Che danno le interviste

In questi giorni ho letto sul corriere della sera l’intervento dell’On. Mussolini contro la nuova testimonial della tim.

Tutto sommato non mi sento di dare torto alla Mussolini, per quanto certe esternazioni sarebbe meglio non esternarle sul corriere della sera.

D’altro canto la bella testimonial non ha fatto uso di un grande cervello, che l’Italia non è solo Berlusconi questo lo sanno anche i sassi, ma andarlo a dire ad un giornalista di Vanity Fair non mi sembra molto intelligente.

Purtroppo certi giornalisti, fanno un lavoro importante, ma dimenticano una regola con l’andar del tempo, non chiedere mai ad una modella cosa ne pensa della politica.

Oltre tutto la signorina ha lasciato l’Italia per andarsene all’estero, con che titolo si permette di offendere il mio paese? Con che titolo si permette di fare tali dichiarazioni, lei che sostiene che gli italiani sono esterofili e quindi non l’hanno mai fatta lavorare? Non si è mai posta la domanda che forse gli Italiani che hanno scelto altre modelle rispetto a lei è dato dal motivo che queste hanno dimostrato più cervello?

Detto questo passo ad un altro argomento, cara redazione del corriere della sera, trovate logico ricordare a tutti che l’ On. Mussolini è la nipote di Benito Mussolini, nonché detto Duce? Trova sensato dopo quello che è stato il periodo storico di dominio di Mussolini ricordarci come veniva chiamato? Si è mai ricordato che ancora oggi sono vive persone che hanno vissuto quel dato periodo? Sembra intelligente rimarcare l’odio per le colpe del nonno sulla nipote?

Onorevole Mussolini, le sembra democratico ed etico dire ad un’azienda chi deve assumere e chi deve licenziare? È un po’ come dire agli italiani per chi devono votare, le ricordo che questo è stato abolito il due giugno del 1948, quando in Italia cadde la monarchia, Benito Mussolini fu ucciso e si votò la Repubblica.

La prego Onorevole Mussolini, non faccia per l’ennesima volta la figura di quella che è in politica solo perché molto bella e con un cognome “importante”. Si ricordi che molti italiani potrebbero dire altrettanto di lei al PDL..

PIOVRA è il singolo de iVENUS

Esce TANZ! L’album di una delle band più attese del nuovo panorama del rock

 

Tanz è un supergiovane candidato all’obitorio. E’ un tardo adolescente tardo, è uno dei figli più annoiati di Mamma Provincia, è il “peggio nerd” che sogna di diventare  “zarro”. Tanz è palpitazione, impulso, battito; Tanz è un crampo, una fitta allo stomaco, un malditesta molesto da troppa tv. Tanz è la domenica pomeriggio e il lunedì mattina. E’ ironia, sconfitta annunciata, “sottanza”, scazzo, ignoranza, pigrizia sessuale. Tanz è essere inadeguati, incoerenti, inetti, Tanz è nausea. Tanz è polluzioni notturne, è una sega venuta così così; è infantile e ci tiene ad esserlo. Tanz è cresciuto a pane e merda. Tanz è cinico, misero e indifferente, non ha speranze, piuttosto ha paure. Tanz è vecchio, Tanz è giovane.  Tanz non sa bene che cos’è Tanz, sa che tuttavia vale la pena esserlo fino in fondo. “Leggera piomba sul bene e sul male  la dolce fretta di godere”.

Piovra “Sesso consolazione alla miseria”. L’ amore ai tempi dell’ indifferenza più nera. Due giovani cercano di sopravvivere ad un sentimento esausto e impoverito dalle promesse e dalle abitudini.
L’ amore non sempre vince sull’invidia e sull’odio… chè se ne dica…
Nema problema Dubito ergo sum. La tragica certezza di non aver certezze né mo’ e né mai! Non si può dar nulla per scontato nel bene e nel Male. Precari per vocazione e contingenze; la parola d’ ordine è una sola: galleggiare. Proprio come gli stronzi.
Nous n’avons plus d’amour Non ci sono più le mezze stagioni e non c’è più amore…. Azzerati da sostanze più o meno psicoattive e indifferenza, non ci resta che piangere e ballare (al ritmo esasperato del sobborgo). Una festa a base di antidepressivi e seghe; esclusivamente in solitaria, proprio come questo ” mondo-spavento” esige.

