Comunicati Scomunicati

Già dopo qualche giorno dal grande boom del Cern e dal grande FLOP del ministero dell’Istruzione ecco che si assiste nuovamente alle parodie italiane.

Il tunnel, che figata, provate a pensare a tutti quelli che da Milano devono andare in Abruzzo, si mettono il pole position, arriva un ricercatore del Cern che lo spara ad oltre la velocità della luce, dritto dritto  nella sua casa di vacanza…….

Parodie e satire a parte, stiamo comunque parlando di uno dei ministeri più importanti del nostro Paese.

Non si può, in alcun modo accettare, che il proprietario di quella poltrona non legga cosa viene scritto sul sito o sui giornali dai suoi collaboratori, anche se ci si fida dei collaboratori, leggere male non fa……o forse si.

Chiedo la Signora Gelmini dia le dimissioni, perché è vergognoso che dobbiamo assistere ad una tale ignoranza, soprattutto su materie fondamentali come l’istruzione, la ricerca e le attività delle università.

Cosa che mi sconvolge ancora di più, è che la signora Gelmini, non sa mettere una frase di senso compiuto nella sua lingua madre, ma questo sarebbe il meno.

Sembra quasi che tutti i collaboratori di questo governo siano improvvisamente diventati dei gatti, da qualsiasi altezza cadano, riescono sempre a farlo mantenendo un equilibrio perfetto, degni dei più grandi felini della terra.

Il caso, riportato dal Corriere della Sera, è quello del ex portavoce di On. Ignoranza. Dopo essere stato silurato dal ministero dell’istruzione ecco che diventa super consulente nientemeno che della Dott.ssa Barbara Berlusconi…… Non c’è giustizia e mai ci sarà, non c’è più religione, perché i preti sono tutti al tribunale internazionale dell’AIA.

Rivoglio mia figlia

E’ giusto o non lo è.Cos’é giusto.Cos’é sbagliato.Si parla tanto in questi giorni di genitori e figli,di rapporti familiari e se sia giusto oppure no fare dei figli entro un limite di età stabilito.Mi chiedo se il desiderio di diventare genitore,in realtà abbia un limite.Deciso da chi,poi.E perché.Tutto ciò ha ben poco a che vedere con la emotività.Il rapporto genitore figlio ha,a mio avviso,subìto una grave perdita nel campo di ciò che fondamentalmente li lega.Le cronache che affollano le nostre teste,ci bombardano ogni giorno di notizie disastrose in cui i genitori massacrano i figli,gettano i neonati nei cassonetti oppure danno loro fuoco.Genitori che dimenticano i figli in macchina,ritrovandoli morti,qualche ora dopo.Oggi però la questione che più assilla le nostre cronache ed è uno dei dibattiti più accesi riguarda il fatto che forse esiste un limite di età per divenire genitore.In questi giorni ciò che più mi ha dato modo di riflettere,è stata la brutalità delle modalità con le quali una piccola di circa un mese di vita sia stata portata via a due genitori,i quali elementi come il ritenerli fuori età e disturbati psicologicamente li abbiano condotti ad essere definiti incapaci di crescere una figlia.Si tratta di una coppia di piemontesi,che dopo anni di esiti negativi riguardanti la fecondazione assistita,hanno messo al mondo una bambina di nome Viola.La madre,che ha oramai superato i 50 anni di età ed il padre che ha superato i 70 anni di età,rivogliono la propria creatura.Una creatura che non ha colpe,che crescerà senza annusare a fondo il profumo della mamma e che non conoscerà mai a fondo la sua voce.Perché essere mamme non debba rispondere ad un limite di età o all’essere vittime di un pregiudizio fondato a priori.Perché essere mamme sia un sentimento del cuore.Perché essere mamme sia un’attitudine assolutamente libera.Perché Viola ritorni da chi l’ama e da chi,amandola,l’ha messa alla luce.Pregiudizi o no,ciò che è certo è che questa vicenda sottolinea come essere liberi di decidere sia ancora il privilegio di nessuno.

