Ciao Yara

Causaedeffetto si apre con una riflessione importante questa sera.Stamattina sono stata in una Chiesa Avventista.Ciò che dava colore a questo sabato di festa era la musica,é vero.Le immagini proiettate sulla parete.Una chitarra,il sorriso di chi ha fede.Tutto fantastico,tutto meravigliosamente gioioso.Ma ciò che più ha attirato il mio animo é stata la preghiera che il figlio del Pastore,di soli 4 anni,recitava per noi.I bambini,che meraviglia.Gli adolescenti ed i loro sguardi imbarazzati.A metà tra il crescere e voler rimanere fanciulli.I bambini,il vero colore del mondo.Qualche minuto fa ho letto della morte di Yara,l’adolescente che mesi fa è scomparsa nel nulla dopo l’omicidio di Sara Scazzi.E’ vero,Yara e Sara non si conoscevano ma hanno condiviso la stessa sorte.Yara e Sara non potranno più cantare.Non potranno più guardare il sole,andare al mare,giocare sui prati,abbracciare le loro mamme e i loro papà,mangiare un gelato o pattinare sul ghiaccio.Yara e Sara sono state violate,prima ancora di crescere.Forse non condividono la stessa tomba ma tra gli angeli si terranno per mano.Yara é stata ritrovata oggi.E’ morta,sulla neve.Un apparecchio gelido di lei ci rimane.E gli stessi abiti del giorno in cui scomparve.Questo mio breve intervento non va alle famiglie di queste due giovani uccise.Il mio intervento va a loro,che non potranno leggerlo.Violano gli adolescenti,li uccidono come fossero grissini e poi li buttano via,nei sacchi di immondizia.La vita é un dono.Tutti abbiamo il diritto di esistere.Yara avrebbe dovuto vivere ancora.Sara avrebbe dovuto sposarsi ed avere tanti figli.Yara avrebbe dovuto invecchiare con l’uomo che amava.Cos’é quest’abomino?E’ vero,hanno tolto loro la vita ma le loro anime continueranno a sognare.

La Libia una polveriera da quarant’anni.

E’ da più di quarant’anni che il leader libico, Gheddafi, governa questo paese, lo governa con pugno di ferro, forza e ferocia.

Sull’onda emotiva delle rivolte che ci sono state da inizio anno in Nord-Africa, anche la Libia è partita facendo sentire la sua voce. Questa è solo una delle cose che ci aspettavamo da anni, quello che forse non ci saremmo mai potuti immaginare sono i diecimila morti in poco meno di una settimana.

Come ho citato nel titolo la Libia è una polveriera, è un paese che cammina sulla stretta linea, di un confine che rasenta l’ingiustizia. Mentre in altri paese, Egitto, Tunisia, Algeria abbiamo visto un opposizione, Gheddafi le sue opposizioni le spegneva nel sangue. Ancora oggi è quello che sta facendo.

Quello che a gran voce urlano ignoranti politici nostrani, come Bersani, è che non si doveva stringere un trattato di amicizia con lui. Questa rivolta non è di certo una buona cosa per noi, con le nostre aziende impegnate lì, soprattutto non è una cosa buona vista la situazione economica da cui usciamo.

Ma, c’è sempre un ma, che cosa ne poteva sapere il premier? Per caso quando è stato eletto gli hanno dato anche la sfera di cristallo?

La paura razionale che dobbiamo avere, non è tanto che Gheddafi è un pazzo tiranno, quanto chi arriverà dopo di lui? Le domande che ci poniamo  possono essere una, nessuna o cento mila, ma alla fine porteranno sempre a questa, unica, semplice questione. Chi sarà presidente della Libia dopo Gheddafi?

Trovo stupido le illazioni politiche di voler addossare anche al premier questa responsabilità, che possiamo fare noi se non stare alla finestra a guardare l’evolversi della situazione? Tecnicamente nulla, non è stato invaso un altro paese, non sono state sganciate bombe che non sui loro pozzi petroliferi, non è stata dichiarata guerra a nessun’altra nazione, quindi per tutte quelle convenzioni scritte e firmate, nessuno può intervenire.

Possiamo chiedere al Rais di concludere questa rivolta non spegnendola nel sangue, possiamo preoccuparci dei profughi che arriveranno, condividendo con i paesi europei il momento di difficoltà, ma non possiamo in alcun modo intervenire.

Al di là di queste questione che, poi alla  fine sono le solite domande che  ci si pone leggendo i giornali, ci si chiede ma come è possibile?

