Crisi di governo scongiurata e show di Di Pietro

Di pietro

Fortunatamente la crisi di governo è scongiurata, i voti alla camera sono stati tali da permettere a questa legislatura di andare avanti.

Per quanto Bossi dica che le elezioni sarebbero state meglio, mi sento di dissentire.

In un momento di crisi economica, che non è ancora passata, ma che sta dando dei durissimi colpi di coda, dover anche andare a votare un nuovo governo, avrebbe messo il nostro paese in ginocchio.

Ciò che fa rifletter però, è lo spettacolo dato da Antonio di Pietro, che durante la seduta alla camera si è permesso di ingiuriare Berlusconi. Ora che il passato imprenditoriale del Premier non sia esattamente pulito, che lui abbia fatto delle cose non esattamente legali, questo è un suo problema con la sua coscienza e la magistratura. Ma che un Di Pietro, si permetta di offendere il Presidente del Consiglio, ingiuriandolo in presa diretta, dandogli dello “stupratore della democrazia”, questa proprio non è concepibile.

Posso comprendere il non dare la fiducia, posso comprendere fare opposizione, posso capire che non a tutti Berlusconi piaccia, ma da questo a dargli dei titoli offensivi ed ingiuriosi non lo ammetto.

Da italiana, con diritto di voto, sono allibita da questo comportamento.

Il Sig. Di Pietro, si permette di giudicare i peccati degli altri, inclusi quelli del Presidente della Repubblica, senza pensare per un attimo ai suoi. E’ convinto che tutto quello che lui ha fatto è stato fatto per attuare la legalità.

Io, al contrario di molti italiani, non dimentico i reati di abuso d’ufficio, non dimentico la cattiveria con cui si è scagliato contro la segretaria di Craxi, non dimentico il fatto che sfruttando il suo nome, il figlio è entrato nell’arma dei carabinieri.

Lui si permette di mancare di rispetto agli Italiani, alla loro decisione in sede di elezioni e resta impunito, non è forse il primo che sfrutta le leggi fatte da Berlusconi?

Si è permesso di offendere chi è stato eletto democraticamente dagli  Italiani, mi chiedo se si è mai posto il quesito se lui fosse meglio di chi sta governando ora.

La sua opposizione non è costruttiva, è semplicemente basata sul suo odio personale, se un giorno Berlusconi non sarà più in politica e non sarà più tra di noi, premetto che non gli sto augurando di morire, cosa farà Di Pietro, scaverà due fosse, una per il suo acerrimo nemico e una per sé?

Questo balletto ingiurioso e offensivo deve finire, per il bene di questa Italia, persone come Di Pietro devono essere punite, altrimenti tutti ci sentiremo forti di offendere e ingiuriare le persone, poiché un parlamentare non viene punito, perché lo dovrebbe essere un comune cittadino?

Che sindacato…!!!

 

In questi giorni leggendo panorama, ho letto della loro inchiesta sui tre sindacalisti che allo stabilimento di Melfi hanno bloccato le linee produttive.

Capisco che scioperare è un diritto e in parte anche un dovere, quando le regole non rispettano il lavoro. Ma addirittura arrivare a vessare i colleghi che non scioperano, arrivare a terrorizzare le persone, questo no. Questo non è diritto allo sciopero, questo è utilizzare un diritto a proprio vantaggio, coperti dalla bandiera del sindacato.

In anni di lavoro mi è successo solo una volta che un sindacalista della CGIL, mi abbia offesa perché mi sono rifiutata di scioperare, io non ho avuto paura, l’ho affrontato davanti al datore di lavoro.

Esistono diritti e doveri, scioperare è un diritto, come è un diritto lavorare, ma non esiste che si travalichino questi diritti danneggiando la morale e l’etica delle persone.

Indignata e scioccata mentre leggevo quest’inchiesta, speravo che il giudice che dovrà riesaminare il processo a ottobre, non si faccia intimidire.

Questo non è tutela dei diritti dei lavoratori, addirittura arrivare a minacciare i propri colleghi, minacciarne le famiglie, metterli in uno stato di paura per non raccontare che volontariamente sono state bloccate le linee di produzione della fiat?

