ERMINIO Sinni – “ES”: Nuovo album e nuovo singolo

GUSTAVO è il secondo singolo estratto da ES, il nuovo album di Erminio Sinni, che sarà presentato in prima nazionale live al PIPER CLUB di Roma il prossimo 10 Maggio. Un album “firmato” dalla presenza di grandi musicisti come Flavio Boltro e Javier Girotto

Release del 30 aprile 2012 – distributed by EGEA Music

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Ma quale Libertà?

Mi sono ripromessa di scrivere qualcosa per onorare il 25 Aprile, Festa della Liberazione.

I giorni sono passati, ed io ho maturato un po’ di riflessioni che condivido con gli amici di Causaedeffetto.

In questa giornata si inneggia ai partigiani, onorevoli i loro gesti in alcune zone di Italia, ma nessuno ricorda lo sbarco degli Americani ad Anzio.

Nessuno, o pochi, ricordano la battaglia di Cassino, a tal proposito vi invito ad andare a visitare la Basilica di Monte Cassino, ne porta ancora i segni.

Pochi, ormai estinti ricordano le violenze che l’esercito turco commise in Ciociaria, da qui il bellissimo film con Sofia Loren,  rari poi, sono quelli che ricordano le violenze dei partigiani.

Vestendoli da santi ed eroi, che andavano nelle case dei comuni cittadini, obbligati ad iscriversi al fascismo a sequestrare beni, alcuni padri di famiglia, trascinati fuori dalle abitazioni e picchiati selvaggiamente.

Ormai, la storia ogni anno all’avvicinarsi di questa festa, subisce delle perdite di pezzi di memorie, di racconti scritti e mai pubblicati.

Oggi lamentiamo uno Stato assente, un governo ladro, politici abietti e corrotti. Ieri, 1920 lamentavamo l’inizio di una dittatura, ma mentre il mondo usciva distrutto dalla Prima Guerra Mondiale, l’Italia, era una fabbrica in costante movimento.

Dal 1945,  dopo la Seconda Guerra Mondiale, il declino, infrastrutture poco efficienti, poco lavoro, pochissima istruzione, e soprattutto una totale mancanza di legame verso la nazione.

Passiamo, dalla padella, alla brace in pochissimi anni. Si consumano delitti politici efferati, alcuni di essi rimasti ancora senza colpevoli, bombe nelle piazze, distruzione di opere costruite in epoca fascista, ancora oggi funzionanti, un esempio il Palazzo di Giustizia di Milano, La Stazione Centrale di Milano.

Ogni anno, tutte le televisioni mandano in onda l’assassinio di Mussolini, come se fosse l’inneggiare del vittorioso sullo sconfitto. Ricordarsi ciò che fu fatto per amor di patria…….ma per piacere…. Non è stato fatto per amor di patria, il fascismo era crollato nel 1943, Mussolini era solo, e i tedeschi ormai ci avevano invaso, se anche Mussolini non si fosse alleato con i Hitler, comunque avremmo subito quello che subirono i Francesi.

La cosa che mi fa un po’ trasalire alla parola Libertà, è che la libertà è garantita dal fatto di poter dire e fare ciò che si vuole, nel rispetto degli altri. Qui si è ucciso un uomo e una donna ormai in fuga, inermi. Se il codice dei combattenti è non sparare a chi non è armato, questo codice è stato pesantemente tradito. Ma più di tutto, è stato tradito il diritto ad un giusto ed equo processo, dove poi la sentenza sarebbe stata la morte, ma almeno una sentenza giusta.

Fino al 1948 non esisteva una Repubblica, ma una Monarchia, di conseguenza era il re a dover prendere provvedimenti,  non i partigiani, sputando sul corpo di un morto.

I morti non hanno bandiera, non hanno razza o sesso, sono morti, e nel momento in cui, varcano i cancelli di questa vita, devono essere trattati con rispetto, se non altro non sputandogli addosso.

Ma tornando all’omicidio di Mussolini, mi chiedo, allora è su queste basi che si fonda la democrazia e la giustizia italiana? Non c’è mai stato per nessuno il giusto processo?

Alcuni dicono che Norimberga sia stata una farsa, io credo sia stato un inizio, un inizio in cui i criminali di guerra devono essere giudicati con giustizia ed equità, con una sentenza che sia parametrata alle colpe. Fatto quello che hanno fatto i partigiani il 25 aprile del 1945, è esattamente quello che hanno fatto i talebani per cui oggi ci disgustiamo al solo pensiero.

Nessuna dittatura è buona, e considerato quanto dicevano i partigiani, il comunismo è la peggior dittatura esistente, perché molti di questi non tollerano opinioni diverse dalle loro.

