Fini-Berlusconi: E’ rottura. E adesso?

Dopo mesi di litigi, il divorzio è avvenuto. Berlusconi e Fini si dividono. Quest’ultimo ha dato vita a un nuovo gruppo alla camera che si chiamerà “Futuro e libertà per l’Italia” e ha al suo attivo 33 deputati. Molte sono le polemiche circa la decisione di Fini di non lasciare il suo incarico in parlamento, soprattutto dal premier che ne chiede le immediate dimissioni. La crisi politica del Pdl non diminuisce nemmeno dal settore verde padano, che rivendica più poteri e il famigerato federalismo. Altro polverono è quello alzato dal Pd sulle possibili problematiche di conteggio delle schede alle ultime elezioni regionali, in cui per alcuni seggi sarà fatto un riconteggio. Il clima politico è aspro e non si lesinano colpi bassi. Il tutto è cchiato dalle polemiche riguardo alla nuova P2 e alle indagini che colpiscono numerosi esponenti del parlamento. Lo specchio delle elezioni anticipate è all’orizzonte, ma siamo consci che le manovre, manovrine, teatrini vari lo scongiureranno. Questo, tuttavia, non mancherà di far inasprire i toni, poichè l’eccessivo controllo sui mezzi di stampa, nonchè di internet (blog), non può che far riflettere chi crede nell’informazione libera. Chissà per quale motivo questa caratteristica fa paura a chi governa, quasi che informazione libera voglia dire contro il governo. L’idea è semplice, spiegare alle gente le cose come stanno. Le idee politice vengono messe in secondo piano laddove si ha l’intento di spiegare, poichè le condanne riguardano chi fa quel mestiere. Ma l’informazione, la magistratura ormai sono sotto tiro. E’ preoccupante. Per tornare alla notizia con la quale ho aperto l’articolo, fa piacere che in Italia almeno qualcuno sia in grado e abbia il coraggio di dire di avere un proprio pensiero e di non uniformarsi al Berlusconi pensiero.

Discococa

In quest’estate di crisi di gente che in ferie non potrà andare sui giornali emergono gli scandali annessi ai vip.

In questi giorni, a Milano, si sta seguendo il caso delle discoteche “in” in cui veniva spacciata droga.

Non voglio dare ragione a Corona, quando dice che la droga ormai è arrivata ovunque, ma è vero.

Vedere queste starlette e modelle, che usano cocaina, sniffandola e poi presentandosi ai giornali e alle case di moda come volti e corpi sempre bellissimi, sempre attraenti, mi da fastidio.

Queste donne e questi uomini, entrano nelle case di tutti, attraverso la televisione, attraverso le riviste, diventano i nuovi miti degli adolescenti, che pur di imitarli, si ritrovano, a volte in condizioni disperate.

Mi riferisco prevalentemente al caso di Belen Rodriguues, che per carità è una bella ragazza, ma che sinceramente ritengo un po’ vuota e superficiale, sarà che ce l’hanno servita in tutta le salse con lo spot televisivo, sarà che la si vede su tanti manifesti pubblicitari, ma di quello che ha fatto di certo non si rende conto.

Lei in parte diventa il simbolo a cui si ispirano molte ragazze adolescenti. Un’età che comunque è già complicata di suo, con problematiche molto profonde.

Molte di queste ragazzine, vorrebbero essere come lei e come altre sue colleghe, vorrebbero apparire belle, sexy, a volte anche a costo della loro salute. E queste signorine di spettacolo cosa fanno? Giocano, con la loro immagine, giocano con il potere che la loro bellezza suscita, giocano con il fatto che qualcuno vuole imitarle. Giocano a questo gioco, facendosi vedere all’interno dei giornali scandalistici, finendo negli scandali, cercando poi di passare per povere innocenti, dandosi la colpa una con l’altra, non insegnando niente di quanto non si sappia già.

Per cui mi chiedo, a che serve? A che serve avere un corpo bellissimo, un viso bellissimo, se poi il cervello non è al pari del corpo? Ci sono persone che ogni giorno si alzano e rincorrono i loro obiettivi, sacrificandosi, patendo cassa integrazione, mobilità, difficoltà economiche, eppure al mondo ci sono persone che sprecano tutto in questi locali, incluso la loro vita, che ti dicono che non serve essere intelligenti, aspirare a qualcosa di più, basta avere un bel corpo e un bel viso.

