Il Vaticano si schiera a favore del nucleare

La tanto discussa penisola italiana.La tanto ludica penisola italiana,che erroneamente si proclama laica e che però si contraddice in un batter d’occhio.Stato e Chiesa sono due poteri separati.Peccato però che nell’antica Roma,insieme a Giustiniano,si parlava già di potere temporale e potere spirituale come due realtà inscindibili.Milioni sono gli esempi di Papi,che purtroppo nel corso della storia hanno perduto il vero significato della missione cui Dio li ha destinati,siano essi Papi che in nome della religione hanno distribuito migliaia di morti ai tempi delle Crociate,siano essi Papi che come tutt’ora tentano e purtroppo non invano di mescolarsi silenziosamente in affari burocratici,se così possono essere definiti.Non recentemente il Papa Benedetto XVI ebbe a dichiarare che sarebbe stato opportuno evangelizzare il Web,definito più volte inappropriato,in modo tale che tutti i giovani ‘ribelli’ potessero conoscere la parola delle Sacre Scritture in modo rapido ed indolore.In quanto a ‘manipolazione’ delle masse a questo punto oseremmo pensare che le intenzioni del pontefice non siano poi così diverse da quelle di una certa maggioranza politica attualmente al potere in Italia.Giacché molti hanno ignorato e continuino ad ignorare la gravità di una possibile e quantomai vicina coalizione tra ‘Impero’ e ‘Chiesa’,in questa sede fornirò un ennesimo esempio che spero possa essere utile a tutti voi.Il Papa e alcuni Cardinali religiosi hanno ultimamente dichiarato di essere a favore dell’energia nucleare.L’energia nucleare é l’energia del futuro,senza contare che con il nucleare in realtà é indubbio che non vi sarà alcun futuro.’Dio ha scelto il nucleare per voi,fedeli’,ascoltate le parole del Padre.In realtà sappiamo oramai tutti i rischi a cui accorreremmo qualora si decidesse di optare realmente per questo tipo di energia.Energia pulita,Energia del futuro,il nucleare dei borghesi benpensanti.E’ giusto che un Paese laico ammetta qualcosa del genere?E’ giusto che il Vaticano si interessi di questioni ‘politiche’ o che esprima un’opinione che di certo non sarà indifferente ai milioni di fedeli italiani?Ai posteri l’ardua sentenza.

In radio il singolo del cantautore Carmine Torchia

In radio il singolo del cantautore Carmine Torchia

 

Ottimi i riscontri ottenuti dai due brani presentati dal cantautore Carmine Torchia a “Sanremo Nuova Generazione” e a “Musicultura”

“Tende di Seta” è il brano inserito nella compilation  “Nuova generazione sei Tu” con 22 artisti, di etichette associate AFI, con i migliori brani proposti per Sanremo 60^, ed è in vendita su i.Tunes e nelle edicole (allegato del periodico Cioè)

 

“Quest’Amore” è il brano guida dell’album “ Mi pagano per guardare il cielo” del cantautore calabrese, col quale ha partecipato alla XX edizione di “Musicultura”, conquistando il Premio SIAE alla migliore musica e il Premio AFI per il miglior progetto discografico e migliore interpretazione

 

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Carmine Torchia, cantautore, nasce a Sersale (CZ) nel 1977, attualmente vive a Roma.  E’ laureato in Architettura, nei ritagli di tempo si dedica alla pittura.

“L’odore dei mandarini”, primo brano scritto, risulta come una presa di coscienza, un indirizzo definitivo verso la musica d’autore che si sposa bene con l’amore per la poesia.

Ha aperto concerti di Stefano Rosso, Peppe Voltarelli, Niccolò Fabi, Eugenio Bennato, Moltheni, Tonino Carotone.

Nel settembre del 2005 partecipa a “Musica Controcorrente”, aggiudicandosi il Primo Premio, il Premio alla personalità artistica ed il Premio “Città di Poggio Bustone”.

Nel 2008 si aggiudica il Premio della Critica al “Cantautori Bitonto Suite”; il Primo Premio e il Premio per il miglior testo al concorso “Dietro la nuca della città”.

Nel 2009  esce il primo lavoro discografico per Castorone Edizioni Musicali, Mi pagano per guardare il cielo, presentato alla Fiera del Libro di Torino; è affiancato nella produzione artistica da Francesco Valente.

