DisCanto: la musica popolare diventa suono ancestrale.

Quello che oggi è quotidiano, domani diventa vecchio ma dopodomani diventa un passato da afferrare per la cima dei capelli, prima che sfugga del tutto. Per questo, un lavoro di ricerca e recupero come quella del gruppo popolare sulmonese dei DisCanto restituisce alle tradizioni contadine abruzzesi i suoni ancestrali che le caratterizzano. Un’operazione cominciata negli anni ’60 da Michele Avolio, leader del gruppo e a sua volta figlio di cantori spontanei abruzzesi, e proseguita con un paio di cambi di formazione fino ad oggi.

Chi l’avrebbe pensato mai che semplici canzoni contadine, originariamente cantate senza strumenti perché intonate durante le operazioni in campagna, potessero riempire e rendere magica un’atmosfera con un sapiente uso di arrangiamenti e di voci sensuali come quelle di Michele Avolio e Germana Rossi? Il cd che propongo è del 2007 ed è l’ultimo, in ordine temporale, prodotto dall’associazione Musicale “DisCanto” con il contributo della Fondazione Carispaq e della Comunità Montana Peligna.

“Ride la luna” è stato registrato in provincia dell’Aquila, nelle “Officine DisCanto” di Sulmona, con una puntata a Villavallelonga per la traccia “S. Antonio”, cantata in occasione dei festeggiamenti del 16 gennaio. Raccoglie brani che provengono da diverse aree d’Abruzzo, nei rispettivi dialetti, e che si dividono tra serenate, inni all’amore e alla fertilità, filastrocche, canti di questua e perfino ninne nanne. Alla formazione consueta del gruppo, in questo cd si sono aggiunti i violini di Massimo Pacella e Luana De Rubeis e le voci di Marialaura Pierbattista e Doriana Legge. Una delle tracce, “La rosa a lu ciardine”, è un canto d’amore che alla fine degli anni ’60 venne proposto anche da Giovanna Marini, “santona” del folk italiano, mentre la melodia del ritornello di “Mare maje”, lamento funebre dell’area vastese di chiara influenza balcanica, si ritrova anche nel terzo movimento della I sinfonia di Malher, autore sensibile alle tradizioni popolari. (Un assaggio del cd lo avete qui: era il canto che i carbonai di un paesino dell’Aquilano, Villavallelonga, intonavano mentre tornavano a casa dal lavoro).

I DisCanto sono, dal 1995, Michele Avolio (voce, chitarra, bouzouki, ciaramella, percussioni – compositore), Sara Ciancone (violoncello, percussioni e cori), Antonello Di Matteo (zampogna, clarinetto, flauti, fisarmonica e organetto) e Germana Rossi (voce, violino e fisarmonica). Discografia completa, informazioni e contatti sono su www.discanto.net.

KIERO: in radio con SUPERLOVERS

 

Il cantautore si prepara per Sanremo
ultimando il suo album d’esordio “Magie”



“Le promesse che gli amanti si fanno ogni giorno
Le promesse che si dicono saranno per sempre…
e che finiscono in un niente…
i sorrisi e gli occhi pieni d’amore
che vengono presi a sassate in un solo istante…
chi si salva dal gioco dei Superlovers?”


Ad Andrea piace semplicemente giocare con le parole e con le note, cercare la melodia e dire cose che sente anche se magari per qualcuno possono non avere senso. Tutto parte da un pensiero, da qualcosa che vede, da una sensazione, da qualcosa che  colpisce, sconvolge o che piace ; tutto parte dalla melodia che deve essere capace di rendere colorato quello che magari non lo e’, felice quello che magari e’  triste; tutto parte dalla voglia di far stare bene chi ascolta, dal non essere banale anche se si racconta di qualcosa di già conosciuto. Ogni volta parte da tutto questo!

Nasce a Sondrio in un giorno in cui c’erano 2 metri e mezzo di neve e da quel giorno sono cresce in mezzo alla musica perchè se la ritrova addosso. Canta, costruisce batterie con fustini del Dixan, suona tastiere giocattolo o chitarre 100 volte più grandi lui. Comincia lo studio della musica e del pianoforte, e all’età di 13 anni comincia a sentire il bisogno di scrivere qualcosa di proprio, di cominciare a scrivere le prime parole e di poter dare a loro un suono, di scrivere semplicemente una canzone. Freddy mercury, i cantautori italiani da De Gregori a De Andrè passando per Vasco Rossi, o  Bob Dylan, i Beatles  e i Rolling Stones, i Pink Floyd sono i suoi riferimenti.