Siamo in un periodo di crisi, dove non ci sono sconti per chi è dei sindacati, non si può permettere che nel terzo millennio nelle nostre fabbriche accadano cose simili, non siamo più negli anni di piombo.

Questi tre signori, vanno puniti, secondo me, vanno anche licenziati.

Poetry slam: poeti all’arrembaggio

Poter osservare un fenomeno dall’interno è indubbiamente un grande vantaggio quando si vuole descrive un evento nel migliore dei modi. Così quest’oggi parliamo di poetry-slam, una nuova disciplina nata in amerca negli anni ’80 e che ora sta prendendo piede anche nel nostro paese, notiriamente patria di poesia e arte. In particolare parliamo della competizione poetica che ha avuto luogo a Settimo Torinese al teatro Garybaldi il 24 settembre 2010, nel merito della manifestazione “poesia vagabonda”. Questa esibizione è aperta al pubblico e prevede l’esibizione di pezzi poetici recitati direttamente dall’autore, senza musica e accompagnamento. Un’esibizione acapella pure a diretta. La giuria è composta dal pubblico ed è stata scelta per estrazione. I poeti si sono esibiti recitando, a loro modo, i loro componimenti. Il risultato è una gara divertente, anche grazie agli interventi di Max Ponte, e dinamica. Il vincitore è senz’ombra di dubbio il più meritevole. Bella e intensa recitazione, pezzi che sanno conquistare il pubblico, queste le armi di Pietro Tartamella, un autore esperto e capace che ha incantato la platea con un’esibizione che gli ha regalato la vittoria. Il poetry slam, infatti, prevede che la giuria giudichi non soltanto il testo poetico ma anche l’esibizione e l’interpretazione, questo per premiare il modo migliore in cui la poesia “arriva” al pubblico. Si tratta di una formula nuova e che ha avuto e avrà certamente ancora più successo, è altresì un modo per permettere agli autori di far scroprire nuovi talenti che non hanno modo di mettersi in luce divestamente. Vivamente consigliato ai poeti in erba che vogliono mettersi in gioco e vivere un’esperienza emozionante.

Nasce www.beatlesnews.it, il portale italiano di informazione interamente dedicato ai Beatles

Notizie, anticipazioni, approfondimenti, interviste, curiosità, concerti e molto altro

Nel settantesimo anniversario della nascita di John Lennon e a quarant’anni dallo scioglimento dei favolosi BEATLES, nasce in Italia www.BEATLESNEWS.it, un portale italiano di informazione interamente dedicato ai quattro di Liverpool, la più popolare e influente rock-band di tutti i tempi.

Notizie, anticipazioni, approfondimenti, interviste, curiosità, concerti, appuntamenti-live e aneddoti: le ultime news su John LennonPaul McCartneyGeorge HarrisonRingo Starr sono al centro di BEATLESNEWS.IT, sito che verrà presentato ufficialmente GIOVEDI 7 OTTOBRE 2010 (ore 18.00) presso il mediastore FNAC di Napoli.

L’universo dei Favolosi Quattro di Liverpool viene ‘fotografato’ attraverso le più recenti news a loro dedicate, tratte da agenzie e testate nazionali o internazionali. Ideatore e direttore responsabile diBEATLESNEWS.it è il giornalista Michelangelo Iossa, autore di volumi come The Beatles (Editori Riuniti, 2003), Le Canzoni dei Beatles (Editori Riuniti 2004), Gli Ultimi Giorni di Lennon (Infinito Edizioni 2005) e Le Canzoni di George Harrison (Editori Riuniti 2006) nonché di numerosi saggi, articoli e special radiofonici o televisivi a loro dedicati. Tra il 2009 e il 2010, Iossa ha curato il blogNews dal Mondo Beatles, tra i più apprezzati dai fans italiani del quartetto.