L’album sarà, poi, presentato in un viaggio-tournèe di quattro mesi, Piazze d’Italia (sulle tracce di de Chirico).  L’artista si è esibito in versione acustica, voce e chitarra, in più di trenta date, toccando le maggiori città italiane con piccole incursioni anche in Francia e Svizzera, sperimentando un modo alternativo di promozione: nelle piazze durante il giorno, alla sera nei locali.

Il 26 luglio del 2009 viene pubblicato Piazze d’Italia (sulle tracce di de Chirico), Prospettiva Editrice, taccuino di viaggio che racconta l’omonima tournèe.

Nel 2009 con il brano Quest’Amore” prodotto da Castorone Edizioni Musicali, partecipa alla XX edizione di “Musicultura”, conquistando il Premio SIAE alla migliore musica e il Premio AFI per il miglior progetto discografico e migliore interpretazione.

Attualmente è in tour con lo spettacolo Piazze d’Italia e con i suoi concerti; è in lavorazione il secondo album.

 

CARMINE TORCHIA

www.myspace.com/carminetorchia

www.carminetorchia.it

“La carezza del papà”, Nuovo video per i Virginiana Miller

I Virginiana Miller presentano “La Carezza del Papa”, nuovo video tratto dall’album “Il Primo Lunedì del Mondo” uscito il 9 Marzo 2010  per ZAHRecords/Edel: un disco limpido, nei suoni, nelle parole e nell’intento di accontentare se stessi per primi.
Il video “La Carezza del Papa” è stato girato da Marco e Paolo Bruciati partendo un’idea di Simone Lenzi.

Il brano è un dialogo di momenti vissuti che intrecciano sconfitte, illusioni, delusioni, paurerimpianti, promesse mancate, fallimenti.
Il titolo e il testo della canzone riprendono il celeberrimo “Discorso della Luna” di Papa Giovanni XXIII che recita:
« Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza. ».
Provocatoriamente i Virginiana Miller aggiugono “ma anche un calcio nel culo va bene, anche
quello ogni tanto fa bene, come segno di amore sicuro, di contatto e calore animale senza tante parole”.

Il racconto di questo video inizia nella solitudine di un palcoscenico, sotto una luce accecante: un alto prelato canta quella che può essere definita una canzone a metà fra la preghiera e la protesta.

Se è difficile e forse inutile voler trarre una morale da questo racconto di parole e immagini, non è sbagliato supporre che l’ironia dei Virginiana sia rivolta verso ogni Autorità terrena che, in forza del potere, smarrisca quel senso di limitatezza da cui dovrebbero necessariamente derivare compassione e umiltà.
Se è vero che con questo disco i Virginiana Miller hanno abbandonato le tematiche adolescenziali per ritrovarsi “dalla parte del Padre”, il Padre che viene chiamato in causa ne “La Carezza del Papa” è qualcuno cui si rimprovera una sostanziale lontananza.

Ad uso esclusivo di questo padre lontano, sono da intendersi anche i sottotitoli in latino, presenti per l’intera durata del video.

Recensione e intervista: Zibba e Almalibre “Una cura per il freddo”

L’album “Una cura per il freddo” di Zibba e gli Almalibre è senz’ombra di dubbio un bel disco. Le atmosfere di pane caldo e sentimenti riecheggiano tra le note e le melodie, tracciando un percorso che porta verso un cielo più che sereno. Come un vento caldo che proviene dal mare, quella leggera brezza che colora il viso, la musica di Zibba emoziona e trascina senza tregue. Questo lavoro differisce molto dai precedenti, sia per l’incanto che sfocia nel jazz, sia per la favola che crea un rapporto tra narratore e ascoltatore. Un bel brivido da ascoltare e riascoltare. Il viaggio parte con “Mallamore”, un pezzo ritmato, sarcastico e ricco di passione, che come un quadro descrive un promiscuo scambio di affetti nelle sue diverse sfumature, dal sesso al piacere fino all’anima e ritorno. D’altro canto “è difficile stancarsi della carne rosa”, come il cantautore ligure narra. “Ordine e gioia” è una persa, dolce e intensa, un sapore che sa di fragola e nuvole: una ballata di zenzero e racconti. “Una parola, illumina” è una ballata che sfiora il rock e sussurra a un jazz di pianoforti e violini con parole taglienti. Con “Ammami” il sound è brillante ed euforico, ancora si sente l’odore del mare e del pesce appena pescato. Il ritmo avvolgente e intrigante rende “Dauntaun” una vista di una città raccontata da un’angolatura dissacrante, molto bello il finale hip-hop, in un culmine di suoni ben miscelati. Si prosegue con i viaggi dissacranti di “Bon voyage”. Ci si ferma, poi, alla stazione della poesia con “Scalinata Donegaro”, un ritratto della famiglia, senso più profondo dell’amore, è un incedere di parole calde, accompagnate da una musica che pare la compagna ideale di viaggio. “L’odore dei terni” ha un qualcosa di nuovo per il modo di scrivere solito per Zibba, ma che dalla malinconia di un momento lascia esplodere quel che più nell’anima: la voglia di star bene. Poi ancora una poesia tra le note di “Soffia leggero”. Lo stacco rock di “Rockenroll” è forte e deciso, con una bella scossa ai danni dell’ipocrita vivere. Un inno al sogno che portiamo dentro. Puro jazz in “Tutto è casa mia”, amalgamati gesti e voci degli strumenti, che sembrano cantare anch’essi con Zibba. E come un inno alla luna che parla d’amore in “Una parte di te”. “Quattro notti” racconta sensazioni lontane, ma che portano con sé il senso delle cose più profonde. “Dove vanno a riposar le api” è un finale poetico e a tratti struggente. Un romanzo in poche righe, una ninnananna leggera. Un racconto che sa di vita e pure emozioni. Un bel disco.