Negli anni del Liceo l’incontro con Abi il coautore dei testi e delle musiche di Kiero. C’è gente che si cerca e non si trova per tutta la vita, c’è gente che poi invece quando si prende non si lascia più, e con Abi  e’ stato così.
Kiero e “Jimmi”, detto così perché suona come Hendrix cominciano chilometro dopo chilometro a correre dietro al sogno, dietro a quell’idea  di poter suonare un giorno le loro canzoni. Chilometri passati in autostrada per raggiungere locali dove suonare piuttosto che i migliaia di concorsi e festival che popolano la nostra penisola; e ogni volta un sogno nel cuore che ad ogni battito vuole  volare, e ogni volta una speranza  e qualche volta la delusione per una serata che non e’ andata come doveva andare, ma  il giorno dopo gia’ pronti a sorridere nuovamente alla musica. 
Poi, nel 2009 al Premio Donida vince il premio della critica di Mogol, lavora alle sue canzoni e ne porta una, Superlovers, al 54° Festival di Castrocaro 2011 e, in prima serata su RAI 1, si aggiudica la vittoria assoluta.

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No Tav-Indignados: Quale convergenza?

Due manifestazioni, due realtà. Domenica scorsa abbiamo assistito a uno spettacolo indecoroso e contemporaneamente a uno che rappresenta una realtà nuova e importante. Facciamo un passo indietro.

Sabato 15 ottobre in tutto il mondo ha avuto luogo la manifestazione cosiddetta degli “Indignados” che ha portato in piazza un’idea su tutte, e cioè fermare questa economia senza etica ne ragione e che permette di far guadagnare solo qualche signore, mettendo “alla fame” il resto della popolazione. L’idea è nata in Spagna ed è piaciuta a tal punto da trasformarsi in un movimento a livello mondiale che proprio sabato scorso ha dato prova della sua forza in tante piazze di tutte le città più importanti della terra.

Così la gente ha sfilato da New York ad Atene, da Tokio a Roma. Appunto, a Roma. Come durante il G8 del 2001 a Genova, i Black-block si sono infiltrati, devastando banche, bruciando automobili, negozi, e tirando sassaiole alle forze dell’ordine, sino a dar fuoco ai mezzi di questi ultimi. Uno scempio con il risultato di sopprimere l’impatto mediatico delle idee che la manifestazione voleva far sentire.

A una settimana di distanza ha invece avuto luogo la manifestazione dei No-Tav a Chiomonte (Val Susa). Corteo pacifico senza scontri. Il movimento No Tav protesta ormai da anni contro il progetto legato all’Alta Velocità in Val Susa e che prevede la realizzazione di numerosi tunnel nella montagna per far passare la nuova linea per il trasporto di merci dalla Francia all’Est Europa. Inizialmente, almeno, era così. Si, perché nell’elenco dei motivi per il quale protestano i No-Tav (da noi pubblicati qui), ci sono numerosi spunti interessanti, ma ciò che è più importante è che la convergenza delle idee di questo movimento con quelle degli indignados è spiccata. La protesta verte ormai, più che sugli aspetti progettuali dell’opera, sulle modalità di affidamento dei lavori, sulla necessità dell’opera sacrificando soldi per la scuola, per la ricerca e per le infrastrutture “locali”. Per non parlare della denuncia di soldi spesi per il rifacimento delle linee ferroviarie e di collegamento con la Francia per i giochi olimpici invernali di Torino 2006. Quello che in entrambe le manifestazioni è emerso è che la gente è stanca di questi furti autorizzati dallo Stato. Nel merito di una situazione politico – sociale che vede sindacati e partiti (una volta dalla parte del popolo) virare su interessi forti e importanti del nostro paese, molta gente è rimasta orfana dei propri ideali, dei proprio punti di riferimento, della propria vita, del futuro e in ultimo, ma forse in primis, dei propri sogni.

Il nostro è un popolo che sta tirando fuori le unghie, per difendere la propria identità, svenduta da politicanti venditori, venditori politicanti e mezze cartucce. Come non commentare i volta-faccia dei parlamentari, che è vero non sono una novità, ma che sono quasi stati istituzionalizzati da leggi farlocche e senza decenza. La verità è che sarebbe necessario che qualcuno o qualcosa canalizzasse queste nuove forze che vogliono un’Italia pulita, e questo non messo in pratica da mezze cartucce e mezzi comici in odor di santità, ma da gente che ha voglia di fare, di essere, e perché no, di lottare. Senza pietre, senza slogan di rivolta, ma con i fatti. All’indignazione, alla lotta, deve susseguirsi una rinascita. Ed è quello a cui tutti aspiriamo. Per tutti intendo quelli che non hanno paura di sottrarsi da una logica del “sono amico di” e della raccomandazione in genere, del “piacerino”, del “tanto è così che va”.