L’esperienza maturata nel tempo dallo staff tecnico e dalla redazione di NEW MEDIA PRESS nel settore dell’informazione musicale – con il seguitissimo portale MusicoPolis.it, ad esempio – ha permesso di dar vita a BEATLESNEWS.it, un sito che permetterà di leggere novità e approfondimenti non soltanto sui Beatles, ma anche sui loro progetti paralleli e sulle news a loro riconducibili: daGeorge Martin agli Abbey Road Studios, da Sean LennonStella McCartney, da Dhani Harrison aZak Starkey, da Linda Eastman McCartneyOlivia Harrison Arias, dagli Wings alla Beatle Week di Liverpool, da Julian LennonYoko Ono e alla sua Plastic Ono Band.

 

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Samuel Holkins nella scuderia Music Force

Il 25 setembre l’artista pontino Samuel Holkins già noto al pubblico per i numerosi live che hanno accompagnato l’uscita del suo primo cd “Falsa la verità“, entra a far parte della scuderia Music Force, importante etichetta della scena indipendente italiana nonchè produttrice dell’ormai famoso programma tv Backstage Live.
Questa unione porterà parecchia visibilità all’artista di Formia che, a detta dei vertici di Music Force, merita di essere ascoltato e di essere seguito da qualcuno che crede nel progetto.
Da ottobre partirà la promozione che vedrà Samuel Holkins protagonista di programmi radio e tv italiani ed esteri; inoltre si girerà nello stesso periodo il primo video ufficiale.

TIFFANY è il nuovo singolo dei SIKITIKIS

Finita l’avventura a Casasonica il quartetto cagliaritano rimane una delle migliori

realtà indie italiane con il  pluriosannato album DISCHI FUORI MODA

 

TIFFANY: fammi sentire un bambino di fronte a un giocattolo. Una caramella in mezzo alle dieci canzoni del cd. Il gusto zuccherino dei preset farfisa e una melodia che accompagna il risveglio. Tre donne un po’ bambine, un uomo che vuole entrare nel loro mondo…

 