Gheddafi nei suoi anni di tirannia, ha stremato un popolo, riducendo il suo popolo alla disperazione, in Libia non c’è un opposizione contro il presidente, Gheddafi le opposizioni le spegne nel sangue, questo preoccupa, preoccupa molto, soprattutto perché dopo di lui potrebbe salire al governo un nuovo dittatore, più feroce, più sanguinario, magari vicino ad Al Qaeda, quindi potremmo ritrovarci una nuova Afghanistan nel giardino di casa, o magari sale un presidente democratico, filo occidentale, con l’intenzione di portare la Libia avanti, purtroppo al momento ci sono solo i morti da contare, e sono tanti.

Recensione Diastema – Via lontano

I Diastema propongono melodia orecchiabili e moderne. Si tratta di un rock melodico ricco di sfumature sentimentali che strizza l’occhio a un pubblico giovane.

I ritmi sono freschi e accattivanti, le tematiche leggere ma che non tralasciano pensieri intimi e segreti dell’anima.

“Ora lo sai” è un pezzo ben suonato e con un sound che trascina, mentre “Ogni istante” è una ballata rock con un buon trasporto e nel quale il classico duetto mostra il meglio di sé, regalando quel tocco di più.

Anche “Dentro me” è una ballata raffinata e piena di struggenti riflessioni. Molto intensa ed legante è “Ricordati di una storia”.

Echi di una tradizione squisitamente italiana si fondono nel pezzo “Scusami”, che nella sua semplicità trasposta l’ascoltatore in una dimensione introspettiva, lo stesso accade con “Ti aspetterò”.

“Costruisco magie” nasconde emozioni segrete, come in una favola raccontata, una metafora che poi è lo specchio stesso della vita. C’è molto trasposto nelle canzoni dei Diastema, i testi sono semplici e ben accompagnati da melodie orecchiabile che si rifanno alla tradizione della musica pop-rock italiano, il che non guasta.

Si tratta di un prodotto che ben si potrebbe sposare con le programmazioni radiofoniche. Ciò che forse manca è il tentativo di fare un salto verso le canzoni cantautoriali con maggior profondità, almeno nei testi, ma c’è tempo per sondare anche queste dimensioni. Nel presente il sound si fa ascoltare, in alcuni tratti emoziona e lascia dentro qualcosa.

E’ molto interessante l’approccio con ritmi più veloci come in “Ormai”, in cui l’atmosfera è accattivante e il ritornello è trascinante. Restiamo sintonizzati in attesa di ascoltare come questo gruppo maturerà. Ci aspettiamo molto da loro. Per il momento ascoltiamo l’album “Via Lontano” con piacere, consapevoli che si tratta di un buon lavoro.

Nulla e nessuno

nulla

 

Taci.

Spirito d’un al di là

che spaventa.

Taci.

Dinnanzi una regina

che di te conosce ogni

cosa.

E ti lasci andare nell’incoscienza

d’un pensiero

annegato nella paura.

Ma la paura

in realtà

non esiste.

Taci.

Poiché temi ad aprir bocca.

 

Taci.

Farfalla

senz’ali che piange

sulle foglie ingrigite

dal sole.

 

Taci.

Poiché temi la vita.

Pensa.

Poiché solo così potrai capire.

Capire chi sei,

chi sarai.

Cosa vuoi,

cosa vorrai.

Pensa.

Dentro te.

Nulla e nessuno.

BIMBO è il singolo de IL DUBBIO DI DAVIDE, dal loro primo, omonimo album

La band torinese, si sta affermando come una fra le migliori rock-band in circolazione

 

01: Bimbo: un vero è proprio delirio di sensazioni rivolte al sociale Gravina, Clero, Napoli, sono queste alcune delle tematiche che si affrontano all’interno del brano, Il dubbio di Davide con Bimbo si batte contro la commercializzazione della disgrazia, e contro la diffusione di notizie manipolate per scuotere la coscienza collettiva.  Lo slogan è : “ Via le mani dalla mia coscienza!!” Perché Bimbo? Perché nel momento stesso in cui una società riesce a fare a meno di guardare un bambino  negli occhi, è una società che ha perso.

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02: Alba Una ballata in stile classico. Se  l’alba è l’inizio di un nuovo giorno, la speranza è l’inizio di una nuova vita. L’amore  raccontato nella sua magica banalità.