C’è un’Italia nuova e allo stesso tempo antica in queste manifestazioni, c’è un’Italia che non vuole essere lo zimbello di un’Europa a due velocità. C’è un’Italia. Ed è questo l’importante, come lo è difenderla. E spetta a tutti noi farlo, con la politica, con le parole, anche con le grida se è necessario contro gli incappucciati a libro paga della propria imbecillità. Il tutto nel pieno rispetto di noi stessi, di chi manifesta, di chi fa parte delle forze dell’ordine, di chi lavora sotto minaccia, di chi sogna un mondo diverso e in cui si possa dire: da oggi in poi “non va più così”.

DARIO GAY torna in scena con un doppio CD

Su una stella cadrai” scritta con Luigi Schiavone
e “Il viaggiatore” cantata con Enrico Ruggeri
sono le canzoni del singolo estratto da “Ognuno ha tanta storia”
il doppio cd con dvd di inediti e duetti

 

Dario Gay è un artista che, forse inconsapevolmente, ha sempre tentato di gettare raggi di luce sulle ombre, là dove si nasconde quello che è interessante. Come un lavoro che occupa lo spazio di una vita, della sua memoria, degli incontri, dei silenzi, le note e le canzoni che oggi sono raccolte in “Ognuno ha tanta storia”, titolo che cita e omaggia Gabriella Ferri con l’introduzione al progetto voce e fisarmonica. Incontri con storie da raccontare o che condividono momenti importanti di Dario e li vivono insieme a lui per la prima volta su disco. E’ un raccontare la vita, le vite, è ritrovare una storia, o è ritrovare se stessi.

Banda OsirisAndrea MiròAmedeo BianchiEnrico RuggeriAida CooperMilvaMassimo PrivieroGiovanni NutiViola ValentinoRosario Di Bella, Rita PavoneVladimir Luxuria sono gli ospiti che hanno voluto collaborare con Dario al disco.

La parte visiva, contenuta nel DVD, è un complemento al disco, come fosse la storia stessa del progetto, quella che solo ascoltando non verrebbe raccontata. Ci sono tutti gli amici, in immagini e storie rubate alla vita in studio insieme a una raccolta di video integrali. Tratto dal cortometraggio di Gilberto Visintin “L’altra faccia della luna” (interpretato da Dario nel 2006) il video di “Ti sposerò”, dal vivo quello di “Capita” con Aida Cooper e la band al completo, e in studio – come un’estensione del making of – “Questo cielo è mio” con il Sunshine Gospel Choir al completo e “Il Viaggiatore” con Enrico Ruggeri. Non poteva mancare il video girato a Milano de “La grande sete”, la prima delle storie raccontate nel progetto, con la partecipazione di Andrea Mirò. A completare il dvd il contenuto extra di una serie di fotografie inedite di Dario.“Ognuno ha tanta storia” è un viaggio nella vita, nelle sue pieghe e nelle nostre, visto da uno sguardo artistico elegante. In più di una di queste storie, c’è un pezzo della storia di ciascuno di noi. C’è anche molto di più, ma in una presentazione davvero questo “di più” non ci sta.

 

DARIO GAY – Biografia

1982 Esordisce a “Il Talentiere”, concorso per artisti emergenti organizzato da Rita Pavone e Teddy Reno che lo notano e lo portano come ospite con loro in tour.

1985 Con “Oh Dolores” inizia la carriera artistica, vincendo il Premio Rino Gaetano. Inizia la collaborazione artistica con il team di Enrico Ruggeri.

1987 Firma il contratto con la RCA e pubblica il primo singolo che contiene “Melodrammatico” e “Diamante” scritte a quattro mani con Ruggeri. Presenta durante tutta l’estate, nei concerti di Enrico Ruggeri, le canzoni dal vivo accompagnato dagli Champagne Molotov.

1988 Si dedica alle registrazioni del suo primo album, di cui presenta un’anteprima durante la tournée estiva di Enrico Ruggeri che ne “La parola ai testimoni” inserisce “Le luci della sera” scritta con Dario.

1989 Esce il suo primo album “Nella vita di un artista c’è sempre un disco che ha per titolo il suo nome”, con la direzione artistica e la collaborazione di Enrico Ruggeri,  che partecipa alla realizzazione dei  testi di quasi tutto il disco. Nuovamente in tour con Enrico. Collabora alla composizione del testo di “Gemma”, pubblicata da Rita Pavone sull’album “Gemma e le altre”. “Dammi un’emozione”, il lato B del singolo tratto dall’album va in finalissima al Festivalbar e vince il premio della critica “Premio Rino Gaetano Grammy d’Autore”

1990 Partecipa al Festival di Sanremo tra le nuove proposte con la canzone “Noi che non diciamo mai mai”, arriva in finale e si classifica al 4° posto. Alla realizzazione del disco Rita Pavone e Marco Masini.