Erano gli anni ’90 quando si chiamavano Canidarapina e non c’era confine alle influenze che ne determinavano il suono. Jimi e Diablo vivono le loro notti nei club della città dove commistioni inedite creano un nuovo tessuto culturale. Il jazz, la drum’n’bass, l’hard-core, il trash-metal, il garage, il break-beat, il trip-pop, il rap e i libri e il cinema e le colonne sonore. Tutto finisce per avere lo stesso valore. Morricone come i CIV, Miles Davis come dj Shadow, Fellini come Mike Patton, Ellis come i Chemical Brothers. Tutto si confonde, i pregiudizi crollano e cresce la voglia di un progetto che sia figlio di queste notti. Arrivano Zico e Regiz. Finiscono i Canidarapina. Nascono i SIKITIKIS. E’ il 2000. Nei primi anni la ricerca del suono è la priorità e il gruppo passa gran parte del tempo in sala prove. La band inizia a confrontarsi con le colonne sonore italiane degli anni ’60 e ’70 in uno straordinario equilibrio fra devozione e totale irriverenza. Così arrivano i primi destabilizzanti live con cover come Roma a mano armata, Giulietta degli spiriti, standard jazz come Caravan e tradizionali della canzone italiana come Storia d’amore di Calentano. Nel primo di questi live vengono notati dal produttore torinese Max Casacci che da allora inizia a seguire a distanza la band. Parallelamente si sviluppa la scrittura dei brani originali. Strumentali e canzoni vengono arricchite negli arrangiamenti dall’enorme lavoro che la band svolge sulle colonne sonore che si rivelano un ottimo laboratorio. Nel 2002 la prima esperienza in studio con il brano Il modo migliore per la compilation 4-Tones dell’etichetta K-Factor. Arriva così il primo tour promozionale in Sardegna nella stessa estate. Diviene intanto più saldo il rapporto con il cinema, i SikitikiS divengono una vera e propria realtà nel campo della rivisitazione delle colonne sonore quando, nel 2004, sono invitati dal critico cinematografico Mario Sesti ad omaggiare Elio Petri e Gianmaria Volontè all’Umbria Film Festival con una sonorizzazione live che verrà replicata come unico contributo musicale alla rassegna Lo Sguardo Ribelle, commemorazione per il decennale della scomparsa di Volontè, al Teatro Ambra Jovinelli di Roma. Nello stesso anno il gruppo entra in studio per registrare il suo primo album, figlio della delicata miscela che dosa al conta goccie il suono poliziesco degli anni ’70 con il garage e lo stoner, il caldo suono dei grandi autori italiani di soundtrack col punk’n’roll. Fuga dal deserto del tiki vede la luce nel febbraio 2005 e sancisce anche l’esordio per l’etichetta discografica di Max Casacci: Casasonica. Segue un anno e mezzo di tour che porta la band in tutta Italia per oltre 80 concerti nei quali la band sviluppa ulteriormente l’attitudine rock e l’amore per il cinema sugellato dalla realizzazione della colonna sonora di Jimmy Della Collina per la regia di Enrico Pau e dalla sonorizzazione, prodotta in collaborazione con l’Hirishima Mon Amour di Torino, de La Decima Vittima, capolavoro di Elio Petri (ancora una volta) che viene imbrigliato dai SIKITIKIS in una suite di 25 minuti di musica ininterrotti. Il 2007 è tempo di rientrare in studio. Inizia la realizzazione del secondo disco sotto l’insegna di un suono più maturo ma sempre spigoloso e compatto, più thriller e più sanguigno. Nello stesso periodo scrivono e registrano il brano Le Grand Diable per la colonna sonora ufficiale del libro Manituana del collettivo Wu Ming (Einaudi, 2007), per cui realizzano anche una sonorizzazione dal vivo del reading di Wu Ming 2 al Marina Caffè Noir 07 di Cagliari B, il secondo lavoro, esce nel marzo 2008 accompagnato da novità importanti. La band, in accordo con CASASONICA, decide di reagire concretamente alla crisi discografica ed economica saltando ogni forma di distribuzione tradizionale ed affidandosi completamente alla distribuzione on-line ed alla vendita del supporto nell’area merchandising dei concerti. Questa scelta, insieme alla produzione di video a basso costo ed al totale controllo delle scelte discografiche, non lascia adito a dubbi, i SIKITIKIS sono sempre di più una realtà attiva nel panorama indipendente nazionale. Nell’estate 2008 sono presenti sui palchi dei due più accreditati festival dell’indie italiano: MIAMI di Milano e Alter01 di Roma, riscontrando in entrambe grande interesse della stampa e del pubblico. Con il tour invernale di “B” i SIKITIKIS si confermano una delle band più presenti sui palchi italiani. Con l’inizio del 2009 si rafforza ulteriormente il lavoro per il cinema con la nascita di BRAIN DEPT.: il contenitore parallelo in cui confluiscono tutti i lavori di sonorizzazione per cinema, letteratura e teatro.

Nello stesso anno si formalizza la separazione dall’etichetta Casasonica: la band decide di prendersi un periodo di tempo per riordinare le idee sul proprio futuro e comincia a scrivere e registrare in pre-produzione delle nuove canzoni, senza aver la certezza di quando, se e come saranno date alle stampe. Nella stessa estate Diablo e Jimi incontrano Manuele Fusaroli ad un festival in Sardegna. Si parla tanto e si trovano affinità ed interessi comuni. Si decide di lavorare insieme al nuovo album. Tra luglio ed agosto la band registra 16 provini allo Sleepwalkers studio di Guspini (CA) con la collaborazione di Gabriele Boi, per poi recarsi presso il Natural Headquarter studio di Fusaroli a settembre, terminando ed affinando le riprese ed il missaggio di quello che sarà il terzo album DISCHI FUORI MODA. L’album vede la luce ad aprile del 2010 sotto l’egida della Infecta Suoni e affini dello stesso Fusaroli, con distribuzione Venus. La band comincia a portare l’album in tour per l’Italia, battendo le assi di diversi club e comparendo -ancora una volta- nel palinsesto dei principali festival indie, dal MI Ami ad Italia wave. Il video di “Voglio dormire con te”, girato dal collettivo sardo Shibuya a costo zero, diventa in poco tempo un piccolo fenomeno su Internet raggiungendo le oltre 25.000 visualizzazioni sul noto portale web Rockit.it. La band è attualmente impegnata in un tour estivo in Sardegna. Prevista per settembre l’uscita del nuovo singolo/video “Tiffany”.