Il progetto I Venus, nasce nel Gennaio 2008 dall’incontro di Cash nella Pelliccia e Suliman Razzaq Al-Coxon (entrambi già insieme negli Untitled e nei The Horizon) con Michail Pavlovic Psalmanazar e Sigmund Franz von Radetzky. Sono necessari solo 12 mesi affinché esca Venus in furs, il primo Ep autoprodotto: quattro tracce ancora acerbe (cinque nella ristampa) in cui è già ben evidente lo stile, l’energia e tutto l’universo Venus. Nella stagione 2009-2010 i quattro cavalcano per tutto il Nord Italia, portando a casa un tour (I Venus on Tour) di oltre 50 date. Condividono il palco con Diaframma, Tre Allegri Ragazzi Morti, Aim, Max Manfredi, Marlene Kuntz, Baustelle, Pan Del Diavolo, Criminal Jockers, Eazy Skankers, Ovo, Alberto Camerini. Sempre nel 2010, in seguito alla partecipazione a Italia Wave Festival e a Balla Coi Cinghiali, si ritirano in studio per registrare il primo album.

Il nome è Tanz! E con esso si vuole ricordare l’amore per la Germania Krauta e l’Alberto Camerini di Tanz, bambolina. Inoltre si vuole rendere ancora più energetico l’imperativo BALLARE! Nove tracce per 37 minuti di musica, tra rock alternativo, rigurgiti disco anni ’90, scariche d’adrenalina, poesia e umori decadenti. Registrato presso Palazzo Kursaal (SV) da Alessandro Mazzitelli e mixato da Giampiero Ulacco, il disco vede anche la partecipazione di MGZ alla voce in Nous N’avons Plus D’amour, di Fabio Biale (già con Zibba & Almalibre, iLuf) al violino in L’epilogo.

 

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Siria: Lealtà alla nazione

E’ in corso una manifestazione in Siria in cui, secondo fonti Ansa, il popolo si sta muovendo verso Damasco per giurare fedeltà alla nazione al regime di Bashar al Assad. Messa così potrebbe sembrare una notizia che mette a tacere le “malelingue” che parlano di proteste del popolo e di volontà di conquistare la libertà, eppure qualcosa non funziona. Esiste una macchina nemmeno troppo nascosta che crea situazioni da utilizzare come supporto mediatico e politico. In particolar modo è coerente pensare che ci sia una forma di incentivo volto a “migliorare” l’afflusso di persone alla partecipazione ai cortei a favore del regime di turno. Non si tratta di spinte violente, piuttosto intimidatorie e il tutto perché la guerra di informazioni ai giorni nostri miete più vittime delle armi vere e proprie. Ma torniamo alla protesta del popolo siriano, siamo di fronte a un’autentica polveriera. Il vicino Iran, Israele e la Giordania sono teatri di una guerra millenaria e un eventuale intervento della Nato potrebbe generare un conflitto senza precedenti. Lecito pensare che qualcosa si stia muovendo per riportare la calma in questo paese portando il popolo a rinnegare la volontà di aderire a questo movimento di ribelli al regime. Il governo siriano si ritirerà davvero oggi come ha annunciato? Vedremo.