1991 Le radio inseriscono in playlist “Nonsoloamore”, anteprima del secondo album. Partecipa per la seconda volta a Sanremo, presentando in forma ironica e provocatoria,“Sorelle d’Italia”, ironico ritratto di vita dei viados e dei camionisti. Suscita un vespaio di polemiche, ma anche molteplici consensi da parte della critica e del pubblico, che dimostra di gradire questa canzone. Esce il suo secondo album, “Nonsoloamore”, che registra un discreto successo di vendite ed un più che soddisfacente consenso di critiche. Partecipa al tour di Gianni Morandi Red Ronnie “Be-Bop-A-Lula Sotto la Tenda”, e come protagonista di un concerto a due voci con Valentina Gautier per tutta l’estate. Partecipa come ospite all’album di esordio di Luigi Schiavone, duettando in “Musicatriste”“Tu mi cercherai”.

1995 “Basta Con Le Favole” viene pubblicata su cd singolo e patrocinato da Fonopoli e si avvale della supervisione di Renato Zero. Partecipa come ospite ad alcuni spettacoli di Zero, tra cui la “Maratona di Fonopoli” che si tiene al “Piper” di Roma nel luglio 1995.

1997 Compone il testo del singolo estivo degli O.R.O. “Rose rosse e caffè” in collaborazione con Enrico Ruggeri.

2001 Dopo qualche anno di ricerca e sperimentazione musicale ma soprattutto personale, finalmente prende forma un progetto musicale che convince Dario a ritornare alla sua attività di cantautore. Nasce il singolo “Domani è primavera”, sigla ufficiale del Gay Pride 2001.

2002 Rappresenta l’Italia al Festival di Musica Internazionale a Tematica Gay di Colonia “SONGCONTEST” con il brano “Le nuvole”, in duetto con “La Cristiana”.

2002 – 2003 Collabora alla realizzazione del nuovo progetto di Milva “Milva canta Merini”.

2005 L’anno è segnato dall’incontro con Rosario Di Bella che decide di proporsi come produttore del rientro discografico di Dario. Il nuovo singolo contiene due brani:“Ti sposerò”“Il muro” cantata insieme a Rosario Di Bella.

2008 Si concretizzano le idee per il nuovo disco sulla lunga distanza che viene anticipato da “La grande sete” per la quale viene anche girato un video con la partecipazione di Andrea Mirò che su disco suona il violino. Il singolo contiene anche la versione de “Le Nuvole” cantata dal solo Dario e la riproposizione di “Mi Vorrai”, una delle pagine più intense del nuovo corso. Viene messo a fuoco il progetto “Ognuno Ha Tanta Storia”, fra Roma e Milano.

2009 Duetta con Enrico Ruggeri e Andrea Mirò in “Sulla strada” da “All In”, triplo cd di Enrico Ruggeri.

2010 “Ognuno ha tanta storia” è un disco doppio + DVD che esce per Edel.

 

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UN SEGRETO è il nuovo singolo dei RIDILLO

In Anteprima su RADIO 1 RAI
L’espressione dello spirito che ha pervaso
tutta la loro ventennale produzione musicale:
poche chiacchiere e tanto Groove!

 

Non siamo alla Motown, ma poco ci manca e i rimandi affiorano per ogni dove,  l’armonica alla Stevie Wonder, i fiati che ondeggiano su un di un groove  appoggiato ma che continua a rotolare, il fischio che rivela tutto  l’affetto  per Otis Redding, il tutto ad incorniciare una grande storia fatta di piccole  cose. Questo é il ” Segreto ” per i 20 anni dei Ridillo, il nuovo singolo ottimo viatico per lenire le prime malinconie autunnali.

Anche per oggi il “Soul” è stato assai brillante!!!
I Ridillo nascono nel 1991 e proprio quest’anno festeggiano i 20 anni con l’album “Playboys“, dodici brani inediti più una cover, “Non è normale” (“It’s not unusual” di Tom Jones).

L’aforisma che Andy Warhol ha creato per raccontare la sua arte: “profondamente superficiale”, definisce benissimo“PLAYBOYS”, e tutto lo stile dei Ridillo di questi 20 anni.

L’ottavo lavoro dei Ridillo non punta sulla novità ad ogni costo, ma su una grande sicurezza: ritrovare quella potente miscela di funksoul che, legata all’ironia e alla melodia italiana, ti fa star bene, regalandoti una piacevole sensazione di leggerezza.

