Recensione “Perdersi – Still Alice” di Lisa Genova

Il romanzo “Perdersi” di Lisa Genova racconta la storia di una donna di cinquant’anni alla quale viene diagnosticato una forma presenile del morbo dell’Alzhaimer. Quella donna si chiama Alice ed è una donna forte e determinata a lottare contro il male. Il libro è commovente ed emozionante, ma allo stesso tempo permette di riflettere e capire un mondo che non conosciamo. Si riesce a riscoprire la vita in un modo del tutto nuovo e soprattutto con una luce diversa. Viene spontaneo farsi una domanda: “Quanti giorni non viviamo davvero?”. Perdersi è un viaggio nella degenerazione di un male e al contempo della scoperta della vita stessa, come se anche nel male fosse il bene a trionfare, un viaggio nei sentimenti più puri, nella memoria che si riscopre mentre sta svanendo a poco a poco. Che spiega l’importanza di vivere ogni momento al massimo. Una storia da leggere assolutamente, tutto d’un fiato, portati per mano dalla scrittrice Lisa Genova che spiega e racconta i retroscena di una malattia spesso ignorata dal punto di vista dei pazienti e rende a questi ultimi la dignità che gli spetta. E’ un libro che riesce a toccare corde profonde e lo fa con una semplicità e un’intensità elevatissime. Bello. Coinvolgente. Profondo. Un’opera nata come romanzo autoprodotto è ora diventata una storia che deve essere letta e capita nella sua più pura essenza. Un successo.

Per informazioni: www.lisagenova.com

Polvere di cielo

Vorrei,sollevar gli spettri loschi.Ch’in forma di alate sagome.A cantar,all’orecchio sordo.Parole,ch’han sembianze di vane canzoni.E mi farei,gomitoli.A lancio in controllo assenza senza.Dal,roccioso letto di montagna.Al,fuggente mare ed il suo stendersi.E alla tela,minuzierei di te in fiori.All’ama e ama o non m’ama,il giovinotto innamorato.Siede,come fantasma opulescente.E’ un sorriso,che si fa grande.Una voce,all’immenso.Ed il riso,come polvere di cielo.

ORDINE E GIOIA: Zibba & Almalibre feat. Maurizio Lastrico

Uno stacchetto natalizio per le radio.

Un pensiero e un augurio al loro pubblico

Zibba & Almalibre regalano una versione speciale di “Ordine e Gioia”

arricchita dalla voce di Maurizio Lastrico

ORDINE e GIOIAVIDEO on YouTube

 

Continua il successo di “Una cura per il freddo” (Volume!/Universal/Cramps), l’ultimo lavoro discografico di Zibba & Almalibre. Da poco reduci dal famoso palco del teatro Ariston di Sanremo per il Premio Tenco 2010, ecco presentare “Ordine e Gioia”, seconda traccia di questo disco che per l’occasione si arricchisce di una nuova voce: quella di Maurizio Lastrico.

Attore del teatro stabile di Genova, Maurizio Lastrico con la sua “divina commedia” è uno dei comici di Zelig che lo vedrà protagonista fisso anche nella prossima edizione.

Il suo libro “Nel mezzo del casin di nostra vita”, edito da Mondadori, è in uscita il prossimo 20 Gennaio e raccoglie tutti i testi della “divina commedia” secondo Lastrico, scritto a due mani con Matteo Monforte, autore, comico e scrittore genovese di grande talento che firma anche il testo poetico di questa featuring con il cantautore ligure.

 

Inoltre, è  proprio Zibba a musicare uno spettacolo nato dalla collaborazione tra lo stesso Matteo Monforte e Lazzaro Calcagno, spettacolo portato in scena dai Turbolenti dal prossimo febbraio.

Nello stesso mese Zibba & Almalibre, presenteranno il secondo singolo in alcune trasmissioni televisive.

Un piccolo pensiero di Natale questo che Zibba e gli Almalibre regalano alle radio e al loro pubblico, con la speranza che, come dice Lastrico, ci si ricordi che “basterebbe volersi bene”.