ANTHONY MANFREDONIA: esce “ In Solitario Splendore”

In uscita il 20 settembre, in tutti i negozi, su I-Tunes e sui principali digital store

In solitario splendore” (Nar International distr./Edel)
è il primo album di Anthony Manfredonia 
Tra gli altri, anche un duetto con la sua attuale compagna:
l’attrice BARBARA DE ROSSI

Anthony nasce a Caserta nel 1982 e consegue il diploma dell’istituto d’arte. Fin da bambino nutre una grande passione per la musica e la scrittura. A 14 anni, la prima band nata sui banchi di scuola. All’età di 16 anni inizia il suo vero e proprio percorso artistico entrando a far parte degli Universal Mind, band progressive-rock molto raffinata. Seguono varie collaborazioni con altre band tra cui i Lieben (popolare il loro brano “Non ti perderò nel vento”). Dai Lieben ai Maledidei; quest’ultima è una band musicalmente più melodica ed elaborata con un sound originale ed elegante. Il gruppo, guidato dal cantautore (artista a 360 gradi poeta, pittore, vanta esperienze anche nella moda e nel cinema), è molto apprezzata. Per anni si esibisce in piazze e locali del sud Italia. Anthony nei suoi spettacoli, ha sempre legato la canzone italiana al teatro, cercando di creare delle performance che andassero al di la’ del semplice concetto musicale. Nelle varie esibizioni, un susseguirsi di suoni, poesie, video, proiezioni, cambi d’abito, effetti speciali. Contemporaneamente notevoli sono le collaborazioni dell’artista: da Agostino Santoro (batterista degli Avion Travel prima nonche’ dei Mediterranea ) con il quale dà vita ad un progetto improntato sulla storia e il percorso della beat generation. Insieme, per un paio d’anni portano in giro il loro spettacolo working progress, fatto di reading letterari e di studio proprio sul movimento culturale nato negli anni 50. Nel 2004 con Ascanio Trevisano (violinista che vanta grandi collaborazioni come con il M° Ennio Morricone) inizia un progetto dedicato all’unione della poesia e della musica classica. Collabora con lui Raffaele Bove (chitarrista e clavicembalista di un’orchestra classica campana folkloristica), prima chitarrista dei Maledidei. Il nome della band nasce dalla passione del cantautore per la mitologia greca: dal male degli Dei è infatti suggestiva la letteratura greca che narra le vicende tra terra e Olimpo, dall’incontro-scontro tra gli uomini e gli dei. I Maledidei ricevono molti elogi, spiccano tra questi quelli degli Afterhours, di Pietra Montecorvino, Gennaro Cosmo Parlato e Carmine Migliore. Quest’ ultimo, ex Collage, ne cura per un periodo la direzione artistica e definisce la band “indie rock tra le migliori del panorama musicale alternativo italiano”, anche per la carica e l’impatto emotivo dei loro live teatrali (dove Manfredonia tra coriandoli, giochi di petali di rose, maschere, dà vita a qualcosa di molto originale). Le sue poesie e i suoi quadri sono stati recensiti su diverse riviste nazionali. Nel 2010 decide di ibernare i Maledidei per portare avanti il suo progetto da solista (ancor più intimo e introspettivo) sempre più rivolto alla musica d’autore. Anthony è anche un apprezzato poeta (interessanti i servizi a lui dedicati su varie riviste tra cui Chi, Diva e Donna, Grand Hotel, Vero, Vera, etc. che hanno sottolineato l’eleganza stilistica dell’artista). In cantiere c’è anche la pubblicazione del suo primo libro di poesie che si chiamerà “Il disordine dei sogni”. Oggi Anthony, scrive musica e testi, rifacendosi alla tradizione dei grandi chansonier italiani. La sua musica è influenzata dal jazz e dal tango che fanno da supporto a testi passionali, dove l’amore e tutte le sue sfaccettature, sono il tema principale.
Dal 20 settembre in tutti i negozi, su I-Tunes e sui principali digital store.

ANTHONY MANFREDONIA – Official Site
www.anthonymanfredonia.it

NARINTERNATIONAL – Official Site
http://www.narinternational.com/

“Giorni D’Estate” – Video Ufficiale
http://www.youtube.com/watch?v=TlI2T71XNfQ

 

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L’A. R. C. Angelo Tramontano presenta la 1a Tappa del Torneo di Natale al Centro Ippico Montenuovo

Continuano le iniziative sportive dell’Associazione Regionale Culturale “Angelo Tramontano” in collaborazione con il Centro Ippico Montenuovo (IV traversa Licola Patria Montenuovo 9/a, Arco Felice, Pozzuoli – Na), moderna ed elegante struttura nella quale i giovani possono avvicinarsi agli sport equestri, a partire dalla prima messa in sella fino ad arrivare a livelli agonistici.