La diversità é un dono

Spesso indossare una divisa permette all’uomo di fare ciò che non gli è dato fare.Spesso indossare una divisa protegge,anche quando non è il caso.Oggi racconterò di sue storie diverse,avvenute in luoghi diversi ma che forse lanciano la stessa morale.Speranza,solidarietà e voglia di cambiare e prima di tutto cambiarsi.A Palermo,circa un mese fa or sono,lo straniero Noureddine si é dato fuoco poiché non ne poteva più delle violenze subite dalle forze dell’ordine.Le forze dell’ordine erano sempre pronte a stuprargli la dignità ed a nuocere il suo lavoro,nonostante avesse in mano il permesso di soggiorno ed il permesso di vendita.Noureddine faceva l’ambulante.Aveva le carte in regola per farlo ma ha deciso di darsi fuoco,facendo zittire la propria anima ed i soprusi delle divise.Molti hanno partecipato alla manifestazione solidale ed antirazzista indetta per tenere vivo il ricordo di un uomo,che muore non di certo per la gloria.Molti passanti si sono uniti alla manifestazione,mostrando solidarietà alla famiglia di Nouredine ed al suo gesto soffocato.Nel Nord Italia,invece,ho raccolto la testimonianza oculare di ciò che sto per raccontare.Ci troviamo alla Stazione Centrale di Padova.Una signora siede su un taxi insieme al marito.Un gruppo di giovani,a quanto pare del Sud,spintona i due signori fuori dal taxi,prendendo il loro posto.Il marito della donna comincia ad urlare contro i giovani : ‘Terroni maledetti’,queste erano le etichette rivolte ai vandali.Ad un certo punto un uomo,sicuramente africano,si avvicina per cercare di portare la pace ma subisce un vero e proprio atto di violenza da parte dell’uomo.Viene così spintonato con foza al di là della linea gialla,che segnala i bordi dei binari.Il gruppo di giovani scappa e l’uomo comincia ad offendere il giovane africano.Giungono le forze dell’ordine,che intanto erano state chiamate dai testimoni oculari,ed arrestano l’uomo di colore,senza che avesse alcuna colpa.Tra i testimoni dell’atto qualcuno vuole rendere giustizia all’uomo ingiustamente accusato.Decide così di intervenire,ottenendo la liberazione di quell’uomo.Le storie che ho raccontato lasciano dunque la stessa morale.In realtà se da un lato il razzismo ed il voler insistere sulla diversità come fonte di inimicizia ed odio sono accentuati,dall’altro lato si percepisce che la gente stia cambiando e che forse finalmente l’uomo stia aprendo il cuore verso chi fisicamente non ci somiglia ma che fa parte del mondo come ciascuno di noi.Solleviamo insieme il mondo.Uniamo tutti i continenti.Eliminiamo i confini.Eliminiamo i permessi di soggiorno.Non cogliamo soltanto margherite ma tulipani e viole,insieme.

AVVOLTE: “APNEA” è il singolo che anticipa l’album “L’essenziale è invisibile agli occhi”


L’album della band torinese si
preannuncia profondo e carico di tensione,

e verrà presentato in anteprima live nei migliori club italiani

Apnea: Il viaggio musicale e introspettivo “nell’essenziale è invisibile agli occhi” scontra gli avvolte, ora e solo ora, col senso comune dell’amore. Perchè l’amore, a volte, è un lacerarsi, e l’apnea, improvvisa e sconosciuta, trascina con veemenza l’individuo in un mondo sommerso. Bisogna prendere fiato: 150 secondi senza respiro, senza pausa.

Il progetto Avvolte nasce nel lontano 1996, sotto il criptico pseudonimo di Avvolte Kristedha, per poi continuare solo come Avvolte dal 2007. Una storia intensa, che dura da quindici anni, vissuta giorno per giorno con costanza, determinazione e cura per i contenuti, che trova sul palco la sua migliore forma di espressione e comunicazione. Grazie all’attitudine live nutrita sul campo fino ad oggi, che li ha visti esibirsi nell’ultimo anno in oltre 80 città italiane, i quattro torinesi collezionano innumerevoli collaborazioni dividendo il palco con Marlene Kuntz, Afterhours, Max Gazzè, Nada Surf, Il Teatro degli Orrori, Scott Mccloud (Girls against Boys), Paolo Benvegnù, One Dimensional Man, Tre allegri ragazzi morti, Sikitikis, Super Elastic Bubble Plastic, Petrol, Bologna Violenta, Dorian Gray. In attesa di poter ascoltare nei prossimi mesi tutto ciò che è essenziale e al contempo invisibile agli occhi, è possibile spiare gli Avvolte su www.youtube.com/avvolte durante le fasi di realizzazione del nuovo album.

 

L’essenziale è invisibile agli occhi è una visione del mondo che si esprime in ogni direzione.

Il concetto: cos’è invisibile agli occhi?
Cosa non siamo [più] in grado di vedere? A cosa siamo assuefatti al punto da ignorarlo?

Cos’è talmente oscuro da non essere distinguibile?
Un’esperienza che ci avvolge, ci sommerge, ci affonda nell’oscurità, ci strappa la pelle e ci fa riemergere ripuliti e lucidi.