Ti riempiono la testa di queste cose, non faticano e non sacrificano nulla, a loro tutto è dovuto, ecco perché poi si rintanano nel cesso di una discoteca e tirano di cocaina, perché sono talmente vuote e superficiali, che riescono a diventare qualcuno solamente quando finiscono nei guai.

Tanto, come sempre, verrà rifatto il trucco al locale, ci saranno nuovi titolari, nuova gestione, nuovo tutto, ma il giro sarà sempre quello, ci sarà sempre qualcuno che spaccerà cocaina in quei posti, perché finché c’è la domanda ovviamente non può mancare l’offerta.

Venezia : la disabilità é un crimine

Se volgessimo le pupille al passato,ci renderemmo conto più che mai che in realtà il termine ‘passato’ non é poi così scontato come sembra.Il passato potrebbe essere sinonimo di un ricordo,bello o brutto che sia ma potrebbe anche essere un’epoca storica conclusa e compresa tra una data d’inizio e una data di fine.Il filosofo Bergson sosteneva a gran voce le teorie sul tempo della Coscienza.Il tempo della Coscienza non ha nulla a che vedere con gli orologi,la scansione ordinaria del tempo,i minuti,i secondi o le lancette.Esso é soltanto un’espressione interiore,congenita in ognuno di noi e che non conosce ne un inizio ne una fine ma solo lunghi flussi interiori,che coinvolgono gli eventi senza una scansione ben precisa e che ci aiutano a comprendere quanto simili possano essere due momenti storici apparentemente lontani.Siamo ad oltre sessanta anni dalla fine della seconda guerra mondiale;un’apparente parentesi buia che ha partorito ciascuno di noi.Una parentesi fatta da guerre,genocidi,violenze ed ogni forma di razzismo.Negli anni ’30 e ’40 Hitler proclamava le prime leggi antisemite,plagiava le menti dei deboli esseri umani con le idee di superiorità della razza ariana nel mondo e diffondeva ideali di congiure e razzismo contro quelli che egli riteneva essere diversi e fuori dai propri schemi.I diversi.Chi sono i diversi?Secondo Hitler erano diversi tutti coloro che non appartenevano alla razza ariana pura,gli anziani,i bambini,le donne ed i disabili.I disabili non avevano alcuna voce in capitolo.Erano dunque considerati esseri inermi ed inutili,sotto qualunque punto di vista.Non erano in grado di autogestirsi o di lavorare nei campi di concentramento e questo bastava per metterli alla folca.Oggi purtroppo in alcuni luoghi d’Italia guardare un disabile con diffidenza e superiorità accade ancora.Da poco infatti in Veneto un albergatore di Bibione ha chiesto ai genitori di una bimba disabile di soli quattro anni di spostare i suoi orari di pranzo e cena poiché la creatura avrebbe creato dei fastidi agli altri residenti in albergo.La bimba soffre di una malattia congenita,che la costringe ad emettere dei suoni con la bocca e questo,a quanto pare,sarebbe bastato a disturbare la quiete degli altri villeggiatori.I genitori hanno deciso di interrompere immediatamente le vacanze e pare che a quel punto l’albergatore abbia chiesto loro una penale di ben 500 euro per aver deciso di interrompere il soggiorno in grande anticipo.’E’ un affronto’,sostengono i genitori con grande amarezza.Questo é uno dei tanti casi in cui si mostrano atteggiamenti di razzismo nei confronti dei disabili,eppure siamo nel ventunesimo secolo e ciò sarebbe sufficiente per abbandonare quel che invece ci fa invecchiare di mille anni.

JAZZ SOTTO LA TORRE: al via la XVI Edizione con Maurizio Di Fulvio Trio e la partecipazione straordinaria di ROSSANA CASALE

Il 4 Agosto 2010 si apre la XVI Edizione di Jazz Sotto La Torre.