In questi anni si è sempre più sviluppata la parte di produzione nel team Ridillo, tant’è che dalla fine del 2010 la loro “Zanzara Party” è diventata sigla del programma La Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24, nell’estate 2011 viene commissionata loro la sigla di Radio1 Rai Suoni d’Estate.

Il 2011 continua con la partecipazione al film di Gabbriellini (che uscirà nel 2012) che ha come protagonista Gianni Morandi.

 

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19 OTTOBRE ESCE: L’AMORE HA UN ALTRO COLORE – ALBUM CHE SEGNA IL RITORNO DI DANILO AMERIO

Dopo quasi un decennio di silenzio Danilo Amerio esce il 18 ottobre con l’album L’amore ha un altro colore (contemporaneamente in distribuzione e rotazione radiofonica). E’ il ritorno ufficiale del cantautore astigiano sulla scena musicale. Il nuovo lavoro discografico di Amerio si compone di 10 brani in ognuno dei quali viene sviluppato un aspetto dell’amore: dalla dolcezza della donna amata di C6 H12 O6 (formula dello zucchero, e primo singolo dell’album), al piacere per la vita che non va sprecata di Giorno per giorno (singolo che affianca l’uscita del CD), fino a L’amore ha un altro colore, che da il titolo all’album.

Completano la raccolta anche due brani di impegno e denuncia sociale: Stella in mezzo ai guai, il sogno di una ragazzina di far parte del mondo della tv che la porta a rinunciare anche a se stessa, e Feed All Over dedicato ai bambini africani che vivono in difficoltà, stelle che, purtroppo, si spengono prima di raggiungere la brillantezza.

L’amore ha un altro colore è l’espressione della maturità di un artista come Amerio che ha fatto molto per la canzone italiana ma che ha ancora in serbo tante carte da scoprire.

Biografia breve: Amerio esordisce nel 1992 al Cantagiro con il pezzo Buttami via, che si classifica al secondo posto, seguono 4 Festival di Sanremo come cantante e molti altri come autore e produttore (Giorgio Faletti, Little Tony, ecc). l’ultimo decennio lo trascorre dietro le quinte collaborando alla realizzazione degli album di grandi artisti come Raf, Umberto Tozzi, Marco Masini, Jovanotti, Mia Martini, Aleandro Baldi e Paolo Vallesi. Fra i successi di Amerio, Donna con te cantata da Anna Oxa. e la versione italiana dello spot Coca Cola Vorrei cantare insieme a voi….

Recensione – La festa dei Modà 11/10/11 Viva i romantici tour @Palaolimpico Torino

Il traffico di un normale martedì d’ottobre congestionato e lunghe file ai cancelli all’approssimarsi delle 21; mentre aspetti di entrare ti guardi attorno e il primo dato lo registri subito: il pubblico dei Modà non ha età. Dai genitori con prole stile Sanremo alle ragazzine urlanti che aspettano solo di vedere il loro idolo, dalle coppie in cerca di un momento romantico al gruppo di amici che attende di farsi una bella cantatina in compagnia: i Modà non mancheranno di regalare a ciascuno di loro un momento da ricordare. Ma la vera festa è per tutti quei trentenni che hanno iniziato a seguirli da subito, magari scherniti dagli amici che dicevano “ma questi qui chi sono?”: a loro non è mai importato, si sono presi la propria rivincita vedendo il Palaisozaki pieno e in festa per i propri idoli.

 Ed è proprio il pala olimpico che colpisce subito con le sue luci e i suoi colori, con un palco semplice, funzionale, munito di immancabili maxischermo: buio, inizia la proiezione di un film western con Kekko “the voice” capobanda de “i magnifici cinque”, e in un’esplosione di suoni e luci “Vittima” apre le danze; subito il leader del gruppo corre incontro ai fans come per abbracciarli tutti, incredulo e consapevole allo stesso tempo. Ed è inesorabilmente questo che di loro colpisce: la sensazione che siano i vicini di casa arrivati al successo dopo tante porte in faccia, ma pur sempre rimasti i bravi ragazzi che ringraziano gli amici venuti a sentirli al pub del paese.

 

“Come un pittore” incanta il pubblico che accompagna ogni singola parola di Kekko e fa intuire che di momenti intensi se ne dovranno ancora vivere nell’arco della serata a cominciare con la versione by Modà del brano “Urlo e non mi senti” scritta, in un momento in cui iniziavano a credere poco nell’avventura discografica, per Alessandra Amoroso, e adesso riproposta in chiave maschile.

“La notte” incendia letteralmente il pubblico che canta e balla in balia della musica, ma tutto si ridimensiona quando Kekko dedica “Anche stasera” all’amico Giuseppe morto di recente: una dedica sentita, ma forse resa troppo accentuata dalle fotografie dei due amici che scorrono sui led; ma tutto ha più senso se si ripensa ai Modà come ai vicini di casa, i ragazzi della porta accanto.

