ROMA – Presentazione ufficiale del disco “Non vi stimo più” de L’INSOLITO CLAN

ALTIPIANI

presenta
il nuovo de L’INSOLITO CLAN

“NON VI STIMO PIù”
(Prod. Altipiani – distr. Italia CNI – distr. dig. mondo Believe)

Cantautorato surreal-contestatario

Preambolo:
Da qualche parte è stato scritto:
“generalmente il cantautore utilizza melodie semplici che acquistano particolare valore in virtù della qualità dei testi utilizzati, che non sono poesie, bensì, tecnicamente, altra cosa in quanto creati insieme
alla musica in una sorta di simbiosi.”
Da ciò, in questo caso, si evince che i versi sono de “L’Insolito”, la musica del “Clan”.
Se il bianco fosse bianco come la neve o il verde fosse verde come l’erba questo preambolo non sarebbe servito, ma purtroppo e per fortuna tutto già esiste in natura, così come esistono i cantautori, quindi, esiste un Insolito Clan che si affaccia e irrompe nella scena della musica d’autore nostrana con il suo cantautorato surreal-contestatario.
Con la sua seconda prova discografica “Non vi stimo più”, in uscita con Altipiani L’insolito Clan da vita al teatrino drammaticamente surreale in cui tutti quanti ci ritroviamo nella parte di protagonisti e comparse a tempo pieno. Ironico, provocatorio, dissacrante, non-sense, il disco fotografa spaccati di società, abitudini, usi, costumi e quant’altro passi sotto la lente di ingrandimento del Clan unendo il tutto ad una musicalità che non trova riscontro nei generi preconfezionati, ma spazia da una parte all’altra creando quasi una forma canzone personale e irriverente.

Biografia L’Insolito Clan

Il caposerraglio dell’Insolito Clan – individuo sornione finché la papalina non gli prende la muffa – è certamente Fortunato Stramandìnoli, in arte Fofò. Istigato dal demone della satira, rastizza la chioma, si abbuffa di classici (Gaber, De Andrè, Jannacci, Gaetano) e si fa crescere l’artiglio dello strimpellatore. Per concludere l’apprendistato affina il carisma con una buona dieta a tranquillanti. La tempra si fortifica con i sacrifici. Specie d’estate, quando tutti, a Crotone, si godono il mare. Entro l’anno trova la prima cricca di musicisti ruspantelli che lo accompagnano nei locali e in strada. Prendono il via. In breve arrivano finalisti, senza crederci più di tanto, al concorso crotonese Una casa per Rino [Gaetano] e allo Spazio d’autore di Termoli. Fofò se ne fa una ragione. Nel bene e nel male.Stabilisce un’altra meta, Rimini, e aggiorna la compagnia. L’unica cosa che accomuna i nuovi membri del Clan è essere emigrati in patria ma pur sempre in terra straniera: la riviera del Divertimondo. Continua a battere i palchi portando in scena un genere che qualcuno ha definito «cantautorato surreal-contestatario», altri «teatro-canzone», altri ancora «non so, non rispondo», ma che per certo – al di là delle definizioni – agguanta lo spettatore coinvolgendolo dalla testa al bacino.
All’inizio del 2005 Ribéss records porta l’Insolito Clan a familiarizzare con le registrazioni in studio e il risultato sono gli ep gemelli Per conoscenza, che documentano la scarna, spigolosa e al contempo lisergica esuberanza del gruppo. Seguono concerti assortiti, sparsi qua e là in Romagna.
Nei mesi a seguire il Clan modificherà via via il proprio assetto, partendo con un importante rimpiazzo: chiama alla batteria l’eclettico Danilo Rinaldi. Settembre: parte la stagione degli ultimi concorsi dell’anno. Al riminese Non sparate sul pianista, ripescato in extremis causa defezione dell’ultimo finalista, l’Insolito Clan balza sorprendentemente dal quarto al primo posto, ottenendo unanime approvazione dei giurati e primo premio per la categoria «gruppi».
Con quel primo riconoscimento senza smagliature, il Clan cerca e trova la formazione più adatta al suono che nel frattempo ha maturato: qualcosa che ha ancora del ruvido ma senza ostentarlo, che fa saltare i gangheri alla tradizione ma col suo tacito consenso. In rapida successione entrano nell’insolita orchestrina: il contrabbasso di Nicolò Fiori, la tromba di Elia Conti, il trombone di Claudio Podeschi, e per non farsi mancare proprio nulla arriva ai flauti il maestro Fabio Mina e alla fisarmonica Luigi Flocco.
Il 2007 è l’anno dell’esordio discografico vero e proprio, esce infatti a Novembre, con presentazione al MEI di Faenza, il primo lp “50enne bruno povero senza fissa dimora, cerca donna ricca e bella scopo matrimonio”.
Dopo un anno di concerti e il passaggio dalla romagnola Ribéss Records all’etichetta romana Altipiani si preparano a presentare il loro secondo lavoro, “Non vi stimo più”, per l’inverno 2009.
Lo sfondo comune al nuovo Clan è evidente: fuga dal conservatorio e approdo (selvatico, romanticissimo) sulla strada, nei locali che ancora propongono musica argutamente sanguigna, nei teatrini vivaci e fragranti di fumo anche nel dopo-Sirchia. Naturalmente la spina dorsale del Clan resta Fofò. Capofortuna senza grilli per la testa. PratiCANTANTE. Giullare senza re. Lunatico disinvolto. Benedetto da un ingenuo cinismo e da una presenza scenica senza immediati paragoni.

Ingresso gratuito

 

Per chi non potrà essere a Roma, sarà possibile seguire lo spettacolo in streaming a questo indirizzo: www.livestream.com/altipiani

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