 

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La vivisezione é una tortura inutile

Un tempo il corpo umano era l’esca preferita degli scienziati.Le barelle accoglievano allegramente i corpi piatti e disidratati dei folli in manicomio.Le luci soffuse ed una giusta dose di anestesia erano i mezzi tramite i quali l’esca umana veniva utilizzata al fine di studiare una nuova malattia,inventandone la cura.Un tempo tramite la lobotomia trans orbitale si era in grado di entrare,attraverso gli occhi,nel cervello dell’essere umano.Quest’ultimo veniva privato di fibre nervose,che sarebbero in seguito state utilizzate per qualsivoglia tipo di analisi medica e/o chimica,se così possiamo definirle.Nei campi di concentramento il corpo degli ebrei veniva sottoposto ad atroci torture da parte dei medici.Sul corpo umano si studiava.Sul corpo umano si iniettavano virus letali e non letali.Insomma,gli esseri umani erano un po’ come delle bambole voodoo,pieghevoli e maneggevoli.Attualmente pare però che gli esseri umani abbiano rivestito il ruolo dei medici ed invece gli animali abbiano preso il loro posto.Moltissimi animali oggi sono le cavie da laboratorio degli esseri umani.Con il termine ‘vivisezione’ si intende infatti quella pratica tramite la quale pare che condannare a morte un animale non sia considerato un crimine degno di nota.Gli animali,tenuti in squallide gabbie e privati di viveri,divengono le vittime di numerosi esperimenti.Mutilati,assassinati e torturati,sugli animali testano i cosmetici delle donne,sugli animali testano virus e vaccini per difendere l’incolumità degli uomini.Oggi la vivisezione é una pratica non illegale.In molti paesi del mondo e purtroppo anche in Italia non é un crimine.La vivisezione é una tortura inutile.Dite NO alla vivisezione.Opponetevi ad ogni tipo di tortura agli animali,poiché gli animali non vi tradirebbero mai.Poiché l’uomo non può vincere sempre.

Indignamoci

Questa mi è arrivata su facebook, direi che l’indignazione supera di gran lunga anche la rabbia:

Sono una disabile italiana, e l’11 settembre sono partita alla volta di parigi con le mie figlie, perchè desideravo visitare questa città e speravo in cuor mio di non incontrare troppe difficoltà , considerata la mia condizione di mobilità quasi zero.
Non voglio soffermarmi sullo sgradevole trattamento ricevuto in hotel , parcheggio disabili a pagamento ( tariffe esorbitanti) , unico posto disabili disponibile in strada occupato da secchi di pittura e pertanto non praticabile.
Del fatto che una sera rientrando l’ascensore del parcheggio era bloccato e ci hanno detto che non era colpa loro ma che dovevamo fare le scale.
Ma il fondo è stato toccato il 14 settembre tra le 6 e le 7 del mattino, al terminal B di Parigi Orly, security check percorso agevolato disabili.
Li, ho subito la più grande umiliazione della mia vita ed il trattamento più meschino che si possa riservare ad un essere umano, ed ancor di più ad un disabile.
Mi accingevo a varcare il metal detector ed un signore predisposto alla sicurezza domandava ripetutamente se potevo camminare. Ho una amputazione all’arto inferiore sinistro, e una amputazione alle dita del piede destro del quale ho quindi perso parziale funzionalità .Non cammino. Ricevuta questa risposta, si è innervosito.
Camminare è impossibile. Mi trascino con l’ausilio di stampelle ma riesco a fare pochi passi. Non avevo le stampelle con me.
Dopo avergli ripetuto un po’ in inglese un po’ in francese che non camminavo, mi è stato chiesto di alzarmi in piedi!
In piedi in posizione a crocefisso per effettuare la regolare perquisizione manuale su di me e sulla carrozzina.
Io sbalordita, chiedo alle mie figlie di aiutarmi a stare su ,ma niente non riesco, dopo pochi secondi sto per cadere, e mi devo sedere. La scena si ripete 3-4 volte.
Loro intanto avevano una pressione nervosa crescente, dicendo che noi italiani non rispettiamo le regole e che siamo appunto“italiani”. Noi anche cominciavamo ad avere la sensazione che si fossero accaniti su di noi, e abbiamo cercato di fargli capire che dovevano mostrare un po’ più di rispetto per una signora in carrozzina di 60 anni che non parla che l’italiano.
La mia vergogna saliva . Mi sono tirata parzialmente giù i calzoni per mostrar loro la protesi.
Ma loro pretendevano una posizione di immobilità in piedi un tempo sufficiente per “perquisire”
Erano in tanti, una ragazza due signori , un’altra signora molto dura e irremovibile.
Le mie figlie hanno tentato di interrompere questo supplizio.
Non l’avessero mai fatto.
Mi hanno separata da loro, mi hanno fatto uscire di nuovo dalla zona del security check
Ero spaventata, da sola, non parlavo una parola di francese ed emotivamente è iniziato il crollo.
Hanno detto che dovevano chiamare la polizia. E così hanno fatto.
La motivazione era perché avevo impedito loro di svolgere una perquisizione regolare.
Temevamo di perdere il volo perché siamo state lì ferme almeno mezz’ora e l’imbarco per i disabili deve avvenire con anticipo.
Li abbiamo supplicati, li abbiamo scongiurati, con le lacrime agli occhi di non farci perdere l’aereo.
Ma non contenti a quel punto hanno rovistato in tutti i nostri bagagli. Ci hanno trattate come dei criminali ,ci hanno vuotato ogni cm delle nostre valigie.
Mi è sta to sequestrato lo spray che uso per infilare la protesi,una colla che si spruzza e che fa aderire l’invaso al moncone
Ci hanno buttato acquisti fatti ad eurodisney, delle pistole giocattolo …ce le hanno buttate perché imitavano un’ arma ( pistola luminosa di buzz lightear con tanto di suoneria..? ) che avevo comprato per i miei nipotini.
Mi hanno smarrito degli occhiali da sole di calvin klein, mi hanno umiliata davanti ad un mare di persone che ci guardavano con sorrisini di divertimento.
E’ arrivata la polizia, la quale ha simulato una perquisizione , mi hanno fatta accomodare in una cabina e lì una poliziotta molto gentile non mi ha toccata assolutamente e si è anzi scusata.
Un poliziotto, giovane, ci guardava con aria di sufficienza , ha preso le generalità, perchè a loro dire abbiamo offeso il personale.
Scioccate, in lacrime, arriviamo all’imbarco. L’aereo aspettava noi.
Il personale della easy jet del volo è stato gentilissimo.
Il capitano e il capo cabina hanno voluto sapere per filo e per segno l’accaduto, perchè a quanto pare questi episodi si sono già verificati e loro stessi avrebbero fatto un rapporto scritto sull’accaduto.
Non ho potuto trattenere le lacrime, ho avuto un crollo totale. La mia condizione non riesco a dimenticarla, neanche durante una vacanza regalo. Le mie figlie mi avevano regalato questo viaggio per i miei 60 anni.
Mi hanno fatto capire, e ricordare , in ogni momento che sono inferiore, che sono violentabile , psicologicamente e fisicamente. Che non sono come loro.
Desidero che questo fatto si sappia.
Desidero che si prendano i nomi di quelle persone in particolare di quel signore che pretendeva camminassi, di quella con la radio trasmittente che non mi ha mai guardato in faccia.
Di quel ragazzo che con aria di superficialità ha buttato via le mie cose.
I miei acquisti, che hanno alimentato l’economia francese.

L’ho copiata qui, perchè noi italiani veniamo criticati e additati di essere incivili, maleducati e intolleranti. Mi tocca da vicino, poichè ho una madre invalida, penso che se le avessero fatto una cosa simile davanti ai miei occhi, io probabilmente sarei in galera, ma la soddisfazione di mandarne un paio all’ospedale sarebbe stata forte.