E’ la volta del medley che fa cantare i fans storici con brani degli inizi come “Uomo diverso”  e che apre le porte a “Salvami” , tratto dall’ultimo album, e ad “Arriverà”, seconda classificata a Sanremo in duetto con la Marrone: la versione solo maschile, così come nel cd, appare più dura, ma sempre piacevole da ascoltare.

Ad un certo punto non si capisce bene cosa stia succedendo sul palco: passa qualche secondo prima di capire che la ragazza avvinghiata a Kekko sia stata fatta salire proprio da quest’ultimo. Si abbracciano, si distendono uno accanto all’altro sulle note di “Tappeto di fragole” e tutto appare chiaro: un siparietto scenografico per una canzone che fa sognare le ragazzine, impegnate attualmente a rodersi fegato, mani e piedi al pensiero di “potevo esserci io lì…”…

Scorrono le ultime canzoni  e il medley acustico al pianoforte; la band saluta come da copione per poi tornare con il bis de “La notte” e l’immancabile “Viva i romantici”: i Modà si congedano dal pubblico e gli applausi li ringraziano di non essersi risparmiati, a Enrico Zapparoli “il zappa” viene riconosciuta tutta la bravura e intensità in ogni assolo e alla chitarra acustica.

Se ne vanno con la promessa di tornare a Torino grazie all’accoglienza così calorosa: e il pubblico che sta “sotto la Mole” li aspetta, un po’ curiosi di poter sentire il prossimo lavoro, sperando sia così fortunato come è stato nel 2011 l’album “Viva i romantici”.

IL GENIO: il nuovo singolo

Brano dal sapore electro, marchio di fabbrica de Il Genio, ma farcito anche di rock.
La chitarrina è proprio elettrica, e quanto si sente. Pop, tutto da cantare

“Amore Chiama Terra” – VIDEO UFFICIALE

 

Gli inizi. Il Genio si forma nei primi mesi del 2007, quando Gianluca De Rubertis (già tastierista degli Studiodavoli) ed Alessandra Contini decidono di dare voce alle loro canzoni composte al pc, focolare domestico del nuovo millennio. L’attenzione che il progetto suscita è sin da subito altissima: a soli due mesi dalla sua nascita, infatti, Il Genio trova modo di esibirsi, oltre che nel Salento, terra natia di entrambi, anche in città come Milano, Roma e Bologna, raggiungendo sul suo myspace ufficiale (www.myspace.com/ilgenio) un numero di ascolti/visite molto elevato.

L’album d’esordio viene pubblicato il 21 Marzo 2008, su etichetta Disastro Records. L’atmosfera dell’album si presenta ironica e sensuale, elegante ma ammiccante al punk, suffragata da testi incisivi e mai banali. Il Genio suona electro-pop, attraversando atmosfere retrò cantate in italiano e francese, sfugge linee rette, attraverso spirali cariche di sensuali suggestioni e di ironici equilibrismi. I tracciati sonori sono di immediato accesso, ma, al tempo stesso, ricercati ed eleganti, in bilico tra gli chansonniers français, l’attuale melodia di gruppi come i Blonde Redhead e l’ironia degli Stereo Total.

2008. Con l’uscita del disco, il 2008 si prospetta un anno ricco di appuntamenti (vedi sotto). Con un fitto calendario di date live, l’ottimo riscontro da parte delle  riviste specializzate (tra cui Blow up, Rumore, Rockerilla, Beat Magazine, Rockstar, XL e Rolling Stone) e la promozione sul web e sulle radio, Il Genio accresce in maniera rapida ed esponenziale la sua notorietà, attirando immediatamente l’attenzione di Mtv, che, a Marzo, invita la band ad esibirsi negli studi di Your Noise. Contemporaneamente, grazie all’immagine ricercata del duo e all’enorme curiosità destata dal singolo “Pop porno”, Il Genio si affaccia prepotentemente anche nel mondo delle riviste di costume e di moda, tra cui Vogue Italia, D – La Repubblica delle Donne, Specchio e Rodeo Magazine.

Il 13 Giugno viene realizzato il videoclip del singolo “Pop porno”, che, a distanza di un mese, compare già in alta rotazione sulle frequenze di All Music, nei cui studi, il 22 Luglio, Il Genio viene intervistato in diretta per Classifica Indie. Il video diviene da subito un vero e proprio “fenomeno” su youtube, registrando in pochissimo tempo diverse centinaia di migliaia di visualizzazioni. Nel frattempo, ad Agosto, il video entra in alta rotazione anche su Mtv Italia e su tutte le altre emittenti.