 

Intervista a Zibba:

1. Nel disco vengono più volte citati i piedi, che sono protagonisti anche nella copertina. Che rapporto hai con i piedi? Cosa rappresentano per te?

ZIBBA: Sono un amante del piede femminile. Sessualmente sono sempre stato attratto da questa parte del corpo. Poi negli anni sono passato da una condizione di “preso in giro” dagli amici che mi sentivano parlare dei piedi delle ragazze piuttosto che di altre parti del corpo, fino a scoprire che sono molti ad avere questa mania. E molti anche in fase più cronica della mia. Non si può spiegare. è una parte del corpo che quando ben curata è molto affascinante. I piedi in copertina sono della mia compagna, i migliori che abbia mai visto in vita mia. Sono fortunato.

2. Il sound del nuovo disco è molto differente, più maturo per certi versi, rispetto ai precedenti. Cosa è cambiato in questi ultimi tempi? E come pensi che questi tempi siano cambiati.

ZIBBA: Cambia tutto ogni giorno. Il nostro sound, come i testi, seguono il susseguirsi delle cose. I cambiamenti interiori e quelli dell’ambiente che ci circonda. Cos’è cambiato in giro? Non lo so. Forse che stiamo passando? Forse che finisce l’era delle televisione. Forse che adesso ho una cabina armadio ma nella stessa casa di prima. Forse che quando mi sveglio ho ben chiaro quello che voglio essere nella vita. Lotto con i miei mezzi per portare gioia e armonia dove posso. è cambiato tutto e non è cambiato niente. Siamo sempre qui. Tu a fare domande ed io a rispondere.

3. Il tema dei sentimenti e l’importanza della famiglia sono sempre presenti nel tuo lavoro: pensi che i giovani abbiano ancora a cuore le stesse cose, o l’immediatezza e la velocità dei rapporti abbiamo creato una nuova forma di “sentimento al consumo”, che non lascia nulla? Mi viene in mente Rockenrol, in cui parti dell’ipocrisia di questa società e di quel che poi davvero ci piace.

ZIBBA: L’altra notte tornando a casa fuori da una discoteca ho visto alcune scenette di baldi giovinastri poco più che diciottenni intenti nel picchiarsi, aggiustarsi i reggipetti e i tacchi vertiginosi, prendersi in giro, barcollare ubriachi e agitarsi e urlare in preda alla coca. Ho bestemmiato amico mio. Avrei voluto prenderli tutti, metterli davanti alla foto dei loro genitori a ventanni. Avrei voluto fermarmi e chiedere ad ognuno di loro cosa si aspettano dalla vita e cosa stanno facendo perchè questo accada. L’uomo è nato per amare e stare bene. Non per altre mille cose inutili e distruttive. Se i valori della famiglia e dell’amore stanno uscendo dai principi fondamentali dell’uomo dobbiamo fare qualcosa per riportarli a casa. Lo so, con la musica c’entra poco. Ma… sono su un palco. Ho la possibilità potenzialmente di arrivare a molti. E faccio la mia parte.
Per quanto mi riguarda, ti rispondo che io non riesco a parlare d’altro. Amore. Non abbiamo bisogno d’altro.
Siamo figli di un mondo che non dovrebbe essere così? Chi ha forza capisce. Chi ne ha meno si adegua. Chi ne ha in abbondanza faccia qualcosa!