Ed è proprio nell’ottica di questa collaborazione che nei giorni 1 e 2 Ottobre 2011, si terrà al Centro Ipico Montenuovo, un Concorso Sociale di Salto ad Ostacoli (2 ottobre ore 9,00) in combinata con un Torneo di Burraco (1 ottobre ore 19,00).
Dopo la finale, che si terrà il giorno 7 dicembre alle ore 19, verrà stilata la classifica conclusiva, ottenuta sommando i punti totalizzati dai binomi cavaliere – burrachista, dapprima individualmente e poi in coppia. I primi tre classificati saranno premiati dalle Profumerie N. Ostuni.
Scopo dell’Associazione Regionale Culturale “Angelo Tramontano”
, nata nel 2008 in memoria di un uomo che profuse il suo impegno nella politica con l’obiettivo di istruire e qualificare i giovani, con metodi e mezzi idonei a confrontarsi con l’evoluzione in atto nel mondo economico e lavorativo, è quello di incentivare i giovani che profondono impegno nella scuola e nelle attività sportive, dando così spazio alle ambizioni e alle caratteristiche personali di adolescenti che troppo spesso vengono omologati senza possibilità di mostrare le proprie attitudini.


L’attuale Presidente dell’Associazione Regionale Culturale “Angelo Tramontano”,
Magda Tramontano, da tre anni porta avanti con passione e determinazione il “Progetto Scuola – Sport – Tempo Libero”, con la finalità di promuovere attraverso l’Istituzione Scolastica, l’attività sportiva tra i giovani. Finalità raggiungibile con una formula di semplice attuazione, oggi realizzata dall’Istituto Tecnico Economico e Commerciale Paritario Nobel (Via Caccioppoli 17, Fuorigrotta – Napoli): pochi alunni in aula, ore scolastiche per apprendere e imparare, nessun compito in classe o interrogazione il lunedì, no alle lezioni il sabato. Accorgimenti grazie ai quali è possibile consentire agli studenti di praticare un’attività sportiva durante i pomeriggi infrasettimanali e partecipare alle competizioni durante il weekend.
Per promuovere lo Sport l’Istituto Nobel applica uno sconto sulla retta annuale a chi pratica un’attività sportiva riconosciuta dal CONI.

ZIBBA feat. TIROMANCINO: il nuovo singolo

”Una Parte di te” è il nuovo singolo estratto da “una cura per il freddo” con la magia della voce di Federico Zampaglione.

In anteprima nazionale e in regalo (su chiavetta e Ipod)
il 24 Settembre al Supersound di Faenza

e in esclusiva streaming audio sulla home page di RollingStone Magazine.

In tutte le radio dal 3 ottobre!

Zibba e Almalibre sfornano un singolo caldo, seducente, che racconta l’amore attraverso gli occhi di un addio. Arricchito dalla partecipazione di Federico Zampaglione(voce e leader dei Tiromancino) che interpreta il brano con forte sentimento regalando alla canzone il tocco magico che si merita.

Tante le cose da dire su questo disco, uscito nell’aprile 2010, che ha portato Zibba e soci al Premio Tenco quali rivelazione dell’anno, a vincere il Premio Bindi, ilPremio l’Artista Che Non C’era, a partecipare ad alcune puntate della trasmissione Parla con Me, ed a collaborazioni illustri come quella con Bunna (Leader degli Africa Unite che ha cantato “una parola illumina”), Maurizio Lastrico (Attore e comico di Zelig che ha recitato in “ordine e gioia”) e quest’ultima importante con una delle voci più belle della musica italiana.

Zibba quest’anno scrive anche le musiche per il nuovo spettacolo teatrale dei Turbolenti (Colorado) e diventa attore nel nuovo musical di Massimo Cotto “All’Ombra dell’Ultimo Sole“, ispirato alla vita e alle canzoni di Fabrizio de Andrè.

Un anno di successi, un tour importante, e la consacrazione di questo artista che scavalca la posizione di emergente ed entra dalla porta principale nel cuore di molte persone.