A Settembre Il Genio vince il premio Indie Music Like 2008 con il brano “Pop porno”. Nello stesso mese, il duo si esibisce in diretta a “Quelli che il calcio”, con Simona Ventura in veste di madrina d’eccezione; nel giro di poche settimane il brano diventa la colonna sonora della trasmissione di RAI 2 ed entra in alta rotazione su Radio Deejay. A Ottobre, la chiamata di una major, Universal Music Italia, che acquisisce l’album in licenza, preparando una nuova ristampa del disco, uscita a Novembre, con l’aggiunta di due brani inediti.

2009. A Febbraio viene presentato il videoclip del secondo singolo “Non è possibile”, per la regia, come nel caso precedente, di Stefano Mordini. Ancora una volta, il video riscuote un ottimo successo, mettendo in luce un ormai inconfondibile stile e chiari riferimenti al cinema francese anni ’60.

Anche il 2009 si presenta un anno ricchissimo di appuntamenti live, durante il quale si consolida l’interesse  dei media, che confermano Il Genio come uno dei gruppi rivelazione degli ultimi anni.

2010. Terminato un lunghissimo live tour, cha ha visto il duo impegnato in più di 100 concerti in un anno, Il Genio entra in studio a Febbraio, per registrare il nuovo lavoro; l’album, dal titolo “Vivere negli anni ‘X” esce il 18 Giugno 2010. Il brano scelto come singolo di lancio, “Cosa dubiti”, riscuote un buon successo, soprattutto nel circuito indipendente.

Il 19 Ottobre esce “Romanzo Criminale – il CD”, concept album composto da brani originali inediti ispirati ai personaggi della serie di grande successo Romanzo Criminale, prodotta da Sky Cinema e Cattleya, che vede la partecipazione de Il Genio con il brano “Roberta”. Sempre a Ottobre, viene realizzato il videoclip del secondo singolo, “Tahiti Tahiti”, che ottiene subito un ottimo riscontro, entrando in rotazione su Radio Deejay e sulle principali televisioni musicali.

A Dicembre il brano “Roberta” viene scelto come secondo singolo per la promozione di “Romanzo Criminale – il CD”, entrando in rotazione nelle principali radio e, con un videoclip, nelle principali televisioni musicali.

2011: anche il 2011 vede la band impegnata in un’intensa attività live. A Settembre esce il video di “Amore Chiama Terra”, terzo singolo estratto da “Vivere negli anni ‘X”.

 

IL GENIO on MySpace
www.myspace.com/ilgenio

DISASTRO RECORDS – Home Page
http://www.disastrorecords.com/

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ALA BERTH reinterpreta THE WAY WE WERE

Prodotto da Red Canzian per Fondazione Q e arrangiato da Danilo Ballo, il brano è stato la colonna sonora dell’omonimo film “Come eravamo“ con  Barbra Streisand e Robert Redford, ha vinto un premio Oscar ed è all’ottavo posto in una classifica stilata dall’AFI tra le 100 migliori canzoni tratte da un film

The Way We Were raggiunse la vetta della classifica statunitense Billboard Hot 100 per una settimana nel 1974, ma fu spodestata dalla vetta da Love’s Theme della Love Unlimited Orchestra. In seguito il singolo tornò nuovamente in vetta per altre due settimane. Il singolo stette alla numero uno anche della adult contemporary chart per due settimane. In quella occasione, la Streisand raggiunse la vetta di quella classifica per la seconda volta dopo People del 1964. La versione di The Way We Were pubblicata sul singolo utilizzava una traccia audio differente, da quella presente nell’album della colonna sonora di Come eravamo e nei successivi greatest hits. La differenza principale fra le due versione è facilmente riconoscibile nella frase “Smiles we gave to one another”, approssivativamente ad 1 minuto e 15 secondi dall’inizio. La versione del brano registrata sul 45 giri non fu mai inserita in alcun album. Il brano è stato classificato alla novantesima posizione della lista Billboard’s Greatest Songs of All Time. Una versione del 1975 registrata da Gladys Knight & the Pips accreditata con il titolo The Way We Were/Try to Remember raggiunse l’undicesima posizione della Billboard Hot 100 e la sesta della Hot Soul Singles.
Donna Summer ne interpretò una cover nell’album dal vivo del 1975 Live and More.
Nel 1979 Gilda Radner ne registrò una parodia per l’album “Live From New York”.
Nell’aprile 2006 Paris Bennett interpretò una cover del brano (nella versione di Gladys Knight & the Pips) durante la quinta stagione del reality show American Idol.
Nel 2007 Barry Manilow ha registrato il brano nella compilation The Greatest Songs of the Seventies.
Nel 2008 le Girlicious hanno registrato una loro versione del brano nell’album “Girlicious”.
Nel film Una pallottola spuntata 2 e 1/2 – L’odore della paura, il personaggio interpretato da Priscilla Presley canta il brano sotto la doccia, mentre un uomo al di fuori che avrebbe dovuto ucciderla si unisce a lei nel ritornello del brano.
Il 30 dicembre 2008, Beyoncé ha cantato The Way We Were al Kennedy Center Honors a Washington, davanti a Barbra Streisand.