4. Molti, come il sottoscritto, sperano nel tuo successo, anche per riportare la musica italiana ai livelli che merita. Ritieni che i personaggi provenienti dai reality show danneggino, in qualche modo, chi, come te, fa la “gavetta” portando la propria musica nei locali?

ZIBBA: Per fortuna non mi tocca il successo di chi partecipa ai reality. Non è lo stesso campo da gioco. Non c’è rivalità. Loro fanno la loro cosa, alcuni bene altri male come in ogni ambiente. Non è questo che non funziona. Ma ci sarebbe da fare una conferenza in merito. Dal festival di Sanremo ai Reality non si parla di musica. Sono shows. Spettacolo. Costruiti e curati perchè facciano compagnia alle persone che amano la tv. Quello che faccio io e che fanno la maggior parte dei miei colleghi è fare chilometri con il culo sul furgone per andare a suonare non si sa dove e non si sa come con la sola voglia di arrivare alla gente. E a noi la televisione, haimè, piace poco. Poche cose. Quindi non mi sento minacciato. Anzi. Sarebbe come paragonare un giudice antimafia a quello di forum. Due campi da gioco ben diversi. Mi ritiro per deliberare…

Lodo Alfano: il ritorno

Lodo Alfano, il ritorno. Come non intitolar così l’ennesimo atto di sfida di un governo arrogante e presuntuoso alla democrazia. Si tratta ddl costituzionale che darebbe l’immunità parlamentare a premier e ministri. Il Lodo Alfano era già stato considerato, mesi addietro, incostituzionale dalla corte costituzionale. Ancora battaglie contro le intercettazioni, perchè, quel che chiedono anche gli industriali, non ci siano ancora elezioni a “rovinare” il “perfetto clima politico” che si è instaurato in Italia. Mentre Fini cerca di smorzare i toni e dichiara di non aver intenzione di creare un nuovo partito, qualcosa ancora non torna perfettamente. Si trattava solo di una manovra per attirare su quest’ultimo un po’ di luce o davvero ci sono delle tensioni riguardo all’operato di Berlusconi? Prossimo atto, modificare la costituzione. Il primo punto di questa è “l’italia è un paese basato sul lavoro”. Bene, dove sono i passi avanti a riguardo? La crisi imperante ancora costringe persone a casa senza lavoro, le aziende falliscono. Gli incentivi serviranno a poco. Le speranze per i giovani sono ai minimi storici, e una nuova forma di sottile (e nemmeno troppo) regime, crea una nuova via fatta di starlette e sogni di televisione. La rivoluzione dello show business non ha sconti, l’impatto mediatico prima degli interessi del popolo. Questo è quanto. Ora sta alla gente capire cosa sta davvero accadendo.

Un’Italia che muore ogni giorno

L’architetto Charles W. Moore,esponente dell’Architettura Postmoderna del secondo Dopoguerra fece costruire a New Orleans la rinomata ‘Piazza D’Italia’.L’opera architettonica pone al centro la ricostruzione di una Italia un po’ stilizzata,scarna ma comunque multicolore.Un’Italia priva di qualunque funzionalità,con il solo scopo di incuriosire il fruitore.Questa é proprio l’attuale situazione in cui é immerso il nostro Paese : l’Italia é lo spettacolo,il mondo é il suo spettatore.L’Italia si trova quasi al centro di un’Europa,che già da tempi molto remoti le é sempre stata anni luce avanti.L’Europa conosceva il progresso,abbracciava le arti e la letteratura.L’Italia la raggiungeva talvolta decine di anni più tardi.L’Italia é infatti un Paese che quasi non riesce a stare al passo con il mondo : essa gode di tutto e non gode di niente.Situata in ‘vista mare’ attira milioni di turisti da tutto il mondo,turisti attratti dalle spiagge e dalla buona cucina.C’é qualcosa,dunque,che impedisce alla nostra terra di progredire,costringendola ad uno stato di continuo degrado e primitivismo.In Italia si parla ancora di nucleare mentre in molti altri Stati del Mondo si parla già di energie rinnovabili e a costi zero.Inoltre é oramai risaputo che la politica é il primo grande ‘virus’ del nostro Paese.Politici egoisti,ciarlatani e xenofobi che non sono in grado di far sentire i cittadini come parte integrante di un Paese democratico.Ed il primo grande punto sul quale ci sarebbe da discutere é proprio questo : come può un cittadino italiano o straniero sentirsi parte di un Paese se chi ne tiene le redini é incurante dello stesso?La gente perde così ogni fiducia e si affida al caso.Il caso non sempre però é portatore di buone nuove ed ottimi consigli e nella maggior parte dei casi conduce l’individuo ad un grave squilibrio mentale.Ultimamente ho potuto notare come oggi non ci si possa più stupire di nulla : Berlusconi continua ad insistere sulle leggi ad personam;madri che soffrono di gravi depressioni danno fuoco ai propri bambini o li annegano;badanti squallide alzano le mani agli anziani di cui si occupano;omicidi all’ordine del giorno;suicidi consueti nelle carceri italiane;poliziotti che senza un diritto picchiano la gente.E’ questo il mondo di cui tutti siamo spettatori,anche se spesso si preferisce non sapere per non ammetterlo.Pace a tutti,italiani.