 

 

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Segui il falco “oltre il per sempre”

chiudete gli occhi, e focalizzatevi sul suono della vostra voce. immaginate di dover puntare tutto sulle percussioni, la chitarra e la tastiera che sentite intorno a voi. la musica è il vostro unico punto di riferimento. la musica, il ritmo, la passione. la memoria, il coraggio. solo dalla temperatura intorno a voi potete capire quanta gente è vicina al palco e quanta sta ballando. solo dalle voci potete intuire se la stanza è piena o si sta svuotando, e sapete che tutto sta andando bene solo perché gli altri continuano a suonare, facendovi da bastone.

hawk non è il primo cieco e non sarà nemmeno l’ultimo a fare il cantante. solo che dal vivo non ne avevo mai visti. che lui era cieco me ne sono accorta a metà della serata: solo quando l’ho visto passare con il bastone, con la mano sulla spalla del suo batterista, lasciandosi guidare. fino a quel momento era semplicemente un gruppo bravo, impreziosito dal sassofono del rosetano fabrizio mandolini. poi non ho resistito e li ho guardati più attentamente, sgomenta, per tutta la parte finale della serata, come una bambina maleducata.

non mi intendo di musica, sono ferma al mi piace e al non mi piace. non so quando un pezzo è bello o brutto, ma so quando mi emoziona e cosa ho bisogno di ascoltare in determinati momenti. quella musica non era il genere di musica di cui avevo bisogno l’altra sera, ma so che era buona musica: la voce di hawk era calda, accogliente, morbida. e nonostante non ne avessi bisogno, è stata in grado di calamitarmi.

la cosa più bella era guardare il gruppo suonare insieme. sono abituata a gruppi musicali che tengono le fila del concerto accordando i propri movimenti e i passaggi cruciali anche solo con la coda dell’occhio. il gruppo di hawk, invece, è costretto a respirare dello stesso respiro. la vista viene meno, tutto si basa sul ritmo e sulla voce. l’accordo che i musicisti devono trovare è sul battito del cuore, a poco serve lanciarsi gli sguardi: c’è un lui (tesi) e un loro (antitesi), e se tra loro può essere ammissibile una qualche distonia, recuperabile con una rapida occhiata, tra loro e lui il lavoro deve essere sincrono, altrimenti va tutto all’aria e non si crea il tutto (sintesi).

lavoro di squadra, architettura, matematica, fiducia totale: sono queste le parole che mi vengono in mente pensando al progetto hawk. c’è di più di “semplice” ottima musica, per una serata serena tra conoscenti. c’è un amore condiviso (sì ho detto amore, e non passione, perché la passione è energia e fuoco, l’amore è cura e acqua. la prima divampa, il secondo accarezza) che cavalca le note senza lasciarsi disarcionare, perché le blandisce e le unisce come i puntini della settimana enigmistica, creando un disegno completo.

vale la pena seguire questo falco, per lasciarsi caricare dalla sua forza e prenderne esempio.

(ps. o il cd “beyond forever” l’ho comprato, e vi assicuro che non è un gesto di carità: è un lavoro di professionisti, da professionisti, per ascoltatori professionisti. ascoltare per credere)

Verità

Lievi come farfalle,
le vedi volare,
leggere, ammantate di bellezza,
dure e crudeli,
camuffate sotto una bugia
che sferzante ti fa male.

La cerchi,
in giro per strada,
nei bar, negli amici,
nell’amore, eterna finzione,
Nessuna verità,
solo una
La vita.

Calcio in lutto

Dire addio non è mai facile, fa male dirlo a chi abbiamo amato, trafigge il cuore come una lama.

Ma dirlo ad un grande del calcio italiano è triste, soprattutto in questo periodo.

Salutare così, chi ha dedicato la vita al calcio, portando la nostra nazionale a vincere il Mondiale del 1982, non è facile, ha fatto parte di noi, della nostra vita. L’immagine viva di quella serata, davanti al televisore, lui abbracciato dai calciatori, i suoi giocatori, sollevato in aria, tenuto e abbracciato. Questa è l’immagine che mi tengo dentro.

L’immagine del calcio pulito, del gioco sportivo, ha lo sguardo di Bearzot, commosso e felice.

Dirgli addio non è bello, dirgli ciao forse è meglio, ma di lui resterà quest’immagine, un pò sfuocata, datata e storica. Farà parte di noi, sarà parte di noi.

Grazie Enzo, riposa in pace ora.

Quanto si spende a Natale?

Natale è il periodo in cui gli italiani spendono di più.