Ala Berth
Cantante con una vocalità camaleontica e duttile, influenzato da svariati generi musicali: R&B, soul, Funk, Jazz, Pop, Rock, House, Electro, Lirica. E’ autore e compositore, estremamente originale nella vita e sul lavoro con spiccata sensibilità verso l’Arte in genere; ha praticato danza, teatro e dizione ma nessuna scuola per il canto: “è un dono della Natura” dicono nel mondo, specialisti nel campo musicale e medico foniatrico. Poiché anche di madrelingua inglese ha avuto l’opportunità di jam e performances con molti artisti e musicisti nel mondo.
Nasce in Italia ed è amante della cultura musicale, storica, artistica, italiana, la sua voglia è di esprimere ciò che ha raccolto nel mondo, dalla nascita ad ora, e così farne conoscere il proprio talento, sperimentarlo ed esprimerlo anche nel suo paese d’origine e all’estero.
Come vocalist anche con il nome di Albert from Canada (da circa quindici anni) nei migliori club/discoteche con i migliori Djs e artisti del panorama House Internazionali e Nazionali: DJ Bobby D’Ambrosio, Tony HumphriesTerry HunterAdamskiCarl CoxNicky Harris (backing vocal di Madonna)Barbara Tucker (House-singer)Andy Fletcher (Depeche Mode)Leeroy Thornhill (The Prodigy) Robbie Rivera (project The Cube Guys) Roger Sanchez, Alex Neri, Tommy V, Coccoluto, Ralf…

 

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Recensione “Niente di importante” di Marco Masini

Il tempo ha le sue parentesi che come nuvole in un cielo azzurro si muovono e cambiano. Così il nuovo disco “Niente di importante” di Marco Masini rivela una nuova maturità e una nuova mentalità che non dimentica le sue origini. Lo si può capire sin dal primo pezzo “Non ti amo più” che racconta della voglia di non urlare un sentimento che ormai si è trasformato in qualcosa di diverso. “Fino all’ultimo minuto” riprende invece le sonorità e le melodie delle produzioni più recenti, mentre “Il buffone del momento” ricalca una musicalità più moderna e attuale pur mantenendo l’intensità delle canzoni più profonde e spicca in questo album. “Colpevole” è una ballata diretta e orecchiabile, così come lo è “Principe azzurro” che svela il Masini che ha sussurrato “Cuccioli” e “L’uomo volante” in tempi non troppo lontani. “Niente di importante” è la canzone che regala il titolo all’album e contiene il messaggio trainante del disco e di cui ho parlato all’inizio di questo testo, quello che era rabbia, “malinconoia” è diventato una nuova vita, ricca di colori senza dimenticare il graffio della voce e dei testi tipico del cantante toscano. “L’amore si ricorda di te” parla di un sentimento comune, soprattutto in questi giorni che a volte si dimostrano grigi e in cui si deve lottare, e spesso, forse troppo spesso, ci si dimentica di quelli che sono i valori più importanti. “L’eterno in un momento” è una poesia raccontata nella fragilità di una sera in cui si vuole rivelare qualcosa di se stessi: l’anima. “Resta ad un passo” è una canzone indubbiamente bella e che in se rivela le caratteristiche più importanti che Marco Masini riesce a comunicare, c’è una realtà conosciuta e allo stesso sconosciuta in questi versi che sembrano a tratti liberarsi in un volo leggero. “Marco come me” chiude il disco con parole introspettive che puntano i riflettori non più sul cantante, autore spesso criticato, a volte odiato, ma da moltissime persone amato, ma sull’uomo che si nasconde dietro quella maschera che ogni sera viene svelata sul palco e tra i versi delle canzoni. Come ogni finale che si rispetti c’è una macchina che va via nella notte, verso altre storie, altre canzoni, altre  emozioni che Masini mai ha smesso di dare, sin dai momenti migliori e superando quelli più oscuri per poi tornare brillante e con i sogni pieni di cosa da raccontare. Ci si aspetta sempre molto da uno come lui e questo è un bel lavoro senza alcun dubbio. E’ lecito a volte ripensare allo stile più forte di una volta, ma forse è giusto così, il tempo ha le sue parentesi e queste sono aperte su un cielo sempre azzurro ma senza più nuvole.