Per cui, non c’è nessuna libertà da festeggiare, solo un macabro ricordo della ferocia umana.

 

ALBERTO TESSAROTTO: il SOGNO D’AMORE di Liszt sdogana la musica classica

Il diciasettenne pianista classico, scoperto dalla Fondazione Q di Red Canzian, attraverso questo classico tratto da „Scherzi, sonate e notturni“ in cui interpreta vari autori, porta la musica classica ad una dimensione più fruibile e orecchiabile come un brano pop

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L’UDC cambia faccia e toglie la croce.

La croce rossa in campo bianco, simbolo da secoli della Chiesa viene tolto, finalmente, direi dallo stemma politico dell’UDC.

A parte le riflessioni di sorta che ci si pone in questo periodo, viene da chiedersi come mai Ferdinando Casini, abbandona lo stemma che per anni ha rappresentato uno dei partiti politici più forti in Italia.

Forse perché, sono morti i grandi DC, Cossiga, Scalfaro ecc…..? O forse perché, ormai abbandonate le vesti della prima Repubblica, bisogna affrontare la terza corsa politica?

Non ho stima per i finti preti  della DC, se per questo nemmeno per i Di Pietristi e per il PDS. Ormai ritenerli tutti la stessa minestra riscaldata, sarebbe ben misera cosa.

Guardo questo politico, che inizialmente catturava la mia attenzione, scendere nell’idiozia pura, come se togliere un simbolo dallo stemma di un partito, ne cambiasse, poi la vera natura. Questa cosa la rendo simile a mia suocera, quando dopo un temporale, pulisce i vetri, ecco Casini sembrerebbe la classica donna casa e chiesa, che dopo un temporale va a pulire i vetri. Mi chiedo, serve a qualcosa? Serve davvero all’Italia, cambiare solo il simbolo di un partito politico? Non sarebbe meglio, essere più coerenti e ricominciare da capo, prendendo nuove leve, giovani, con più e degna cultura, che  non sono il rimpasto di questo o quel partito?

Sono stanca di questa politica, da una parte marionette guidate ancora da forti braccia della vecchia Democrazia Cristiana, dall’altra un Di Pietro e il suo partito, che sinceramente mi disgusta per ignoranza, il terzo, il PDS, ho quasi la visione delle immagini in bianco e nero dell’Italia nelle lotte di classe.

Il Pdl, resterà ancora con questo nome, oppure cambierà maschera anche lui? Insomma, anziché cambiare i nomi, perché non cominciate a cambiare le facce e le persone?

Domani creo anche io un partito politico, il partito del gatto miagolante, forse, otterrò maggior credito di questi faccendieri fintamente affaccendati.

MISSIVA: ECCO IL NUOVO DISCO!

Si intitolerà “Niente addosso” il nuovo lavoro della band brindisina dal forte impatto sonoro ed emozionale, prodotto da Amerigo Verardi
Disponibile da sabato 21 aprile su I-tunes e dal 28 aprile presso le librerie Feltrinelli il nuovo lavoro discografico dei Missiva, rock band pugliese in circolazione da qualche anno nella scena underground italiana.

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Antonio Morgese, il pittore dell’anima.

Ho conosciuto Antonio Morgese, per due anni è stato mio professore di Disegno e Storia dell’Arte quando ero alle Magistrali.

La sua passione nell’insegnare, nel dipingere era ed è così presente che ancora oggi, guardare un suo quadro suscita emozioni forti, come essere sul bordo della scogliera e vedere il mare in tempesta e il sole al tramonto, oppure come essere a largo di Capri e guardarne gli splendidi Faraglioni.

Dipinge ciò che vede, con tinte forti e colori intensi, che penetrano quella cortina di gelo che in genere si vede negli sguardi di chi va alle mostre. I suoi quadri sono emozionali, a volte lasciano passare quella vena di sarcastica ironia napoletana, ma sono sempre attenti osservatori di questo mondo

Un tuffo nel blu intenso e nel giallo del sole, dall’oscurità alla luce, dal chiaro all’oscuro, così come i passaggi dell’anima, così come è  la vita delle persone, ombre e luce. Così io vedo i quadri di Morgese, sono sempre l’eterna ricerca della verità, soggettiva ma reale, perché il mondo lo si può guardare con occhi diversi e in modo diverso percepirne la sua realtà.

Questo era il suo motto con noi giovani studentesse,  il motto di guardare e osservare, perché la realtà ognuno la vive in modo diverso, così la fede e così l’arte. Raccontare ciò che vediamo ogni giorno, con i simboli che sono rappresentanza di quest’epoca.