Tra regali, pranzi e cene, in molti si giocano la tredicesima. Natale è anche spostamenti, viaggi per andare da parenti e amici, per tre giorni di festa si fanno chilometri pur di passarlo con chi si ama.

L’atmosfera nataliza è quello che crea per i commercianti il maggior business, non si gioca più solo sulle decorazioni, sul negozio più accattivante, ma è una corsa all’offerta, all’occasione, specchietti per allodole che acquistano sempre di più senza fare valutazioni.

Ci si ritrova spesso nella situazione in cui i regali sono inutili, poco apprezzati e soprattutto costosi, senza possibilità di cambiare la merce acquistata. Se penso a quante volte mi è successo, potrei stilare un’enciclopedia.

Per quel che riguarda i regali, anche quest’anno come molti mi sono ridotta quasi all’ultimo, senza sapere cosa comprare e a chi, valutando seriamente di non farme. Infatti trovo ridicola questa corsa al regalo, Natale è una festa per stare insieme, perchè dannarsi l’anima alla ricerca del regalo? Comprendo i genitori verso i figli, ma non comprendo gli adulti.

Comunque sia, non posso mancare dal ricordare, a chi regala i cuccioli, che sono bellissimi, ma poi crescono e all’arrivo delle vacanze estive, il cucciolo natalizio è diventato un animale quasi adulto, per cui un pò abbondante ed ingombrante, per cui, se pensate che regalare il cucciolo sia un bel pensiero, ricordatevi che è un regalo per la vita, non lo si può buttare via dopo sei o sette mesi.

Anche se sono diventata ostica verso il Natale, auguro a tutti, lo staff di causaedeffetto, la redazione, il creatore Daniele Mosca, e tutti i lettori un Magico Natale e Ricco Anno Nuovo.

Turinlivefestival – La finale

Ieri sera si è tenuta la serata finale del Turinlivefestival 2010 che è stata ricca di esibizioni di artisti talentuosi. Per la sezione cantautori i vincitori sono stati i Lyr con la loro nuova canzone “A quest’ora della sera”, mentre Lucia Di Nardo e Dario Tinucci si sono classificati rispettivamente secondo e terzo.
Al di là dei singoli risultati si è trattato di uno spettacolo interessante, seppur con alcuni problemi tecnici. Molti gli artisti che si sono succeduti sul palco, tra i quali non possiamo non citare il bravissimo chitarrista Lorenzo Favero che ha incantato con i suoi giochi di suoni ed effetti del suo strumento: un’autentica sorpresa.
Da apprezzare anche la categoria musical e danza che hanno offerto numerosi spunti interessanti. Il Turinlivefestival può certamente essere un trampolino di lancio per giovani proposte e talenti emergenti, un modo per dar spazio a chi nasconde nel cassetto emozioni da raccontare. E’ purtroppo mancata la sezione letteratura e poesia in questa serata, ma l’organizzazione assicura che l’anno prossimo certamente non mancherà. Restiamo in attesa delle prossime novità.
Per chi volesse conoscere i risultati della manifestazione può recarsi sul sito www.turinlivefestival.it

Vuoto

 il silenzio delle parole lascia un vuoto,
come una notte di incubi mi svuota
così mi svuoto del tuo silenzio.

sei un’onda, che arriva e torna risucchiata dalla corrente,
sei un mare vasto in cui perdersi

i tuoi occhi sono le stelle più luminose,
vibrano di note e di accordi che non conosco,
parlano, di sogni che non ho mai fatto,
raccontano l’eterno cercare della vita.

mi perdo a cercarti, non trovandoti provo a immaginarti,
provo a sognarti, ma anche nei sogni cominci a svanire,
devo sforzarmi di non pensarti, ma solo pensandoti
il tuo volto resta nella mia mente.

Dalla saga di Twilght

In tutto il mondo i libri della saga sono diventati dei best sellers, tradotti e venduti in ogni angolo del pianeta, i film sono diventati culto per i twilighters, l’onda emotiva di questo genere a scardinato il mito del vampiro, povero Dracula si è visto tolto lo scettro di demone, crudele e affascinante, dal vampiro buono, che non ha disprezzo della vita umana, che non beve sangue umano, che anzi si integra perfettamente con gli umani, soprattutto non dorme in una bara.

Ci vedo un lato così comico che non riesco a fermare le risate, per carità finalmente, dopo Banana Yoshimoto, qualcun’altra ha scritto di adolescenti esaltandone la bellezza dell’età, la bellezza delle esperienze che si fanno e le crisi giovanili.