Il nuovo album degli Avvolte è qualcosa di totalizzante che non può esaurirsi in un pezzo, richiede un progetto completo e organico.

L’esplorazione  degli Avvolte parte dalle parole che sono la prima falange di sfondamento, violenta e travolgente, di questo nuovo lavoro.

I brani si costruiscono intorno ai versi, accompagnati dal vigore delle distorsioni e delle ritmiche che li contraddistinguono, dando vita ad ondate che spingono ancora più in alto le liriche.

Ad impreziosire le 11 tracce, hanno contribuito molti ospiti del calibro di Roberto Angelini, L’Orchestra di Porta Palazzo, Sikitikis e Franz Goria (Fluxus / Petrol), trascinandoci nell’evangelismo di questo album.

La ricerca artistica e filosofica de L’essenziale è invisibile agli occhi non si esaurisce nei brani.

L’artista Greta Lizard ha collaborato con la band prestando le sue dita per creare delle visioni inquiete di questa invisibilità raccontata, riuscendo a dare un volto alla musica del gruppo in una serie di illustrazioni che completano il cerchio dell’esperienza e fanno da guida in questo viaggio estremamente emozionante.

 

LE DATE DEL TOUR

 

31/03 Milano – CIRCOLO MAGNOLIA

01/04 Cesena – OFFICINA49

02/04 Quero(BL) – PLETTRO ALTERNATIVE SOUND

03/04 Napoli MAMAMU’

04/04 Pescara – MONO

05/04 Pisa – CIRCOLO CARACOL

06/04 Genova – MILK

07/04 Torino – HIROSHIMA MON AMOUR

08/04 Carpi(MO) – MATTATOIO CLUB

09/04 Firenze – AUDITORIUM FLOG

 

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Test di verginità per le donne egiziane: questa è la libertà?

 

I militari dell’esercito egiziano hanno sottoposto le donne arrestate per la manifestazione in piazza Tharir. La denuncia è di essere state torturate, maltrattate, costrette a denudarsi davanti ai soldati e a subire test di verginità, sotto la minaccia di essere accusate di prostituzione. Questo è ciò che resta della protesta per la libertà egiziana di pochi mesi fa. La notizia arriva da una fonte autorevole: Amnesty International. Occorro a questo punto interrogarsi sul senso pratico di questa manifestazioni apparentemente volte alla conquista di una libertà fondata sul rispetto oppure si tratta di una legittimazione del fondamentalismo? Le 17 donne arrestate sono state successivamente portate in tribunale per poi essere rilasciate due giorni dopo. Il ruolo della donna nei paesi mediorientali è poco, se non per nulla, considerato da una società maschilista e prevaricatrice. C’è da lavorare molto. C’è da rimboccarsi le maniche e dare onore a queste donne che si sono fatte guerriere per la propria libertà. E’ giusto che ciò che sta accadendo venga reso noto.

E’ guerra

Da tre giorni è iniziata, prima era solo in sottofondo, un ipotesi, ora una realtà.

Certo a nessuno piace la guerra, eccetto quelli che investono in questo settore, mai in crisi.

Ma è sconcertante, è sconcertante vedere che dopo quarant’anni di potere bisogna scatenare una guerra per spodestare un dittatore.

Vero che in dittatore in questione è più furbo di una volpe, ma che diamine è pur sempre un uomo.

Non mi terrorizza la durata della guerra, quello che mi terrorizza sono gli sbarchi di profughi sulle nostre coste. Arriveranno in massa, arriveranno ad affollare centri di assistenza già saturi, posandosi interamente sulle nostre spalle, perché che lo si creda o no, sono le nostre tasse a sostenerli, la mia domanda è perché?

Perché non ce li dividiamo? Perché sembra faccia comodo così. Mi chiedo anche un’altra cosa, come mai non fanno rotta verso la Spagna, lei quasi sfiora i territori nord-africani? Grazie, il tratto di costa dove potrebbero attraccare, gli spagnoli lo sorvegliano bene, loro hanno già avuto le invasioni, noi in fin dei conti abbiamo sempre invaso, prima o poi tocca a tutti pagare.

Ma tornando al discorso guerra, cosa spaventa di più? Molti dicono questo pazzo è su da quarant’anni che cosa ci interessa fargli una guerra ora?