Classe ed eleganze con MAURIZIO DI FULVIO TRIO

un sound inconfondibile ed una voce d’eccezione:

ROSSANA CASALE

 

 

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PALENA (CH) –  4 Agosto 2010

P.zza San Francesco

MAURIZIO DI FULVIO TRIO

Special guest ROSSANA CASALE

Maurizio Di Fulvio – chitarra

Ivano Sabatini – contrabbasso

Walter Caratelli – batteria/percussioni

special guest: ROSSANA CASALE – voce

 

Il noto festival Jazz abruzzese intitolato “JAZZ SOTTO LA TORRE”, giunto ormai alla sua XVI edizione, porta quest’anno a Palena (CH) nomi importanti del panorama italiano e internazionale.

Eleganza strumentale, equilibrio tecnico-esecutivo e sound inconfondibile predominano nel trio capeggiato da MAURIZIO DI FULVIO, chitarrista-compositore abruzzese che da anni svolge una brillante carriera concertistica, esibendosi in performance intense e cariche di pathos nei maggiori festival europei ed americani a fianco dei grandi chitarristi e musicisti contemporanei. Ha ricevuto elogi da importanti testate giornalistiche internazionali e la critica specializzata lo considera uno dei chitarristi più interessanti ed innovativi dell’attuale panorama musicale. Un’autentica “saudade swing” e fragranze mediterranee aleggiano nel repertorio dei brani incisi negli album” “Sweety notes” (2000), “Mediterranean flavours” (2003), “A flight of fugues” (2004), “On the way to wonderland” (2007) e “Carinhoso” (2010). Nell’itinerario artistico confluiscono il jazz nero, il jazz latino, il rock, le tinte del classico e la sensibilità di un’interprete che coniuga in sè una tecnica solida e una raggiante vena compositiva. Di Fulvio assembla con il suo strumento un incredibile mosaico di note, spadroneggia sulle corde, si confronta egregiamente con maestri di calibro mondiale, arrangiando liberamente brani celebri e rivelando soprattutto le sue ottime doti di bravo compositore. Numerose le tournèe intercontinentali ed europee tenute nei primi mesi del 2010: Usa (Classical Guitar Society di Miami e Università di Atlanta), Messico (Cancun, Acapulco, Mexico city, Merida, Toluca Università di Ixltauaca), Venezuela (Caracas, Choronì, Ciudad Bolivar, Guajana), Brasile (San Paolo, Rio de Janeiro), Polonia (International Guitar Festival di Swidnica, Wroclaw, Varsavia), Spagna (Fondazione Andrès Segovia di Linares), Slovacchia (International Guitar Festival di Modra), Francia (Isola di Rè – La Rochelle e Limoges). I prossimi impegni, oltre ai numerosi concerti programmati in tutta Italia, isole comprese, lo vedranno in agosto in Austria (Vienna e S.Polten) e Spagna (Catalogna e Andalucia), in settembre in Messico (Pachuca e Guanajuato), in ottobre in Israele (International Guitar Festival di Netanya), in novembre in Germania (Havellaendische Musikfestspiele di Berlino), in dicembre ancora in Spagna (Murcia e Siviglia) e subito dopo in Costa Rica (Conservatorio di San Josè). Completano il trio Ivano Sabatini, contrabbassista esperto e dalla solida preparazione, che utilizza sia la tecnica jazz che l’archetto, passando da accompagnatore a voce solista e creando atmosfere ricche di bellezza melodica e pregevole musicalità, e Walter Caratelli, batterista dall’esperienza multiforme, che, con equilibrato senso dell’estetica musicale, sottolinea ogni momento dell’esecuzione con effetti strumentali e particolari trovate ritmiche. Ospite d’eccezione del trio è per la prima volta ROSSANA CASALE, cantante dalla vasta e poliedrica esperienza, che ha calcato più volte il palcoscenico pop di Sanremo e recitato, tra gli altri, nel musical “Un americano a Parigi”, in coppia con Raffaele Paganini, l’étoile del Teatro dell’Opera, ottenendo uno straordinario successo e il premio Bob Fosse. Successivamente Rossana sceglie di tuffarsi completamente nella sua passione per il jazz e nel 1994 registra “Jazz in me”, un lavoro incentrato sugli standard americani degli anni ’40 e ’50 che la consacrerà definitivamente come la first lady del jazz in Italia. Da grande interprete quale è, si immerge in graffianti e vellutati standard e con la sua particolarissima voce angelicamente acuta e con grande classe, li reinventa, li ribalta e li fa rivivere a sua immagine. Nel concerto, insieme al Maurizio Di Fulvio Trio, creando atmosfere rarefatte ed intime emozioni, interpreta jazz & brasilian songs. Particolare attesa quindi per una serata di gran classe.