Cosa piace della saga di Twilight? Dei libri probabilmente la storia, il modo di scrivere della scrittrice, semplice, non troppo pedante, il fatto che lei abbia aperto le porte ad una letteratura adatta ad adolescenti, che tratta le loro tematiche, che si identifica almeno un pò in un età complessa e difficile come l’adolescenza.

E  chi non c’è passato per quella strada? Volente o nolente è toccata a tutti, amara, dolce, salata o agrodolce che sia, l’adolescenza ci è toccata, per alcuni come il momento più traumatico, una spada di Damocle posata sulla testa, nella speranza che passi rapida, per altri, un pò anche il mio caso, divertendosi, sentendosi padroni del mondo, idealisti e sognatori, intenti a cambiare le regole di un gioco che stavamo solo iniziando a giocare.

Ammiro chi ha la capacità di immedesimarsi in quel mondo, in quell’età. Stephanie Mayer c’è riuscita, probabilmente pensando a se stessa a diciassette anni, quando una scelta implica una rinuncia, quando tutto si vuole fuorchè cedere a compromessi. Ecco dov’è secondo me l’importanza della storia di Twilight, non tanto nel bel e tenebroso vampiro, o nel lupo innamorato, ma nel fatto che fare una scelta è sempre difficile, e da adolescenti ancora di più.

Molti adolescenti faranno scelte che poi dovranno portare avanti per la vita, alcuni pagandone gli scotti, altri semplicemente perdendosi dietro ad errori da cui è impossibile uscire.

A diciotto anni nessuno si aspetta che si sappia cosa fare da grandi, è il momento di sbagliare, di scegliere facoltà universitarie che non porteranno a niente dove non si farà, forse, nessuna carriera, è l’età di lasciarsi andare, di vivere e provare tutto, ma attenzione il fatto di essere giovani non significa che se si sbaglia si può tornare indietro, finchè si sbaglia università è un conto, ma se sbagliando  si rimette la vita, o addirittura si mette al mondo una vita a quel punto non si torna indietro, non c’è rimedio.

Questo è il semplice messaggio che leggo in quei libri, mentre tutti ci leggono una storia d’amore impossibile, io ci leggo la scelta, la maturità di fare scelte preoccupandosi di quelli che possono soffrire per noi. Peccato che nei film sia passata solo la storia d’amore e non la maturità, peccato sia passata solo la faziosità, Edward o Jacob? Guelfi o Ghibellini? mi sembra di essere tornata ai tempi delle medie quando studiando la Firenze del medioevo, la prof ci fece dividere in due fazioni, i guelfi da una parte e i ghibellini dall’altra. Per cui io trovo complicato schierarsi, preferirei che passasse il messaggio che a volte è meglio non scegliere nè uno nè l’altro, ma se stessi.

Ma dei film cosa piace?

A me personalmente dei film sono piaciuti gli effetti speciali, la colonna sonora e gli sfondi. Ancora non riesco a capire cosa ci sia di entusiasmante nell’attore Robert Pattinson, in Kristen Stewart o Taylor Lautner, si sono bravi, non è in discussione la loro bravura, ma non li trovo così belli da star male, da farmi venire un cedimento muscolare per loro.

Anzi, trovo più semplice classificarli nella fase meteora che in quella film da oscar.

Ad esempio non riuscirei mai a paragonare la bellezza di Robert Pattinson con il suo connazionale inglese Daniel Craig, per me vincerebbe Daniel Craig 10 a 1.

Peò, all’uscita del terzo film in dvd, miigliaia di donne sono corse con la bava alla bocca a comprare il dvd, a ben poche è importato del film, probabilmente non ricordano nemmeno la trama, ricordano solo la faccia di uno o dell’altro.

Sarò l’eterna indecisa, non so in quale ruolo identificarmi, non mi vedo nemmeno come la protagonista, eternamente indecisa tra uno e l’altro, sempre pronta ad infilarsi nei guai senza poi saperne uscire, non lo trovo un bell’esempio, certo forse per una volta non stiamo parlando della bellissima ragazza, super dotata, con un fisico da urlo, semmai di una normalissima ragazza, solitaria, goffa, così ce ne sono a migliaia, ma senza dubbio più decise di lei.