Principalmente la sua corrente artistica si rifà, in termini letterari, a Verga descrivendo il degrado sociale, e la ricerca di riscatto sociale, ma è anche un eterno romantico, fatto di quei suoni poetici e forti profumi che accompagnano la città di Napoli, e lui Napoletano DOC, non poteva mancare nel raccontare l’amore per la sua città e per il grande Totò.

Sono passati vent’anni dall’ultima volta che l’ho visto, ma i suoi quadri, ritrovati sul suo sito sono per me un ritorno a casa, un ritorno alla giovinezza ed alla bellezza. Una felice e malinconica rimpatriata.

Il lavoro è Sacro

Ieri sera tornando a casa, in macchina ascoltavo Radio 24, sentire la trasmissione di Barisoni mi ha lasciato un po’ basita.

Dall’inizio dell’anno non riesco a tenere il conto degli imprenditori che si suicidano perché non riescono a far fronte alla crisi.

La situazione è pesante, da una parte lavoratori in cassa integrazione, mobilità o addirittura licenziati, e sindacati starnazzanti che anziché trovare una soluzione urlano la difesa di un articolo 18, che ormai è vetusto.

Il motore dell’Italia lavoratrice, è fatta di aziende con meno di 15 dipendenti, che a volte lavorano nell’indotto delle grandi fabbriche.

Ma senza commesse, non entrano soldi, non si pagano gli stipendi e non si pagano nemmeno le tasse, i più coraggiosi prima di arrendersi, le tentano tutte, altri, dopo averle tentate tutte, si tolgono la vita.

Arrivare all’insano gesto, arrivare al punto di dire basta, di lasciare la famiglia, di smettere di vivere, di arrendersi è perché non vi sono soluzioni, l’unica è morire, perché il fallimento è più grande della voglia di costruire.

L’attuale governo Monti, si ritrova con oltre trent’anni di magna magna politico, una Nazione sull’orlo del baratro e politici e pliticanti che guardano solo al loro guadagno.

35 ribelli, 35 parlamentari che si sono aggregati citando lo stato per il vitalizio e il diritto alla pensione a quando vogliono. Alcuni di questi parlamentari sono della Lega Nord.

Fa riflettere come questi personaggi fino all’altro ieri chiamavano Roma Ladrona, eppure oggi pretendono il mantenimento.

Fa riflettere come sia possibile che non si trova lavoro nemmeno a cercarlo con la lente di ingrandimento e questi  Onorevoli si preoccupano del loro guadagno.

Il titolo del film che mi viene in mente è “non è un paese per vecchi” l’Italia è divenuta “non è un paese per gli onesti lavoratori”.

Ma in tutti questi suicidi a causa della crisi, da parte di tutti i politici e sindacati c’è silenzio. La disperazione non è solo dei lavoratori dipendenti, ma da condividere in pari misura anche con gli imprenditori, che messi alle corde dai continui rincari e dalle continue tasse, sono costretti a chiudere.

Il lavoro è un diritto, sacrosanto, sancito dall’articolo 1 della nostra Costituzione, ma qui non è più un diritto, semmai un lusso.

La manifestazione migliore sarebbe che tutti gli italiani un giorno, senza preavviso, ritirassero i propri soldi dalle banche, ponendosi in cinque milioni davanti a Montecitorio e imponendo a questa banda di ladri e fancazzisti di fare il lavoro per cui eletti e pagati.

Opto anche la possibilità di eliminare del tutto il pubblico finanziamento ai partiti, se si è ricchi non si ha bisogno di rubare, ma se si è poveri si è corruttibili. Per cui fare come in tutti gli stati civili, candidarsi se si hanno le possibilità economiche di affrontare la campagna elettorale oppure di trovare ricchi finanziatori.

Di candidarsi se si conoscono i diritti e la storia di questo Paese, di non candidarsi per inserire nelle aziende parastatali i figli e i nipoti, considerato che alcuni di questi sono più ignoranti delle capre nei campi.

Questo Paese è rovinato da anni di finta democrazia, da una prima Repubblica fatta di bombe e ladri, e una seconda fatta di ladri e mafiosi. Sono stanca e mi sto rendendo conto che anche se votare è un mio diritto ed un mio dovere, non viene rispettato.

PINO SCOTTO: ESCE L’ALBUM DOPPIO CODICI KAPPAO’+ LIVE… ROCK FOR BELIZE

Nuovo disco ricco di collaborazioni per l’icona rock nazionale che sprigiona oggi come un tempo, un’energia ed una forza inarrivabili che fanno di Pino Scotto un’autentica leggenda release date 24/04/2012 (Shouts! Records/Edel)

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