 

 

PALENA (CH) –  4 Agosto 2010

P.zza San Francesco

MAURIZIO DI FULVIO TRIO

Special guest ROSSANA CASALE

Tutto pronto per il Pumma Rock Fest 2010

Tutto pronto per il Pumma Rock Fest 2010

Musica e cultura per i giovani di Sant’Antonio Abate


Sta per aprire i battenti la prima edizione del Pumma Rock Fest 2010, kermesse musicale in programma per il 28 ed il 29 luglio a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli.

L’evento ad ingresso gratuito, organizzato dal Forum dei Giovani cittadino con il patrocinio del Comune di Sant’Antonio Abate e con la direzione artistica di Maurizio Affuso (organizzatore del Caserta Rock Fest), si svolgerà in via De Luca, all’interno dell’area mercato

Prima dell’esibizione dei big il palco della cittadina abatese sarà calcato da otto gruppi emergenti, quattro per giorno, i quali si sfideranno in un contest il cui vincitore avrà la possibilità di esibirsi sul palco del gemellato Caserta Rock Fest e di registrare una demo presso il SY6 Studio.

Questi i nomi dei gruppi che parteciperanno alla competizione: Deisler, Dilis, Droword, La Dionea, Natural Image, The Tulips, Underscore, The Characters.

Quattro invece i nomi d’eccezione che comporranno la line-up: NoBraino, Giorgio Canali e Rossofuoco, RFC e Il Teatro degli Orrori.

 

I NoBraino, senza dubbio tra le più interessanti band della penisola, porteranno a Sant’Antonio Abate una buona dose di sarcasmo e di originalità, condita da “musica leggera contaminata” da numerosi altri stili, rock e patchanka su tutti. Il loro ultimo album, “No Usa! NoUk!” è stato registrato proprio sotto la supervisione artistica di Giorgio Canali.

Giorgio Canali ed i Rossofuoco sono una squadra perfetta che non delude mai dal vivo. Si fanno portatori di esibizioni live mai simili l’una alle altre e di una presenza scenica fuori dal comune. Essere rock all’estremo è una caratteristica di base per la band che ha collezionato un incredibile numero di date e che è, quanto mai a ragione, una dei più importanti riferimenti della musica italiana indipendente.

 

 

Gli RFC (acronimo di Ritenetevi Fortemente Coinvolti), sin dal 2000 su e giù per l’Italia per far ballare il pubblico con il proprio coinvolgente ska core, hanno diviso il palcoscenico con alcuni tra i più interessanti gruppi della scena internazionale, tra cui Ska-P, Meganoidi, Subsonica e Linea 77 (con i quali è nata negli anni una forte amicizia ed una proficua collaborazione).

Il Teatro degli Orrori ha alle sue spalle vere perle della musica italiana (Dell’impero delle tenebre e, l’ultimo, A sangue freddo). A loro si da il merito di riuscire a sfornare ottima musica e di essere vere bestie da palcoscenico, completi sia sotto il punto di vista puramente musicale che per la profondità dei testi. Verità spigolose e spesso nascoste che vengono portate alla luce dal gruppo rock noise in ogni loro brano.

 

Per raggiungere il Pumma Rock Fest è sufficiente imboccare l’uscita Angri dell’autostrada Napoli-Salerno e proseguire in direzione Sant’Antonio Abate/Santa Maria la Carità.

 

 

1° Pumma Rock Fest 2010
Sant’Antonio Abate – Via De Luca (Area mercato) – Ingresso gratuito

28 luglio
Contest per band emergenti/ Giorgio Canali e Rossofuoco + NoBraino
29 luglio
Contest per band emergenti/ Il Teatro degli Orrori + RFC

I Motel Connection live a Santa Maria Capua Vetere (Ce)

Un venerdì 17 fortunato!

 

Nuova data per il settembre casertano: a far ballare il pubblico ci penseranno i Motel Connection, band dalle sonorità radicalmente elettroniche, nati da una costola dei torinesi Subsonica.