I palermitani non si arrendono dinanzi alla Mafia

Palermo – Palermo é un cantuccio caldo e freddo insieme.Palermo gode della luce della sua terra.Palermo gode della luce eclissata da chi la abita.Il capoluogo siciliano non é mai stato libero e ha scritto pagine infinite con la sua storia.Palermo é una distesa di sole che ombreggia ora nei pressi dello Zen,ora nei pressi di Ballarò,Falsomiele ed ora invece presso la Vucciria.Le parole ‘pizzo’ e ‘mafia’ fanno ancora parte del lessico di un palermitano.In proposito infatti é recentemente avvenuto un atto di grave offesa nella città siciliana : un gruppo di individui ha infatti stracciato via e/o derubato i noti disegni e messaggi che dal famoso albero in onore di Falcone e Borsellino sito in via Notarbartolo.A questo atto di barbarie però i cittadini hanno risposto protestando e mostrando tutta la propria indignazione al riguardo.Il doppio,se non il triplo,di striscioni,messaggi e scritte di ogni tipo sono stati innalzati nel luogo,poiché i cittadini sanno dove dimora il bene e vogliono combattere per liberare Palermo dalla nuvola oscura che grava su di essa.In occasione dell’evento che ha coinvolto numerose scuole della città,tra cui bambini di ogni grado di istruzione,pare che il sindaco Cammarata abbia voluto affligere personalmente sull’albero la scritta ‘Eroi per sempre’.Cammarata,l’uomo buono,il sindaco per eccellenza che si schiera contro la mafia ma probabilmente solo con le parole.Palermo é in un continuo degrado.Palermo non é mai stata libera.Ma la paura,signori,la paura non sempre vince.

Caserta Rock Fest 2010

A settembre torna a Caserta uno dei più attesi eventi del sud-Italia e gli unici destinatari siete voi!

 

Per il quarto anno torna il Caserta Rock Fest, kermesse musicale che ha visto in passato alcuni tra i più importanti esponenti della musica italiana indipendente e non solo. Ancora incerta la location, mentre è ufficiale la notizia che quest’anno il festival durerà due, intensi, giorni. Tra i possibili candidati a calcare il palco casertano nel prossimo settembre, spiccano nomi importanti del calibro di Massive Attack, Verdena, Baustelle, Il Teatro degli Orrori e Subsonica.

 

Tre edizioni, tre successi di pubblico, tre spunti di cambiamento per la città campana. Ciò che è rimasto per fortuna immutato, invece, è l’animo fuori dal comune del festival, molto diverso da quasi tutti gli altri: si legge chiaramente nei volti degli addetti ai lavori la passione e la voglia di riuscire a costruire qualcosa di bello, al di fuori dei puri meccanismi economici e delle logiche di mercato. Un festival che piace al pubblico almeno quanto all’organizzatore: “Il Caserta Rock Fest è diventato quasi un vizio” dichiara Maurizio Affuso, frontman della nota band Ska-core RFC nonché direttore artistico del festival, “so che una volta all’anno, qualsiasi cosa succeda, io sarò impegnato in questo progetto”. Ed è un vizio anche per chi, almeno una volta, ha partecipato da pubblico all’evento.

 

Il Caserta Rock Fest 2010, segna anche il momento finale di un’altra interessante iniziativa: il Caserta Rock City. Anch’esso organizzato da Affuso, il CRC è un contest musicale per band emergenti che porterà il vincitore a suonare sullo stesso palco degli headliner. Un modo originale e vero per promuovere la musica partendo dal basso.

 

Per informazioni:

Direttore artistico/organizzatore: Maurizio Affuso

casertarockfest@libero.it

 

Ufficio stampa:

New Media Press

newmediaufficiostampa@gmail.com