 

03: Perso Rock allo stato puro. “Perso”  palesa la necessità di voler esprime il dissenso verso un sistema politico-sociale nella quale Il Dubbio Di Davide non si rispecchia.

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Il Dubbio Di Davide  nasce nel Settembre 2008 come progetto parallelo alla storica band “NEUTRA” (SONY S4), prodotta artisticamente da Franz Di Cioccio. La Band può vantare collaborazioni importanti come il feat nella cover “BANG BANG” con il famoso cantante Ivan Cattaneo. Il disco d’esordio dall’omonimo titolo comprende 12 brani inediti e due cover con arrangiamenti originali, che si avvalgono della direzione artistica del produttore Alex Bagnoli. Nel 2010 Il gruppo sigla un accordo editoriale con la casa discografica Notebook (The Music Essence ). Il disco è già presente sul portale Itunes e distribuito in tutti i negozi da Egea. Per quanto riguarda la produzione video,  “Il Dubbio Di Davide” ha pubblicato “Bimbo”,”Perso” e “Bolle”video  presenti su Youtube. 
Nel Settembre 2009 “Il Dubbio Di Davide” si è aggiudicato il premio della critica del prestigioso concorso scouting per artisti emergenti “PopRockContest” organizzato  da Gabriele Medeot e diretto artisticamente da Massimo Varini. Selezionati come finalisti nella 1° edizione del concorso di scouting “Radar” , organizzato da Massimo Cotto e Franco Zanetti e patrocinato da Radio Italia. Un impatto live coinvolgente, ed un repertorio che spazia da ruvide ed avvolgenti canzoni rock a raffinate ballad sono le qualità che caratterizzano “Il Dubbio Di Davide“.  In meno di un anno e mezzo la band ha totalizzato moltissime esibizioni live sul territorio Italiano.

IL DUBBIO DI DAVIDE – Sito ufficiale

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ufficio stampa

L’ALTOPARLANTEinfo@laltoparlante.it

PROTOSOUND POLYPROJECT – info@protosound.it

Sono incinta c’è la crisi che faccio? Abortisco, semplice.

Stamattina ho letto sulla gazzetta di Lecco una notizia sconvolgente, aumentano gli aborti a causa della crisi.

Su queste notizie io resto sempre basita, come è possibile, mi chiedo. Non è che la crisi c’è da un mese e quindi non si sa quando finirà, questa crisi si protrae dal 2009 con picchi altissimi e fasi di stallo.

Certo in una situazione di cassa integrazione o disoccupazione un figlio è un rischio, ma bisogna anche essere un po’ pazzi per non rendersene conto, questo però non autorizza ad un aborto così, per piacere trovate altri alibi.

Non sono contraria all’aborto per questioni religiose, solo per etica, non si uccide un innocente solo perché c’è crisi economica, che colpe ha quel bambino? Forse è un bene per lui però, se i futuri genitori adottano l’alibi della crisi, probabilmente alla prima difficoltà con un neonato si suicidano.

Ritengo che per fare un figlio bisogna essere in due, e non solo in ambito sessuale ma anche mentalmente, bisogna rendersi conto  che non è un gioco, ma un essere umano, che non stiamo parlando di comprare o meno un nuovo cellulare, ma di un essere che dipende da noi, non solo economicamente ma anche moralmente ed eticamente.

Mi chiedo come fa una donna, dopo un mese o due mesi che sente una creatura crescergli dentro ad abortire così facilmente solo perché c’è crisi lavorativa? Domanda spontanea, scusa prima di provarci non ti è venuto in mente? Non ti è passato per la testa che tu e tuo marito state passando un periodo malsano professionalmente e quindi non è saggio restare incinta? Ma certa gente la testa la usa o ce l’ha solo per dividere le orecchie?

Sono indignata,  soprattutto a fronte del fatto che la regione Lombardia sta stanziando fondi per evitare queste situazioni, eppure la cosa non si placa. Ora capisco perché molte donne sono mentalmente poco evolute, perché sono convinte che una soluzione banale sia sempre quella giusta.

Stecca – Puzza di Rock

Bella storia! Metti il cd nel lettore e parte un bel po’ di sano, dritto, diretto rock in stile Stonesligabuedeiprimitempichuckberryunpo’pop.

Questo per chi cerca sempre una categoria.

Per il resto in questo cd si affiancano e suonano due anime: quella di Stecca che con le sue canzoni descrive la vita che gli gira attorno e quella di Mel Previte, uno dei fautori del sound del Liga  (io ho sempre preferito Mel a Capitan Fede!).