La data è molto semplice da ricordare, venerdì 17 settembre, e la location risulta appropriata quanto insolita: il parcheggio del Centro Sportivo Poseidon, in via Napoli a Santa Maria Capua Vetere (Ce).

 

I Motel Connection nascono nel 2000 a Torino dall’incontro tra Samuel e Pierfunk (rispettivamente voce ed ex bassista dei Subsonica) con il Dj Pisti.

E’ del 2001 il loro primo lavoro, la colonna sonora del film di Marco Ponti “Santa Maradona”, seguito da altre quattro produzioni, ultima delle quali H.E.R.O.I.N., del 2010.

 

Questa dei Motel Connection è la soluzione trovata dal Direttore artistico Maurizio Affuso per non scontentare i tanti che hanno votato il gruppo di musica elettronica come headliner del Caserta Rock Fest.

 

 

 

 

Motel Connection

17/09/2010

Parcheggio Centro Sportivo Poseidon

Via Napoli – Santa Maria Capua Vetere (Ce)

Ingresso: 10 euro

“Voglio andare a Bali”: ecco il nuovo singolo di Valerio Manni

Entusiastiche recensioni per questo disco che fa battere il tempo.

Tratto da “Il momento giusto” (CNI music 2010) ecco il nuovo singolo che Valerio Manni canta a destra e a manca, virando ad Oriente

 

E’ uscito il nuovo singolo “Voglio andare a Bali” feat. Capone (che si destreggia con le sue percussioni ricavate da barattoli di marmellata), tratto dall’album Il momento giusto realizzato artisticamente insieme a Josh Sanfelici (ex Mau Mau e Aretuska di Roy Paci) per l’etichetta discografica Tomato Records, distribuito dalla CNI Music e promosso dall’agenzia L’AltopArlAnte di Fabio Gallo.

Valerio Manni traccia la via per una nuova forma di cantautorato, prendendo di mira la realtà quotidiana attraverso un testo molto personale e di denuncia nei confronti anche del sistema politico e dei suoi retaggi culturali.

 

Recensioni:

 

«Resta incalzante l’inciso di “Sto Meglio”, de “Voglio andare a Bali” e di “Tanto e lo stesso”… resta il piede che batte che ormai ci ha preso gusto… resta il sapore di quell’America dei vip e delle belle da sogno… […] per andare oltre le righe che sembrano semplici… che a volte il semplice e’ arte da vendere…»

(Sound Contest, Alessandro Riva, 22 luglio 2010)

«Si nota subito il nuovo singolo Voglio andare a Bali, che dietro una maschera estiva e sorridente presenta il lato critico, a tratti caustico del suo autore, che racconta della ricerca di una fuga dall’alienazione del mondo di ogni giorno, fatto di ipocrisia e perbenismo.  […] Ciò che colpisce, fin dal primo ascolto è la grande bravura dell’artista nel saper giocare con linguaggi e fraseggi, così che ogni brano presenta caratteristiche singolari».

(L’Isola che non c’era, Eugenio Goria, 2 luglio 2010)

«In Voglio andare a Bali (track 1), Valerio Manni sembra prendere L’avvelenata di Francesco Guccini e farla sua, aggiornandola con ritmi e suoni moderni e sparando a zero sull’ipocrisia della nostra attuale società». (Whipart, Fabio Dalmasso, 16 marzo 2010)

«Se ci chiedessero come funziona l’industria musicale in Italia, esclusi i tanti amici di Maria De Filippi, questo sarebbe un buon riferimento da citare. […] Quell’italiano che così finirà per memorizzare un nuovo nome: Valerio Manni? Ma chi quello di Voglio andare a Bali?».

(Fuorilemura, Maria Cristina Costanza, 24 maggio 2010)

«Valerio Manni: è lui quello che rilancerà il funky soul in Italia? Sarà il tempo a dirlo, ma intanto il suo nuovo disco Il momento giusto. […] Il cantautore torinese ha colpito nel segno».

(Rockambula, Piero Vittoria, marzo 2010)

«Spero di sentire presto altri lavori di Valerio perché di musicisti come lui in Italia c’è davvero bisogno». (Sonicbands, Manuel Sechi, 19 marzo 2010)

«Sarà il tempo a dire se il funky soul italiano ha trovato il suo nuovo guru, per ora godiamoci questo disco da scoprire con gran piacere traccia dopo traccia».