Punto primo, nessuno, spero vuole una guerra, soprattutto noi, perché è troppo vicina, ma vivendo nell’era della comunicazione digitale è pressochè normale che i popoli si evolvano, quelli che non si evolvono sono i pazzi, i santi e gli eroi, e credo che al giorno d’oggi ce ne siano ben pochi, soprattutto di santi.

Secondo punto, possiamo permetterci di tenere in libertà un pazzo che decide quando alzare i prezzi del petrolio, quando abbassarli, se dare o meno assistenza ai terroristi, che oggi ci ricatta e domani ci stringe la mano, che viene in casa nostra a dirci come dobbiamo vivere? Non credo sia giusto. Anzi non è giusto.

Per cui si, avanti tutta con questa guerra, abbattete quel pazzo sanguinario di Gheddafi e date alla Libia una democrazia o qualsiasi cosa il popolo libico voglia e sia in grado di affrontare.

ONORATO: esce il singolo “Il nostro fiero canto”

Primo singolo estratto dal pluriosannato album di uno degli artisti più completi e apprezzati del panorama italico

Il nostro fiero canto è canzone di amore intimo, il fermo immagine di una intimità di pensiero e di gesto. È una ballata libera da ogni condizionamento, un sentire malinconico l’unione e i percorsi che ci pone.

Sangue bianco” è una profonda riflessione sulla generazione, intesa come il confronto con la grande madre universale dalla quale veniamo e verso la quale protendiamo. Il seguire il flusso di una intuizione sulla nostra sfera carnale e insieme astrale, un disco sul senso nascosto e impercettibile delle cose che ci determinano e all’interno delle quali agitiamo le nostre acquose esistenze.

Artista complessivo: musicista, scrittore, pittore, produttore artistico, crea-tore di immagini. È considerato uno dei nomi più significativi della scena artistica italiana. Quattro i dischi come solista:

 

Il velluto interiore” (1996, Lilium/Bmg)

io sono l’angelo” (1998, Lilium/Sony)

falene” (2004, Lilium/Venus)

sangue bianco” (2010, Lilium/Venus)

 

Personalità ieratica ricca di carisma, diviso con piglio rinascimentale tra musica, narrativa e immagine, ha guadagnato un posto di riguardo nel pano-rama della cultura italiana degli ultimi anni. Per lui sono stati scomodati sen-za esitazioni paragoni altisonanti, ma di certo il tocco inconfondibile delle sue creazioni, marcate da un denso sensualismo e una dimensione lirica di rara intensità lo hanno distinto per un percorso creativo unico ed originale.  Autodidatta, antiaccademico, rigoroso compositore di canzoni e scrittore, produttore artistico e autore di immagini. Gli album “io sono l’angelo” e “falene”, sono stati salutati dalla critica unanime come tra i migliori dischi pubblicati di recente in Italia. Celebri trascorsi in adolescenza come autore e leader di Underground Life, formazione seminale riconosciuta tra le apripi-sta della scena rock d’arte in Italia. È rilevante la sua opera come letterato fine e trasgressivo: ottenuta a diciannove anni la fama di enfante prodige col primo e tuttora inedito “Giorno Automatico”, l’esordio vero col romanzo “Filosofia dell’Aria” (1988, L.M.P.L.G./Stampa Alternativa); nel 1993 il racconto “L’officina dei gemiti” (‘Millelire’/Stampa Alternativa); nel 1999 i racconti “L’ubbidiente giovinezza – racconti di luce” (Il Sestante/Ul-trasuoni). In “Devi chiamarmi sempre” di Anna Lamberti Bocconi (2006, Cam-panotto Editore), nel Cd allegato al volume, Onorato interpreta e musica il Poemetto “Ad Amelia Rosselli”; in “Il mio posto nel mondo” di De Angelis/Deregibus/Secondiano Sacchi (2007, BUR) è presente col minisaggio “Tenco e Boris Vian, un frastuono gentile”; in “IndYpendenti d’Italia” di De Ange-lis/Guglielmi/Sangiorgi (2007, Zona) col saggio “Elegie del niente”. Il suo più importante romanzo, “Il più dolce delitto”, (Sironi), esce nel 2007, un testo trasgressivo e sensua-le, in cui sovverte i criteri assodati della psichiatria clinica, lanciando una di-mensione del medico del tutto basata sulla più viscerale empatia.  Direttore artistico dei Festival: “Poiesis”/“MusiCArte”/“Idee di Suo-no”/Premio Paolo Pavanello, nonché co-direttore del “Festival del Libro” di Monza e Brianza.  Il 29 ottobre 2010 è la data della pubblicazione del nuovo album, “sangue bianco”. Ospite Premio Tenco 2010 e Premio PIMI alla Carriera 2010.