Tutte le canzoni hanno un sound omogeneo che pesca dagli Stones e si inserisce in quella scuola di rocker romagnoli che tante soddisfazioni più o meno effimere, ci ha dato in questi decenni.

Gli arrangiamenti potrebbero trarre in inganno facendo pensare ai fratelli maggiori (musicalmente parlando) di Stecca, ma è nei testi che il Nostro si distingue: parole semplici, dirette, quotidiane, che rendono le canzoni nostre già al primo ascolto.

È un disco sospeso tra il cazzeggio da giornate primaverili (“balla e muoviti da sola”) e la vita, l’amore e le emozioni: credo che chiunque di noi riuscirebbe a ritrovarsi in qualche verso di Stefano.

Il disco inizia con il potenziale singolo “viaggio in America”, passa per l’allegria di “balla e muoviti da sola” (molto bella), viaggia tra le storie, incontra una “principessa” e finisce nella bonus track (prima o poi farò una petizione contro le bonus track) che è uno dei pezzi più belli dell’album: “innamorato di te”.

Il disco è suonato decisamente bene, pulito e con canzoni dalla giusta durata: ecco forse è fin troppo ben suonato…Cosa?! bestemmia!

Ma no, dai! Sarebbe bello che su questo disco rientrasse, a mo’ di feedback, l’energia che credo Stecca e la sua band siano in grado di dare dal vivo: questo disco suona veramente bene, ogni strumento è suonato con perizia e da ottimi musicisti (Previte, Montanari, Bagni, Micalizzi e Cottafavi) ma sarebbe bellissimo se, oltre che di rock, puzzasse un po’ di più di sudore.

Madre Italia e i tuoi figli

Sono trascorsi 150 anni dall’unità d’Italia.Sono trascorsi 150 anni da quando la nostra penisola si è ricomposta come un puzzle.L’articolo di oggi vorrei dedicarlo all’Italia,il grembo che ci ha partoriti,la madre di tutti noi.Dalle Alpi agli Appennini,dal Nord al Sud,le nostre isole e i nostri mari.Questa Italia adolescente.Qualcuno la definirebbe infantile.L’Italia che i nostri nonni hanno visto in guerra.Dilaniata e imbelle certe volte.L’Italia é un disegno perfetto sul mare.Qualcuno l’ha definita ‘stivale’.A me sembra un ritratto di Van Gogh.L’Italia va veloce.Segue il vento e la neve al nord.Si affievolisce al sud e qui diventa calda,arida certe volte,poiché incontra il mare azzurro.Nei libri di storia,da bambina o adolescente,mi sono sempre chiesta perché l’Italia fosse sempre uno fra quei Paesi paralizzati rispetto al fiorir di molti altri,indietro rispetto al mondo.Al nord nascevano le prime fabbriche.Al sud i contadini si chiudevano nella propria ruralità,quasi gelosi,con la paura che talvolta fosse loro strappata via dal progresso.L’Italia é una pista in cui abbiamo sempre corso.Ci siamo spostati al nord,abbiamo lasciato il sud e poi vi siamo tornati.L’Italia é un fiume in piena.Si apre sulle montagne e sfocia verso la salsedine.Cos’é questa Italia,che fugge via dal sole?Cos’é questa Italia,distrutta dalle idiozie di alcuni?E’ un teatro in cui recitano i politici.Una tragedia,in cui il popolo annega.L’Italia non é libera.L’Italia é indietro di mille anni.La splendente Italia del Rinascimento.Dov’é finita?Dov’é l’Italia di Leonardo,di Raffaello e di Michelangelo?Un quadro di colori.Un quadro di speranza.L’Italia che non tornerà.Oggi si parla di nucleare,di lotte tra politici,politici corrotti.L’italiano non rispetta la madrepatria e vuole stuprarla con le centrali nucleari.L’italiano non ama la madre che lo ha messo al mondo.Il virus del mondo.L’Italia uccisa dai propri figli.E’ un’Italia che non conosce Dio,quella in cui viviamo.E’ l’Italia dei processi.Quella del politico pregiudicato che fa accordi con la mafia.E’ il politico pagliaccio che dice di bruciare il tricolore.E’ l’Italia abusiva,con aeroporti abusivi in mano ai mafiosi.L’Italia che piange,quando il fiume si strozza e i pesci muoiono avvelenati.E’ un’Italia a favore del nucleare.E’ un’Italia dilaniata nell’animo.L’Italia non merita questo.La nostra cultura,la nostra fede.Mi rivolgo a voi e soprattutto ai giovani come me.Combattiamo per il nostro Paese.Amiamolo e proviamo a cambiarlo,poiché esso ci ama.