(FullSong, Piero Vittoria, 10 marzo 2010)

Un altro pezzo di cultura che chiude

A Napoli, la città dai mille volti, dai mille odori e sapori, chiude un altro pezzo di cultura.

Chiude il teatro del popolo, il Trianon Viviani, in cui nel 1911 debuttò il primo spettacolo, chiude il teatro che ospitò il grande Edoardo Scarpetta con la sua compagnia di teatro popolare, chiude il teatro che ha ospitato le grandi commedie di Edoardo De Filippo, chiude un pezzo della cultura Napoletana e Italiana.

Le istituzioni locali, Comune, Provincia e Regione, non si sono presentate all’ultimo consiglio di amministrazione, de facto, non approvando il bilancio.

Dopo quattro anni, di gestione, il direttore, il cantante Nino D’angelo, si è sfogato con una lettera inviata al quotidiano La  Repubblica.

Io che conosco quel teatro, che conosco il quartiere in cui si colloca, che conosco quella città, mi chiedo: perché? Quando ho letto quell’articolo, ci sono rimasta male, pensando a tutte le volte che vi ho accompagnato mia zia, andando a vedere anche spettacoli diversi dalle commedie napoletane. E’ come se chiudessero un pezzo della mia adolescenza, della mia sete di cultura, di arte e di conoscenza, mi rattrista tutto questo.

Un posto che desse un’alternativa ai tanti giovani, altrimenti abbandonati per strada, le cui possibilità non sono molte.

A questo punto mi vengono dei dubbi:

Cosa faranno questi ragazzi e ragazze, quando, anche questo pezzo di cultura sarà chiuso?

Gli enti pubblici, hanno considerato che permettendo questa chiusura, offriranno più braccia alla malavita? Oppure, è meglio così? Molti di questi, già assuefatti al perenne lamentarsi, continueranno a farlo? Fa comodo a quanto pare avere una città, che per quanto bella e ricca sia, è solo rinomata per la malavita, ma la gente comune, quelli che vivono di poco, che poco hanno cosa faranno? Saranno costretti a cadere in quei giri, oppure andare via per permettere ai figli di non finire come tanti altri ragazzi.

Nino D’angelo, si è assunto un compito oneroso, complesso e difficile, in una città ancora inquinata da anni di politica abusivista e senza scrupoli, che ha permesso il nascere della malavita, mettendo radici profondissime.

Non ho proposte da fare alle amministrazioni pubbliche campane, ho solo domande, che sono le stesse che si pone il direttore artistico del Trianon Viviani.

In una città che vuole emergere, ma che fa fatica a rinascere, chiudendo anche questi spazi culturali, cosa si otterrà?

Si otterrà che la società anziché evolvere, cadrà sempre di più nell’ignoranza, così facendo, politici e imprenditori senza scrupoli, potranno regnare indiscussi, decidendo cosa dare e cosa no, non dando risposte perché non vi sono le domande, non rispondendo a domande ma ignorandole.

La tipica barzelletta napoletana, io che vi ho vissuto, trovo che sia ormai un costume più che consolidato.

Ho come la sensazione, che in questa città, la cultura deve essere controllata, concessa a pochi eletti residenti nei quartieri giusti, quelli eleganti e ricchi, il resto, è bassa manovalanza senza futuro, senza sogni, senza speranze.

Non mi interessa chi politicamente siano i responsabili, se quelli al governo o quelli dell’opposizione, tanto sono tutti solo parole al vento, buone per quelli che si bevono tutto, buttandole giù come un sorso d’acqua.

Preferirei che vi fosse qualcuno che anziché vendermi le sue parole piene di Farò, Faremo, mi desse i risultati di cose fatte, di opportunità realizzate, di crescita equa per tutto il Paese, invece, no. E’deprimente vivere così, è deprimente vivere in un paese, che è un esempio per tutti per la sua bellezza, per le sua grande e immensa cultura, che però viene aperta solo a pochi eletti.

Tra qualche anno nasceranno ancora le lobby degli acculturati?

Spero di no, spero che l’arte, la cultura, la conoscenza e  la bellezza, diventino per tutti, che siano al contrario incentivate dagli enti pubblici.