 

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Settembre di sangue,settembre assassino

Settembre.Va in letargo l’estate,il vento soffia sulle case,scompare il caldo infernale,dissolvendosi nelll’infinito.Settembre,il mese che ha ispirato tanti poeti.Il sole che tramonta sul mare,lasciandone l’odore.La calura di un’estate che volge al termine e l’annuncio dell’autunno.Gli alberi perdono le foglie,i boschi si riempiono di un corpo nuovo e gli animali corrono via,non perché siano felici ma perché infelice è il loro destino.Un panorama terrificante,pauroso e ripugnante,oserei dire.Il quadro di un settembre transitorio che nasconde un segreto,che ne macchia l’anima.Si apre a settembre il calendario venatorio,la caccia,la morte di milioni di animali.In Italia circa 150 milioni di animali sono ogni anno vittime della caccia.I cacciatori fremono dall’entusiasmo,sfoggiano con gloria i loro fucili e tingono i boschi di un rosso sangue,un rosso vivo e disgustoso.Qui,dove gli animali cessano di vivo.Trappole,doppiette,fucili,pistole,cosa esibisce l’essere umano e chi leggittima la caccia,vendendo armi,inaugurando con gioia la morte.Un ossimoro si,una crudeltà che rende tristi gli animalisti e gli ambientalisti del mondo.Laddove un uccello smette di volare.Laddove un coniglio smette di correre.Un cinghiale smette di grugnire.Un cervo smette di saltare.Laddove le braci e le pentole di chi dà il consenso alla caccia,odora di morte.La caccia é un crimine da punire.Causaedeffetto augura a tutti i cacciatori del mondo,che possano essere colpiti per primi dai fucili degli animali.Perché i boschi continuino a riempirsi di animali felici,in danze colorate e vittoriosi.Perché chi tesse la ragnatela della morte,possa rimanervi intrappolato,per sempre.

Recensione concerto di Zibba @ Fiumana – Parco Michelotti (Torino)

Ci sono cantautori e cantautori. Zibba sa inventare una realtà capace di unire la tradizione della musica leggera italiana con la novità, regalando sempre emozioni pulite, vere e appassionate. Quando i versi sono la miscela esplosiva che si avventura nella ricerca di un amore che si cela dietro il chieder niente in cambio, nella ribellione di una gioventù moderna che non riesce a trovare una propria identità, fino all’ironia del rapporto che unisce carnalmente un uomo a una donna, c’è l’essenza della poesia di questo artista e dei suoi musicisti.

Questo idillio di note colorate di vita lo si può ascoltare nei pezzi che dal vivo rendono la propria anima agli ascoltatori senza condizioni. Lo spettacolo inizia con “Nella notte che verrà”, tratto dall’album “Senza smettere di far rumore” e prosegue con molte canzoni tratte invece dell’ultimo album “Una cura per il freddo”, come “Bonvojage”,  “Una parola illumina”, la travolgente “Ammami” e la dolcissima e intensa “Ordine e gioia”. Zibba sa scrivere testi con la penna intinta in inchiostro di nubi colme di pioggia e stelle appena nate. Le emozioni nel suo concerto si susseguono senza tregua come con la struggente interpretazione di “Anche se oggi piove” e nella ritmica di “Tutto è casa mia”. Quando le note sembrano accompagnare al termine di questo piccolo teatro della poesia si sentono brividi nell’aria con “Nelle sere di inverno”, “L’odore dei treni”, poi voglia di gridare e ballare con “Mahllamore” e “Margherita”, energica e vitale come sempre. Ma c’è una canzone che è sempre capace di portar fuori una lacrima impressa nei ricordi e nascosta tra i tasti bianchi e neri del pianoforte ed è “In una notte con solo due stelle”, forse la canzone che ogni cantautore vorrebbe scrivere. Ma come dicevo, ci sono cantautori e cantautori e Zibba in questo ha una marcia in più e sono proprio le sue note a descriverlo. Un concerto forse breve, ma ricco di sensazioni che è impossibile dimenticare. Bravissimo come sempre.

 