Perchè San Remo è San Remo!!!!

Questi giorni il Festival di San Remo è, dopo il Rubygate, il ghiotto articolo di tutti i giornali.
Di certo la kermesse ha un pò saturato la pazienza di molti, la mia ormai è diventata una sorta di omissione dei canali rai dalla televisione.
Questo però non mi esime dal leggere i pettegolezzi o vedere la situazioni più comiche ed esilaranti.
Quest’anno sembra diverso, per i pochi attimi in cui ho avuto modo di vedere il palco, non l’ho visto saturo di fiori, ma più sobrio, più in linea con quella che è la situazione di molti italiani, diciamocelo un pò più austero.
Gianni Morandi senza dubbio sarà uno dei pochi che verrà ricordato come un cantautore italiano che si sta dilettando a fare il presentatore, affiancato da due bellissime dame latine e da due personaggi, irriverenti, esilaranti, divertenti e ironici come Luca e Paolo.
Delle canzoni di San Remo non ne ho ascoltata nemmeno una, solo quella del duo sopracitato, “ti sputtanerò”. Una cosa del genere, a San Remo, negli anni passati non si è mai vista, non si è mai vista la possibilità di attaccare giornalisti, politici e imprenditori senza veli e maschere, non usando solo le formule e girandoci intorno, ma raccogliendo quello che un pò tutti pensiamo e diciamo.
Fa riflettere che i precedenti presentatori siano stati più “dittatoriali” nel gestire questo evento mentre Morand è liberale, quasi come a prendere le distanze da quello che è stato prima e che è ora.
Mi da’ l’idea di un evento non fatto solo per promuovere nuovi cantanti, ma anche per intrattenere gli spettatori, non portando la solita sfilata di bellissimi e lussuosissimi abiti, ma dedicandosi anche a raccontare e vivere le varie sensazioni.
L’omaggio di Morandi ai 150 di questo paese è senza dubbio un gesto meritevole, un vero italiano, che nelle sue canzoni ha sempre raccontato la sua Italia,  e nei suoi concerti generazioni di ragazzi e ragazze si sono innamorati e hanno vissuto, vivendo questo paese con i suoi pregi e i suoi difetti.
Mi auguro che questo nuovo festival spiani la strada per i prossimi, dando spazio all’intrattenimento, ai giovani e mandando in pensione i soliti vecchi  cantanti che ormai hanno detto di tutto e sono solo ripetitivi.

EUGENIO FINARDI LIVE A MILANO GIOVEDI 24

Dopo il successo delle date di Torino e Colle Val D’elsa, giovedi 24 febbraio il cantautore milanese torna nella sua città per un imperdibile live che ripercorre la sua carriera

 

Farà tappa ai MAGAZZINI GENERALI di Milano l’ “EUGENIO FINARDI ELECTRIC TOUR 2011”. Un’attesa rivisitazione dei classici del cantautore milanese che farà splendere sotto una nuova luce canzoni simbolo come: “Extraterreste”, “Musica Ribelle”, “La Radio”, “Dolce Italia”.  Sul palco ad accompagnare il cantautore  milanese ci saranno: Paolo Gambino (Piano), Paolo Zanetti (Chitarre), Claudio Arfinengo (Batteria), Marco Lamagna (Basso), Giovanni Maggiore (Chitarre).

È inoltre appena uscito “SPOSTARE L’ORIZZONTE. Come sopravvivere a quarant’anni di vita rock”, il primo libro del cantautore ribelle EUGENIO FINARDI (edito da Rizzoli), scritto con Antonio G. D’Errico. La sua vita, la musica e il rapporto con la figlia, affetta dalla sindrome di Down, sono le protagoniste delle pagine di questa intensa autobiografia.

In questo libro il cantautore ripercorre le tappe salienti della sua carriera: dai primi passi in ambito musicale all’impegno politico degli anni Settanta fino alle sperimentazioni del periodo più recente. Ma soprattutto si racconta senza pudori, a partire dal rapporto con i genitori, bizzarro mix che l’ha dotato di un’educazione insolita, instillando in lui fin da piccolo un senso di diversità rispetto agli altri ma anche una visione artistica, etica e politica unica.

 

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EUGENIO FINARDI – Official Site

http://www.eugeniofinardi.it/