Non esistono parole per dire quanto fa male questo.

E’ stato un onore

Sandra e Raimondo VianelloCara Sandra,

Oggi in questa giornata di settembre, alle porte dell’autunno tu hai raggiunto Raimondo, il tuo eterno amore.

Negli anni per me sei stata una di famiglia, un’amica, una nonna, una madre.

Nei lenti pomeriggi di studio mi hai fatto compagnia con le tue avventure in Casa Vianello, mi hai insegnato che l’amore, quello vero vive in eterno, oltre la vita e oltre la morte.

Dolce e aggraziata, l’unico dolore per te è stato non poter essere madre, la tua battaglia contro il cancro è stata la mia battaglia, ho lottato con te e Raimondo, sperando e pregando che voi non smetteste di rallegrare i miei giorni.

Siete stati maestri, di amore, di fedeltà, di fiducia, nell’immaginario collettivo la coppia perfetta, sempre insieme, uno l’ombra dell’altra, uno la vita dell’altra.

La vostra ironia, vi seguirà sull’onda di questo vuoto che lasciate dentro di me. Vorrei tornare a quel pomeriggio di maggio di tanti anni fa, quando passando davanti ad un ristorante, vi ho visto, tu e Raimondo, seduti al tavolo, marito e moglie che si parlavano, che si raccontavano con parole che fluivano dai vostri sguardi, avrei voluto entrare e salutarvi, dirvi grazie, dirvi che senza di voi la televisione non sarebbe la stessa.

Quel giorno non ho avuto il coraggio di disturbarvi, oggi che la vostra scomparsa segna la fine di un’epoca televisiva, vi dico quanto vi avrei detto all’epoca. Grazie, per ciò che mi avete dato.

E’ stato un onore vivere nel vostro tempo, ascoltarvi e imparare. E’ stato un onore, avere due grandi semplici, che con sarcasmo, ironia e simpatia facevano riflettere sulla vita, sull’amore e sulla fedeltà, senza troppi fronzoli, senza troppi giri di parole, voi siete stati i grandi ispiratori, siete stati maestri in un’epoca in cui noi giovani stavamo perdendo i punti fermi, voi c’eravate.

Vi ricorderò sempre con affetto. Ricorderò sempre, carissima Sandra, quando interpretavi Sbirulino, eri il mio personaggio preferito da bambina, non mi perdevo una trasmissione in cui ci fosse Sbirulino, anche quando l’infanzia è tristemente passata ed io diventata adulta, Sbirulino resterà sempre il mio personaggio preferito. Sono cresciuta, ma tu per me resterai ciò che nella mia vita di bello c’era, i tuoi occhi azzurri, il tuo sorriso dolce, aperto e familiare, la tua voce, aggraziata e sincera.

Mi mancherai, ma il tuo viaggio verso Raimondo, sarà sicuramente all’insegna dell’ironia, sono certa che tu e Raimondo, riuscirete a creare una paradisiaca sit-com, sicuramente anche gli angeli e i santi vi apprezzeranno e stimeranno.

Grazie dolcissima Sandra.

Ciao Sandra

Sembra l’epilogo della più grande storia d’amore del cinema e invece è realtà. Si è spenta alle ore 13 all’ospedale San Raffaele di Milano anche Sandra Mondaini , che dopo la scomparsa del marito non era più riuscita a riprendere la sua consueta serenità. La coppia d’oro dello spettacolo, nonchè dell’immaginario colletivo, non c’è più. Lasciano un vuoto grande, per la loro simpatia e professionalità, ma l’animo più romantico e nobile suggerisce che forse questo era l’unico modo per tornare insieme. Forse da qualche parte del paradiso Sandra muoverà nervosamente il lenzuolo del letto e Raimondo leggerà ancora la sua gazzetta. Non ci si può esimere dal lasciare un pensiero affettuoso a due personaggi che hanno accompagnato le nostre vite e che per molti di noi erano quasi degli amici fidati.