Va tutto bene (?) – La crisi di governo continua

Per capire se sia corretto o meno che Fini si dimetta dalla carica istituzionale che esercita è necessario chiarire che quella stessa carica, ovvero di presidente della camera, debba garantire agli elettori, siano essi di destra, centro o sinistra, la trasparenza e il monitoraggio della legalità e il rispetto delle regole. Le accuse del Pdl nei contronti del “dissidente” sono state tanta, ma quella che colpisce di più è di aver tentato di proporre leggi non in linea con il programma elettorale. Che male ci sarebbe in questo? E soprattutto se il ruolo è istituzionale e non politico, non sarebbe lecito e doveroso proporre migliorie? Questo dimostra che Fini è stato, nel suo ruolo, libero di agire nel bene del paese. Sentire Fini, che di politica ne capisce, definire Berlusconi come illiberale un po’ mi fa pensare. Fermo restando che questa potrebbe essere solo una burattinata di regime, mi chiedo se sia giusto che questo governo rimanga ancora in piedi. Come un fulmine a ciel sereno è comparsa anche la polemica circa le case dei parenti di Fini, solita opera di screditamento. Ma se togliamo questo sottobosco di calunnie varie dalle parti avverse resta una situazione amara. Una volontà, nemmeno troppo celata, di prendere in giro gli elettori garantendo favole e, di fatto, mettendo il paese ancora più in crisi. La verità è che lo sporco è troppo, che ci vorrebbe davvero un potere in mano a gente che vuole che l’Italia sia un paese competitivo e non una succursale dei propri interessi. Berlusconi ha dichiarato che è lecito che la Fiat si trasferisca. E che dire di tutti i soldi pubblici regalati per la cassa integrazione dei dipendenti? Non era un modo per aiutare un azienda italiana in difficoltà? La logica del premier non è mai stata quella di dirigere la nazione come se fosse un’azienda, ma di usarla per migliorare le sue aziende. Amaro forse, ma è così. Ora che i marcio viene fuori è difficile rimanere indifferenti e non incazzarsi. Se ciò che Saviano ha scritto in Gomorra è vero, Berlusconi non può esserne estraneo. E’ un impreditore, così come lo era Tanzi, Cragnotti, e tutti i signorotti dell’alta moda. Sotto questa luce la trama diventa cupa e oscura e non si capisce come questo sistema potrebbe mai essere pulito o ripulito. Non è tanto per le indagini di varia natura che colpiscono i politici, sempre sia di destra che di sinistra, ma il modo in cui questi ritengano i reati come piccolezze. Non c’è morale, non c’è senso di colpa. Come possiamo chiedere delle dimissioni quando la situazione è questa? E’ impensabile che qualcuno si dimetta. E in ogni caso, a mio avviso, prima di Fini a dimettersi dovrebbero essere in tanti. Dai pianisti ai piazzisti, dai camorissiti agli infiltrati, un crocevia di doppiogiochisti che quando vedono la telecamera sorridono e dicono: “va tutto bene”. Il siparietto politico attuale ricorda molto quello dell’ex DC. Tutto sembra ricominciato e, per giunta, peggiorato. Il problema morale esiste ancora? E’ mai esistito?

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