 

 

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LE DATE DEL TOUR

 

Giovedì 17 Marzo 2011

Circolo Pantagruel” – Casale Monferrato (Al)

 

Sabato 19 Marzo 2011

Living Room” con Franci Omi

Concerto per Giò Cleis – Lugano (Svizzera)

 

Mercoledì 23 Marzo 2011

Tambourine” – Seregno (MB)

 

Sabato 26 Marzo 2011

Loop Cafè” – Perugia

 

Sabato 09 Aprile 2011

Materia Off” – Parma

 

Venerdì 15 Aprile

Il Rivellino” Rdv Art Gallery – Locarno (Svizzera)

 

Sabato 30 Aprile 2011

Bloom” – Mezzago (MB)

 

Giovedì 05 Maggio 2011

Diavolo Rosso” – Asti

 

Venerdì 06 Maggio 2011

Caffè Basaglia” – Torino

 

Venerdì 13 Maggio 2011

Marianiello Cafè – Napoli

 

Sabato 14 Maggio 2011

Saletta della Cultura” – Novoli (Le)

 

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Anche la Siria di ribella al regime

Dopo le rivolte in Egitto, Tunisia e ora il turno della Siria. Le notizie che giungono sono limitate ma sufficienti per individuare un nuovo fronte caldo. Come tutte le guerre di informazioni bisogna scovare nelle secondo righe per capire quanto la situazione stia diventando difficile. La protesta dura ormai da dieci giorni e si estende da nord a sud di Damasco, con il centro delle proteste nella città di Daara. A dare inizio alla protesta a favore della libertà e contro il regime siriano sono stati anche in questo caso gli studenti. Alcune notizie parlano di arresti proprio tra le file degli studenti, accusati di fomentare le folle e inneggiare a slogan proibiti. La protesta non sembra volgere al termina anzi sembra prendere una piega sempre più imponente; si invoca la libertà per di Hawran, la provincia di cui è capoluogo Daraa, e per la “Jazira”, regione orientale dell’Eufrate. Monitoreremo la situazione cercando ulteriori informazioni sulla situazione in Siria.

La svolta o la rivolta?

Torino, il giorno dopo. Sono scoppiate le polemiche dopo la contestazione da parte di giovani di sinistra al premier Silvio Berlusconi. L’occasione è stata quella della presentazione del candidato di centra-destra  Michele Coppola alla corsa per il titolo di Sindaco di Torino che andrà quindi a sfidare Piero Fassino, candidato del centro-sinistra. Berlusconi ha dichiarato che chi insulta è “fuori dal mondo” e che non lascerà Torino alla sinistra, colpevole, a suo dire, dell’immobilità seguita da Chiamparino.

Aldilà delle contestazioni e delle ideologie politiche resta un fattore importante da analizzare e cioè che Torino avrebbe davvero bisogno di una svolta, decisa e forte. In questi anni non c’è stato uno sviluppo a seguito delle Olimpiadi invernali del 2006, le attività commerciali chiudono, la disoccupazione è in forte aumento, l’industria minaccia trasferimenti all’estero e ulteriori licenziamenti. Non è più possibile negarlo. E’ necessario un importante investimento, ben oltre quello della nuova metropolitana e del passante ferroviario ostentati dall’attuale sindaco. Questo sviluppo si spera diventi uno dei primi punti dell’agenda del nuovo sindaco, chi esso sia. In un’atmosfera calda come quella in cui stiamo vivendo è necessario fare un passo indietro e parlare, confrontarsi, cercare una strada nuova, per non lasciare una città come Torino da sola e lontana dalle grandi città europee, non penso lo merito. Attendiamo quindi l’evoluzione della situazione, la competizione si presenta molto combattuta tra i due contendenti.