vogliono. C’è bisogno di gente nuova e di idee nuove, se perché queste nascano devono morire realtà come Pdl e Lega (con i loro nuovi possibili futuri nomi), che muoiano in fretta e senza fare ulteriori danni. Forse la sinistra non sarà la soluzione a tutto, ma si può iniziare dalla gente onesta e che crede ancora in qualcosa.   

RIO con “Banditi Pirati e Mariachi” in cima alle classifiche

A pochi giorni dal RADIO DATE già in vetta alle classifiche radiofoniche e di vendita!!! Dopo il grande successo di “Gioia Nel Cuore” e “Mediterraneo” tornano i RIO all’assalto delle chart radiofoniche con un nuovo singolo.

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Kelly Joyce & The Fourcrackers: “Wake Up” new release e nuovo tour estivo

Wake Up è il nuovo singolo di Kelly Joyce per l’estate 2012 che per l’occasione, si presenta con un quartetto di musicisti davvero esplosivo: i Fourcrackers. Una miscela pop-funk raffinata ed elegante ma anche ad alto tasso energetico

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Presentazione del romanzo “Mi piace vederti felice” di Rossella Rasulo

Quest’oggi presentiamo la scrittrice emergente Rossella Rasulo, autrice del nuovo libro “Mi piace vederti felice”.  Il romanzo racconta la vacanza al mare della diciottenne Aura con i suoi migliori amici, durante la quale ritrova il diario di sua nonna, che svelerà a poco a poco un segreto che sconvolgerà tutta la sua vita. “Mentre i ricordi affiorano tra i vicoli del paese, nell’antica torre del molo e lungo le spiagge assolate, nuovi sentimenti si intrecciano a misteri dimenticati, e al ritorno nulla potrà essere più come prima”. Parole che svelano la forza della storia che Rossella Rasulo racconta. Dopo il suo primo libro “Ti voglio vivere” un altro viaggio tra i sentimenti che legano intere generazioni.

“Fotografa quel momento esatto nella nostra esistenza in cui ci rendiamo conto che i giochi sono finiti, che si fa sul serio, che quelli che ci sembravano problemi insormontabili sono niente al confronto di quel che ci attende nell’età adulta. E lo fa in modo davvero, davvero efficace”, dice del suo nuovo libro la famosa scrittrice di romanzi fantasy Licia Troisi.

Rossella Rasulo è prima di tutto una scrittrice e creatrice di blog seguitissimi dalla rete, capace di trasformarsi ed evolversi con le nuove forme di comunicazione, vincitrice nel 2010 di un Macchianera Blog Award (i premi della blogosfera italiana) come personaggio femminile più desiderabile della rete. Nello stesso anno esordisce come scrittrice nella collana Shout di Mondadori con il romanzo per ragazzi “Ti voglio vivere” e collabora con editor e sceneggiatori nella stesura di soggetti cinematografici e televisivi.

Le premesse sono ottime per prepararsi a leggere il nuovo romanzo “Mi piace vederti felice”, in tutte le librerie dal 26 giugno.