Recensione “Tora Tora Tora” dei Rock’n Roll Kamikazes

Quello dei Rock’n Roll Kamikazes è rock viscerale, con forti radici nella musicalità americana e italiana degli anni ’70. Il ritmo travolgente che questo gruppo ci fa ascoltare toglie quasi il respiro, nel rincorrersi del suono delle chitarre elettriche e del basso, che, come un fiume in piena, ci fa viaggiare lungo strade assolate dei giorni nostri. I musicisti dimostrano talento e passione nel mostrare, come fossero dipinti, questi pezzi ricchi di sensazioni. Questi ragazzi sanno come riproporre la musica rock degli anni 70’ con le sue emozioni. Lo fanno in chiave più moderna e aggiornata ai suoni di oggi, senza tralasciare né nascondere l’ambizione di riprendere e continuare quelle tradizioni e intravedo la forza e la determinazione per farlo. Canzoni come “Black Cat”, “Roll Roll Roll” e “Lost in Austin” rappresentano molto bene la tradizione rock’n roll con un ritmo feroce che le chitarre elettriche, basso e un’infiammata batteria sanno rappresentare. Altri pezzi come “Fridgelinght becomes you” e “Sister moon” rivelano inoltre un carattere che si presta al blues fino a giungere al jazz. Certamente siamo di fronte a un bel disco, classico e tradizionale nella sua esecuzione ma che porta con sé le influenze di sonorità moderne miscelandole con altre mai dimenticate. Il rock è sanguigno e passionale, duro a volte, ma pur sempre vivo e vero e in questo i “Rock’n roll kamikazes” non fanno difetto. Si sente scorrere il sangue e le emozioni che ben si esprimono con queste canzoni ottimamente suonate e interpretate. Bel lavoro.

Matteo Moranduzzo: l’esordio discografico

Un inno alla società di oggi con la speranza
che il rapporto umano possa rendere il mondo migliore

 

E’ un’album ricco di emozioni , si parla di attualità , d’amore , di stati d’animo e di ecologia.
E’ un progetto pop/rock con venature cantautoriali.

Matteo Moranduzzo nasce a Firenze il 28 maggio 1985.
Da sempre è un appassionato di musica, suona chitarra , tastiera e canta. Le sue influenze spaziano dal pop d’autore al blues. Nella sua vita Matteo ha affrontato diversi viaggi che hanno sicuramente lasciato segni indelebili sul suo percorso.
L’ultimo viaggio culturale di Matteo è stato in Tanzania nel 2009 dove ha conosciuto e vissuto la realtà locale. E’ stato “il viaggio più importante…”, così lo definisce lo stesso Matteo , “che mi ha permesso di aprire gli occhi e apprezzare anche le cose più semplici e più scontate che la vita di riserva”. Del suo viaggio in Tanzania Matteo ha anche scritto un brano , presente nel suo primo album, si tratta di “Fiume” , dove sintetizza la differenza tra i ritmi sempre più frenetici della vita occidentale e la pacatezza e la voglia di vivere che si respira in Africa.

Attualmente Matteo Moranduzzo , oltre al suo progetto solista , è anche tastierista del gruppo pop ” Le ore di Mandorla”.

Il suo primo album “Corona” è nato dalla collaborazione con Riccardo Mori ed è stato interamente autoprodotto e registrato da Lorenzo Piscopo.

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11 SETTEMBRE 2001 – DIECI ANNI DOPO

Domenica guardavo gli speciali su Sky dedicati a questa triste ricorrenza.

Alcuni giornalisti facevano il punto di ciò che è cambiato da quel giorno ad oggi.

Molte cose sono cambiate, sono iniziate guerre ai regimi, guerre per il petrolio, guerre per il controllo del mondo.

Il mondo, questo mondo che ormai viaggia veloce su tecnologie avanzatissime, ma che in alcune zone del mondo è rimasto indietro.

Vedere lo skyline di New York, con le sue torri che svettavano a raccontare una storia di business, di new economy, e vederne il vuoto, mi fa pensare alla precarietà della vita, oggi ciò che c’è non è assodato ci sia anche domani.

Quegli oltre 3000 morti continuano a tornare, come fantasmi, come la voce di chi ti sussurra, non dimenticarmi, sono morto non per volontà mia, o perchè il mio tempo è arrivato, sono morto perchè qualcuno, aspirando ad un Paradiso, coscente del lascito alla famiglia, ha deciso che la mia vita terminasse.

Quel giorno di 10 anni fa, molti di noi avevano ripreso il lavoro, malinconicamente guardavano l’estate che finiva e la routine che riprendeva incessante, scandendo un ritmo sempre uguale, così almeno credevamo fino alle 15 ora italiana, quando il primo aereo centra la torre nord.

102 minuti, 102 minuti in cui il mondo è cambiato così tanto che mi riesce difficile ricordare come era prima.

Come era prima? prima eravamo invulnerabili, forti, certi che nulla ci avrebbe fatto male nelle nostre case, nelle nostre città, e oggi? come è oggi? La paura che ti possano colpire dove ti senti più forte è diventata una regola, la prudenza una necessità, l’intolleranza e il razzismo, la forza bruta di chi comanda.